A Pomigliano la Tiberina ha avviato la procedura di mobilità per dimezzare il personale. Lunedì l’incontro tra azienda e sindacati.
La fabbrica della Tiberina si trova accanto al grande stabilimento Fiat di Pomigliano. Produce pezzi per il telaio della Panda, l’utilitaria realizzata a poche centinaia di metri. Ma l’azienda dell’indotto sta soffrendo moltissimo la carenza di commesse.
Una carenza che ormai si trascina da cinque anni e che ha fatto consumare tutta la cassa integrazione disponibile. Cig che terminerà definitivamente a marzo. A questo punto l’impresa di Umbertide, in provincia di Perugia, ha consegnato ai sindacati la comunicazione di avvio della procedura di mobilità per 50 dei 100 addetti, la metà dell’organico attualmente disponibile. Lunedì ci sarà il confronto con le organizzazioni di categoria. Nel frattempo i responsabili aziendali non intendono rilasciare dichiarazioni. Scioglieranno la riserva soltanto dopo il faccia a faccia con le organizzazioni di categoria.
La situazione della Tiberina di Pomigliano appare più drammatica se si considera che è la più grave nell’ambito nell’intero gruppo italiano, che conta 16 stabilimenti in tutta Italia. Ed è drammatica anche la situazione dell’intero polo automobilistico campano. Il 31 marzo scadrà la cassa integrazione per circa 1400 addetti della Fiat di Pomigliano mentre si cercano soluzioni puntate alla ricollocazione degli oltre 700 cassintegrati della Marelli di Poggioreale. Nessuna prospettiva in vista, invece, per i 316 operai dell’impianto logistico di Nola, chiuso da quando è stato inaugurato, nella primavera del 2009.
(Fonte foto: Rete Internet)

