Il Decreto Legge è stato finora integrato da 150 emendamenti che consentono di attivare da subito le analisi ai terreni sospetti e alle relative falde.
La Rete dei comitati vesuviani – Zero Waste Italy si esprime sulla conversione del DL 136/13 proposto dal Ministro Orlando in risposta allo scempio dell’inquinamento in Campania e Puglia e particolarmente nella terra dei fuochi e nell’area di Taranto che è alla fase finale.
“Il travagliato iter prima in commissione ambiente alla Camera e poi all’aula di Montecitorio sta definendo in queste ore una legge che presenta, a nostro avviso, molte luci e qualche ombra; – spiega il portavoce Franco Matrone – Il dato negativo è senz’altro la conferma dell’art. 3 che apre le porte al possibile uso di 850 unità militari per la repressione dei roghi nella terra dei fuochi. Militari di cui nessuno dei comitati in campo sentiva la necessità e le cui risorse necessarie andrebbero investite responsabilizzando le amministrazioni locali in videsorveglianza e incremento dell’attività di vigilanza e le forze di polizia, aumentandone la disponibilità oraria, dotandole dei mezzi di trasporto efficienti e riforniti”.
Secondo gli attivisti “dare ai sindaci gli strumenti e le risorse necessarie per il controllo del proprio territorio di competenza in uno con l’attività di intelligence e di coordinamento interforze è la via maestra per stroncare l’illecito smaltimento dei rifiuti speciali alla base dei roghi tossici”. Intanto, importanti emendamenti sono stati approvati a parziale modifica del DL iniziale, auspicati dalla manifestazione “fiumeinpiena” e declinati in proposte concrete dai principali comitati. Oltre 150 emendamenti integrati al DL originario che consentono di attivare da subito le analisi ai terreni sospetti e alle relative falde.
A tutto questo c’è da aggiungere l’auspicato impegno del Ministro Orlando a riconvertire le aree SIR della Campania in Siti di Interesse Nazionale (SIN) in capo alle competenze ministeriali, l’impegno del Ministro Lorenzin sull’attivazione da subito in Campania del registro regionale dei tumori e l’approvazione in commissione Giustizia della Camera e a giorni in aula, con voto unanime, di un testo unificato che prevede l’introduzione di due nuovi illeciti nel codice penale: inquinamento ambientale (che sarà punito con reclusione da uno a cinque anni e con multa fino a 100mila euro) e disastro ambientale (punito con reclusione da 4 a 20 anni) in previsione, si spera a breve, di incardinare il reato di Ecocidio.

