Una delegazione dell’azienda automobilistica tedesca sarà ricevuta stramane nella fabbrica della nuova Panda. E si moltiplicano le voci di un interessamento del colosso teutonico verso una parte del gruppo torinese.
Un direttore di stabilimento, tecnici, dirigenti, esperti: è la delegazione del colosso tedesco che stamattina sarà ricevuta nella fabbrica simbolo del modello Marchionne. La concorrenza più temibile, il gigante teutonico per eccellenza, visita dunque lo stabilimento che sta producendo l’utilitaria più amata dagli italiani, la nuova Panda.
Intanto si moltiplicano le voci di un insistente interessamento dell’azienda tedesca per l’acquisto del marchio Alfa Romeo e di un impianto italiano. Voci che si sono moltiplicate già a settembre, quando c’è stata la prima visita dei tecnici Volkswagen. Voci già smentite seccamente all’epoca dalla Fiat che aveva specificato il fatto che “la tecnologia di Pomigliano è in gran parte a marchio Comau”, azienda che serve anche Volkswagen, che avrebbe quindi l’intenzione di verificare l’applicazione di questi macchinari. A ogni modo l’impianto di Pomigliano è molto diverso nell’organizzazione dal sistema adottato dalla casa di Wolfsburg, dove la cogestione tra impresa e sindacato costituisce il punto di forza dell’azione industriale.
Eppure lo stabilimento partenopeo suscita evidentemente la curiosità dei tecnici tedeschi. Bisogna marcarlo: c’è un punto di eccellenza a Pomigliano, la tecnologia. Su questo non ci piove. I 700 milioni di euro di nuovi investimenti messi a segno nel 2011 sono più che visibili nella linea robotizzata, tra le più avanzate del settore automobilistico. I tecnici del colosso germanico potranno ammirarla in tutta la sua dinamica sequenza. Non si sa però se la delegazione Volkswagen si soffermerà anche sul Wcm, il sistema produttivo ed ergonomico adottato con la consulenza di Hajime Yamashina, il docente universitario nipponico nonché consulente della Toyota. Su tutto quanto è calato il silenzio della Fiat.
Non si sa chi siano nel dettaglio gli invitati. Non si sa cosa faranno in fabbrica effettivamente. Da Torino si specifica soltanto che “osserveranno la tecnologia di Pomigliano”. Un gioiello che però conta ancora 1400 cassintegrati a zero ore sui 4515 addetti alle produzioni auto. Un gigante della modernità che produce una vettura i cui componenti sono in gran parte realizzati fuori della Campania, cosa che ha creato un vuoto occupazionale e produttivo in tutto il settore auto regionale, dove i cassintegrati ammontano a migliaia. Complice, ovviamente, anche un mercato italiano in caduta libera. Ma non è solo la crisi la causa dei mali industriali campani.






