La commissione del guru Yamashina ha di nuovo conferito la Gold Medal allo stabilimento della Panda. Che però annaspa tra cig e monoproduzione. Intanto Fim, Fiom, Uilm e Fismic rivendicano un nuovo modello.
La Fiat di Pomigliano passa l’esame dello staff del guru del Wcm, il professore nipponico Hajime Yamashina, e si conferma miglior stabilimento automobilistico del gruppo italiano, tra i migliori in Europa insieme agli impianti polacchi di Tychy e di Bielsko Biala.
Ieri ingegneri e tecnici inviati dal docente giapponese nella fabbrica napoletana hanno infatti deciso la conferma della Gold Medal al Giambattista Vico, penultimo scalino prima del raggiungimento della World Class, la medaglia di platino, vetta del nuovo sistema di produzione e di organizzazione introdotto nell’era Marchionne. Pomigliano dunque continua il processo di miglioramento e si conferma stabilimento top in Europa facendo registrare anche un aumento del punteggio di valutazione del Wcm, cha da 74 passa a 75 punti.
Ora però i sindacati rivendicano più produzione e più occupazione. Si fa notare che nonostante i migliori risultati in termini di performance la fabbrica della Panda, da dove peraltro è partito il contratto dell’auto e il conseguente drastico cambiamento del sistema di relazioni sindacali, resta l’unico stabilimento monoprodotto del comparto automobilistico italiano. Un impianto che dipende dalla sola produzione dell’utilitaria, che nonostante sia l’auto più venduta in Italia sta facendo registrare cali che in questa fase producono altra cassa integrazione. Difficile inoltre la situazione occupazionale, con 1300 addetti in cig quasi senza soluzione di continuità e con un indotto che conta altri mille operai in cassa.
A questo proposito Fim, Fiom, Uilm e Fismic rivolgono appelli e avanzano critiche. “Apprezziamo questo continuo avanzamento sul Wcm – spiega Raffaele Apetino, coordinatore del settore automotive per la Fim di Napoli – ma riteniamo pure che Pomigliano debba essere ora più che mai la punta di diamante in grado di recepire ulteriori investimenti allo scopo di saturare produzione e occupazione”. Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, aggiunge però di essere “sicuro che al momento giusto Marchionne risponderà a questa qualità tecnologica, produttiva e organizzativa con l’introduzione di altri investimenti: è solo questione di tempo”.
Anche la Uilm rivolge un appello. “Da un lato si continua ad essere all’apice – commenta Crescenzo Auriemma, della segreteria Uilm Campania – dall’altro invece la cassa integrazione continua per cui a questo punto credo proprio che la Fiat debba porsi il problema che a Pomigliano sia necessario introdurre un altro modello di vettura”. Critica la Fiom. “Vanno bene i premi – dice Franco Percuoco, coodinatore del settore auto di Napoli – ma ciò non ha garantito la continuità produttiva e soprattutto la stabilità occupazionale: è giunto il momento che anche le organizzazioni che hanno firmato gli accordi con l’azienda si convincano davvero che sia necessario rivendicare sviluppo”.
(Fonte foto: Rete Internet)

