Mimmo Mignano, leader del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, annuncia in un’assemblea a Napoli, una nuova stagione di battaglie politiche e sindacali, dopo il secondo sigillo del centro sociale di Pomigliano.
I locali del parco pubblico, trasformati a giugno dai Cobas nel primo centro sociale operaio Fiat occupato, sono stati fatti chiudere per due volte dal comune di Pomigliano, guidato dal centrodestra.
La seconda, quella definitiva, almeno per il momento, risale a due settimane fa, quando la polizia municipale ha fatto saldare la porta dell’immobile fronte strada che era stato occupato da Mimmo Mignano, operaio licenziato dalla Fiat, e da alcuni cassintegrati del reparto logistico di Nola. Intanto quella stanzetta incastrata nel perimetro esterno del parco pubblico è ormai diventata un caso politico. Il primo tentativo di occuparla, due mesi fa, culminò con un parapiglia con la polizia. “E non è finita – ha avvertito Mignano durante una riunione di ieri, in un centro sociale di Bagnoli – noi il nostro centro sociale operaio ce lo riprenderemo, tra poco”.
Mignano e gli altri esponenti del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat oggi saranno tra i protagonisti di un’assemblea al politecnico di Napoli, a piazzale Tecchio. “Lanceremo varie iniziative – spiega – l’autunno caldo, l’unità di lotta e una manifestazione agli ingressi della Fiat, per la metà di settembre. Vogliamo fermare la fabbrica di Pomigliano – avverte il leader Cobas – dove alcuni giorni fa è morto un operaio e dove a giugno sono stati fatti i sabati di recupero senza dare prospettive ai cassintegrati”. Mignano attacca la Fiom. “Bloccheremo la Fiat – polemizza il militante politico – e non faremo come ha fatto la Fiom sabato 22 giugno, che alla sei del mattino ha fatto dietrofront fingendo un blocco che i suoi iscritti avevano peraltro annunciato”.
Le espressioni che i Cobas stanno usando alle assemblee napoletane sono di quelle molto forti: “Con Marchionne ormai è scontro mortale”.

