Ieri disoccupati, operai in cassa integrazione, studenti e precari hanno razziato gli scaffali dell’ipermercato di Afragola.
“Esproprio proletario” in un ipermercato del Napoletano, l’Ipercoop di Afragola. Scene in puro stile anni Settanta: povera gente, operai, disoccupati e militanti politici che svuotano gli scaffali, riempiono i carrelli e passano davanti alle casse senza pagare il becco di un quattrino. Una vicenda apparentemente semplice ma che alla fine si rivela di quelle lunghe e complesse. Comincia poco dopo le undici di ieri mattina l’ “assalto” dei senzatutto aderenti al Movimento dei disoccupati autorganizzati di Acerra, al Comitato di lotta cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano e dell’indotto, al centro sociale Iskra area flegrea e agli Studenti autorganizzati di Napoli.
Una trentina di persone, striscioni e megafoni in pugno e carrelli della spesa pronti all’uso. I manifestanti cominciano a spazzare via dagli scaffali ogni genere di prima necessità, pane, olio, pasta, carne, salumi, scatolame. Poi si fermano a pochi passi dall’uscita senza acquisti, accanto alla barriera delle casse. ” Terremoto sociale, terremoto occupazionale: salario per tutti “, il titolo del volantino, che ricorda il terremoto, quello vero, di domenica scorsa, distribuito tra gli avventori dell’ipermercato, rimasti quasi attoniti di fronte all’insolito “spettacolo”. “Abbiamo fame ma non abbiamo i soldi e quindi ci prendiamo quello che dobbiamo prenderci”, spiegano i senzatutto.
Che a un certo punto superano l’uscita dell’ipermercato e si ritrovano, carrelli alla mano, fuori del centro commerciale, nel parcheggio. ” Direttore, questa è una rapina “, comunica al telefono un sorvegliante dell’Ipercoop. I disoccupati e i cassintegrati Fiat intercettano la minaccia e si fermano. Decidono di parlamentare. Infine, ripiegano: tornano indietro e restituiscono all’azienda i carrelli zeppi di merce. Troppo pesante il rischio di una denuncia per estorsione e rapina. Da qui la decisione di trasformare l’esproprio proletario in una protesta simbolica. Quindi, poco prima dell’una, giungono sul posto i carabinieri, che identificano Cuono De Maria e Mimmo Mignano, due dei leader dell’atto dimostrativo. Subito dopo De Maria e Mignano vengono ricevuti dal direttore dell’ Ipercoop di Afragola.
” Gli abbiamo chiesto di abbassare i prezzi dei generi di prima necessità “, racconteranno poi i militanti politici e sindacali. Dopo l’una e mezza torna la calma nell’Ipercoop di Afragola: i disoccupati a casa e gli avventori all’interno del supermercato, in vista del cenone di Capodanno. Per il momento i carabinieri non hanno denunciato nessuno. Ma l’informativa di reato potrebbe partire da un momento all’altro. Una situazione più o meno simile si è verificò durante le festività natalizie del 2004. In quell’occasione le forze dell’ordine denunciarono nove attivisti, fra i quali Mario Avoletto, del centro sociale laboratorio Ska, Francesco Caruso, deputato di Rifondazione Comunista, Michele Franco e Antonietta Terracciano del movimento precari RdB-CUB.
Sono stati tutti condannati in primo grado dalla quarta sezione del tribunale di Napoli per “estorsione aggravata dal numero di persone”. Il presidio di nove anni fa ad Afragola si concluse con la messa a disposizione volontaria, da parte della direzione Ipercoop, di pasta e pelati distribuiti gratuitamente ai clienti del supermercato.
(>Fonte foto:Rete internet)

