Di come si giustificherà lo sperpero di denaro pubblico e di come si brinderà a tarallucci e vino sul graduale disfacimento dell’ambiente vesuviano. La cronaca del sopralluogo della Commissione ecomafie alle Lave Novelle di Ercolano.
Tutto era stato concordato e pareva che, nonostante un paio di rinvii, lo si fosse fatto con precisione. A dire il vero ci era subito sembrato inopportuno includere anche la Porcilaia di Trecase assieme alla visita alle discariche delle Lave Novelle di Ercolano, il tutto nello stesso giorno; infatti la sola Ammendola & Formisano, come poi sarà, necessitava di un’intera giornata e questo escludendo le altre emergenze ercolanesi. Ma, davanti a forza maggiore, quella dell’urgenza di mettere in luce le criticità di un territorio fin troppo martoriato e dimenticato, abbiamo fatto di necessità virtù e ben sperato che il tutto si facesse nel miglior modo possibile.
Per ovviare agli inconvenienti e per ottimizzare i tempi, decidemmo, qualche giorno fa di inviare alla III Commissione Consiliare Speciale, quella cosiddetta delle ecomafie e presieduta da Antonio Amato, un itinerario per quel che riguardava la zona delle Lave Novelle ad Ercolano e che riguardava, oltre l’Ammendola & Formisano, anche l’ormai famigerata Cava Montone e Contrada Novelle Castelluccio. Per questo speranzosi di mostrare a tutti la gravità di una situazione fin troppo sottaciuta se non nascosta all’opinione pubblica.
L’appuntamento, come da programma, era alle 10.30 all’uscita dell’autostrada di Torre Annunziata Sud, presso la rotonda del cimitero di Trecase, per affrontare la prima parte del sopralluogo, la Porcilaia, discarica storica tra Trecase e Torre del Greco. Verso le 11.00 però veniamo avvertiti che il programma era stato invertito (poi la visita di Trecase salterà definitivamente) e che la Commissione era già ad Ercolano, a Cava Montone. Inutile dire che le tre Associazioni presenti trasecolano, inutile ancora dire che c’era anche qualche amministratore locale ad attendere alla rotonda e che, così come gli attivisti del posto, desistono tornandosene a casa. Noi, in fretta e furia, prendiamo invece la volta di Ercolano dove, una volta giunti, stranamente troviamo già presenti gli amministratori locali col sindaco Strazzullo in testa.
Cava Montone è presidiata dalle Forze dell’Ordine, un intero cellulare di militi antisommossa tutto per noi e col severo ordine di controllare i presenti e di evitare che questi facessero foto e riprese; ordine del magistrato, dirà qualcuno, perchè il sito era ancora sotto sequestro e le indagini in corso, dirà qualcun altro, come sembra fosse anche dei giudici l’ordine di invertire il programma, ma a che pro? Perchè sovvertire un programma da tempo concordato?
Lo stato degli scavi è quello dello scorso autunno, scorie d’ogni genere al vento e alla pubblica fruizione, tranne ovviamente ieri, completamente blindato. Dopo aver quindi fatto un evitabile aerosol di miasmi e ipocrisia, nella maniera più confusa possibile, si decide di andare verso l’Ammendola & Formisano per poi da lì visitare via Novelle. Nonostante le indicazioni di seguire una logica e di proseguire compatti, ognuno va invece alla rinfusa e per conto proprio, tant’è che mentre il gruppo più folto raggiunge l’entrata dell’ex cava, altri, come il presidente Amato, vanno a fare un giro a via Novelle e a via Filaro prolungando l’attesa dei primi arrivati presso l’invaso della discarica. Poco male, e speriamo che Antonio Amato faccia tesoro dello schifo che avrà sicuramente visto in quei luoghi abbandonati all’incuria e allo sversamento illegale.
La cosa più frustrante provata ieri è stata, non solo quella del negazionismo dell’amministrazione ercolanese, per certi versi scontato e a noi ben noto, ma ci ha colpito soprattutto il minimizzare di molti attivisti presenti, quelli che definiremmo dell’ultim’ora o dagli interessi specificamente opportunistici, e che hanno giudicato poca cosa lo stato di quei luoghi, sembrava quasi che fossero un tutt’uno con l’amministrazione, delle utili spalle! Basti pensare che purtroppo, è l’insieme di tutte quelle “piccole e poche cose” che ci sta lentamente uccidendo.
Ci chiediamo quindi quale fosse la ragion d’essere di molti di loro se non quella di una funzionale presenza ad asserire l’inammissibile. E poi, davanti ai tanti dubbi dei cittadini, davanti all’evidenza dell’incremento di talune patologie lì a San Vito, davanti al percolato che tracima, cosa fai tu amministratore? Salvi almeno le apparenze? No! Lasci che l’imperatore vada nudo, perchè sai che tutti ti diranno che è vestito! Perchè tutti avranno contemporaneamente la necessità di coprire le loro indicibili nudità morali.
Ormai è palese che i circa 5 milioni di euro stanziati per l’ex SIN del Litorale Vesuviano, saranno spesi per foraggiare l’ennesimo carrozzone pubblico e porre solide basi clientelari per le venture elezioni e che ben poco rimarrà, a Ercolano come altrove, per risanare quei luoghi un tempo ridenti.



