Iniziano gli scavi nella cava dismessa adibita a discarica abusiva, ancora niente di certo ma affiorano i primi fantasmi di un passato increscioso, quelli che molti vorrebbero dimenticare.
Ieri mattina, verso le undici, tecnici dell’ARPAC, militari del NOE e del CTA (Coordinamento Territoriale Ambientale del Corpo Forestale dello Stato) si sono recati in località Orfanotrofio e precisamente a Cava Montone, a Monte di Via della Barcaiola per effettuare i primi rilievi relativi alla ricerca di sostanze pericolose per la salute. La zona è infatti nota per essere un luogo di scarico di rifiuti di ogni genere e pericolosità.
Dall’alto, da via Castelluccio e possibile vedere ancora il percorso lasciato dai camion che in prevalenza scaricano ancora materiale di risulta edilizio; questo nonostante il presidio fisso dell’esercito all’imboccatura della stradina che porta alla cava. In quel luogo è inoltre sepolta, da anni di rifiuti ed incuria, anche una domus romana, ormai appena distinguibile tra i copertoni e i bidoni che la ricoprono.
Sul posto erano presenti due ruspe che hanno incominciato a scavare mettendo in luce il triste segreto di quei luoghi. Per ora niente di certo e definitivo ma dallo scavo è emersa la carcassa di un camion, molti bidoni corrosi dalla ruggine o dal loro contenuto e tantissimo amianto. Non ci è dato ancora sapere se quel mezzo possa essere il famoso camion interrato e carico di veleni di cui tanto s’è favoleggiato negli ultimi tempi, così come per quei bidoni è prematuro valutarne il contenuto, le analisi ce lo diranno, ma di certo non era quello il posto a cui destinarli.
Abbiamo incontrato sul posto Don Marco Ricci, ex parroco di San Vito ma strenuo difensore di questa zona e a capo di uno dei comitati che hanno denunciato lo stato delle cose, gli abbiamo chiesto un commento su questa svolta positiva:
“Al di là di tutto quello che può uscire da qua dentro, è un dato di fatto che si tratta di una situazione vecchia e conosciuta da anni. E così come è stato sotterrato materiale di vario tipo, così la gente ha affossato nelle proprie coscienze una verità che non vogliono far uscire fuori. Io credo che bisogna fare un doppio scavo! Uno nel terreno, ma uno anche nelle coscienze delle persone! Perchè se si riesce a scavare nelle coscienze delle persone non c’è neanche bisogno di fare gli scavi, le cose si sanno! Perchè c’è molta omertà, c’è molta vigliaccheria, c’è molta paura! Sembra quasi che i colpevoli siamo noi, noi che vogliamo fare emergere la verità, senza nessuna intenzione politica, perchè delle elezioni non ce ne interessa assolutamente niente! Pare quasi che stiamo noi dalla parte del torto e che vogliamo denigrare una zona di Ercolano. Invece, proprio perchè amiamo questa zona, ora stiamo qua proteggerla”.
Siamo contenti che finalmente si incominci a far luce su questi luoghi, quelli che hanno fatto della limitrofa frazione di San Vito un luogo tra più insalubri del Vesuviano.

