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Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con la società di servizi di Pomigliano un’intesa che supera i limiti imposti dal contratto nazionale di lavoro. Vicenda analoga a quella Fiat. Di Raffaele: ” Per gli impiegati contratti ad personam “.

A pochi passi dalla Fiat di Pomigliano, cioè proprio dove è stato avviato il processo puntato al superamento dei contratti nazionali di lavoro, spunta un altro patto in deroga a un contratto nazionale. E’ capitato nel settore pubblico e stavolta l’accordo è stato firmato anche dalla Cgil. Alla Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune di Pomigliano, è stata infatti raggiunta un’intesa aziendale che consentirà drastiche riduzioni salariali, fino al dimezzamento dello stipendio, per gli impiegati di settimo, quinto e quarto livello. L’accordo è stato sottoscritto all’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel, da Nicola Di Raffaele, presidente di Enam spa, dalla Cgil Funzione Pubblica, dalla Uil-Trasporti e dalla Fit-Cisl.

Non ha firmato perché del tutto contraria la sola Fiadel, sindacato autonomo firmatario del contratto di Federambiente, lo strumento nazionale che regola il lavoro nelle società che erogano i servizi pubblici di igiene urbana. “ Con questo accordo – scrive Di Raffaele – potremo procedere alla stipula di contratti ad personam ”. Entro la fine di questa settimana il presidente della società di servizi chiamerà uno ad uno gli impiegati, sono circa una ventina, ai quali saranno sottoposti i nuovi contratti, i cui importi saranno sensibilmente ridotti rispetto alla tariffazione prevista dal contratto nazionale di lavoro.

“ Chi si rifiuterà andrà in mobilità ”, avverte il manager dell’azienda di via Nazionale delle Puglie nominato tre anni fa dal sindaco del Pdl Raffaele Russo durante lo strapotere politico dell’ex presidente della giunta provinciale, Luigi Cesaro. Comunque c’è chi, tra gli stessi impiegati della Enam, ha già annunciato che non firmerà un bel niente. Un duro braccio di ferro è dietro l’angolo. “ Si profilano degli atti – spiega un impiegato che vuole restare anonimo – che più che in deroga al contratto nazionale appaiono come dei soprusi, decisioni fuori dalla legge ”. La Enam è riuscita a strappare l’accordo anche grazie al fatto che non sono stati toccati dalle modifiche contrattuali gli operatori ecologici veri e propri, cioè gli operai utilizzati nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti urbani. “ E questo ha sostanzialmente consentito – aggiungono alcuni impiegati – un’inaccettabile divisione tra i lavoratori, una sperequazione assurda ”.

Gli addetti della Enam sono 108. Due anni fa qui sono stati sventati i primi, clamorosi, licenziamenti in una partecipata pubblica campana grazie a un accordo che ha permesso il trasferimento di 22 dipendenti negli organici del comune di Pomigliano. Ma ciò, sempre secondo quanto sostenuto dai vertici aziendali, non sarebbe bastato a contenere le perdite. Quindi l’avvio di una nuova procedura di mobilità, culminata con l’accordo in deroga al contratto stipulato all’Ormel giovedi scorso. La questione costo del lavoro. Di Raffaele in una conferenza stampa aveva mostrato dei tabulati come prova dei costi eccessivi sostenuti dall’azienda N.U. per garantire i salari degli impiegati.

Tabulati prontamente smentiti dagli impiegati, che in un successivo incontro con la stampa hanno mostrato i loro cud, la dichiarazione annuale dei redditi. In base a questi documenti originali forniti dai lavoratori un impiegato della Enam guadagna dai 25mila ai 48mila euro lordi all’anno. Dunque per i più fortunati di loro – ma sono pochi – gli stipendi netti si possono aggirare intorno ai 3mila euro al mese. Ma la media salariale è di 1700-1800 euro netti pro capite. La vicenda Enam ricalca in linea generale ciò che è successo due anni fa alla Fiat di Pomigliano, dove l’azienda automobilistica ha proposto ai sindacati un modello contrattuale in deroga alla regolamentazione nazionale del settore metalmeccanico.

In quell’occasione hanno detto si la Fim-Cisl, la Uilm-Uil, la Fismic e l’Ugl. Netto il no della Fiom. Da allora l’accordo per la Fiat di Pomigliano è stato esteso a tutto il gruppo automobilistico nazionale attraverso la stipula del contratto dell’auto. Ora è sempre più guerra aperta tra il Lingotto e i metalmeccanici della Cgil.