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Ernest & Celestine

Tratto da un fumetto belga, arriva nelle sale italiane il film d’animazione del trio Aubier-Patar-Renner, con la collaborazione di Daniel Pennac, che ha entusiasmato la giuria di Cannes.

Ernest & Celestine è stata una serie a fumetti per ragazzi della scrittrice belga Gabrielle Vincent, uscita per il celebre editore Casterman tra il 1981 e il 2000 con un certo successo di pubblico. Nel 2009 due disegnatori/registi belgi (Patar e Aubier) e il francese Benjamin Renner hanno deciso di portare sullo schermo del cinema le avventure dell’orso Ernest e della topolina Celestine, facendosi aiutare da un collaboratore d’eccezione per la sceneggiatura: lo scrittore Daniel Pennac.

In un mondo dove i topi hanno costruito la loro civiltà nelle fogne, Celestine è una piccola orfana destinata a diventare una dentista e a prendersi cura del motivo della sopravvivenza e del successo della sua specie: gli incisivi. Per questo obiettivo è costretta a sacrificare anche la sua vera passione, il disegno. Sulla superficie dominata dagli orsi, Ernest è un povero squattrinato che sopravvive suonando per le strade. Le due solitudini si incontreranno e daranno vita ad un’amicizia speciale che li emarginerà dalle rispettive società. Pur conservando il taglio naif e quasi didattico dei fumetti, il film d’animazione franco-belga si rivolge anche ad un pubblico maturo grazie alla cura nell’ambientazione e ad una sceneggiatura non banale.

Ernest & Celestine è soprattutto una favoletta sull’amicizia, ma costruita con precisione e profondità. Le due società degli orsi e dei topi sono fondate sui pregiudizi. Nel mondo dei roditori si favoleggia di un terribile orso nemico dei topi; i piccoli vengono allevati nella paura di un qualcosa che nessuno ha mai visto direttamente e imparano a considerare rozzi e selvaggi gli orsi. Solo Celestine – l’unica capace con la sua ingenuità di andare in fondo alle questioni chiedendosi semplicemente “perché?” – non crede a quelle storie e, anzi, fa di un orso il protagonista di molti suoi disegni. Nella città degli orsi i topi spaventano le signore e sono considerati esseri ripugnanti.

Facile cogliere la rappresentazione della paura del diverso, leggera come si addice ad una produzione per ragazzi, ma non per questo priva di scene dalla grande forza narrativa. Come quando un orsetto si diverte a guardare la piccola Celestine che fa irruzione nella sua stanza, mentre il padre cerca di ucciderla e la madre – che aveva appena raccontato la leggenda del topolino dei denti – urla terrorizzata. Ernest e Celestine si muovono ai margini di questi due mondi fondati sul rifiuto dell’altro, che penalizzano le rispettive vocazioni. Sono due classici esclusi, che nella reciproca solitudine e grazie ad un gesto di bontà di Celestine trovano una profonda amicizia.

Nessuno dei due è un eroe senza macchia; entrambi rubano per sopravvivere o per rispondere alle esigenze della società di appartenenza, ma sono in grado di anteporre la percezione personale ai preconcetti che altri vorrebbero imporgli. La bontà dei due protagonisti è istintiva, non mediata da profonde riflessioni. In un finale ben congegnato, un ulteriore gesto di generosità dei due protagonisti smuoverà la giustizia dei topi e degli orsi, rappresentata come immobile e rigida anche grazie ad una felice trovata narrativa ed estetica. A completare il quadro di un film delizioso c’è la qualità dell’animazione.

Dimenticate i disegni super-lavorati dei prodotti americani; lo stile di quest’opera è volutamente retrò e incompleto, con momenti di distorsione grottesca davvero impressionanti e (quasi) spaventosi. Ernest & Celestine ha la cadenza di una favola per bambini, ma con il suo tratto romantico e la storia sempreverde ha le carte giuste per conquistare tutti.

Regia di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner
Durata: 80 minuti
Uscita nelle sale: 20 dicembre 2012
Voto 7/10
(Fonte foto: Rete Internet)

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