Intesa raggiunta all’Unione Industriali di Napoli. L’azienda di Somma utilizzerà strumenti alternativi all’estromissione forzata di 61 dei circa 500 addetti. Bruno ( Fiom ): “Ora necessaria una corretta gestione organizzativa e finanziaria”.
Indotto aeronautico Dema: licenziamenti revocati. E’ una notizia in controtendenza rispetto al negativo andamento occupazionale e produttivo. Ieri infatti sindacati e Dema hanno raggiunto l’intesa non traumatica sulla procedura di mobilità avviata l’11 febbraio dall’azienda di via San Sossio. Il patto è stato stipulato all’Unione degli Industriali di Napoli tra Fim, Fiom, Uilm e i responsabili dell’impresa che produce componenti per alcuni dei più importanti velivoli commerciali del mondo. Nell’intesa si scrive che “le parti hanno proseguito il confronto sull’esame congiunto, approfondendo le motivazioni poste alla base della procedura, per cui, allo scopo di fronteggiare le richieste delle organizzazioni sindacali, l’azienda si dichiara disponibile a ricercare soluzioni alternative ai licenziamenti”.
Alternative che sono state anche individuate: cassa integrazione a rotazione, formazione dei lavoratori in esubero utilizzando la cig e mobilità volontaria e incentivata per gli addetti che ne faranno richiesta. ” Le parti – si aggiunge nel verbale d’incontro – concordano di dettagliare nella prossimo riunione in Regione l’attuazione degli strumenti alternativi ai licenziamenti”. Riunione che si dovrà tenere all’Ormel, l’ufficio regionale del Lavoro, e che per il momento non è stata ancora fissata. Una vertenza spigolosa. Subito dopo l’avvio della procedura di mobilità per 61 dei circa 500 addetti degli impianti di Somma Vesuviana (sede centrale) e di Pomigliano, i dipendenti avevano attuato una raffica di scioperi e picchetti puntati a bloccare le produzioni.
L’ultimo blocco, anche questo riuscito, è stato messo a segno proprio ieri mattina, poco prima che iniziasse la trattativa all’Unione degli Industriali. Sabato scorso le maestranze hanno paralizzato per tutta la giornata le attività della fabbrica di Somma Vesuviana, dov’era stato previsto un turno di lavoro straordinario. “Il lavoro c’è ma l’azienda licenzia”, il paradosso sostenuto dalle tute blu. Poi però, ieri, la svolta, con l’impegno della Dema a revocare la procedura di mobilità. Revoca che potrà essere ratificata all’Ormel. ” La lotta dei lavoratori ha portato a dei risultati – commenta Franco Bruno, della segreteria provinciale Fiom – intanto – aggiunge il sindacalista – l’applicazione degli strumenti alternativi ai licenziamenti, una gestione corretta dell’organizzazione del lavoro e una maggiore oculatezza nella gestione finanziaria potranno portare fuori dal pantano un’azienda come la Dema”.
Un esito non traumatico di una vertenza industriale che segue di qualche settimana quanto già accaduto nell’indotto automobilistico Tiberina, la cui fabbrica di Pomigliano era stata paralizzata dagli operai scesi in lotta contro 50 licenziamenti sui 91 dipendenti complessivi. Anche in questo caso il conflitto è terminato con la decisione dell’azienda di revocare la procedura di mobilità utilizzando però lo strumento della cassa in deroga come alternativa alle estromissioni forzate dall’organico. Una decisione, questa di rinunciare ai licenziamenti, poi ratificata dall’azienda umbra in sede di confronto sindacale con le organizzazioni di categoria Fim, Fiom, Uilm e Fismic.

