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Casoria, i disoccupati attaccano il corteo dei cassintegrati ex Carrefour

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Rovinata dalle violenze di un gruppo di disoccupati la giornata di mobilitazione per far riaprire l’ipermercato. Bilancio: un poliziotto ferito e due aggressori denunciati. Sospesa la fiaccolata per i 194 addetti dello storico Euromercato.

Un poliziotto ferito, due disoccupati, A.S., 50 anni, e C.E., 56 anni, entrambi di Casoria, aderenti al sindacato Usb, denunciati a piede libero e una manifestazione organizzata da giorni, un corteo cittadino con fiaccolata dei cassintegrati ex Carrefour, sospesa dopo una rissa sedata dalle forze dell’ordine.

E’ il triste bilancio di quella che ieri doveva essere la serata di mobilitazione cittadina dedicata ai 194 addetti dell’ex Carrefour e alle iniziative che la politica e il sindacato stanno tentando di mettere in piedi per rilanciare l’area del grande ipermercato, chiuso da circa due anni. Per questo motivo ieri il consiglio comunale straordinario di Casoria era stato tutto puntato sull’importante vertenza. Maggioranza di centro e opposizioni di centrosinistra e di centrodestra, il sindaco Vincenzo Carfora, l’assessore Tommaso Casillo, il presidente del consiglio comunale Stefano Ferrara, i sindacalisti Gennaro Strazzullo (Uiltucs), Giovanni Nughes e Tonino Andreozzi (Cgil), Peppe Metitiero (Filcams), Ferdinando Verde (Fisascat), Francesco Castaldo (Ugl): tutti riuniti, poco dopo le cinque del pomeriggio, tra i banchi dell’assemblea cittadina.

Davanti a loro, seduti o in piedi, i 194 dipendenti dello storico ex Euromercato (molte le donne), occhi fissati sullo svolgimento dell’assemblea. Arriva anche don Mauro Zurlo, parroco della chiesa madre di San Mauro, che di lì a poco, insieme al sindaco, dovrà guidare la fiaccolata per le strade della città. Nel frattempo sopraggiungono anche i disoccupati aderenti all’Usb. La gran parte degli iscritti al sindacato di base si ferma all’esterno del municipio. Qualcuno, però, entra. Sono in due o tre. Si mescolano alla folla fino a piazzarsi al limite dell’emiciclo del consiglio. E poco prima delle sette succede ciò che i lavoratori e le lavoratrici dell’ipermercato in ginocchio non avrebbero mai sperato.

Un disoccupato dell’Usb urla contro i politici. Strepita, si dimena. A un certo punto si toglie una scarpa e la lancia verso il banco del sindaco. Nel parapiglia che si crea trova pure il tempo di dare una testata e qualche calcio a un poliziotto in borghese che tenta di calmarlo. L’agente resta ferito alla bocca. Sanguina visibilmente. Quasi contemporaneamente anche un altro disoccupato si scatena: viene pure lui subito bloccato. La tensione è alle stelle. A ogni modo il consiglio straordinario termina e gli addetti del Carrefour escono per concentrarsi in piazza e dare il via alla fiaccolata insieme ai sacerdoti di Casoria, al sindaco e ai sindacalisti. Nel frattempo i poliziotti caricano in macchina i due fermati e li portano via, al commissariato di Afragola.

Poi, davanti alla cancellata del municipio, uomini e donne dell’ex Carrefour stendono lo striscione che dovrà essere posto alla testa del corteo. Ma alcuni disoccupati dell’Usb si avvicinano minacciosamente. “Se non mangiamo noi non dovete mangiare neanche voi”, fa una disoccupata, smorfia cattiva. La giovane donna quasi subito strappa lo striscione dalle mani dei lavoratori dell’ipermercato. Il gesto improvviso e violento dà origine a un accenno di rissa tra alcuni senza lavoro, volti truci e fisici imponenti, e gli uomini e le donne adunati per la fiaccolata. Scatta il fuggi fuggi. La paura s’impadronisce della piazza. Ma gli agenti del vicequestore Luciano Nigro impiegano pochi secondi a ripristinare l’ordine.

“Se volete noi siamo pronti a far partire la fiaccolata”, rassicura poi il dirigente di polizia. Ma i lavoratori dell’ex Carrefour rinunciano. Qualcuno, tra loro, risponde così: “Nessuna fiaccolata per stasera: ha vinto la guerra dei poveri”. Sotto la cancellata del comune il sindaco Carfora commenta, tono spezzato dall’amarezza: “Una bellissima serata rovinata da un ubriaco: non è da escludere l’ipotesi della premeditazione”.

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