Ieri il primo segnale delle tensioni sindacali è stato lanciato dalla Fincantieri di Castellammare, dove hanno protestato i lavoratori dell’indotto. Qui ora la speranza è il super traghetto ecologico.
Al rientro dalle ferie la prima protesta in salsa partenopea è stata consumata davanti al cantiere navale per eccellenza della Campania, ai cancelli della Fincantieri di Castellammare. I lavoratori della Gefa, azienda dell’indotto, un centinaio di elettricisti, operai specializzati, hanno protestato contro la mancata erogazione delle ultime due mensilità. Intanto la Fincantieri spera.
La costruzione del nuovo traghetto ecologico costituisce la speranza di un futuro appeso al filo di commesse sempre meno voluminose. Lo stabilimento sta riprendendo le attività dopo le due settimane concesse dalla pausa agostana. A Castellammare sono già stati varati a tempo di record i pattugliatori costruiti per la Guardia Costiera, volano di un rilancio che si sta rivelando di breve durata. Ora è la volta del super traghetto ecologico, commissionato dalla Société des traversiers du Québec (STQ), azienda canadese che potrebbe ordinare altre sei imbarcazioni dello stesso tipo. Tutto dipenderà dalle capacità dell’impianto stabiese, che finora ha ampiamente manifestato la sua competitività a ogni livello.
Il progetto del super traghetto ecologico è un’opera di alta ingegneria. La nave sarà dotata di un particolare motore con una propulsione diesel-elettrica. Ma le agitazioni a Castellammare sono dietro l’angolo. Non si escludono scioperi e proteste. Il motivo potrebbe essere legato al fatto che l’accordo (che peraltro ha posto una tregua alle ultime vertenze), firmato oltre due anni fa con le istituzioni, è fermo in attesa di trasformarsi in accordo quadro. A settembre potrebbe essere oggetto di verifica da parte della rsu di fabbrica e dei sindacati nazionali.
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