Sotto la crisi preme il magma della grande distribuzione, il settore economico più colpito dal calo dei consumi in Campania. I casi Ipercoop, Auchan e Carrefour.
Nella regione con uno degli indicatori più bassi sul fronte dei consumi è quello delle grande distribuzione commerciale uno dei settori in maggiore sofferenza. Tre i focolai di crisi in questo ambito: Ipercoop, Auchan ed ex Carrefour. Una situazione difficile che sta coinvolgendo oltre duemila addetti di questo delicato quanto strategico comparto economico.
Martedì prossimo, 3 settembre, la catena campana dei negozi Ipercoop vivrà una giornata cruciale. Per quella data infatti è previsto l’ultimo incontro tra i sindacati e l’azienda relativo alla procedura di mobilità per 250 dei 660 addetti della regione. La procedura prevede la contestuale chiusura dell’ipermercato di Afragola e il licenziamento di 225 dei suoi 226 dipendenti (sarebbe escluso dai tagli il solo direttore dell’impianto, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli). Ma anche la multinazionale francese della vendita al dettaglio, il gigante Auchan, sta attraversando in Campania una fase particolarmente critica. L’azienda ha infatti comunicato ai sindacati l’esistenza di esuberi tra i circa 800 addetti degli impianti di Nola, Giugliano, Mugnano, Pompei e Napoli-Argine.
Una situazione che per il momento Auchan intende fronteggiare con lo strumento del contratto di solidarietà, le cui modalità saranno oggetto di contrattazione sindacale. Lo strumento del contratto di solidarietà già è in vigore nei negozi di Pompei e Mugnano. “Dulcis in fundo” c’è la vertenza ex Carrefour, lo storico euromercato di Casoria chiuso da tre anni a seguito di un accordo di ristrutturazione mai attuato. I 250 dipendenti, tutti in cassa integrazione in deroga fino a dicembre, chiedono un tavolo istituzionale finalizzato al rilancio della grande area commerciale dismessa di via Circumvallazione esterna.

