E’ stata troncata quasi sul nascere la riunione tra azienda francese e sindacati puntata alla ricerca di un accordo finalizzato a gestire la difficile congiuntura negli ipermercati di via Argine, Nola e Giugliano.
Non c’è pace nel tormentato settore della grande distribuzione campana, afflitta da una crisi dei consumi senza precedenti. Ieri infatti è stata sospesa la trattativa sugli esuberi tra i sindacati napoletani di categoria e la grande multinazionale francese Auchan, che ha individuato una serie di eccedenze strutturali negli organici degli ipermercati di Nola, via Argine e Giugliano.
Le organizzazioni dei lavoratori, riunite in mattinata davanti all’azienda per iniziare a discutere dell’argomento, partendo dalla situazione dell’ipermercato di via Argine, hanno abbandonato il tavolo del confronto dopo che i responsabili di Auchan hanno illustrato la loro proposta, puntata ad aumentare l’orario da 38 a 40 ore tagliando parallelamente i permessi retribuiti. Maggiore produttività e salari più contenuti di quelli attuali: è la ricetta della multinazionale d’Oltralpe per fronteggiare il calo delle vendite nel Napoletano. Secondo indiscrezioni la soluzione non traumatica della vertenza potrebbe scaturire dai contratti di solidarietà, di cui la riduzione di una parte dei permessi retribuiti e l’aumento dell’orario di lavoro a 40 ore costituirebbero i due pilastri fondanti.
Finora nella catena partenopea di Auchan l’ipermercato che ha pagato più caro il prezzo della crisi è stato quello di Volla, ubicato nel centro commerciale Le Ginestre. L’impianto è stato drasticamente ridimensionato e decine di dipendenti sono stati trasferiti altrove. Dopo due mesi di ristrutturazione il negozio, visibilmente ridimensionato, ha appena riaperto, la settimana scorsa, come superstore della Conad, che ha preso in affitto il ramo d’azienda. Nel frattempo però il tira e molla tra sindacati e azienda, culminato con la sospensione di ieri della trattativa, sta tenendo col fiato sospeso i circa 700 addetti dei tre negozi di via Argine, di Nola (impianto ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono) e di Giugliano.
Contrasti che paradossalmente si consumano in Campania poche settimane dopo il comunicato, diramato dalla stessa Auchan ad agosto, di un’impennata degli utili su scala mondiale. Una comunicazione secondo cui è salito del 33,7 % l’utile netto nei primi sei mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, per un ammontare in trend positivo di 317 milioni di euro. A contribuire al rialzo è stata soprattutto la buona performance in Europa centrale e Asia. Più 3,4%, dunque, il giro d’affari, salito a 23,1 miliardi. In questa occasione il gruppo ha però precisato che “la società ha operato in uno scenario macroeconomico difficile, soprattutto in Europa Occidentale, per via del basso potere d’acquisto”.
Borsa di Parigi comunque in progresso e che subito dopo la comunicazione dell’aumento degli utili ha guadagnato oltre il 2 %. Restano però le difficoltà in Europa Occidentale, il cui anello più debole sembra appunto costituito proprio dalla catena campana di Auchan. In un recente confronto nazionale con i sindacati il gruppo francese ha infatti reso nota la grande preoccupazione derivante dal calo dei consumi in Italia e, in particolare, nel Mezzogiorno, dove i dati più negativi sono stati registrati in Campania e in Puglia. Una situazione che in questa fase sta creando forti preoccupazioni negli ipermercati di via Argine (180 addetti), ubicato nel nuovissimo centro commerciale Auchan, di recente costruzione, in quello di Nola (210 addetti), situato nell’avveniristico centro commerciale Vulcano Buono, il “cratere” progettato dal famoso architetto Renzo Piano, e in quello di Giugliano, che conta l’organico più numeroso, composto da circa 300 lavoratori.

