Il referendum dei 224 addetti dell’ipermercato campano ha fatto registrare consensi che sfiorano l’unanimità.
Il calo dei consumi flagella uno dei più grandi centri commerciali d’Italia, dove le chiusure dei negozi sono ormai cosa all’ordine del giorno. E’ in un contesto del genere che s’inquadrano le difficoltà dell’ipermercato Auchan di Nola, pezzo indispensabile dell’enorme e avveniristico Vulcano Buono, l’immensa piazza di negozi la cui forma fa il verso al poco distante cratere del Vesuvio. Qui la catena francese l’altro giorno ha ottenuto dai lavoratori, pena il via ai licenziamenti, il sì all’aumento della produttività senza compensazioni salariali. Anzi, con salari ridotti, sia pure di poco: mediamente circa 50 euro in meno al mese. Il referendum dei dipendenti dell’ipermercato di Nola, svoltosi sabato scorso, ha fatto registrare la vittoria schiacciante dei si, che hanno sfiorato il 100%.
Altissima l’affluenza alle urne. Su 224 lavoratori aventi diritto hanno votato in 216. Esito plebiscitario: 214 addetti hanno detto sì alla firma dell’accordo. Solo 2 i contrari. Accordo che ora i sindacati sono pronti a firmare. L’incontro con l’azienda per la stipula del patto si terrà in settimana. “L’accordo – commenta Pietro Menna, rsa della Uiltucs – consentirà di mettere al sicuro tutti gli esuberi dichiarati dall’azienda e, per quanto difensivo, è ad ogni modo profondamente diverso da altri accordi firmati in altre realtà della Campania, che richiedono sacrifici maggiori”. Menna comunque si dichiara fiducioso sul ruolo del sindacato in un contesto aziendale, come quello di Auchan Campania. Un ambiente che non favorisce, quando non la ostacola esplicitamente, la presenza attiva all’interno dei luoghi di lavoro di addetti impegnati sul fronte del miglioramento delle condizioni di tutti i dipendenti.
“La grandissima maggioranza raggiunta al voto – spiega però Menna – rafforza il nostro operato come sindacato Uiltucs Uil, convincendoci di aver lavorato al meglio anche in una situazione delicata, di profonda crisi dei consumi. Visti i risultati delle votazioni, i lavoratori – conclude l’rsa – dimostrano di credere fermamente nel rilancio dell’ipermercato Auchan di Nola”. L’ipotesi di accordo finalizzata al salvataggio, ed a favore della quale è sopraggiunto il plebiscito degli addetti, si basa su una formula particolare: più produttività e meno salario di base. Vale a dire più lavoro con un sacrificio in busta paga mediamente di 50 euro netti per ogni salario minimo di ciascun dipendente. Sono 187 su 220 i dipendenti interessati da questo provvedimento anticrisi.
Gli altri 33, tutti quadri, cioè capisettore e capireparto, non saranno sfiorati dai tagli perchè nel loro caso è difficile poter quantificare le ore effettivamente lavorate. L’intesa è nel solco di quelle già raggiunte e applicate, tra novembre e dicembre scorsi, negli ipermercati Auchan di via Argine, a Napoli, e di Giugliano. Il sacrificio richiesto ai dipendenti di Nola, oltre al contratto di solidarietà, la cui percentuale è ancora da quantificare (si ipotizza che possa oscillare tra il 27 e il 28 % dell’organico ) prevede l’utilizzo di deroghe sospensive, previste nel contratto nazionale di lavoro, in materia di orario e l’aumento da 38 a 40 ore settimanali senza la maturazione annuale delle conseguenti 56 ore di permesso. A ogni modo all’aumento delle ore senza la maturazione dei permessi retribuiti durante l’anno e alla contestuale aggiunta dei contratti di solidarietà non corrisponderà la sospensione dei premi di reparto e di progresso, sorta di premi di produttività.
(>Fonte foto: Rete internet)

