Gli strumenti di controllo dello smog e dell’aria nella zona dell’inceneritore non erano attivi da anni. Ambientalisti scettici. Cannavacciuolo: “Sistema di osservazione inattendibile”.
Dopo anni di misterioso black out l’Arpac, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, ha riattivato le centraline per il controllo della qualità dell’aria. Le centraline sono quattro. Una si trova nella scuola media Capasso, in via De Gasperi. Le altre tre sono dislocate nella scuola Caporale, nell’area industriale di Acerra, nei pressi del termovalorizzatore, e nella zona vicina al confine col territorio del comune di San Felice a Cancello. Intanto le centraline sono state riattivate a gennaio ed hanno registrato una serie di dati resi pubblici sul sito dell’Agenzia. Secondo quanto fatto sapere dall’amministrazione municipale l’unica centralina che aveva continuato a funzionare fino al dicembre scorso era quella ubicata nella scuola “Capasso”.
Ma da due mesi sono attive anche le altre postazioni. Sempre secondo quanto comunicato dall’ente i dati sono consultabili nel sito dell’Arpac alla sezione Monitoraggio ambientale dell’inceneritore di Acerra/ Monitoraggio ambientale del territorio acerrano limitrofo all’impianto/ Area Centraline-Relazioni/Dati 2014. Nel frattempo la giunta retta dal sindaco Raffaele Lettieri ha annunciato che a breve gli stessi dati saranno riportati anche nel portale web del comune di Acerra con l’indicazione del numero degli eventuali superamenti di biossido di azoto, ossido di carbonio, polveri sospese, ozono, biossido di zolfo, acido solfidrico, metano e idrocarburi non metanici. ” Le centraline per il monitoraggio dell’aria – commenta con soddisfazione il sindaco – sono una sorta di antenna preziosa per monitorare l’inquinamento e ricercarne le cause.
Ci siamo battuti con forza per la loro riattivazione perchè ritenevamo che non fosse assolutamente concepibile che la città di Acerra fosse sprovvista di una quotidiana e costante rilevazione della qualità dell’aria “. Ma il leader ambientalista Alessandro Cannavacciuolo ritiene poco attendibili questi sistemi di controllo. ” L’inceneritore è di proprietà della Regione e l’Arpac è un organismo della Regione. Per cui – la perplessità dell’ambientalista – non si capisce perchè si debba conferire autorevolezza al controllato che nello stesso tempo è anche controllore di se stesso”.

