Stavolta in fumo sono andate alcune traverse di binari impermeabilizzate con la sostanza fortemente cangerogena. La segnalazione è dei volontari delle Guardie Ambientali.
L’ennesimo rogo tossico si è sviluppato in un appezzamento di terreno ubicato a poca distanza dallo stabilimento chimico della Montefibre, dismesso da anni ma mai bonificato. In fumo è andata una pila formata da una serie di traverse dei binari, vecchi pezzi di legno molto grandi e impermeabilizzati con una sostanza liquida che provoca il tumore dei polmoni e della pelle, il più che cancerogeno creosoto.
L’incendio si è sviluppato in una fetta di terreno di proprietà di un agricoltore che da tempo aveva accolto nel suo appezzamento una discarica abusiva formata dalle traverse usate di binari, scarti accatastati lì dai “soliti” trafficanti di rifiuti. Questa piccola bomba chimica pronta a esplodere è rimasta nella campagna per anni, fino a quando qualcuno ieri ha pensato bene di sbarazzarsene dandole fuoco. Subito dopo una densa nuvola di fumo nero e bianco si è impadronita per qualche ora della campagna a nord di Acerra. L’episodio è stato segnalato alla polizia municipale della città dell’inceneritore dai volontari della sezione locale delle Guardie Ambientali.
Nel frattempo la situazione relativa ai roghi tossici nella Terra dei Fuochi è di quelle che fanno cadere le braccia. Qui pare che sia diventata già carta straccia la recente legge emanata dal governo, quella finalizzata all’arresto di chi incendia rifiuti. Ormai non passa giorno senza che venga appiccato qualche fuoco proibito, soprattutto lungo la fascia interprovinciale che scorre lungo l’asse di supporto, tra l’area casalese e quella nolano-acerrana, passando per Succivo e Caivano.






