Situazione disperata per i 220 addetti dello stabilimento dell’indotto Ansaldo.
Ad Acerra è scoppiato di nuovo il focolaio di rabbia e disperazione targato Simmi. Ieri mattina i 220 operai dell’azienda produttrice di sistemi di trasporto ferroviario hanno occupato lo stabilimento. Alcuni di loro sono saliti sul tetto dell’impianto, bandiere del sindacato in pugno. Gli addetti di questa fabbrica tecnologica dell’indotto Ansaldo, ubicata nella vasta area industriale di Acerra, in località Pantano, si trovano in cassa integrazione da due anni. La cig scadrà il 9 novembre prossimo. Nel frattempo il tribunale di Nola ha avviato una procedura che potrebbe portare al concordato o al fallimento.
Fallimento che è ovviamente molto temuto dalle maestranze. I guai per la Simmi sono iniziati nel 2010, quando l’Ansaldo ha deciso di dirottare le commesse verso alcune aziende del nord. Un trasferimento che ha decretato la fine di questa realtà produttiva d’eccellenza. Qualche mese fa gli avvocati del titolare della Simmi, Carmine Bassolino, un imprenditore di Pomigliano, hanno denunciato in sede penale l’Ansaldo. Le accuse nei riguardi del colosso nazionale dei trasporti sono state pesantissime. I legali della Simmi hanno scritto di “ lavori fantasma commissionati dall’azienda di Finmeccanica ”, di “ continue estorsioni esercitate attraverso pressioni indebite nei riguardi della dirigenza Simmmi ” e di “intermediazione di manodopera ”, vale a dire di sfruttamento gratuito di lavoratori di aziende esterne al posto dell’impiego di propri organici.

