#4 – I primi due punti persi con le piccole

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Nelle prime 2 gli azzurri strabordano, è quasi tutto alle stelle, poi ci beviamo un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno con la Fiorentina, e alla quarta iniziano a farsi sentire i problemi, è la giornata dei primi due punti persi con le piccole.

Dovessi rivedere la partita mi chiederei come ha fatto il Napoli a lasciare 2 punti con il Lecce. Poi penso agli 11 del primo tempo, il 4231 con Ndombele e Raspadori, rimandati a settembre, squadra che lascia troppo spazio agli avversari. Meret para un rigore, e il Napoli arriva al gol con Elmas, ma dopo 3 minuti concede un gran gol da fermo a Colombo. Ci si chiede come abbia potuto calciare quella palla, con quella precisione e potenza da fermo. Nel secondo tempo, dopo svariati cambi, è solo Napoli, il Lecce prova qualche ripartenza, ma non c’è storia. Il subentrante Lobotka domina il centrocampo, gli azzurri arrivano alla conclusione, ma mai in maniera decisa, mai con la convinzione di metterla dentro. Non tutti i cambi di Spalletti danno i propri frutti, onestamente la sostituzione di Politano, in un buon momento, con un evanescente Lozano, non porta quasi a nulla. E che dire dell’acclamato Kvara, buttato in campo, largo a destra, con il disperato compito di creare superiorità (come il suo compagno dall’altro lato), ma fallendo miseramente. Il cholito entra per poco, ed è ancora un pesce fuor d’acqua, effettivamente meriterebbe un minutaggio più corposo. Ostigard, nell’esplosività aerea e per la pelata, mi ha ricordato il Fabio Cannavaro del mondiale.

Sì, su questa partita c’è una bella targhetta dove potete leggere “i primi due punti persi con le piccole”. Con le cosiddette piccole, anche la scorsa stagione, gli azzurri hanno gettato alle ortiche risultati più prezioni. E oggi iniziamo a dilapidare punti importanti, che non potranno che accumularsi nel futuro di una squadra che, agli inizi della sua nuova corsa, deve trovare se stessa. Onestamente anche il mister non sembra aver inquadrato al meglio la partita, in campo non tutti sanno cosa fare. Contro un avversario modesto gli azzurri non vanno oltre un misero 1-1. Altre difficoltà sono dietro l’angolo, la prossima avversaria è la Lazio e poi toccherà ai rossi di Liverpool.

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