Nomine e polemiche a Pomigliano: Ancupm chiama in causa il Presidente Mattarella
La vicenda che da mesi anima il dibattito istituzionale a Pomigliano d’Arco compie un ulteriore salto di livello e approda direttamente al Quirinale. Come riportato da Il Roma, l’associazione nazionale dei comandanti e ufficiali della polizia municipale (Ancupm) ha formalmente scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per segnalare presunte irregolarità nella gestione del comando dei vigili urbani cittadini.
La vicenda relativa alla guida della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco assume contorni sempre più istituzionali quindi dopo l’intervento formale dell’Associazione nazionale di rappresentanza della Polizia Locale, che ha trasmesso una diffida e messa in mora agli enti competenti, chiedendo il rispetto rigoroso delle norme sull’accesso alla dirigenza pubblica.
Nella lunga e articolata nota, l’Associazione richiama con forza i principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, evidenziando come il posto di Dirigente-Comandante della Polizia Locale debba essere coperto esclusivamente da soggetti in possesso di titolo concorsuale e qualifica dirigenziale, come previsto dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza amministrativa.
Secondo quanto riportato nel documento, il Comune non avrebbe dato piena esecuzione a precedenti pronunce del TAR Campania che riconoscono la titolarità del posto a un dirigente vincitore di concorso pubblico. In particolare, l’Associazione sottolinea che il posto non risulta vacante e che qualsiasi tentativo di copertura tramite strumenti alternativi – come l’utilizzo di personale militare collocato in ausiliaria – configurerebbe una elusione del giudicato amministrativo e una violazione delle regole sull’accesso alla dirigenza.
La lettera entra nel merito anche dell’istituto dell’ausiliaria, ritenuto non percorribile giuridicamente per incarichi apicali negli enti locali, soprattutto in presenza di un dirigente titolare del diritto pieno, attuale e non comprimibile alla copertura del ruolo. Un eventuale utilizzo improprio di tale strumento, si legge, esporrebbe l’amministrazione a profili di responsabilità amministrativa, contabile ed erariale.
In questo contesto si inserisce la posizione del dirigente Luigi Maiello, che emerge non come protagonista di uno scontro personale, ma come soggetto titolare di una posizione giuridica riconosciuta e tutelata dall’ordinamento. La stessa Associazione chiarisce che l’azione intrapresa è finalizzata anche a evitare che il dirigente venga coinvolto, suo malgrado, in procedure potenzialmente illegittime o prive di copertura normativa.
La diffida si conclude con un avvertimento chiaro: in assenza di un immediato ripristino della legalità, l’Associazione è pronta ad attivare ogni strumento giurisdizionale, comprese segnalazioni alla Corte dei Conti e richieste di intervento agli organi di vigilanza. Un passaggio che rafforza il carattere preventivo e garantista dell’iniziativa, volta a tutelare non singoli interessi, ma il corretto funzionamento delle istituzioni.



