Don Peppino ‘pensionato’ dal vescovo ed elogiato dal papa: “Combatterò ancora”

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Don Peppino durante l'omelia di ieri sera sulla difesa del creato
Don Peppino durante l'omelia di ieri sera sulla difesa del creato

Ieri sera il sacerdote ha reso noto, durante la messa sulla difesa del Creato, quando andrà via da Pomigliano. La lettera scritta di suo pugno dal papa (in allegato al termine dell’articolo). Il sindaco Del Mastro: “Apprendo con tristezza la chiusura della tua attività pastorale: questa sarà sempre la tua Città”     

 

“Grazie per la mitezza del tuo congedo, prega per me e io lo farò per te. Grazie per essere padre”. E’ il contenuto della lettera scritta di suo pugno da papa Francesco, lettera che è stata appena consegnata a don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di Pomigliano, San Felice in Pincis, la chiesa del santo patrono. Il pontefice ha voluto salutare così, con un personale commiato, il “prete operaio” che dovrà lasciare la parrocchia principale della città delle fabbriche e l’attività sacerdotale, come dire, “ufficiale”. Don Peppino, con un messaggio del vescovo di Nola, Francesco Marino, è stato mandato in pensione per raggiunti limiti d’età.

Il sacerdote ha compiuto da poco 80 anni ma la sua inesauribile energia e le sue buone condizioni di salute lo avevano spinto a proseguire l’intensa attività pastorale, così come hanno fatto e stanno ancora facendo tanti altri parroci. Un’attività segnata da una costante attenzione ai più deboli, ai poveri, agli immigrati e al mondo operaio, il mondo delle grandi fabbriche ubicate proprio a Pomigliano, la Stellantis ex Fiat, la Leonardo ex Alenia, l’Avio Aero ex Alfa Romeo Avio.

Tante le battaglie contro l’inquinamento e il cemento selvaggio. Un sacerdozio che ha visto più volte don Peppino scontrarsi con la politica locale e nazionale. Ma non sono mancati i momenti di condivisione e di unione con il mondo politico e sindacale, con Luigi Di Maio per esempio, attuale ministro degli Esteri, pomiglianese doc e fedele della parrocchia di San Felice, e con il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Sempre in prima linea, il “prete operaio”, come lo conoscono tutti da tempo, ormai ben oltre i confini locali, è stato protagonista di tante battaglie per la difesa delle fabbriche, del lavoro, dei poveri, degli immigrati, dell’ambiente. Poi però è giunto il momento dell’addio, segnato dalla decisione del vescovo Marino. Il parroco ha poi scritto una lettera al pontefice. E papa Francesco gli ha risposto ringraziandolo per tutto quello che ha fatto e anche per aver accettato il pensionamento come un ulteriore segno di fede. A ogni modo la missione di don Peppino non conoscerà a Pomigliano una fine immediata. E’ stato strappato un accordo al vescovo di Nola. Marino ha acconsentito che il prete degli ultimi possa rimanere alla guida della chiesa madre di Pomigliano fino al 14 gennaio, festa del santo patrono, il giorno di San Felice. Dopodiché il sacerdote e don Mimmo, suo fedele braccio destro, dovranno trasferirsi nella frazione di Faibano di Camposano, dove don Mimmo sarà parroco della chiesa ubicata in quella località. Camposano è un paesino del Nolano piazzato sotto le montagne dell’Irpinia, a una ventina di chilometri da Pomigliano e a più di una trentina da Napoli. La sensazione però è che non vogliano affatto mollare sia don Peppino che i più attivi militanti della comunità che lui stesso ha formato con una serie incredibile di iniziative umanitarie e di aiuto sociale sviluppate in oltre trent’anni di attività pastorale nella città delle fabbriche. Ieri sera don Peppino ha chiamato a raccolta i fedeli in chiesa, nel giorno d’inizio della nuova campagna ecclesiale per la difesa del Creato, inaugurata anche quest’anno con un videomessaggio di papa Francesco trasmesso attraverso uno schermo installato sull’altare. Poi, l’omelia di don Peppino, che ha esordito puntando l’indice contro il progetto di realizzazione, accanto alla fabbrica Leonardo ex Alenia, di un impianto di compostaggio dei rifiuti organici. “Pomigliano è la città più inquinata della Campania  – ha detto il sacerdote dall’altare – io e don Mimmo lotteremo contro l’arrivo del digestore fino a quando  potremo. Poi lasceremo a voi, persone mature di questa comunità, il compito di guidare la lotta contro quest’oltraggio alla città da parte della politica e della logica del business. Dobbiamo renderci autonomi da una politica ingiusta e che non tiene nel conto le sofferenze delle tante persone ammalate a causa dell’ambiente insalubre in cui viviamo”.

Prima del Padre Nostro il prete operaio ha di nuovo lanciato un monito sul compostaggio. “Ormai i nostri ospedali sono pieni di ammalati di tumore e sappiamo pure che è stato scientificamente accertato il nesso tra situazione ambientale e cancro – ha concluso il sacerdote – io credo che dietro il digestore ci siano fortissimi interessi economici e quindi invito queste persone a capire che dobbiamo morire tutti e che non dobbiamo essere noi la causa della morte del prossimo. Chiedo che ci sia una politica non asservita a questi poteri forti e che ci siano politici che facciano il loro dovere al servizio esclusivo dei cittadini”. Le istituzioni locali hanno risposto alla partenza di don Peppino con una lettera aperta del sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, pubblicata sui social con l’intestazione del Comune.

Il primo cittadino ha speso parole molto belle e accorate nei riguardi del parroco di San Felice: “Apprendo con tristezza, ma con profondo rispetto, la notizia della decisione di sua Eccellenza, il vescovo Marino, di chiudere la tua attività pastorale. La tua condotta ha illuminato tanti cittadini, il tuo esempio ha guidato generazioni di donne e uomini. Siamo tutti certi che i tuoi impegni siano ben lontani dalla conclusione e il lavoro da svolgere è ancora tanto ! La Città di Pomigliano resta la tua casa”.

la lettera del papa a don peppino
la lettera del papa a don peppino