Home Territorio Volla, 250 sequestri abitativi: la politica ha finto di non vedere

Volla, 250 sequestri abitativi: la politica ha finto di non vedere

1895
0
CONDIVIDI

 

Sotto inchiesta 16 persone tra imprenditori, costruttori, e tecnici. La politica di minoranza attacca il silenzio assordante del sindaco di Volla Pasquale Di Marzo.

Dopo la notizia disarmante ma per nulla inaspettata dei sequestri di immobili avvenuta a Volla ieri 13 marzo, non tarda ad arrivare la reazione della politica di attuale opposizione.
Stamane 14 marzo con Prot. N° 0008598 i consiglieri di minoranza Andrea Viscovo, ex sindaco di Volla, e Flora Formisano (entrambi candidati nella lista Cittadini per Volla), Giuseppe Annone e Raffaele Castiello (entrambi candidati con Fratelli d’Italia) e Domenico Viola, segretario del Partito Democratico (candidato per la lista Per Domenico Viola Sindaco), hanno chiesto la convocazione a carattere urgentissimo di un consiglio comunale monotematico con un solo punto all’ordine del giorno: “Sequestro preventivo di 250 unità abitative ad opera della Procura della Repubblica – Conseguenze urbanistiche – Discussione”.

Ricordiamo che quest’ultima amministrazione guidata dall’avvocato Di Marzo dal giugno 2018, è l’unica che non ha lasciato concessioni edilizie.
Ma i consiglieri lamentano il silenzio del Sindaco sull’argomento pur essendo il provvedimento per nulla inaspettato. Difatti sotto gli occhi di tutti da diversi anni, vi era una costante e progressiva deturpazione paesaggistica e urbanistica del territorio, e con l’arrivo a febbraio 2018 dell’Architetto C. Granata al IV settore “Urbanistica, Patrimonio, Attività Produttive, Cimiteriale ed Ambientai”, si erano aggiunti ufficiali provvedimenti di sospensione di autorizzazioni, richieste di controlli e sequestri e dove necessario l’invio della documentazione alla magistratura.
Da li le indagini hanno riscontrato che numerose pratiche edilizie non risultavano conformi alla normativa urbanistica, in quanto a fronte di permessi di costruire regolarmente rilasciati per realizzare complessi immobiliari a destinazione non residenziale (centri medici, parcheggi, servizi scolastici), come prescritto dalla normativa perché immobili ricadenti in zona “F” con successiva SCIA in sanatoria si é proceduto al cambio di destinazione d’uso di detti immobili ad uso abitativo/ residenziale.
Di conseguenza sono scattati i sequestri per 250 immobili pari ad un valore complessivo di 60 milioni di euro.
Disarmante il numero, spaventosa la cifra, ma deludente è il silenzio e della politica tutta, di ieri e di oggi.
Neppure il MoVimento 5 Stelle da sempre attivo sul territorio, le cui promesse elettorali sembrassero garantire uno Stop al cemento selvaggio, ha mai avuto nessuna posizione e/o reclamo a riguardo.
Esisterebbe una responsabilità politica, burocratica e amministrativa che si è per troppo tempo rimandata, ma che ricadrebbe sicuramente sui cittadini acquirenti. .
Tra gli immobili vi sono sicuramente quelli venduti a cittadini estranei a qualsiasi procedimento e che oggi si ritrovano sequestrati gli immobili che nella maggior parte dei casi hanno acquistato con enormi sacrifici. Purtroppo per loro sembra che il provvedimento dia l’ordine di lasciare l’abitazione entro 40 gg dall’ordinanza salvo diverse o mutate disposizioni.
E ora sono quelle grida di disperazione di tante povere famiglie a coprire quel silenzio assordante della politica, un silenzio che forse era una discussione portata aventi con altri mezzi.