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VinGustandoItalia, sapete perchè Il Monaco dei Monti Lattari apprezza il passito di Fiano?

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Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico.” (Moliere)

 

Il Fiano è una di quelle uve che possono considerarsi, a pieno titolo, un vanto dell’enologia campana. Vitigno eclettico e dall’intrigante bagaglio aromatico, regala vini di grande carattere sia prodotti tradizionalmente e sia, come in questo caso, mediante appassimento. Provenienti da vendemmia tardiva, le uve vengono riposte in cassettine e sistemate in locali ben aerati, così da favorire l’ulteriore appassimento ma non l’insorgere delle muffe; raggiunto l’ideale concentrazione zuccherina, dopo che l’acqua all’interno dell’acino è evaporata del tutto, si provvede alla pigiatura, alla pressatura e all’affinamento in barriques. Il risultato è un nettare dolce e delicato che accarezza il palato e gratifica i sensi, una coccola vera e propria, da concedersi così, assoluta, oppure per accompagnare formaggi saporiti e dolci. Ma chi è questo monaco che apprezza il Passito di Fiano? Scherzosamente mi riferisco al rinomato Provolone del Monaco? La tesi più accreditata sulle origini della denominazione “Provolone del monaco” si riferisce al fatto che i casari che sbarcavano all’alba nel porto di Napoli, con il loro carico di provoloni provenienti dalle varie località della penisola sorrentina, per proteggersi dal freddo e dall’umidità, erano soliti coprirsi con un mantello di tela di sacco, che era simile al saio indossato dai monaci. Una volta arrivati a Napoli, la gente che lavorava al mercato iniziò a chiamare questi contadini, monaci, e di conseguenza il formaggio che essi trasportavano, Provolone del Monaco. Questo è un formaggio semiduro a pasta filata, stagionato, prodotto nell’area della Penisola Sorrentina – Monti Lattari( Agerola e Gragnano). La specificità di questo “Provolone” deriva in particolare dalle caratteristiche organolettiche del latte, prodotto dalle vacche Agerolesi , con delle rese molto modeste, ma, di contro, produce un latte di altissima qualità, dovuto all’ambiente unico e incontaminato. Questo latte, in miscela, è utilizzato per produrre non solo il Provolone del Monaco ma anche l’ineguagliabile Fiordilatte di Agerola ed altri formaggi a pasta filata di rinomata bontà tipici della zona. Ha un sapore dolce e butirroso ed un leggero e piacevole gusto piccante, oltre ad un aroma ed un gusto intenso, caratteri esaltati dalla lunga stagionatura. Oltre che sugli spaghetti , un ottimo abbinamento è dato dalla ricetta della “Pasta e Patate”, che deve essere AZZECCOSA, pietanza di origine povera che con l’aggiunta anche di un minimo quantitativo di Provolone del Monaco, sia grattugiato che in sottili scaglie, la fa diventare ricca di profumi e di sapori e la fanno elevare a grande specialità. Sempre fedeli alle Tre T” Tipicità, Tradizione e Territorio” abbinatelo con un Fiano di Avellino anche se è un vino bianco, perchè vi sono case vinicole che producono questi vini con un forte grado alcolico, un ottima struttura ed un ottima P.A.I. (Persistenza Aromatica Intensa) per un armonioso connubio. Ma per farvi innamorare a prima vista del suo sapore intenso e fuori dal comune…a fine pasto un fettina di provolone del monaco condito con miele di acacia ed innaffiato con un passito di fiano, vino dalla brillante veste dorata, rilascia intense e raffinate note di albicocca secca, arancia candita e croccante alla nocciola, miele, zenzero e sfumature iodate. Al gusto è delizioso, dolce ma non stucchevole, sorretto da bella acidità e con lunghissima persistenza di miele e mandorle. Avrete un esplosione sensoriale… Una Goduria. E citando Moliere vi rammento che : Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico.

 

 

 

 

 

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