Dopo l’Open Day dello scorso fine settimana in cui tantissimi giovani hanno finalmente avuto la possibilità di ricevere il vaccino anti-Covid-19, ora si punta ad incrementare la campagna vaccinale, sottoponendo a vaccino anche le fasce d’età minori.
In vista della riapertura delle scuole il prossimo settembre, l’obiettivo sarebbe vaccinare anche gli adolescenti, dunque i ragazzi la cui età è compresa tra i 12 e i 18 anni, tema discusso abbondantemente nelle scorse settimane.
Diversi sono stati gli studi e le sperimentazioni dei virologi il cui fine era quello di capire come un organismo in via di sviluppo avrebbe reagito ad un possibile vaccino anti-Covid-19, e la risposta è stata assolutamente positiva. Pare infatti che i sintomi, qualora ci fossero, dovrebbe essere relativamente lievi o simili a quelli della maggior parte degli adulti già vaccinati.
Si attende solo l’ufficialità da parte dell’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, che dovrebbe arrivare proprio nelle prossime ore.
Vaccinare anche gli adolescenti è un passo importante per raggiungere l’immunita di gregge che l’Italia auspica da mesi ormai e per aumentare esponenzialmente la percentuale della popolazione vaccinata.
Intanto, per quanto riguarda i diversi vaccini che circolano in Italia, Pfizer ha già ricevuto l’approvazione dell’EMA per la fascia d’età compresa tra i 12 e i 15 anni, dopo le ricerche con esito estremamente positivo e, soprattutto, tenendo conto degli ottimi risultati ottenuti negli USA per quanto riguarda la campagna vaccinale.
Non solo Pfizer, anche Moderna dopo aver effettuato i doverosi test e aver riscontrato un’efficacia del 100% dopo la seconda dose sugli adolescenti, ha ufficialmente fatto richiesta per sottoporre il vaccino ai ragazzi dai 12 ai 17 anni.
L’obbiettivo è quello di riuscire a sottoporre al vaccino anche i bambini più piccoli, ad esempio la fascia di età compresa tra i 6 mesi e gli 11 anni. Anche Johnson&Johnson è già al lavoro per ottenere i primissimi risultati; Astrazeneca che inizialmente aveva sospeso i test sui bambini nell’attesa di scoprire la correlazione tra i casi di trombosi ed il vaccino, pare invece abbia ricominciato con la sperimentazione.
Nell’attesa di buone nuove, bisogna ricordare l’importanza dell’immunità di gregge. In un paese in cui la maggior parte della popolazione è stata vaccinata, si può davvero ripartire in toto e ricominciare a vivere come lo si faceva prima del covid. Mascherine, igienizzanti, distanziamento sociale, ansie, paura dell’altro diventeranno un ricordo solo quando tutti saranno sottoposti al vaccino e il virus non avrà più modo di diffondersi.
(fonte foto:rete internet)







