Il World Wildlife Day dedicato al lupo, una specie protetta che oggi è di nuovo a rischio a causa del bracconaggio
Trappole, tagliole e bocconi avvelenati: circa 300 l’anno nel nostro paese cadono vittima dei bracconieri. Proprio per questo il Wwf Italia dedica al lupo il World Wildlife Day, la giornata mondiale dedicata alla fauna selvatica, istituita dall’Onu.
Il signore dei boschi è a rischio a causa dell’incombente Piano di gestione proposto dal Ministero dell’Ambiente, che consente l’abbattimento di Stato fino a 60 lupi l’anno. Una soluzione, però, «pericolosa, frutto delle pressioni di una componente minoritaria della società e dello stesso mondo agricolo» per il WWF, che spiega: «gli abbattimenti legali vengono proposti oggi solo per soddisfare le richieste provenienti da zone del Paese dove il lupo era stato sterminato, e dove ora la conflittualità con questa specie, protetta da leggi nazionali, è crescente».
Ma il lupo è anche vittima di una nuova e profonda disinformazione. Negli anni ’70, infatti, i lupi italiani erano poche centinaia. Oggi, grazie a intensi sforzi di conservazione e all’Operazione San Francesco, il lupo è tornato sulle nostre montagne. Secondo le stime più recenti la popolazione italiana si aggira intorno si 1.500 individui, ma è di nuovo in pericolo. È così che il WWF ha lanciato la petizione #soslupo rivolta al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, per chiedere di cancellare dal nuovo Piano per la conservazione e gestione del lupo l’abbattimento in deroga alle norme di tutela.
Il lupo, infatti, è una specie chiave nell’ecosistema: «ha un indiscutibile ruolo nel mantenimento di ecosistemi sani e ricchi» spiega il Wwf. È un selettore naturale per il controllo delle popolazioni di ungulati, soprattutto cinghiali e caprioli. Secondo il Wwf, per salvare il lupo bisogna innanzitutto contrastare il bracconaggio, limitare il vagantismo dei cani padronali e il randagismo: i cani infatti possono accoppiarsi e ibridarsi con il lupo, creando seri problemi di conservazione della specie, che ricordiamo è una sottospecie unica. Il lupo italiano, infatti, corrisponde al nome di Canis lupus italicus e vive solo nei nostri boschi.
È anche con questo spirito che si è mossa l’Associazione per la Ricerca, la Divulgazione e l’Educazione Ambientale ARDEA, che il weekend del 5 e 6 marzo organizza “Sulle orme del lupo”, una due giorni all’insegna della biologia comportamentale del Lupo appenninico, della sua storia e della sua evoluzione. Un weekend nel Parco Regionale del Matese dedicato alla ricerca degli inconfondibili segni di presenza del lupo e alla scoperta delle tecniche di censimento e monitoraggio con la guida di un esperto naturalista, con anni di esperienza nello studio della specie, sulle tracce delle “piste” del predatore più intrigante ed elusivo dell’Appennino.



