Messa per Messina Denaro, la reazione del vescovo e della politica

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Ha fatto il giro d’Italia lo sdegno scaturito dall’iniziativa del parroco di Casalnuovo della chiesa della Santissima Annunziata nel rione di Licignano       Ha quasi 78 anni, è stato ordinato sacerdote nel 1970 e da cinquant’anni è il parroco della stessa chiesa, la chiesa della Santissima Annunziata a Casalnuovo, il suo paese, dov’è noto per l’osservanza alle regole non scritte del cattolicesimo tradizionalista, un’osservanza a volte giudicata eccessiva. Ma ieri il tradizionalismo teologico e pastorale di Don Tommaso Izzo ha travalicato il perimetro della sua cittadina. Il sacerdote ha fatto sbalordire l’Italia con un annuncio su Facebook suonato a molti blasfemo, addirittura una messa in suffragio del diavolo dei diavoli in terra, l’appena defunto capo di Cosa Nostra, lo stragista e assassino di bambini: belzebù Matteo Messina Denaro. Apriti cielo, è proprio il caso di dirlo. Subito dopo il clamoroso annuncio il popolo del web si è scatenato contro il parroco perdonista.

                          Il Vescovo e i Verdi

« Si può pregare per un individuo del genere in privato ma celebrare una messa per chiedere a Dio il perdono a Messina Denaro è apologia di mafia. Quel prete vuole celebrare il male », l’anatema del fustigatore dei malcostumi nazionali, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra nonché partenopeo doc Francesco Emilio Borrelli. L’annuncio del prete di Casalnuovo è rimasto sui social per poco più di un’ora. E’ stato poi lo stesso Izzo a ritirarlo e a decidere di annullare la messa in suffragio. Comunque, politica e social a parte, l’iniziativa di don Izzo ha fatto infuriare soprattutto monsignor Antonio Di Donna, il vescovo della diocesi di Acerra nella cui giurisdizione ricadono don Tommaso e la sua chiesa. « Il vescovo e la diocesi di Acerra – si legge in un comunicato fatto diramare da Di Donna – prendono le distanze dall’incresciosa e autonoma iniziativa della parrocchia Maria Annunziata di Casalnuovo, lanciata sui social, di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro. A ogni modo prendiamo atto del ripensamento del parroco, ma resta la gravità dell’episodio in una diocesi da sempre in prima linea con i suoi pastori nella lotta alla criminalità mafiosa ». Di Donna parla di « un fatto che sprona ed esorta a serrare ancora di più le fila tra clero e laici nell’educazione alla giustizia, perché nessun cedimento, ieri come oggi, venga tollerato su questo fronte » . Non si sa se il vescovo prenderà provvedimenti nei riguardi di don Tommaso.  « Volevo solo fare un messa in suffragio, una cosa semplice semplice: il perdono non si toglie a nessuno, nemmeno agli scomunicati », ha però insistito nella stessa giornata di ieri il sacerdote tignoso.

                                 Il Sindaco

Un atteggiamento che ha fatto sobbalzare sulla poltrona del suo ufficio in municipio il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia. Il primo cittadino verso mezzogiorno ha spedito tutti i suoi vigili urbani nella chiesa dell’Annunziata.  I caschi bianchi hanno fatto delle verifiche. Dopodiché hanno interdetto i locali della canonica, dove si riuniscono i fedeli per le attività della parrocchia.  « E’ stata una vendetta inutile », il commento laconico del parroco. Il sindaco ha diffuso un messaggio, già riportato nella giornata di ieri: « Ho appreso questa mattina dell’ aberrante intenzione di un parroco di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro – le parole di Pelliccia sui social – è una cosa assurda, inaccettabile, vergognosa. Mai e poi mai avrei consentito che nella città da me amministrata si celebrasse una messa per un mafioso: un esecutore ed un mandante di crimini atroci ed omicidi ».  

                    FdI e Movimento Cinque Stelle

  «Voglio stigmatizzare con forza quanto accaduto. Un’iniziativa raccapricciante in contrasto con il processo di scomunica che la chiesa ha avviato per i mafiosi. È un monito a non abbassare mai la guardia su legalità e giustizia», il commento del presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. «Per fortuna questa assurdità è presto rientrata, è molto pericoloso che si lascino anche piccoli spiragli», affermano in una nota i rappresentanti del Movimento 5Stelle nella commissione parlamentare Antimafia Stefania Ascari, Federico Cafiero De Raho, Francesco Castiello, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.  

Stesa davanti alla chiesa dei funerali, autore preso alla clinica: tradito dall’allarme del braccialetto

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Acerra: esplosione di colpi di arma da fuoco in via Paisiello. La Polizia di Stato ferma un uomo.   Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato di Acerra, durante il servizio di controllo del territorio, sono intervenuti in via Niccolò Paganini dove, a seguito di una segnalazione di esplosione di colpi di arma da fuoco, avevano rinvenuto, poco distante, alcuni bossoli calibro 9×21. La stesa è avvenuta durante i funerali di un 34enne. Poco dopo, è stata segnalata la presenza di uomo, sottoposto alla detenzione domiciliare con braccialetto elettronico per reati in materia di stupefacenti, al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori dove si era recato per dolori addominali facendo attivare l’allarme del dispositivo. In quei frangenti, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di Acerra, anche grazie alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, hanno accertato che un uomo, individuato nel soggetto evaso dalla detenzione domiciliare, era sopraggiunto a bordo di uno scooter in via Paisiello dove aveva esploso diversi colpi di arma da fuoco in aria per poi darsi alla fuga. Pertanto, il soggetto ritenuto responsabile dell’episodio delittuoso in commento, un 23enne di Marcianise, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per evasione, porto e detenzione illegale di arma da fuoco aggravato dal metodo mafioso.  

Segretario e Puc, ancora scintille in Consiglio. Appello all’unità di D’Errico sulla quarta linea

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ACERRA – “E’ in atto una incessante interlocuzione tra comitato ed amministrazione per arrivare alla condivisione di obiettivi e strategie comuni e stilare un programma unitario per l’individuazione di un programma congiunto in vista dell’iniziativa del prossimo 14 ottobre”. E’ quanto ha sottolineato il sindaco di Acerra Tito d’Errico nel corso dell’odierna seduta di consiglio comunale, in cui la maggioranza ha chiesto all’opposizione – in nome dell’unità di tutta la città su un tema così rilevante come quello ambientale – di fare un passo indietro sul punto all’ordine del giorno presentato dagli stessi consiglieri di minoranza sulla manifestazione promossa da alcuni cittadini contro la quarta linea del termovalorizzatore e prevista tra due settimane. “Spero vivamente in questa unità – ha spiegato il sindaco – perché senza unità questi obiettivi non possono essere raggiunti. L’amministrazione comunale, ricordo, nella seduta di Consiglio dello scorso 20 luglio ha già ribadito la propria contrarietà alla realizzazione di una nuova linea del termovalorizzatore. Nel corso dell’Assise il Segretario Generale avv. Claudia Filomena Iollo, nel replicare ad una questione di attualità sollevata dalla minoranza, ha salutato i consiglieri e la città di Acerra dopo aver aderito alla manifestazione di interesse che la porterà ad un incarico presso un altro Comune. “Alla base di questa scelta ci sono motivi esclusivamente personali – ha spiegato in aula il segretario – ci sono momenti della vita in cui le esigenze personali prevalgono su quelle professionali. Ogni ricostruzione alternativa in merito alla mia decisione che ho letto in questi giorni è da considerarsi fantasiosa e strumentale”. Il consiglio comunale, inoltre, ha approvato (14 voti favorevoli e 8 contrari) la proposta di Schema di Bilancio Consolidato 2022. L’Assise, infine, ha eletto i consiglieri Patrizia De Sena e Antonio Nocera nella Commissione per l’aggiornamento dell’Albo dei Giudici Popolari della Corte d’Assise di Appello di Napoli.

L’opposizione non ci sta

“Abbiamo voluto che l’organo consiliare ricordasse Domenico Esposito, il ragazzo di Pezzalunga che ha perso la vita per un banale litigio – dichiarano i consiglieri comunali Piatto, Maietta, Casoria, Catapane, La Montagna, Nocera, Messina – anche un modo per ricucire con gli abitanti della frazione”. “Abbiamo posto, con le questioni di attualità, l’urgenza di provvedere a far ripartire il procedimento del Puc – aggiungono i consiglieri di Coalizione civica – e lo strano comportamento del Comune di Acerra con un altro Comune in materia di assunzioni”. “Dispiace prendere atto del voto contrario della maggioranza – concludono i consiglieri comunali – all’adesione del Consiglio comunale alla manifestazione del 14 ottobre. E’ evidente che per qualcuno è difficile mettersi contro chi lo ha nominato nel Consorzio Asi”.  

Messa per Messina Denaro, parla il prete: «Se facessi come don Patriciello perderei la parrocchia»

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Quando ormai aveva già fatto scoppiare il pandemonio don Tommaso Izzo ieri pomeriggio ha voluto spiegare davanti ai cancelli della chiesa dell’Annunziata la sua pazza voglia di tributare una messa a uno dei più demoniaci criminali della storia italiana. « La mia messa non voleva essere un’apoteosi di Messina Denaro – ha risposto ostentando una calma serafica, come se nulla fosse accaduto – anzi, voleva essere il contrario. Visto che lui si rese reo di tanti crimini era necessario pregare per il suo perdono » Ma don Tommaso, quando ha deciso di fare quella messa, poi annullata, non si è posto prima un problema di opportunità, visto che esistono ancora tanti problemi di mafia, di violenza, criminalità diffusa ? « Ciò sarebbe stato un esame di coscienza sulla sensibilità cristiana dei fedeli. Ma uno che è morto è morto ormai. Cioè, scusate, io dico una cosa: lo Stato si è comportato in modo tanto premuroso nel custodire questa persona e curarla. Ha fatto bene a mio parere, una persona va curata. Ora però si parla della mia messa. Eppure si doveva trattare di una messa semplice semplice. Una persona l’altro giorno mi ha chiesto che avrebbe voluto una messa contestuale sia per Giorgio Napolitano che per Messina Denaro » Ah, bene, una messa sia per una delle figure più eminenti della storia italiana che per uno dei criminali più efferati che si siano mai visti: un binomio proprio “azzeccato”… Ma chi è questa persona che le ha chiesto una cosa del genere ? « No, niente, una fedele » Forse una fedele “speciale”, forse un’amica dei camorristi ? O una camorrista lei stessa ? Una pregiudicata ? « No, una fedele e basta. Lo ripeto: si trattava di fare una messa semplice, un suffragio » Padre, Messina Denaro oltre alle stragi a cui partecipò fece anche sequestrare, torturare, strangolare e sciogliere nell’acido un bambino di undici anni, il piccolo Giuseppe Di Matteo… « Questi sono atti noti. Ma Dio conosce tanti atti che noi non conosciamo quando celebriamo le messe » Ma secondo lei un prete non dovrebbe avere anche una vocazione sociale contro la mafia, la camorra, la corruzione, la speculazione edilizia, lo spaccio della droga, l’inquinamento, insomma, le ingiustizie in terra ? « Contro la mafia vivente, non contro quella che è morta » Don Tommaso, Messina Denaro era scomunicato… « Si può pregare anche per gli scomunicati » Va bene padre, però quando il Comune di Casalnuovo nel 2007 fu sciolto per infiltrazioni della camorra lei dal pulpito non disse mai una parola a questo proposito. Durante tutti questi decenni del suo incarico da parte sua non c’è mai stata una testimonianza, una militanza religiosa contro queste piaghe… « Io faccio il mio lavoro per la cura delle anime e basta, insomma. Io sono professionale. Alcuni hanno questo spirito che dice lei. Ma io dovrei battagliare come fanno don Maurizio Patriciello o altri ? E poi la parrocchia non la curerei più. Io curo la parrocchia nelle confessioni, nelle omelie » I vigili dopo il suo annuncio sono venuti da lei e le hanno chiuso i locali terranei della canonica… « E’ stata una vendetta che trova il tempo che trova » Nel 2006, durante lo scandalo dei palazzi abusivi di Casalnuovo, la accusarono di essere il parroco di una chiesa abusiva… « Un vicino denunciò. Poi la denuncia fu verificata al Comune e tutto risultò regolare » Don Tommaso, si rende finalmente conto che il suo caso è più unico che raro ? Che nessun prete ha osato fare quello che ha fatto lei, una messa in suffragio del capo di Cosa Nostra ? « Soltanto finora nessuno si è permesso. So che altri vogliono fare lo stesso »

Pomigliano, i veleni del caso Maiello e la posizione del Comune prima del Consiglio “a porte chiuse”

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  Domani consiglio comunale a porte chiuse e senza streaming. La maggioranza dubbiosa sulla regolarità dell’assunzione del dirigente della polizia municipale    Si annuncia ad alta tensione il Consiglio comunale di domani. All’ordine del giorno una discussione che riguarda il comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello. Il colonnello è ormai uno dei simboli in provincia di Napoli della lotta alla camorra e al malaffare. Ma c’è il rischio che l’assemblea cittadina si trasformi in un pericoloso attacco frontale alla figura di uno dei poliziotti antimafia più noti dell’area metropolitana.

              Porte Chiuse

Riserbo strettissimo. Il consiglio è previsto per domani alle 15.30. Si discuterà di Maiello in seduta segreta, senza trasmissione internet e senza la presenza del pubblico nonostante la rilevanza pubblica dell’argomento e degli atti amministrativi in discussione. Motivo ufficiale del “conclave”: tutelare la privacy dello stesso comandante della municipale. Nel frattempo, pur di scongiurare fughe di notizie, è stata fatta firmare una liberatoria anche ai tre consiglieri di opposizione. Il documento impone di non rivelare niente sull’interrogazione consiliare che sarà discussa oggi. Ma di questa interrogazione si sta già parlando negli ambienti politici e non solo sin dalla scorsa settimana. È stata firmata da 19 dei 21 consiglieri della maggioranza controllata dal sindaco Lello Russo. Non l’hanno sottoscritta, per motivi diversi, due della maggioranza, il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Caiazzo, e Salvatore Esposito, della lista civica Oblò, che fa capo al sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia.

                 Il cavillo

Intanto quest’interrogazione suona come una dichiarazione di guerra a Maiello. Gli interroganti vogliono chiarimenti su presunte gravi irregolarità nell’ambito dell’assunzione del comandante da parte del Comune di Pomigliano. È un refrain che si strascina da tempo. I 19 consiglieri battono sullo stesso chiodo su cui sta battendo da tre anni il sindaco Russo attraverso social e comizi elettorali. Sostanzialmente l’attacco a Maiello punta al suo licenziamento sulla base dell’interpretazione di una circostanza relativa al periodo in cui il casco bianco ricopriva il ruolo di poliziotto municipale al Comune di Cercola. Secondo gli interroganti, Maiello fu licenziato dal Comune di Cercola, sia pure per motivi legati a questioni sostanzialmente burocratiche riguardanti l’applicazione di disposizioni ministeriali sulla stabilizzazione nella pubblica amministrazione. Ma per gli “anti Maiello” uno dei requisiti per l’assunzione del comandante a Pomigliano prevedeva che nel curriculum non figurasse alcun licenziamento negli enti pubblici.

           I documenti

Su questa materia del contendere c’era però stato un chiarimento, ben sei anni e mezzo fa, dell’avvocato Vincenzo Fiengo, il sindaco di Cercola che nel 2014 interruppe il rapporto di lavoro con il poliziotto municipale. «La risoluzione del rapporto con il Comune di Cercola attuata dalla mia amministrazione scrisse in un comunicato stampa Fiengo è stata semplicemente dovuta a dei vizi amministrativi inerenti le procedure di stabilizzazione. Conoscendo il comandante Maiello per l’attività svolta non posso che sottolineare la sua professionalità, la sua competenza e la sua dedizione al lavoro per affermare il principio di legalità sul nostro territorio».  C’è poi un precedente attestato rilasciato dall’ufficio del personale del comune di Cercola, nel 2015.  «Il Comune di Cercola – si legge nel documento – non ha mai posto in essere atti per i quali il dottor Luigi Maiello sia stato interdetto o sottoposto a misura che esclude la costituzione del rapporto di impiego con la pubblica amministrazione, né tantomeno è stato destituito dal rapporto di pubblico impiego a seguito di procedimento disciplinare o dispensato dallo stesso  per insufficiente rendimento o dichiarato decaduto ».

 La rettifica del Comune di Pomigliano

Contrariamente a quanto riportato stamattina da organi di stampa riguardo un’interrogazione sull’assunzione del comandante della polizia municipale di Pomigliano d’Arco, Luigi Maiello, si precisa quanto segue: la sessione del Consiglio Comunale in cui si discuterà l’interrogazione dei 19 consiglieri comunali si svolgerà non oggi, ma domani, 29 settembre, alle 15. L’idea di una tensione tra il sindaco Russo e il comandante Maiello è infondata. Infatti, il Sindaco non ha firmato l’interrogazione e sarà lui stesso o un suo delegato a rispondere a nome dell’amministrazione comunale. Per cui si fa notare che il Sindaco non è l’attore principale, ma piuttosto il destinatario di questa interrogazione. Si evidenzia anche che la risposta dell’Amministrazione Comunale potrebbe essere anche in favore del Comandante della Polizia Municipale Locale e chiarire una volta per tutte questa vicenda che si trascina da tempo. Quindi, appare del tutto pretestuoso in questa vicenda creare una inutile e provocatoria contrapposizione tra il primo cittadino ed il comandante.” fa sapere il Comune in una nota.  

Casalnuovo, posa della prima “scultura” per il nuovo “Parco delle Chiocciole”

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Casalnuovo di Napoli.  Le associazioni “CSN Centro Studi Nappi APS” e “Una Città Che…APS” presentano il prossimo 27 ottobre alle ore 11.00, un nuovo spazio all’aperto sito a Via Paolo Borsellino.

Lo spazio si intitolerà “PARCO DELLE CHIOCCIOLE”.

I lavori nell’area termineranno nel 2024, ma l’intento delle associazioni è quello di coinvolgere, sin dall’avvio del progetto, la comunità con un primo evento che rappresenterà la “posa della prima scultura”.

 <<Di solito si presenta la “posa della prima pietra”, noi poseremo la prima scultura: in linea con le indicazioni europee sui principi della transizione ecologica, sul riuso e sul riciclo, poseremo una delle opere in “plastica rigenerata” della CRACKING ART, le famose sculture coloratissime a forma di animali giganti >>, questo il commento di Giovanni Nappi, presidente delle associazioni.

Oltre alla mostra delle sculture, ci sarà un workshop dell’artista Maurizio Capone dei BungtBangt, noto per suonare con strumenti musicali realizzati con materiale di riciclo.

La mattinata del 27 ottobre 2023 sarà riservata alle scuole del territorio (Terzo Circolo Didattico M.T. di Calcutta, I.C.S. De Nicola, Primo Circolo Didattico De Curtis) aderenti al progetto “LA KASA DI TUTTI”, co-finanziato dall’Agenzia di Coesione a valere sull’avviso per il contrasto alla povertà educativa, rientrante nella misura M5C3 Investimento 3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore – fondi PNRR.

La mostra delle opere della CRACKING ART resterà poi aperta fino al 1 novembre 2023.

L’Appuntamento 

Dunque, dal 27 ottobre al 01 novembre 2023, tutte le mattine, dalle 10.00 alle 13.00, l’appuntamento con le sculture giganti della Cracking Art è al PARCO DELLE CHIOCCIOLE, a Casalnuovo di Napoli, Via Paolo Borsellino.

La mostra sarà completata da animazione per i più piccoli.

Far west Acerra, stesa durante i funerali: esplosi 11 colpi

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ACERRA – Sono undici i colpi repertati dagli agenti del locale commissariato ad Acerra dove nel pomeriggio di ieri si è assistito ad una scena da far west. Una stesa è avvenuta in pieno giorno nel rione Madonnella mentre era in corso il funerale di un ragazzo di 34 anni, morto tragicamente il giorno prima. Alcuni dei presenti al rito funebre, avvertiti i colpi dalla strada esterna, sono scappati, come testimoniato anche da alcune immagini circolate nelle chat. Sull’episodio sono in corso indagini della polizia: i colpi sono stati esplosi da uno scooter in via Paisiello nel traffico e con tante persone in strada per i funerali. Tra le ipotesi c’è quella di una lite precedente tra due gruppi di giovani ma non si esclude altre piste.

Somma Vesuviana, gli studenti del Liceo Torricelli al Festival della Filosofia di Ischia

Somma Vesuviana. Gli studenti del Liceo Torricelli hanno partecipato Festival della Filosofia di Ischia. Il tema dell’edizione di quest’anno è stato “il desiderio”, argomento da cui i ragazzi sono partiti per elaborare i loro progetti per il Festival.     Si è appena concluso il Festival della Filosofia di Ischia. Anche quest’anno il Liceo  Torricelli ha partecipato all’iniziativa culturale con le classi 5B Cambridge, 4B Cambridge, 4D Scientifico, 5D Scientifico, 4E Scientifico, 4A Liceo classico. Gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione si sono dimostrati molto motivati e preparati. Il tema scelto per questo anno dalla direzione scientifica del Festival è stato “Il desiderio”, argomento che i ragazzi hanno cercato di definire dal punto di vista filosofico.

I lavori degli studenti

Gli alunni in un’ ottica interdisciplinare hanno accolto con entusiasmo questa sfida filosofica elaborando dei panel dal punto di vista scientifico, filosofico e letterario. Nella cornice meravigliosa del Castello Aragonese di Ischia i ragazzi hanno partecipato a talk,  conferenze, mostre, installazioni e Lectio magistralis, presentazione  di libri, interagendo con altre scolaresche e con docenti ed esperti di filosofia nazionali ed internazionali. In particolare, grazie al direttore scientifico del Festival prof. Mirelli e alla Dirigente prof. ssa Anna Giugliano i ragazzi hanno potuto partecipare all’importante iniziativa culturale. Inoltre, a supervisionare il lavoro degli studenti sono stati i loro docenti, i quali sono stati una preziosa guida per i ragazzi per la kermesse filosofica.

Il tema della prossima edizione

Il Festival tornerà ad Ischia con un nuovo appuntamento per l’ anno prossimo con una nuova sfida da affrontare. Infatti, il tema scelto per la prossima edizione è particolarmente attuale ed è al centro dei dibattiti più recenti: ”Identità artificiali”,  un argomento complesso e che che mette in relazione due termini centrali nell’epoca delle reti globali. Sarà un confronto aperto sul “problema dei problemi”.

Sant’ Anastasia, tutto pronto per l’ 80° Anniversario della Resistenza

Nell’ambito delle iniziative promosse in tutta Italia per l’80°anniversario della Resistenza, l’A.N.P.I. di Sant’Anastasia Caduti della Flobert, in collaborazione con la Pro Loco Arco e l’Archivio Storico di Somma Vesuviana, organizzerà il due ottobre una manifestazione in onore delle vittime dell’eccidio nazista.     I tedeschi in ritirata strategica dilagarono per la provincia napoletana. Tra il 1943 e il 1945, migliaia di inermi cittadini furono vittime del potere nazista e fascista. Anche Sant’ Anastasia pagò il suo enorme tributo con otto vittime: Castaldo Annunziata, Capuano Immacolata, Carbone Pasquale, Granata Raffaela, Panico Sofia, Polise Rosa, Riglia Maria e Sebeto Maria.  Il Consiglio comunale di Sant’Anastasia – dopo 80 anni, nella seduta del 23 giugno 2023, ha deliberato finalmente di istituire il 1° ottobre come Giornata della Liberazione e della Memoria, grazie soprattutto all’impegno appassionato e caparbio dell’ANPI.  L’ evento si articolerà in due importanti momenti: alle ore 9:00, si terrà la deposizione di una corona d’alloro sulla lapide marmorea collocata sulla facciata della Parrocchia di Santa Maria La Nova; alle ore 10:00, la manifestazione si sposterà presso l’aula polifunzionale del Santuario di Madonna dell’Arco dove si svolgerà un convegno sul tema. I lavori vedranno protagonisti gli studenti delle scuole e personalità della cultura locale e non. Presenti – oltre alle autorità istituzionali, militari e religiose, Croce Rossa e Protezione civile – alcuni testimoni dell’eccidio e gli autori del libro dal titolo La strage nazista – L’eccidio del 1° ottobre 1943: una raccolta di ricordi e immagini dei fatti accaduti, raccontati con emozione e grande passione da Raffaele Sodano, Rosanna Novato e Ciro Fiore.   Secondo quasi tutti i maggiori storici della Seconda Guerra Mondiale, il 1943 – spiega il dott. Giuseppe Mosca, studioso esperto del Novecento e socio ANPI-  è l’anno in cui si decidono le sorti del conflitto. Stalingrado, la sconfitta dell’Afrikakorps, lo Sbarco in Sicilia, indirizzeranno la guerra verso la vittoria degli alleati, e così in pratica sarà. In Italia il 25 luglio prima, l’8 settembre poi, con la caduta del Fascismo e l’armistizio conseguente, che scioglierà la nazione italiana dal vincolo d’alleanza con la Germania nazista, darà agli italiani la possibilità di scegliere da che parte stare. Nasce la Resistenza con l’esercito a Cefalonia, si consolida con il glorioso movimento popolare delle Quattro Giornate, la costituzione delle Repubbliche partigiane al Nord e la lotta di liberazione, e man mano che la lotta partigiana caccerà l’odiosa coalizione nazifascista dal suolo italico, s’intensificheranno le stragi e le rappresaglie contro i civili inermi e i combattenti per la libertà. Boves, Marzabotto, S. Anna di Stazzema e poi anche Caiazzo, Sant’ Anastasia e numerosi altri eccidi rappresenteranno pagine di altissima memoria resistenziale, di cui dobbiamo tenere alto il ricordo, soprattutto di questi tempi, in cui i fantasmi del passato sono una minaccia per tutte le conquiste democratiche e civili conseguite dai nostri padri. L’evento – spiega la prof.ssa Maria Elena Capuano –  intende promuovere innanzitutto la Memoria dei fatti, che hanno rischiato per decenni di finire nell’oblio. L’intento, inoltre, è quello di andare alla riscoperta delle radici della città, della comunità, delle persone che hanno fatto il nostro piccolo paese, al fine di ritrovarsi intorno a un passato comune, che si trasformi nella piena consapevolezza del presente. Non ultimo, il desiderio di contrastare questi tempi spesso lontani dalla libertà, dalla giustizia e dalla pace.

La quiete dopo la tempesta: il Napoli mostra i primi segnali di risveglio

Dopo la grande tensione delle ultime 24 ore con la grana Osimhen, l’ambiente azzurro può finalmente tornare a respirare aria serena: gli uomini di Garcia superano nettamente l’Udinese al Maradona per 4-1. Evidenti sono stati i segni di ripresa sul piano offensivo, con un Napoli molto più di spallettiana memoria rispetto alle precedenti uscite; si è tornati ad utilizzare maggiormente il fraseggio nello stretto, che ha esaltato le doti dell’attacco azzurro. Anche la condizione fisica sembra essere in crescita, con la squadra capace di mantenere un ritmo costante per gran parte del match. Finalmente Kvara è tornato con una prestazione ai livelli della scorsa stagione: il 77 ha messo a ferro e fuoco la fascia sinistra e avrebbe meritato ancora di più rispetto al solo gol, tornato dopo 192 giorni di astinenza; l’auspicio è che questa partita possa rappresentare un nuovo inizio per lui. Il protagonista annunciato, dopo quanto successo tra ieri e oggi, era ovviamente Osimhen, che ha deciso di far parlare il campo dando tutto se stesso per la squadra (simbolico il gesto di lasciare il rigore dell’1-0 a Zielinski). Chiaro comunque che qualcosa non vada e per il bene del Napoli sarebbe importante risolvere alla svelta. Da segnalare le buone prestazioni anche di Natan e Lindstrom, a dimostrazione del fatto che avrebbero forse meritato più spazio nelle scorse partite. Ora è necessario confermare i progressi fatti stasera e la trasferta di sabato a Lecce sarà in tal senso una grande prova del nove.