Messa per Messina Denaro, la reazione del vescovo e della politica

0
856

Ha fatto il giro d’Italia lo sdegno scaturito dall’iniziativa del parroco di Casalnuovo della chiesa della Santissima Annunziata nel rione di Licignano    

 

Ha quasi 78 anni, è stato ordinato sacerdote nel 1970 e da cinquant’anni è il parroco della stessa chiesa, la chiesa della Santissima Annunziata a Casalnuovo, il suo paese, dov’è noto per l’osservanza alle regole non scritte del cattolicesimo tradizionalista, un’osservanza a volte giudicata eccessiva. Ma ieri il tradizionalismo teologico e pastorale di Don Tommaso Izzo ha travalicato il perimetro della sua cittadina. Il sacerdote ha fatto sbalordire l’Italia con un annuncio su Facebook suonato a molti blasfemo, addirittura una messa in suffragio del diavolo dei diavoli in terra, l’appena defunto capo di Cosa Nostra, lo stragista e assassino di bambini: belzebù Matteo Messina Denaro. Apriti cielo, è proprio il caso di dirlo. Subito dopo il clamoroso annuncio il popolo del web si è scatenato contro il parroco perdonista.

                          Il Vescovo e i Verdi

« Si può pregare per un individuo del genere in privato ma celebrare una messa per chiedere a Dio il perdono a Messina Denaro è apologia di mafia. Quel prete vuole celebrare il male », l’anatema del fustigatore dei malcostumi nazionali, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra nonché partenopeo doc Francesco Emilio Borrelli. L’annuncio del prete di Casalnuovo è rimasto sui social per poco più di un’ora. E’ stato poi lo stesso Izzo a ritirarlo e a decidere di annullare la messa in suffragio. Comunque, politica e social a parte, l’iniziativa di don Izzo ha fatto infuriare soprattutto monsignor Antonio Di Donna, il vescovo della diocesi di Acerra nella cui giurisdizione ricadono don Tommaso e la sua chiesa. « Il vescovo e la diocesi di Acerra – si legge in un comunicato fatto diramare da Di Donna – prendono le distanze dall’incresciosa e autonoma iniziativa della parrocchia Maria Annunziata di Casalnuovo, lanciata sui social, di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro. A ogni modo prendiamo atto del ripensamento del parroco, ma resta la gravità dell’episodio in una diocesi da sempre in prima linea con i suoi pastori nella lotta alla criminalità mafiosa ». Di Donna parla di « un fatto che sprona ed esorta a serrare ancora di più le fila tra clero e laici nell’educazione alla giustizia, perché nessun cedimento, ieri come oggi, venga tollerato su questo fronte » . Non si sa se il vescovo prenderà provvedimenti nei riguardi di don Tommaso.  « Volevo solo fare un messa in suffragio, una cosa semplice semplice: il perdono non si toglie a nessuno, nemmeno agli scomunicati », ha però insistito nella stessa giornata di ieri il sacerdote tignoso.

                                 Il Sindaco

Un atteggiamento che ha fatto sobbalzare sulla poltrona del suo ufficio in municipio il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia. Il primo cittadino verso mezzogiorno ha spedito tutti i suoi vigili urbani nella chiesa dell’Annunziata.  I caschi bianchi hanno fatto delle verifiche. Dopodiché hanno interdetto i locali della canonica, dove si riuniscono i fedeli per le attività della parrocchia.  « E’ stata una vendetta inutile », il commento laconico del parroco. Il sindaco ha diffuso un messaggio, già riportato nella giornata di ieri: « Ho appreso questa mattina dell’ aberrante intenzione di un parroco di celebrare una messa in suffragio di Matteo Messina Denaro – le parole di Pelliccia sui social – è una cosa assurda, inaccettabile, vergognosa. Mai e poi mai avrei consentito che nella città da me amministrata si celebrasse una messa per un mafioso: un esecutore ed un mandante di crimini atroci ed omicidi ».

 

                    FdI e Movimento Cinque Stelle

 

«Voglio stigmatizzare con forza quanto accaduto. Un’iniziativa raccapricciante in contrasto con il processo di scomunica che la chiesa ha avviato per i mafiosi. È un monito a non abbassare mai la guardia su legalità e giustizia», il commento del presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. «Per fortuna questa assurdità è presto rientrata, è molto pericoloso che si lascino anche piccoli spiragli», affermano in una nota i rappresentanti del Movimento 5Stelle nella commissione parlamentare Antimafia Stefania Ascari, Federico Cafiero De Raho, Francesco Castiello, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato.