Carabinieri sospendono serata in discoteca
Test di Lecce superato a pieni voti per il Napoli, che rilancia le proprie ambizioni
La partita è stata pressoché a senso unico, con gli azzurri che hanno rischiato davvero poco; da questo punto di vista la coppia Ostigard-Natan è apparsa ancora una volta in crescita, non facendo assolutamente rimpiangere l’assenza del leader difensivo Rrahmani.
La notizia più bella di giornata è probabilmente l’ingresso decisivo di Gaetano, che di fatto ha chiuso la partita siglando il gol dello 0-3 e procurandosi il rigore poi segnato da Politano. Il ragazzo sembrava destinato ad andare via in prestito in estate, ma il mancato arrivo di Gabri Veiga lo ha “costretto” a restare: questa performance lo aiuterà senza dubbio a giocarsi maggiormente le sue carte per il resto della stagione.
Si arriva dunque al match di Champions nel migliore dei modi e ci sono i presupposti per sognare un’altra magica notte europea al Maradona, nella consapevolezza di non avere nulla da perdere.
Tragedia nella notte ad Acerra, coppia muore in incidente: gravi i figli
Acerrana vola a punteggio pieno, Forio regolato nell’anticipo
Roberto Colella, Ciccio Merolla e Vincenzo Comunale intervistati nel format de “Il Morante al Campania Libri Festival”
Roberto Colella, Ciccio Merolla e Vincenzo Comunale intervistati nel format de “Il Morante al Campania Libri Festival”
Il direttore del Premio Elsa Morante Tiuna Notarbartolo e il direttore del Centro Produzioni Rai di Napoli Antonio Parlati intervistano i tre artisti nell’ambito del Campania Libri Festival.
Talk sul ruolo sociale dell’artista, il direttore del Premio Elsa Morante, la scrittrice e giornalista Tiuna Notarbartolo e il direttore del Centro Produzioni Rai Di Napoli, Antonio Parlati, intervisteranno i cantanti Roberto Colella, Ciccio Merolla, ed il comico Vincenzo Comunale. L’attesissima data è fissata per giovedì 5 ottobre alle 12 nell’incantevole Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli, nell’ambito del Campania Libri Festival. “Controrivoluzione. Il ruolo sociale dell’artista, tra creatività e legalità”, sul palco tre esempi “positivi” di artisti che ce l’hanno fatta trasmettendo i valori “puliti” a migliaia di fan. A parlare ad una platea di circa 800 persone, tra cui tantissimi ragazzi: i cantanti Roberto Colella, frontman de La Maschera e Ciccio Merolla, il cui pezzo “Malatia” ha ricevuto, da pochissimo il disco d’oro, consegnatogli nella storica Arena di Verona. Non solo musica ma anche comicità, infatti sarà l’attore Vincenzo Comunale il terzo artista ad essere intervistato dalla Notarbartolo e da Parlati. I tre artisti porteranno sul palco del Teatrino di Corte la musica e la comicità come “armi” contro la devianza giovanile e la criminalità.
L’organizzazione del Morante, guidata da Tiuna Notarbartolo, si avvale del coordinamento di Iki Notarbartolo, delle bellissime immagini grafiche di Umberto Amicucci e dell’ufficio stampa Pem, con Lisa Terranova e Gilda Notarbartolo, Raimondo Miele alle Relazioni Istituzionali.
Partner di queste giornate, in cui è vincente la sinergia tra Premio Elsa Morante, Fondazione Campania dei Festival e Regione Campania, sono la Rai di Napoli, nell’anno del suo sessantesimo anniversario, il Grand Hotel Oriente, vero e proprio rifugio delle star, il ristorante Al 53, che racconta Napoli attraverso l’arte culinaria, e la Giannini Editore.
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.
Somma Vesuviana, nell’ 80° Anniversario della Resistenza il triste ricordo di Luisa Granato
Il primo ottobre del 1943 la Città di Somma Vesuviana piangeva le sue vittime civili, tra cui Luisa Granato. Ottanta anni dopo ci si interroga ancora su quelle nefandezze perpetuate dai tedeschi in ritirata, cercando di esprimere in ogni modo la contrarietà ad ogni tipo di violenza e di sopraffazione. Sia la pace strumento di concordia e armonia tra i popoli: questo sarà il messaggio che gli alunni della Scuola Media S. G. Bosco – Summa Villa diffonderanno il 3 ottobre in occasione della commemorazione.
Granato Luisa Maria nacque a Somma Vesuviana il 6 aprile del 1916 in via Trivio dal calzolaio Francesco e da Teresa Raia. Il 14 settembre del 1933 sposò nella parrocchia di San Giorgio il barbiere anastasiano Gennaro D’Amato. Dal matrimonio nacquero Giuseppina e Teresa. Il primo ottobre del 1943, il destino la pose davanti ad una morte orrenda e ingiusta. All’epoca, la figlia Giuseppina aveva nove anni e il marito Gennaro era prigioniero di guerra. Luisa, con le due figlie, dormiva e mangiava dai genitori, che abitavano a pochi metri di distanza dal sua casa in via Casaraia 25. La mattina del 1° ottobre, non solo fu avvertita dal padre di un imminente arrivo delle truppe tedesche, ma fu esortata a fuggire via prima dell’incombente rappresaglia. Il riparo fu in località Castello, dove una gentile e brava signora ospitò la mamma con le due figliolette, insieme a molte altre persone. Teresa, la più piccola, iniziò a piangere con insistenza perché, alquanto mangiona, voleva a tutti costi del pane, che purtroppo mancava in quel posto. Luisa non esitò: coraggiosa, decise di riscendere in paese con Giuseppina per soddisfare le esigenze della piccolina. Tutti le dicevano di non andare e inutili furono le suppliche avanzate dalle persone sul percorso di ritorno a casa.
La morte era dietro l’angolo: mentre stava per aprire la porta, fu colpita al fianco da tre colpi di fucile mitragliatore. La donna fece prima un giro su stessa e cadde poi a terra con i proiettili che sfiorarono anche Giuseppina, colpendo il muro. La mitragliata cessò solo quando un signore dal suo balcone iniziò a sparare ad un tedesco. Alcune persone del posto, intanto, avvertirono il padre di Luisa. Il tempo iniziò a trascorrere inesorabilmente. Il sangue stillò dalla ferita velocemente e si tentò, in tutti modi, di tamponarlo con stracci d’acqua. I tedeschi, intanto, decisero di continuare il loro percorso, lasciando la località Purgatorio nei pressi di Mercato Vecchio, dove attualmente insiste la cappella omonima. La donna, ormai esanime e rassegnata, si rese conto che non c’era più niente da fare e consegnò dei soldi alla piccola Giuseppina, raccomandandogli di dire ai nonni di non far indossare il vestito nero a Teresa. Alla ragazza, inoltre, implorò di salutargli il padre, perché aveva sempre avvertito la sensazione che non l’avrebbe mai più rivisto. Intanto, adagiata in casa, si tentò ogni cura. Il sangue fu così tanto che iniziò a colare sulla piccola scalinata che, da uno dei due portoni via Casaraia, conduce a via Roma. Il dottor Eugenio Testa affermò che per salvarla avrebbero dovuto trasportala nell’ospedale più vicino: cosa impossibile, in quanto i tedeschi avevano minato e fatto saltare tutti i ponti. Luisa spirò alle ore sedici e cinquanta, come recita l’atto di morte n°11, Parte II, Serie B, dell’Ufficio Stato Civile. Presto nella sua casa ci fu un gran vivai di persone e tra queste anche gli americani che vegliarono sul corpo tutta la notte.

Questa narrazione rimane oggi l’unica testimonianza diretta di quel tremendo giorno. Fu raccontata dalla compianta Giuseppina D’Amato nel 2017, due anni prima della sua morte, agli alunni della S.S.P.G. S. G. Bosco – Summa Villa nel ricordare anche le altre due vittime civili: Michele Muoio e Ciro Giannoli. All’epoca gli alunni della III B, dell’anno scolastico 2016-17, scelsero di ricordare proprio Luisa, prima perché era una mamma, poi perché avevano letto su di lei tante storie contrastanti e, infine, perché ebbero la possibilità di poter intervistare direttamente la bambina del 1943, Giuseppina D’ Amato, unica e sola testimone di quel tragico giorno. Il 3 ottobre 2023 gli stessi alunni ricorderanno le vittime civili con un convegno – Tra le tinte della storia – alle ore 10:00 nella palestra scoperta del plesso centrale e, a seguire, con un corteo che si recherà dapprima sul luogo in cui Luisa fu uccisa e, successivamente, sotto la lapide marmorea del 1945 delle vittime civili in piazza Guglielmo Marconi (piazzetta San Domenico). Ringrazio la maestra Arca Sepe, nipote di Luisa, che mi ha fornito le foto e i documenti inediti, scavando tra i suoi ricordi fotografici. E ringrazio, altresì, il maestro Giuseppe Canò, valente artista napoletano, che per il secondo anno consecutivo ha voluto fermare il tempo, realizzando stavolta la scena della tragica morte di Luisa Granato in via Casaraia.
Pianura Opera House chiude con la “Festa de Bacco” con Massimo Bagnato
Somma Vesuviana, medaglia d’oro per Sveva Romano nella Hero Battle Cup ad Osimo
Campi Flegrei, direttrice INGV spiega cosa sta cambiando: “Aumento bradisismo, ma vulcano è invariato”
La cultura che fa sognare, appuntamento in biblioteca per il romanzo di Martini
CASORIA. Il Comune di Casoria e l’associazione culturale “L’inedito” organizza per il giorno 3 ottobre alle 18,00, nella biblioteca comunale Mons. Mauro Piscopo, un convegno di presentazione del romanzo “La basilica in riva al mare” dello scrittore Fabio Martini. L’iniziativa intitolata “La cultura che fa sognare” apre le porte del romanzo presentato riconoscibile nella categoria della narrativa del realismo magico, dove realtà è mondo onirico portano il lettore al fantastico reale del quotidiano.
Modera i lavori Alessandra Mascia. Interveranno il sindaco Raffaele Bene, l’assessore alla Cultura Vincenzo Russo e i collaboratori artistici Manuel Rea, Carlo
Somma e Salvatore Somma.
La biografia
Fabio Martini, poeta, scrittore, fondatore e ideatore del marchio editoriale “L’Inedito”. Fondatore de L’Associazione Culturale L’Inedito. Editor, scout letterario, collaboratore di alcuni giornali e riviste, è nato a Genova nel 1959.
Appassionato partecipe della vita intellettuale sul web da oltre venticinque anni; impegnato in svariate attività culturali, vive tra Italia e Spagna, dove cura interessi di lavoro e personali, dedicandosi al mondo editoriale ed alla scrittura.
Presente in moltissime antologie, ha poi raccolto il più possibile nella sua personale attività letteraria composta dalla silloge poetica “Una prosa in versi” (in self editing) del 2010, ormai introvabile; dal romanzo “I gradini del tempo” (Ed. Cassandra) 2013; dal breve romanzo “La casa senza fondamenta” (Ed. Epigrafia) 2017; dall’antologia poetica “Terre di confine” (Ed. L’Inedito) 2019; dal romanzo “La basilica in riva al mare” (Ed. L’Inedito) 2020 (presente al Premio Campiello 2020); dal libro di racconti “Sbriciolando monumenti dal tempo” (Ed. L’Inedito) 2021. Oggi esce con una seconda silloge poetica di ampio respiro “Di rose, di sogni e di paglie intrecciate”.

