Il mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi è in crescita, trainato da un numero maggiore di sviluppatori indipendenti, sperimentazioni in ambito VR e AR e progetti mobile-first

Il mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi sta registrando una crescita costante, alimentata da un alto numero di sviluppatori indipendenti. Inoltre è caratterizzato da una vasta gamma di soluzioni che coprono diversi aspetti come motori grafici, strumenti di progettazione, software di animazione e piattaforme di sviluppo per la realtà virtuale e aumentata.

I punti focali della crescita del mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi

La crescente domanda di esperienze di gioco online e su dispositivi mobili, unita ai progressi tecnologici in ambiti come la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale, sta trainando il mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi e soprattutto slot machine rendendo queste ultime sempre più competitive e dinamiche. Tra tutte spicca la popolarità raggiunta sul gaming mobile, che determina un aumento della domanda di strumenti e software di sviluppo ottimizzati per le relative piattaforme. Un’altra tendenza è la crescente adozione delle tecnologie di realtà virtuale (VR) e aumentata (AR) nei videogiochi, che alimenta la necessità di creare software innovativi e in ​​grado di supportare esperienze immersive. Inoltre, si sta ponendo l’accento sull’integrazione di funzionalità di intelligenza artificiale (IA) e apprendimento automatico negli strumenti di sviluppo per migliorare il gameplay. In definitiva possiamo asserire che il mercato italiano del software per i videogiochi si sta evolvendo per soddisfare le esigenze di un panorama videoludico in rapida trasformazione, con una forte enfasi sulle tecnologie mobile i cui acronimi sono VR/AR e IA.

Sfide del mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi

Sul mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi, una delle principali sfide per le aziende è la forte concorrenza sia nazionale che internazionale e che spinge quindi le aziende a innovare e migliorare costantemente le proprie offerte per rimanere competitive. Inoltre, gli sviluppatori di questo settore cercano di risolvere a monte alcune questioni; infatti, spesso si trovano a dover affrontare problemi di pirateria, e che possono avere un impatto significativo sui loro flussi di entrate. Un’altra sfida è invece rappresentata dalla necessità di inserire talenti qualificati in aree come la programmazione, il design e la gestione dei progetti, ossia trovare professionisti con competenze specializzate in grado di far crescere le aziende che desiderano espandere le proprie attività. Nel complesso, affrontare queste sfide sul mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi significa  essere agili, creativi e strategici per rimanere sempre competitivi e di successo.

Politica governativa in Italia per il mercato del software di sviluppo di videogiochi

In Italia, il mercato del software per lo sviluppo di videogiochi è regolamentato principalmente da leggi sulla proprietà intellettuale e normative a tutela dei consumatori. Il governo sostiene il settore attraverso incentivi fiscali e programmi di finanziamento volti a promuovere l’innovazione e la competitività. Inoltre, ha implementato misure per promuovere lo sviluppo e la formazione di competenze digitali nel settore dei videogiochi, al fine di garantire una forza lavoro qualificata. Il governo inoltre incoraggia anche la collaborazione tra gli operatori del settore e gli istituti di ricerca per favorirne il progresso tecnologico. Nel complesso, il quadro normativo italiano supporta la crescita e la sostenibilità del mercato del software per lo sviluppo di videogiochi attraverso una combinazione di incentivi finanziari, iniziative per lo sviluppo delle competenze e opportunità di collaborazione.

Prospettive future del mercato italiano dei software per lo sviluppo di videogiochi

Le prospettive future per il mercato italiano del software per lo sviluppo di videogiochi appaiono promettenti, con continue opportunità di crescita all’orizzonte. La grande popolarità raggiunta dalle piattaforme di gioco mobile e online, unita ai progressi tecnologici come la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) sta trainando il settore, invitando gli sviluppatori a creare strumenti innovativi e in grado di affermarsi sul mercato. A ciò va aggiunto che l’impetuosa avanzata degli eSport e il numero sempre maggiore di sviluppatori che li elaborano, sta inducendo i creatori di software nazionali a immetterne in circolazione tanti altri e a prova di concorrenza. Grazie a una solida cultura videoludica e a un bacino di sviluppatori di talento, l’Italia è dunque ben posizionata per capitalizzare sulla crescita dell’industria globale dei videogiochi, il che la rende un mercato attraente per i fornitori di software soprattutto quelli giovani sempre più alla ricerca di start up innovative e tecnologicamente avanzate.

Auto si schianta contro saracinesca, conducente scappa

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  Paura nella serata a Mariglianella, dove un’auto lanciata a forte velocità si è schiantata contro la saracinesca di un circolo ricreativo. L’impatto, avvenuto in pochi istanti, ha provocato danni evidenti alla struttura e attirato l’attenzione dei residenti della zona, allarmati dal forte rumore. Secondo le prime informazioni, il veicolo avrebbe perso il controllo per cause ancora in corso di accertamento, finendo la propria corsa contro l’ingresso del locale. Non è chiaro, al momento, se si sia trattato di un errore umano, di un guasto meccanico o di altre circostanze legate alla velocità sostenuta con cui l’auto procedeva. Subito dopo l’incidente, il conducente si sarebbe allontanato rapidamente dal luogo dello schianto, facendo perdere le proprie tracce. Una fuga che complica ulteriormente il lavoro degli investigatori, chiamati ora a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a identificare il responsabile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli agenti della polizia locale, che hanno effettuato i rilievi utili alle indagini e raccolto le prime testimonianze. Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso le fasi precedenti e successive all’impatto. Fortunatamente, al momento dell’incidente non risultano persone ferite, ma resta alta la preoccupazione tra i cittadini per quanto accaduto, soprattutto in una zona frequentata nelle ore serali. Le autorità invitano chiunque abbia visto qualcosa o sia in possesso di elementi utili a collaborare con le forze dell’ordine, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Accoltellato a 20 anni in discoteca al party di Pasqua

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Paura nella serata di Pasqua sul lungomare domizio, dove un episodio di violenza ha coinvolto due giovani a Ischitella, frazione di Castel Volturno.

Un ragazzo di circa vent’anni è stato accoltellato mentre attendeva il proprio turno per entrare in un locale. Alla base dell’aggressione ci sarebbe un diverbio nato tra gruppi di coetanei, rapidamente sfociato in violenza.

Stando alle prime informazioni, il ferito avrebbe riportato diverse lesioni da arma bianca, soprattutto a una gamba. Subito dopo l’episodio, il giovane è crollato a terra sotto gli occhi dei presenti.

I soccorsi sono intervenuti poco dopo e hanno trasferito il ferito in ospedale. Le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione.

Gli agenti hanno individuato e bloccato il presunto aggressore, avviando le indagini per ricostruire quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Disagi anche sul fronte della viabilità: traffico e confusione hanno reso complicate le operazioni di intervento per i mezzi di emergenza.

“Cristo risorto e vestito da giardiniere appare alla Maddalena” nel capolavoro di Rembrandt

E’ un olio su tavola (cm.61×49,5) completato dal Maestro nel 1638. Sul retro della tavola è incollato un foglio con una poesia che J. De Decker dedicò all’opera nel 1660: di questa poesia trascrivo la prima parte: “Quando io leggo questa storia, descritta da San Giovanni e contemporaneamente osservo questo quadro, mi domando dove mai la penna fu seguita dal pennello con tanta precisione e il morto colore si accostò tanto alla vita.”. L’opera dopo un lungo viaggio tra mercanti e collezionisti arrivò nel 1819 a Londra, nella collezione dei Re di Inghilterra, e qui è ancora custodita.       Giovanni Evangelista racconta che il giorno successivo a quello della sepoltura di Cristo in una tomba fuori Gerusalemme Maria Maddalena si recò al sepolcro e vide, sconvolta, che la porta era aperta e il locale era vuoto. Andò a chiamare due discepoli, che, preso atto della situazione, se ne andarono. Maria Maddalena incominciò a piangere e a due angeli vestiti di bianco, che le apparvero e le domandarono perché piangesse, spiegò i motivi delle sue lacrime. Poi si voltò, vide un uomo e pensò che fosse il giardiniere, e a lui chiese ove fosse il corpo di Gesù. Quando l’uomo parlò, la donna capì subito che era Gesù, e stava per toccarlo, ma Gesù le disse:” Non toccarmi – noli me tangere -, perché non sono ancora salito dal Padre mio”. La scena del “noli me tangere” è stata spesso rappresentata dai pittori, che hanno sempre messo al centro la mano di Maria Maddalena che si protende verso Cristo, perché lei vuole accertarsi di non essere ingannata dai suoi occhi (si veda il quadro di Tiziano la cui immagine è in appendice).   Ma Rembrandt non ha seguito la tradizione: ha “vestito” Cristo come un giardiniere – cappello, vanga in mano e coltello infilato nella cintura – e ha rappresentato la donna nel momento in cui “le balena l’idea che non si tratti del giardiniere che cura le tombe e il giardino, ma del Cristo risorto. Con il fazzoletto in mano la donna alza le braccia per la sorpresa causata dal riconoscimento. Il vaso degli unguenti e il panno che aveva portato per profumare la salma sono poggiati a terra, ormai inutili. Raramente in un quadro Rembrandt ha attribuito all’elemento naturale un ruolo tanto drammatico come in questo dipinto, nel quale la luce dell’alba dissipa l’oscurità e, sfiorando le due figure principali, illumina l’angelo come se fosse proprio lui a emanarla” (Pieter Van Thiel). Rembrandt ha preparato la “tavola” con uno strato di base color bruno, che era stato usato per la prima volta da Tiziano al posto dello strato bianco, e su di esso ha steso un velo di ocra rossa: l’ocra innerva le pietre e il verde della vegetazione, ottenuto mescolando giallo ossido di piombo e blu smalto.   Le pennellate sono corte e intense soprattutto sulle figure in primo piano, e in particolare sulla tunica di Gesù, in cui il bianco è rafforzato da una punta di gesso: è il così detto bianco di cerussa. La luce dell’alba è una luce rossa, che mette in ombra il volto di Cristo e ci “detta” la severità dell’ordine “Noli me tangere, non toccarmi”: il volto della Maddalena, illuminato a metà, esprime meraviglia e esultanza. E’ un miracolo, la Resurrezione di Cristo, ma diventa storia anche perché si svolge in un luogo ben preciso – in lontananza si vedono le Torri del tempio di Gerusalemme – e la mano nel fianco, la vanga, i capelli ondeggianti e la forma del cappello ci dicono che nel Figlio di Dio miracolosamente risorto ci sono ancora i segni della natura umana. Con due sapienti pennellate Rembrandt ha “costruito” due donne che si allontanano dal giardino: nel Vangelo di Marco si dice che alla scena erano presenti anche Salomé e Maria, madre di Giacomo. Nell’opera di Rembrandt “ si riscontrano la ricchezza dei contenuti umani, l’adesione al vero, anche nei suoi aspetti più umili e quotidiani, un sentimento della realtà espresso sinteticamente attraverso la funzione unificante della luce e del chiaroscuro.   Di estrema importanza sono gli studi sul ritratto e sui suoi numerosi autoritratti che derivano da un’attenta osservazione dei tratti del viso che rievocano gli studi giovanili sulla fisiognomica, la scienza che analizza le relazioni tra il carattere, le emozioni e le espressioni del volto. Un’eccezionale padronanza del chiaroscuro conferisce ai dipinti, ma anche alle sue straordinarie incisioni, drammaticità e un complesso gioco di effetti spaziali e compositivi. Spetta proprio alla luce l’importante funzione di materializzare le figure dall’ombra cupa del fondo, suscitando nei personaggi palpiti di intensa vita spirituale. La pittura dell’artista olandese è fatta da pennellate brevi, toni sobri e smorzati, magici effetti chiaroscurali, mezzi pittorici raffinatissimi” (Alfonso Talotta).

La monodia liturgica cristiana: il Cantus Obscurior

Benvenuti all’undicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi scopriremo la nascita della monodia liturgica cristiana ed il Cantus Obscurior.

La profonda trasformazione della Chiesa cristiana dopo l’Editto di Milano del 313 d.C., che segnò il passaggio da una dimensione clandestina a una pubblica e istituzionale. Con la costruzione delle grandi basiliche, la liturgia venne codificata e la musica assunse funzioni fondamentali di amplificazione: rituale, elevando la parola umana a Parola di Dio; fonica, rendendo il testo più udibile in spazi ampi; e melodica, rendendo esplicita l’intrinseca musicalità della lingua latina. In quest’epoca, l’accento delle parole latine era inteso come un’elevazione dell’altezza sonora, un concetto definito da Cicerone come cantus obscurior, ovvero un canto nascosto che nella liturgia “germogliava” in vere e proprie melodie.

La realizzazione di questo canto variava a seconda delle necessità liturgiche, distinguendosi tra lo stile sillabico, dove ogni sillaba corrisponde a una sola nota, e lo stile melismatico o fiorito, tipico dei canti solistici come l’offertorio, dove una singola sillaba può sostenere ampie volute melodiche. Nonostante il legame tra accento e melodia caratterizzi la maggior parte del repertorio, esistono eccezioni come le melodie più tarde, la salmodia (basata su una “corda di recita” fissa), gli inni strofici e i casi in cui l’andamento dell’intera frase prevale sull’accento della singola parola.

Dal IV secolo in poi, la liturgia si frammentò in una vasta scacchiera di riti regionali. In Occidente convivevano tradizioni diverse come il rito vetero-romano, l’ambrosiano a Milano, l’aquileiese, il beneventano, il gallicano in Francia, il celtico e l’ispanico, mentre l’Oriente presentava una pluralità di lingue e riti che si sarebbero separati definitivamente da Roma nel 1054.

La figura di Papa Gregorio Magno, a cui tradizionalmente si attribuisce la creazione del canto “gregoriano”, è in realtà legata a un mito nato secoli dopo per ragioni politiche; i documenti storici mostrano infatti che Gregorio rispettava e incoraggiava le autonomie liturgiche locali piuttosto che imporre un’unificazione centrale. Fino al IX secolo, l’intero patrimonio musicale veniva trasmesso esclusivamente per via orale, rendendo necessaria la nascita di scuole specializzate, come la schola cantorum pontificia o quelle nei monasteri benedettini, dove i cantori dovevano memorizzare enormi repertori poiché la composizione e la trasmissione avvenivano direttamente durante l’esecuzione.

Ed eccoci arrivati alla fine cari musicofili e musicofile, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire questo nostro fantastico discorso. P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

Afragola, la polizia locale denuncia una donna per atti osceni in luogo pubblico

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Riceviamo e pubblichiamo   La polizia locale denuncia una donna per atti osceni in luogo pubblico e per atti contrari alla pubblica decenza nella pineta comunale.   Il Dirigente Comandante della Polizia Locale della Città di Afragola Colonnello Antonio Piricelli in vista delle festività Pasquali ha intensificato i controlli sul territorio. Durante i servizi di controllo del territorio, l’attenzione di una pattuglia è stata richiamata da alcuni cittadini che hanno segnalato la presenza di una donna all’interno della pineta comunale semi nuda.   Gli Agenti immediatamente si sono portati nella pineta comunale dove a godersi la giornata di sole vi erano tanti genitori con bambini. Giunti all’interno della villa comunale hanno avuto la presenza di una donna, stesa in posizione prona su un muretto intenta a prendere il sole seminuda. La signora alla vista degli Agenti andava su di giri, gli stessi avvisavano immediatamente il Comandante, il quale disponeva di chiamare subito il 118 per gli accertamenti del caso, e nelle more di generalizzare la donna. Dopo le visite del caso è stata trasportata presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. La signora è stata denunciata in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per atti osceni in luogo pubblico e per atti contrari alla pubblica decenza.

Arrestato Roberto Mazzarella: era inserito al quarto posto nell’elenco dei latitanti più pericolosi

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Si nascondeva in un resort da 1000 euro a notte a Vietri sul Mare (Salerno) dove lo hanno rintracciato i carabinieri la notte scorsa: è finita così la latitanza di Roberto Mazzarella, capo dell’omonimo clan egemone a Napoli e provincia.

L’uomo, che non ha opposto resistenza, era inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del Ministero dell’interno. Mazzarella, classe 1978, era latitante dal 28 Gennaio 2025 ed era sfuggito alla cattura dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Il latitante, 48 anni, è stato individuato in una villa di pregio della Costiera Amalfitana dove si era registrato sotto false generalità per trascorrere la Pasqua con la moglie e i due figli, con lui in casa al momento dell’arresto. Nel resort in cui aveva preso alloggio, i carabinieri hanno rinvenuto tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Napoli coordinati dalla Dda partenopea. All’operazione hanno preso parte anche lo squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno.

Mazzarella, inserito al quarto posto nell’elenco dei latitanti più pericolosi indicati dal Viminale, è accusato di essere l’esecutore e il mandante dell’omicidio di un innocente, Antonio Maione, trucidato in una salumeria di Napoli il 15 dicembre del 2000 per una vendetta trasversale messa in atto dal clan in quanto fratello del sicario che uccise Salvatore Mazzarella. La vendetta scattò a San Giovanni a Teduccio, periferia orientale del capoluogo e storico feudo del clan, e fu consumata con un agguato a colpi di pistola. Agli autori e al mandante di quell’omicidio si è giunti ventiquattro anni dopo con il mandato di cattura emesso a carico di Roberto Mazzarella il 28 gennaio 2025. In quella circostanza il boss riuscì a sfuggire alla cattura. Di qui la sua latitanza durata poco più di un anno e conclusasi con l’arresto della scorsa notte a Vietri sul Mare.  

Casalnuovo, centrodestra punta al pienone con Romano. La rincorsa di Nappi e Iorio

  La sfida per la guida del Comune di Casalnuovo di Napoli entra nel vivo e assume sempre più i contorni di una competizione articolata e aperta, con più candidati pronti a contendersi la fascia tricolore. A caratterizzare questa fase iniziale della campagna elettorale è anche una significativa presenza femminile, che contribuisce a ridisegnare gli equilibri politici locali. Dopo la discesa in campo di Katia Iorio, arriva anche l’ufficialità della candidatura di Nicoletta Romano, scelta come punto di riferimento della coalizione civica di area centrodestra, nella quale spicca il ruolo di Forza Italia. L’annuncio è stato diffuso sui social dall’ex sindaco Massimo Pelliccia, oggi capogruppo regionale del partito, che ha rilanciato così la proposta politica in vista delle amministrative. Romano può contare su un percorso già consolidato all’interno dell’ente: in passato è stata vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, per poi ricoprire incarichi nell’ambito della comunicazione istituzionale fino alla recente esperienza da assessore alla Scuola e alla Cultura. Una candidatura che punta sulla continuità amministrativa ma anche su una visione orientata al rilancio della città. Sul versante opposto, il centrosinistra si affida alla figura di Katia Iorio, docente, sostenuta da diverse liste civiche e riformiste. Accanto a lei si colloca anche la candidatura di Giovanni Nappi, espressione di un’area progressista e civica, con un profilo legato al mondo del lavoro e del sociale. Il quadro politico resta in evoluzione anche sul piano dei partiti: Forza Italia è al momento l’unica forza nazionale strutturata già presente con una propria lista, mentre il Partito Democratico è ancora in fase di riorganizzazione dopo il commissariamento del circolo locale. Ne emerge una competizione a più livelli, dove coalizioni civiche, dinamiche interne ai partiti e leadership personali contribuiranno a determinare gli equilibri finali. Casalnuovo si prepara così a una campagna elettorale intensa, in cui centrodestra e centrosinistra si confronteranno su programmi, visioni e capacità di interpretare le esigenze del territorio.

Napoli, Ospedale del Mare: nuova tecnica chirurgica per il tumore al seno

Primo centro in Campania ad aver adottato la mastectomia endoscopica nipple-sparing. Ospedale del Mare è il primo centro in Campania ad aver adottato la tecnica di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-Nsm (mastectomia endoscopica con preservazione del capezzolo) collocandosi tra le realtà più innovative grazie a competenze endoscopiche avanzate, a un orientamento all’innovazione tecnologica, rappresentando oggi un punto di riferimento per la chirurgia senologica in Campania. La mastectomia endoscopica nipple-sparing (e-Nsm) è una tecnica chirurgica relativamente nuova e ancora in evoluzione nel trattamento del tumore al seno e nella chirurgia profilattica per predisposizione al tumore della mammella su base ereditaria, nelle donne con mutazione genetica accertata. In pratica è una mastectomia mininvasiva che rimuove tutta la ghiandola mammaria, preserva la cute, l’areola e il capezzolo utilizzando strumenti endoscopici (telecamera + strumenti sottili) a cui segue una ricostruzione diretta con protesi. I vantaggi principali che vengono ottenuti sono un migliore risultato estetico e psicologico (meno cicatrici visibili), un recupero più rapido con meno dolore, si spiega in una nota, la possibile migliore conservazione della sensibilità del capezzolo e l’alta soddisfazione delle pazienti per il risultato finale. “L’intervento di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-Nsm – spiega il direttore sanitario aziendale Maria Corvino – rappresenta un importante passo avanti nella chirurgia senologica. Grazie a questa tecnica mininvasiva, le pazienti possono beneficiare di un recupero più rapido e di risultati estetici migliori, riducendo al minimo l’impatto psicologico e fisico della malattia“. CREDIT FOTO: WEB

Comunicare con i più piccoli: far fiorire la loro interiorità come la primavera

Come parliamo ai bambini e agli adolescenti oggi, così loro parleranno un domani a sé stessi e al mondo. In questo articolo esploriamo come parole, silenzi e gesti possano diventare un “clima di primavera” capace di far fiorire la loro interiorità, soprattutto quando si chiudono, non parlano o sembrano irraggiungibili. Strumenti semplici, esempi concreti e un linguaggio quotidiano per aiutare genitori ed educatori a trasformare la comunicazione in uno spazio di crescita e di incontro autentico. C’è una stagione in cui tutto sembra possibile. La terra si risveglia, le gemme si ostinano a fiorire anche dopo inverni lunghissimi, la luce cambia colore. È la primavera! Se ci pensiamo, bambini e adolescenti sono una primavera continua: crescono, si trasformano, si mettono alla prova, cambiano idea, sbocciano a modo loro. E noi adulti – genitori, insegnanti, educatori – siamo il clima emotivo in cui questa fioritura avviene: le nostre parole, i nostri silenzi, i gesti, persino i sospiri, sono acqua o gelo, sole o vento troppo forte. In questo articolo voglio essere più pratica del solito: niente grandi teorie, ma strumenti semplici per comunicare con i più piccoli (e i meno piccoli) quando fanno più fatica a parlare, quando si chiudono, quando sembrano lontani anni luce. Perché la comunicazione non è solo “parlare con loro”: è insegnare loro come parleranno  – sin da oggi – e, poi, un giorno con sé stessi e con il mondo.

Quando il bambino o l’adolescente si chiude

Genitori ed insegnanti me lo raccontano:  “Non parla. Si chiude in camera. Alle mie domande risponde con un ‘non lo so o con un’alzata di spalle.” La nostra prima reazione, comprensibilmente, è quella di “scuotere l’albero”: incalzare, fare domande, spiegare, insistere. Di solito è la strategia peggiore. Proviamo un altro approccio. Situazione tipica: rientro da scuola Lui/lei è silenzioso, visibilmente teso. Approccio classico (che non funziona quasi mai): Che hai? È successo qualcosa? Perché sei così? Me lo devi dire, altrimenti come faccio ad aiutarti? Effetto: si chiude ancora di più. Perché si sente “sotto esame”, non capito, messo all’angolo. Proviamo a cambiare copione. Approccio consapevole: Ti vedo un po’ pensieroso oggi. Non ti chiedo nulla adesso, ma se hai voglia di raccontarmi, io ci sono. Anche più tardi, anche domani. E poi… tacere davvero. Restare, non invadere. Far vedere con il corpo che siamo disponibili: cucinando, sistemando, guidando in macchina. Molti ragazzi parlano proprio quando sentono che non sono “puntati i riflettori” su di loro. Un’altra frase utile, quando il silenzio si protrae:  Non voglio forzarti a parlare. A me importa come stai, non che tu mi racconti tutto. Se preferisci, possiamo solo stare un po’ insieme. Tradotto: ti rispetto, non ti controllo. E questa è già una comunicazione potentissima. La trappola del “perché…”   Siamo cresciuti a “Perché piangi?”, “Perché sei arrabbiato?”, “Perché hai fatto così?”. Il punto è che il “perché” mette i bambini e gli adolescenti in una posizione difensiva. È una parola che suona come un interrogatorio, non come un abbraccio. Quando chiediamo “Perché ti comporti così?”, spesso stiamo dicendo: “Dimostrami che hai una ragione valida per sentire quello che senti”. Di fatto poniamo l’altro nella condizione di sentirsi ancora più “spaesato”: nella maggior parte dei casi non sa, consapevolmente, il motivo per cui lo sta facendo. Con la nostra domanda spingiamo l’altro ad irrigidirsi, chiudersi, sentire di non avere risposte e, capite bene, è ulteriormente sconfortante. Proviamo a sostituire il “perché” con domande più morbide e aperte. Invece di:  Perché non parli mai a tavola? Possiamo dire:  Mi piacerebbe capire cosa succede per te quando siamo tutti a tavola. Ti va di raccontarmelo, anche solo un pezzetto? Invece di:  Perché hai risposto male alla prof? Possiamo provare:  Raccontami cosa è successo prima che tu rispondessi così alla prof. Come ti sei sentito in quel momento? Oppure, con un adolescente molto chiuso:  Secondo te, se potessimo rivedere quella scena dall’esterno, cosa vedremmo? Da dove comincerebbe il problema? Così spostiamo il focus dal giudizio alla curiosità. Non “accusa”, ma “indagine gentile”. Quando cercano contatto… e non ce ne accorgiamo I bambini e i ragazzi chiedono attenzioni in modi molto creativi: a volte gesticolano, a volte urlano, a volte fanno finta di niente, ma restano lì, orbitando intorno a noi come satelliti. Un bambino che ti porta mille volte il suo disegno, che ti interrompe spesso, che fa domande “banali”, in realtà sta chiedendo:  Mi vedi? Sono importante per te? Un’adolescente che risponde in modo brusco, che provoca, che ironizza su tutto, spesso sta dicendo:  Riesci a restarmi vicino anche quando non sono facile da amare? Qui possiamo usare una comunicazione che “verbalizza” ciò che sentiamo e ciò che vediamo. Esempio con un bambino:  Vedo che oggi hai tanta voglia di stare con me. Adesso finisco questa cosa e poi sono tutta per te per dieci minuti. Li usiamo come vuoi tu. È concreto, è chiaro, è misurabile. E non colpevolizza. Esempio con un adolescente:  Sento che sei arrabbiato anche con me, forse. Ti dico solo questo: anche se non sai come dirmi le cose, io non scappo. Quando e se ti va, parliamo. Non stiamo sminuendo l’emozione. La stiamo riconoscendo, tenendo il punto, restando presenti.

Piccoli gesti, grandi messaggi

La comunicazione con i più piccoli (e con i grandi in trasformazione) passa da dettagli minuscoli che diventano enormi. Qualche esempio pratico: – Un bambino che non parla del litigio a scuola Invece di: Ma che sarà mai, capita! Domani è un altro giorno. Possiamo dire:  Immagino non sia stato bello. Se vuoi, possiamo fare finta di essere al teatro e tu mi fai vedere come è andata, senza usare le parole. Diamo un canale alternativo: il gioco. – Un’adolescente chiusa in camera   Invece di: Stai sempre chiusa lì dentro, non è normale. Possiamo dire:  Vedo che per te la camera è un rifugio importante. Ti porto un tè / una tisana e rimango qui sulla porta due minuti. Non dico niente, giuro. Arriviamo, senza invadere. Facciamo sentire che c’è un filo, anche sottile. – Un bambino che fa mille domande di fila   Invece di: Basta domande, mi stai facendo venire mal di testa. Possiamo dire:  Amo la tua curiosità, è un superpotere. Adesso però rispondo solo ad altre due domande e poi mi fermo, perché ho bisogno di riposarmi un po’. Così non gli stiamo dicendo “sei troppo”, ma “io ho un limite”. Sono due messaggi molto diversi.

In sintesi: comunicare per far fiorire

La comunicazione con bambini e adolescenti non è perfezione, è allenamento.   Non servono frasi magiche, serve presenza. Tre idee da tenere in tasca:
  1. Meno “perché”, più “come ti sei sentito?”, “cosa è successo prima?”
  2. Meno interrogatori, più racconti condivisi: “Ti va di farmi vedere /raccontare un pezzetto di come è andata?”
  3. Meno parole riempitive, più gesti chiari: “Sono qui”, “Ti vedo”, “Non ti forzo”, “Ti rispetto”.
Come la primavera, anche loro non fioriscono a comando.   Ma se impariamo a essere un clima gentile – fermo, ma accogliente – scopriremo che la comunicazione non è solo dire, è soprattutto permettere all’altro di esistere così com’è, mentre piano piano trova le proprie parole.