Somma Vesuviana, Adele Aliperta ufficializza la candidatura: per ora è corsa a tre

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A Somma Vesuviana prende sempre più forma il quadro politico in vista delle prossime elezioni amministrative. Nelle ultime ore è stata ufficializzata una nuova candidatura che contribuisce a definire lo scenario elettorale.
Scende infatti in campo Adele Aliperta, 53 anni, revisore dei conti, commercialista e docente, attiva in politica dal 2017. Aliperta ha già maturato un’esperienza istituzionale come consigliera comunale, eletta con il gruppo Siamo Sommesi durante la prima amministrazione guidata dall’ex sindaco Di Sarno.
La sua candidatura  a sindaco sarà sostenuta da tre liste civiche: Più Somma, Somma Città d’Arte e Donne per Somma, che puntano a rappresentare un progetto politico radicato sul territorio e attento alle dinamiche sociali e culturali della città.
Con questa ufficializzazione salgono a tre i candidati sindaco attualmente in campo: Antonio Granato, Peppe Nocerino e Adele Aliperta. Un quadro che inizia dunque a delinearsi con maggiore chiarezza, anche se resta ancora incompleto.
All’appello manca infatti il candidato del cosiddetto “campo largo”. Tuttavia, nelle ultime ore, durante i tavoli di confronto tra le forze politiche coinvolte, è tornato a circolare con insistenza il nome di Silvia Svanera, dirigente scolastica.
La campagna elettorale entra quindi nel vivo, con alleanze e strategie ancora in evoluzione e un elettorato chiamato a confrontarsi con un’offerta politica in progressiva definizione.

Sant’Anastasia: la città ricorda i caduti della Flobert a 51 anni dalla tragedia

Sant’Anastasia. Riceviamo e pubblichiamo:  11 APRILE 1975 – 51° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DELLA FLOBERT A cinquantuno anni dalla tragica Strage della Flobert, la comunità di Sant’Anastasia si raccoglie in un momento di memoria condivisa per onorare gli operai che persero la vita in quel drammatico evento, indelebilmente impresso nella storia del territorio. L’11 aprile 1975 rappresenta una delle pagine più dolorose della memoria collettiva locale: un episodio che ha profondamente segnato famiglie, lavoratori e l’intera cittadinanza, lasciando una ferita che il tempo non ha cancellato. Il ricordo di quelle vite spezzate continua a vivere nella coscienza civile della comunità, quale monito permanente e richiamo ai valori della sicurezza, della dignità del lavoro e della responsabilità condivisa. In questo impegno di memoria e testimonianza si inserisce il ruolo della Sezione ANPI di Sant’Anastasia “Caduti della Flobert”, che, con continuità e dedizione, promuove iniziative, momenti di riflessione e percorsi di sensibilizzazione rivolti all’intera cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Tra le iniziative in corso si segnala la collaborazione con le Associazioni Flobert e Fabbrica Vesuviana per la promozione del bando di concorso per borse di studio, destinato agli studenti delle scuole superiori del territorio, con conclusione prevista il 30 maggio 2026: un’azione concreta a sostegno della memoria attiva e della formazione civica. Nel 51° anniversario, la comunità rinnova il proprio impegno a custodire e tramandare il ricordo di quei lavoratori, affinché il loro sacrificio continui a rappresentare un riferimento etico e civile per le generazioni presenti e future. Ricordare significa anche riflettere su quanto accaduto, sugli insegnamenti tratti e sull’impegno ancora necessario affinché simili tragedie non si ripetano. Con rispetto e profonda commozione, la comunità si stringe attorno alle famiglie delle vittime, rinnovando sentimenti di vicinanza, solidarietà e gratitudine. Il loro sacrificio vive nella memoria collettiva. Non dimentichiamo.

“Maestro dove abiti?”: a Ottaviano i seminaristi della diocesi di Nola incontrano la comunità

  Quattro giorni di incontri, testimonianze e momenti di fede tra scuole, parrocchie e famiglie

Un’occasione di incontro, ascolto e condivisione che coinvolge l’intera comunità. Dal 9 al 12 aprile, la città di Ottaviano ospita l’iniziativa “Maestro dove abiti?”, un percorso promosso dai seminaristi che li vedrà protagonisti di una serie di appuntamenti diffusi tra scuole, parrocchie e luoghi di aggregazione.

L’iniziativa prende ispirazione dal passo evangelico (Gv 1,39) e si propone come un momento di dialogo diretto tra i giovani in formazione e il territorio, con l’obiettivo di condividere esperienze, riflessioni e testimonianze di vita.

Il programma si sviluppa nell’arco di quattro giornate intense. Si parte giovedì 9 aprile con incontri mattutini presso l’I.S.I.S. Luigi De Medici, seguiti nel pomeriggio dalla visita dei seminaristi ad alcune famiglie del territorio. In serata sono previsti diversi momenti di preghiera e confronto: tra questi, la celebrazione eucaristica delle ore 19 presso la parrocchia di San Gennarello, che sarà animata dalla comunità del seminario di Nola, oltre all’incontro con i giovani presso la parrocchia di San Francesco di Paola.

Venerdì 10 e sabato 11 aprile saranno invece dedicati in larga parte al dialogo con gli studenti del Liceo Classico A. Diaz e con i più piccoli nelle diverse parrocchie cittadine. Non mancheranno momenti comunitari, incontri con le famiglie e celebrazioni religiose, fino all’appuntamento serale “Una luce nella notte”, pensato come occasione di riflessione e spiritualità.

Il percorso si concluderà domenica 12 aprile con l’animazione vocazionale in tutte le parrocchie di Ottaviano e con la celebrazione eucaristica presso la parrocchia di San Francesco di Paola, presieduta dal rettore del seminario vescovile, mons. Francesco Iannone.

L’iniziativa rappresenta un momento significativo per la comunità locale, capace di mettere in relazione diverse realtà – scuola, Chiesa e famiglie – in un clima di partecipazione e condivisione. Un’opportunità per i giovani di confrontarsi con esperienze di vita e percorsi vocazionali, ma anche per l’intero territorio di riscoprire il valore dell’incontro e del dialogo.

   

Afragola, blitz dei vigili: sigilli a cantiere con 30 tra negozi e appartamenti

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Controlli serrati sul territorio da parte della Polizia Locale di Afragola, che nei giorni scorsi ha eseguito un’ispezione in un cantiere situato in via Ciaramelli, portando al sequestro dell’intero complesso edilizio. L’attività è stata coordinata dal comandante, colonnello Antonio Piricelli.

Il fabbricato, in fase di completamento, si sviluppa su quattro livelli più un tetto termico abitabile e prevede la realizzazione di 25 unità abitative e 5 locali destinati ad attività commerciali. Un progetto ambizioso, ma che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, presenterebbe diverse irregolarità.

Gli agenti hanno infatti rilevato che le opere sono state eseguite in difformità rispetto ai titoli autorizzativi rilasciati dagli uffici competenti. Le difformità riguarderebbero sia aspetti strutturali sia l’uso degli spazi previsti nel progetto originario.

Particolarmente rilevante è la violazione legata all’occupazione di suolo pubblico. Secondo le risultanze degli accertamenti, il cantiere avrebbe invaso un’area comunale di circa 175 metri quadrati, appropriandosi di fatto di uno spazio non autorizzato.

A fronte di tali irregolarità, la Polizia Locale ha proceduto al sequestro della struttura, adottando un provvedimento di polizia giudiziaria finalizzato a bloccare i lavori e cristallizzare lo stato dei luoghi. Il sequestro è stato poi convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli Nord.

L’operazione conferma l’attenzione delle autorità locali nel contrasto agli abusi edilizi e nella salvaguardia del territorio, con controlli mirati su cantieri e nuove costruzioni per garantire il rispetto delle norme.

Operatore ecologico muore all’improvviso a 42 anni, Somma sotto choc

  La notizia della scomparsa di Giuseppe Tufano è arrivata all’improvviso, lasciando sgomenti colleghi e comunità a Somma Vesuviana. Aveva appena 42 anni ed è stato colto da un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. A ricordarlo sono soprattutto i suoi colleghi, che lo descrivono come un operatore ecologico apprezzato e rispettato, un punto fermo all’interno del cantiere. Originario proprio di Somma Vesuviana, Tufano – per tutti semplicemente Peppe – era uno di quei lavoratori su cui si può sempre contare: presente, concreto, instancabile. “Non si tirava mai indietro”, raccontano. “Era sempre pronto a dare una mano, a collaborare, a sostenere chi era in difficoltà”. Un compagno di lavoro autentico, capace di costruire rapporti basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Il suo impegno andava oltre le mansioni quotidiane. I colleghi sottolineano anche la sua partecipazione attiva e il suo senso di responsabilità, che lo portavano a vivere il lavoro come un’occasione di crescita collettiva. Era attento alle dinamiche del gruppo e contribuiva con serietà anche al rafforzamento dell’azione sindacale, sempre con discrezione ma con grande costanza. A raccontare qualcosa di lui resta anche una frase che aveva scelto come riflessione personale: “La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no”. Un pensiero che oggi, nel dolore della sua scomparsa, assume un significato ancora più profondo. Di Giuseppe Tufano resta il ricordo di un uomo generoso, affidabile e profondamente umano, che ha lasciato un segno sincero in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Pnrr, Marigliano tra i primi in Campania: finanziamento da 260mila euro per gli asili nido

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Marigliano. Il Comune di Marigliano si posiziona tra i primi in Campania per l’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati agli arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia. Nella graduatoria nazionale pubblicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’ente si è classificato all’undicesimo posto, ottenendo un finanziamento di circa 260mila euro. Un risultato significativo, nell’ambito di un programma che mette a disposizione complessivamente 150 milioni di euro per migliorare la qualità degli ambienti educativi nella fascia 0-6 anni. Le risorse consentiranno di dotare le strutture comunali di arredi moderni, funzionali e coerenti con i nuovi modelli educativi, contribuendo a rendere gli spazi più accoglienti, sicuri e adeguati alle esigenze dei bambini. «Essere tra i primi in Campania – dichiara il sindaco Gaetano Bocchino – è motivo di grande soddisfazione. Questo finanziamento conferma la qualità del lavoro portato avanti e l’attenzione che stiamo dedicando al mondo della scuola, a partire dai più piccoli». Sulla stessa linea l’assessore alla Pubblica Istruzione Luigi Amato: «Si tratta di un risultato importante che ci permette di migliorare concretamente la qualità degli spazi educativi». Sottolinea il valore dell’intervento anche l’assessore all’Edilizia scolastica Annarita Maione: «Questo finanziamento si inserisce in un percorso più ampio di attenzione all’edilizia scolastica. Stiamo lavorando per garantire strutture sempre più moderne, sicure e funzionali, in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie». L’intervento rientra nelle misure del PNRR dedicate al potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e rafforzare l’offerta formativa sin dai primi anni di vita. Per il Comune di Marigliano si tratta di un risultato che premia la capacità di programmazione e la qualità delle candidature presentate, confermando l’impegno dell’amministrazione sul fronte dell’istruzione e dei servizi per l’infanzia.    

‘Meglio così’: la madre, l’infanzia e la sopravvivenza emotiva secondo Amelie Nothomb

Il concetto di sopravvivenza nell’infanzia è davvero molto complesso. La scienza lo ha studiato non solo come semplice questione biologica, attraverso il nutrimento, la protezione o la crescita fisica, ma guardando a qualcosa di più profondo. Parlare di questo delicato argomento significa interrogarsi su ciò che accade quando le condizioni ideali vengono meno.

La sopravvivenza emotiva nell’infanzia, infatti, va pensata come alla capacità del bambino di restare integro anche in contesti difficili, instabili o traumatici. Nel corso del novecento, la psicologia e le neuroscienze hanno progressivamente chiarito questo aspetto. Già con John Bowlby, fondatore della teoria dell’attaccamento, emerge che il legame affettivo con il caregiver è una condizione essenziale per la sopravvivenza psichica. Il bambino, infatti, costruisce il proprio equilibrio all’interno della relazione e, quando questa viene meno o si presenta come instabile, è costretto a sviluppare strategie alternative per adattarsi.

A partire da queste intuizioni, studiosi come Mary Ainsworth hanno osservato come i bambini reagiscono concretamente all’insicurezza affettiva, elaborando diversi stili di attaccamento. Parallelamente, le ricerche neuroscientifiche di Daniel Siegel e Allan Schore hanno dimostrato che queste esperienze plasmano direttamente la struttura e il funzionamento del cervello, influenzando la capacità futura di regolare le emozioni. In questo quadro, la sopravvivenza emotiva si configura come un insieme di adattamenti, attraverso cui tentare di contenere il dolore  e, in qualche modo, trasformarlo. A tal proposito, Peter Fonagy, individua nella capacità di comprendere e rappresentare i propri stati mentali una risorsa decisiva, mentre Giovanni Liotti, che ha evidenziato come, in presenza di traumi relazionali, possano emergere forme di difesa estreme come la dissociazione. È in questo spazio fragile e invisibile che si gioca una delle partite più decisive dello sviluppo umano e “Ci vorrebbe un libro…” per comprendere fino in fondo quanto le ferite invisibili dell’infanzia continuino a parlare dentro di noi, anche da adulti.

In Meglio così di Amélie Nothomb, edito Voland, il concetto di “sopravvivenza emotiva nell’infanzia” è uno dei nuclei. Qui la protagonista è una bambina di quattro anni intrappolata in un ambiente ostile, dominato da una figura adulta crudele. Adrienne, infatti, viene mandata lontano da Bruxelles, durante la Seconda guerra mondiale, per sfuggire ai bombardamenti. Nella casa della nonna, in cui viene ospitata, perde ogni punto di riferimento separata dai genitori e dall’amata sorella. E’ un luogo cupo, dominato da una donna ostile –  la nonnina di Gand, appunto -, che non sembra amare nessuno oltre al suo gatto, Pneu. La piccola subisce privazioni, umiliazioni e isolamento, ma non può scappare, né opporsi davvero, perché non ne ha la forza.

Adrienne, quindi, vive una sorta di “prigionia infantile” e reagisce utilizzando ciò che ha a disposizione, ossia strumenti interiori, dove la frase, semplice e disarmante, “Meglio così” diventa un mantra. Persino un banalissimo cucchiaio di legno, sostituisce le bambole e diventa un gioco adorato da cui non vorrebbe mai separarsi, ma di cui dovrà imparare a fare a meno quando lascerà quella casa. Si genera una strategia cognitiva, dove non c’è rassegnazione ma una vera e propria riorganizzazione del dolore, che lo rende narrabile e lo trasforma in un “dispositivo mentale” capace di addomesticare le sofferenze. Una forma di coping per cambiare il significato dell’esperienza e poterla reggere.

Non solo la nonnina, anche le altre figure adulte della sua famiglia, nascondono interessanti risvolti dell’identità. Una fra tutte la madre. Questo personaggio, seppur fragile, non può essere visto come impotente di fronte ai fatti della vita. La sua è una presenza profondamente ambivalente e destabilizzante. Da un lato esiste un legame affettivo, dall’altro emergono comportamenti che incrinano radicalmente l’idea di protezione materna. Una donna  capace di gesti disturbanti, che rivelano una violenza emotiva latente e una difficoltà nel gestire impulsi e relazioni. Allo stesso tempo, il suo modo di trattare le altre figlie appare segnato da durezza e mancanza di cura, contribuendo a creare un clima familiare tutt’altro che rassicurante. A questo si aggiunge una dimensione relazionale instabile.  Intreccia rapporti con altri uomini, mentre il padre delle bambine – suo marito – è a sua volta coinvolto in relazioni extraconiugali. Ne deriva un contesto affettivo disordinato, in cui la coppia genitoriale è incapace di offrire un modello solido e coerente.

Adrienne cresce portando con sé un peso emotivo che va ben oltre la sua età. A scuola fatica, non riesce a concentrarsi: ha la mente altrove, costantemente rivolta alla sorellina più piccola rimasta a casa indifesa alla mercé delle angherie materne. Si potrebbe parlare, a questo punto, di una iper-responsabilità precoce, tipica di quei bambini che percepiscono l’ambiente familiare come poco sicuro. È un ribaltamento dei ruoli: invece di essere protetta, si sente lei stessa chiamata a proteggere.

A rendere il quadro ancora più complesso è il fatto che le figlie sono tre femmine, mentre la madre desiderava un maschio. Questo elemento, apparentemente secondario, introduce un senso implicito di inadeguatezza e mancata corrispondenza alle aspettative. Crescere percependosi, anche solo indirettamente, come “non desiderata nella forma giusta” incide profondamente sulla costruzione dell’identità. Adrienne interiorizza questa mancanza e la trasforma in tensione, attenzione costante, bisogno di controllo.

Dopo aver raccontato la storia del padre in Primo sangue, in Meglio così Amelie Nothomb dedica per la prima volta la narrazione alla figura della madre, una presenza che nei suoi libri precedenti era quasi del tutto assente. La trama, pur filtrata attraverso il tono, l’ambientazione e lo stile narrativo del romanzo, trae perciò spunto da elementi reali della vita familiare dell’autrice.

In un’intervista durante la presentazione del romanzo, Nothomb ha detto che non era mai riuscita a dire “mia madre è morta” prima di questo libro. Ha spiegato che Meglio così è stato per lei un modo per affrontare quella verità che non riusciva a pronunciare apertamente.

Agguato a Cercola, 45enne ferito dopo spari

  Cercola – Un ferito da arma da fuoco e molte domande ancora senza risposta. È questo il quadro emerso nelle ultime ore tra Napoli est e l’area vesuviana, dove un uomo di 45 anni si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania con una ferita al polso provocata da un colpo di pistola. L’allarme è scattato immediatamente tra il personale sanitario, che ha segnalato il caso alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ponticelli, che hanno avviato le indagini per chiarire dinamica e responsabilità. Il 45enne, di origine ucraina, è stato ascoltato dagli investigatori. Ha raccontato di essere stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco mentre si trovava a Cercola, senza però riuscire a identificare chi abbia sparato. Una versione che, al momento, non consente di delineare con precisione il movente né il contesto dell’episodio. Secondo una prima ricostruzione, uno dei proiettili lo avrebbe colpito al polso, provocando una ferita che ha richiesto il ricovero. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita. Gli investigatori stanno ora lavorando per raccogliere elementi utili, passando al setaccio la zona indicata e verificando la presenza di eventuali telecamere o testimoni. L’obiettivo è capire se si sia trattato di un agguato mirato oppure di un episodio legato ad altre dinamiche ancora da chiarire. Il caso resta aperto e avvolto nel mistero. Nelle prossime ore potrebbero emergere dettagli decisivi per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e risalire ai responsabili della sparatoria.

Pnrr, Marigliano tra i primi in Campania: finanziamento da 260mila euro per gli asili nido

Il Comune di Marigliano si posiziona tra i primi in Campania per l’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati agli arredi didattici innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia.

Nella graduatoria nazionale pubblicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’ente si è classificato all’undicesimo posto, ottenendo un finanziamento di circa 260mila euro. Un risultato significativo, nell’ambito di un programma che mette a disposizione complessivamente 150 milioni di euro per migliorare la qualità degli ambienti educativi nella fascia 0-6 anni.

Le risorse consentiranno di dotare le strutture comunali di arredi moderni, funzionali e coerenti con i nuovi modelli educativi, contribuendo a rendere gli spazi più accoglienti, sicuri e adeguati alle esigenze dei bambini.

«Essere tra i primi in Campania – dichiara il sindaco Gaetano Bocchino – è motivo di grande soddisfazione. Questo finanziamento conferma la qualità del lavoro portato avanti e l’attenzione che stiamo dedicando al mondo della scuola, a partire dai più piccoli».

Sulla stessa linea l’assessore alla Pubblica Istruzione Luigi Amato: «Si tratta di un risultato importante che ci permette di migliorare concretamente la qualità degli spazi educativi».

Sottolinea il valore dell’intervento anche l’assessore all’Edilizia scolastica Annarita Maione: «Questo finanziamento si inserisce in un percorso più ampio di attenzione all’edilizia scolastica. Stiamo lavorando per garantire strutture sempre più moderne, sicure e funzionali, in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie».

L’intervento rientra nelle misure del PNRR dedicate al potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e rafforzare l’offerta formativa sin dai primi anni di vita.

Per il Comune di Marigliano si tratta di un risultato che premia la capacità di programmazione e la qualità delle candidature presentate, confermando l’impegno dell’amministrazione sul fronte dell’istruzione e dei servizi per l’infanzia.

Trova una bomba a mano nel pacco del padre defunto, palazzo evacuato a Brusciano

  BRUSCIANO – Momenti di forte tensione ieri in via Cucca, dove il ritrovamento di un ordigno bellico all’interno di un’abitazione ha fatto scattare un’imponente operazione di sicurezza. Tutto è partito quando una residente, dopo aver trasferito nella propria casa alcuni scatoloni appartenuti al padre scomparso, ha deciso di aprirne uno. All’interno, però, si è trovata davanti a qualcosa di inaspettato e potenzialmente pericoloso: una bomba a mano, con ogni probabilità risalente al periodo della Seconda guerra mondiale. Comprendendo subito la gravità della situazione, la donna ha lanciato l’allarme contattando le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti in tempi rapidi i carabinieri, affiancati dagli agenti della polizia municipale e dal personale sanitario del 118. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza e l’intero stabile è stato fatto evacuare per consentire tutte le verifiche necessarie senza rischi per i residenti. Le persone presenti nel palazzo sono state fatte uscire dalle abitazioni e hanno atteso all’esterno, mentre la zona veniva delimitata e presidiata. Dopo circa un’ora sono arrivati gli artificieri, che hanno preso in consegna l’ordigno e avviato le operazioni di rimozione in condizioni controllate. Solo al termine dell’intervento, una volta escluso ogni pericolo, i residenti hanno potuto fare ritorno nelle proprie case. Sul luogo anche il sindaco Giacomo Romano, che ha seguito da vicino le operazioni e ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, sottolineando la professionalità e la tempestività dimostrate nella gestione dell’emergenza. L’episodio, conclusosi senza feriti, ha comunque lasciato una forte impressione tra i cittadini, riportando l’attenzione sul rischio rappresentato da ordigni risalenti a conflitti passati che possono ancora emergere in maniera del tutto casuale.