Sanità, Tar dà ragione a De Luca: stop piano di rientro. Governatore esulta, Casillo: “Fatti battono proclami”

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“Il tribunale amministrativo ha dato ragione alla Campania che aveva fatto un ricorso contro il ministero della Salute perché la Campania viene tenuta, senza nessuna ragione oggettiva, in piano di rientro da due anni. È una misura che ovviamente penalizza per esempio i punti nascita, Sapri, Polla, Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e penalizza tutta la sanità campana perché ci impedisce di utilizzare anche fondi di bilancio per progetti obiettivo che possono migliorare le prestazioni. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto che non c’è nessuna ragione oggettiva per tenere la Campania in piano di rientro, che la Campania ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dalla legge e che mantenere la Campania in piano di rientro è un abuso. Dunque ha stabilito che il ministero della Salute deve procedere ad approvare la fuoriuscita della Campania dal piano di rientro”. Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha commentato, questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Salerno, la notizia che la sanità della Campania può uscire dal piano di rientro dei debiti precedenti e tornare regolarmente in gestione alla Regione. Il Tar, infatti, ha dato ragione alla battaglia che il governatore Vincenzo De Luca porta avanti da oltre due anni e diffida il ministero della Salute: deve far uscire “immediatamente” la Regione dal Piano. “Non ci regalano niente. Mi auguro – ha sottolineato il governatore – che non ci sia qualcuno che per ragioni ancora di ostilità politica faccia ricorso al Consiglio di Stato. Chi dovesse fare questo si dichiarerebbe nemico della Campania, delle nostre famiglie, delle nostre aziende, del comparto privato accredito e nemico dei punti nascita. Noi aspettiamo con serenità che il ministero della Salute dia seguito al pronunciamento del Tribunale amministrativo della Campania e con grande semplicità decida la fuoriuscita della Campania dal piano di rientro”.    

Regionali, Meloni a Napoli al grido di “chi non salta comunista è” spinge Cirielli

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File da grande evento, cori da stadio e qualche passo di tarantella improvvisato suRegionali in Campania, il Centrodestra rilancia. Meloni: “Dite basta ai commedianti”
l palco. L’atmosfera al PalaPartenope di Napoli è quella delle grandi occasioni. Il centrodestra ci crede davvero nella “remuntada” e schiera tutta la squadra per sostenere Edmondo Cirielli. Giorgia Meloni lo definisce “una persona onesta, orgogliosa del suo Sud, un amico”, e invita la platea a impegnarsi “fino all’ultimo voto” per offrire “un’alternativa ai voltagabbana e alle fritture di pesce”. E ai “commedianti” che — secondo lei — non rendono nemmeno onore alla grande tradizione teatrale napoletana. I riferimenti sono evidenti: da una parte Roberto Fico, candidato del centrosinistra, dall’altra il governatore uscente Vincenzo De Luca, lo stesso che la definì “stronza”. Meloni, tra applausi e battute, snocciola i “numeri reali” sulle liste d’attesa in Campania, ancora “lunghissime”, e rivendica i risultati ottenuti in tre anni di governo per un Sud che, ricorda, è diventato “la locomotiva d’Italia”, come sottolineano anche Maurizio Lupi e Antonio De Poli. La premier ripercorre la storia e l’identità della Campania, da Federico II a Totò, da Sofia Loren a Pino Daniele, cui ha dedicato il parco di Caivano. Rivendica scelte “coraggiose” come l’abbassamento dell’età della punibilità per “strappare i bambini alla camorra” o la riforma della giustizia. E chiede un voto “senza pensare al governo: arriveremo a fine legislatura”. Meloni non si spinge oltre sulla vittoria, mentre Antonio Tajani dà quasi per certo l’approdo di Cirielli alla guida della Regione e Salvini parla di “partita apertissima”. Non mancano stoccate a Fico, al reddito di cittadinanza e al leader della Cgil, Maurizio Landini, accusato da Tajani di “fare politica” e da Salvini di essere “uno scioperante di professione”. Il vicepremier tocca tutti i suoi cavalli di battaglia: dal Ponte “che con Fico non si farebbe nemmeno un tombino”, alla difesa della famiglia tradizionale, fino ai campi rom “da smantellare” e al rischio del fanatismo islamico. “Se inizi a dire che non ti piace il calcio, o San Gennaro, torna a casa tua”, afferma senza mezzi termini. In prima fila applaude anche Gennaro Sangiuliano, capolista a Napoli. Sul palco Cirielli lancia un “patto” coi cittadini: sanità più vicina, dimezzamento delle liste d’attesa, tasso di occupazione sopra il 50% e un aumento di “100 euro al mese” alle pensioni minime. E una promessa: “Se tra due anni e mezzo non avremo centrato il 50% degli obiettivi, mi dimetto”. Meloni chiude richiamando “l’energia che diventa benzina per governare”. Non è previsto un suo ritorno a Napoli prima del voto, ma il risultato lo aspetterà da vicino: con la speranza di “ribaltare i pronostici”.  A fine evento la Meloni si è concessa un siparietto da stadio saltando al grido di “Chi non salta comunista è”.

Imprenditore acerrano ucciso, le indagini sull’agguato: “E’ stata un’esecuzione”

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ACERRA – «Non è stato un tentativo di rapina, ma un’esecuzione». È questa l’unica certezza nelle mani degli investigatori colombiani dopo l’omicidio di Clemente Marzullo, 47 anni, imprenditore originario di Acerra, freddato martedì sera a Cali, dove viveva da oltre un decennio.

Marzullo stava rientrando nella sua abitazione quando due uomini, arrivati a bordo di una moto, sono scesi rapidamente e lo hanno raggiunto a piedi esplodendo diversi colpi di pistola. L’imprenditore è morto all’istante. La dinamica, precisa e fulminea, non lascia dubbi: chi ha premuto il grilletto sapeva esattamente chi colpire e come farlo.

Il consolato italiano ha immediatamente informato la Farnesina, che a sua volta ha contattato i familiari tra Acerra e Napoli. La sorella della vittima, sconvolta, si è poi recata dai carabinieri per formalizzare una denuncia.

Marzullo non aveva precedenti penali e da anni gestiva un’attività di compravendita nell’ambito immobiliare. Viveva con una compagna colombiana e si era perfettamente integrato nel tessuto sociale di Cali. Ma la città, oggi, è tutt’altro che sicura: quasi sei omicidi al giorno nel 2024, un trend in crescita che ha spinto perfino l’arcivescovo locale a lanciare un appello pubblico: «Stiamo tornando indietro di decenni».

Cali, simbolo del narcotraffico negli anni ’80 e ’90 insieme a Medellín, è di nuovo al centro di una violenza crescente: autobombe, attacchi armati, scontri tra gruppi criminali.

E gli stranieri sono sempre più esposti. Con la morte di Marzullo, salgono a tre gli italiani uccisi nel Paese dall’inizio dell’anno. Un bilancio inquietante che riaccende i riflettori sul rischio altissimo per chi vive o viaggia in alcune zone della Colombia.

Le indagini, ora passate anche alla procura di Roma, dovranno chiarire chi ha ordinato l’agguato e quale sia il movente dietro un’esecuzione tanto precisa quanto brutale.

Somma Vesuviana, al Montessori la XIII edizione dedicata al maestro Seraponte

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Somma Vesuviana. Ieri, presso l’ Istituto Maria Montessori, si è tenuta la XIII edizione della manifestazione in onore del Maestro Antonio Seraponte.  L’evento in ricordo del Maestro Antonio Seraponte, giunto alla tredicesima edizione, si è svolto ieri all’interno dell’ auditorium dell’Istituto Maria Montessori di Somma Vesuviana, confermando ancora una volta il valore di un appuntamento che unisce memoria, educazione e tradizioni locali. Durante la giornata interamente dedicata ai valori della pace e della musica, si è tenuta anche la premiazione del “Concorso Letterario Antonio Seraponte: Musica – Pace – Valori – Tradizioni”, promosso dall’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” APS. A ricevere il riconoscimento per i testi poetici e in prosa presentati al concorso quattro studenti dell’Istituto Maria Montessori. La giuria, presieduta dalla Dott.ssa Simona Seraponte era composta da illustri personalità quali il Prof. Ciro Raia, il Prof. Salvatore De Stefano, il Prof. Domenico Parisi e l’Avv. Rosalinda Perna. Presenti all’ evento anche il Commissario Prefettizio Ida Carbone e la Dirigente della Scuola Media San Giovanni Bosco, Dott.ssa Liguori.

Una giornata per gli studenti

Protagonisti indiscussi della giornata sono stati gli studenti dei vari istituti partecipanti. In particolare hanno preso parte all’ evento il Circolo Didattico Arfé, il Don Minzoni e la San Giovanni Bosco – Summa Villa, insieme ai padroni di casa della Montessori. Ed è proprio quest’ultima scuola ad aver visto premiati quattro suoi alunni, riconosciuti per l’impegno e la sensibilità dimostrati nel confrontarsi con il tema di quest’anno: “Musica, pace, valori e tradizioni”. Un argomento ampio e attuale che ha guidato l’intera manifestazione, dando forma a riflessioni, elaborati e performance di grande partecipazione.

La Paranza del Sabato dei Fuochi.

A impreziosire l’evento è stata la presenza della Paranza del Sabato dei Fuochi, che con i suoi ritmi popolari ha portato in scena l’anima più autentica della cultura locale, coinvolgendo studenti e spettatori in un’atmosfera vivace e condivisa. La manifestazione si è conclusa con un gesto simbolico di grande significato: la consegna della “perteca” all’Istituto Montessori, un riconoscimento che rappresenta continuità, radici e senso di appartenenza.

Sant’Anastasia, la sicurezza sul lavoro al centro delle iniziative dell’Associazione “Caduti della Flobert”

La sicurezza sul lavoro: valori, norme e responsabilità per costruire un futuro più sicuro, questo sarà il tema che sarà trattato lunedì 17 novembre 2025, alle ore 18:00, nella civica Biblioteca di Sant’Anastasia in via Fusco, località Madonna dell’Arco.     La presentazione ufficiale del Bando di Concorso per l’assegnazione di Borse di Studio nasce da una iniziativa dell’Associazione Caduti della Flobert, in collaborazione con la Sezione ANPI di Sant’Anastasia e Fabbrica Vesuviana. Rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori del territorio, il progetto nasce con l’obiettivo di diffondere tra le nuove generazioni la cultura della sicurezza, della prevenzione e della dignità del lavoro. La cultura della sicurezza, in particolare, rimane un punto essenziale perché previene infortuni, migliora il benessere e la produttività dei lavoratori, e costituisce il pilastro di un’organizzazione affidabile e responsabile. Una solida cultura della sicurezza è fondamentale nelle abitudini quotidiane.
Ciro Liguoro
Questo bando – dichiara Ciro Liguoro, presidente dell’Associazione – rappresenta un passo importante nel nostro percorso: vogliamo che i giovani diventino protagonisti, non spettatori. La sicurezza non è un privilegio, è un diritto irrinunciabile. Ricordare significa costruire, e la memoria ha senso solo se genera cambiamento. L’evento, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia, vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti delle Istituzioni locali e regionali, del mondo sindacale e scolastico. L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione di quel grande progetto formativo avviato nel 2025, che ha coinvolto ben 300 studenti degli Istituti superiori del territorio in laboratori dedicati alla sicurezza nei luoghi di lavoro, con il rilascio di crediti formativi PCTO. Senza la vicinanza delle istituzioni e il sostegno di chi crede nella cultura della prevenzione – aggiunge Liguoro – il bando si fermerebbe alla prima edizione. Solo insieme, possiamo farlo crescere e trasformarlo in un punto fermo per le nuove generazioni. La presentazione, certamente, sarà un momento di memoria, formazione e impegno civile, per riaffermare che la sicurezza non è solo una norma da rispettare, ma un valore umano e sociale da difendere ogni giorno.

L’arte del compromesso: comunicare per trovare soluzioni

Il compromesso è design relazionale, non un ripiego; trasforma il conflitto in risultati sostenibili. Dalle evidenze del Program on Negotiation di Harvard agli studi di Galinsky sull’empatia strategica, l’articolo mostra come la comunicazione orientata agli interessi, non alle posizioni, moltiplichi il valore in gioco. Per tutti coloro che vogliono passare dallo scontro alla co-creazione, compresi manager, team,  professionisti e ragazzi. Negoziare non è una gara a chi vince, è un progetto di co-creazione. Ogni giorno, in azienda come a casa, ci misuriamo con interessi diversi, priorità in conflitto, tempi stretti. Il compromesso non è il piano B: è la capacità di usare la comunicazione per trasformare il conflitto in un accordo sostenibile. La ricerca è chiara. Il Program on Negotiation di Harvard ha dimostrato che gli esiti migliori si ottengono quando si negoziano interessi e non posizioni, costruendo soluzioni che espandono il valore per tutte le parti. Gli studi di Adam Galinsky sulla prospettiva dell’altro mostrano che mettersi nei panni dell’interlocutore aumenta gli accordi integrativi e riduce le impasse. Sappiamo anche che il primo riferimento numerico orienta la trattativa: la letteratura sull’ancoraggio indica che proposte iniziali specifiche e motivate guidano il perimetro dell’accordo percepito. E la neuroscienza della comunicazione, con ricerche sull’etichettatura delle emozioni, evidenzia che nominare uno stato emotivo ne riduce l’intensità, aumentando la lucidità decisionale.

La comunicazione è l’arte negoziale per eccellenza 

perché crea cornice, fiducia e ritmo. Prima di tutto serve preparazione: definire obiettivi, limiti, alternative (la famosa BATNA migliore alternativa in caso di mancato accordo N.di R.), criteri oggettivi e una mappa degli interessi in gioco. In riunione, il focus si sposta su ascolto, domande e riformulazioni. Alcune tecniche pratiche:Domande esplorative. Cosa è importante per voi oltre al prezzo. In quali condizioni l’accordo è un successo anche per la vostra squadra. Le domande aprono spazi, le affermazioni li chiudono. – Riformulazione e sintesi. Se capisco bene, per voi la scadenza è critica e per noi lo è la qualità. Questo passaggio trasforma due posizioni in un problema condiviso da risolvere. – Etichettatura emotiva. Sento preoccupazione per il rischio operativo. Normalizza l’emozione, abbassa le difese e riporta alla sostanza. – Ancoraggio consapevole. Proporre un range preciso, argomentato da benchmark e criteri oggettivi, orienta la trattativa senza irrigidirla. – Reframing dal no al come. Passare da Non si può a Cosa dovrebbe essere vero perché funzioni inverte la polarità e attiva la soluzione. – Silenzio strategico e pause. Dopo una proposta, una pausa breve lascia spazio all’elaborazione e riduce concessioni impulsive. – Linguaggio di giunzione. Usare e al posto di ma unisce invece di contrapporre. Capisco la vostra esigenza di tempi stretti e vogliamo preservare la qualità.

 COMPROMESSO EFFICACE, COME FARE

Il compromesso efficace è multi-variabile: non è dividere a metà, è scambiare su più leve. Se il prezzo è rigido, si può negoziare su tempi, volumi, servizi post-vendita, esclusività, comunicazione congiunta, dati e insight. Esempio concreto: invece di dire “È troppo caro”, prova con “Possiamo confermare il prezzo se inseriamo formazione on site e un’estensione di garanzia di sei mesi”. In questo modo si costruisce valore senza perdere margini.

Il linguaggio  fa la differenza

Trasformazioni utili:Da: Non capite la mia posizione – A: Aiutatemi a vedere i vostri vincoli, così troviamo un punto di incontro. – Da: È impossibile – A: Cosa renderebbe possibile rispettare un budget più basso del 20 per cento. – Da O si fa così o niente – A: E se esplorassimo un pilota di 60 giorni con criteri di successo condivisi. Misurare il compromesso è parte dell’arte. Definisci indicatori prima dell’accordo: qualità, tempi, budget, soddisfazione delle parti, rischi. Stabilisci check-in periodici, una clausola di revisione e un protocollo di escalation. Un accordo che funziona nel tempo vale più di uno brillante sulla carta. Negoziare bene significa comunicare per chiarire, allineare, creare opzioni e decidere su basi oggettive. Il compromesso non è un ripiego, è un design relazionale che tiene insieme risultati e relazioni. Allenare queste competenze rende le trattative più eque, più rapide e più intelligenti. Ed è così che la comunicazione diventa davvero un vantaggio competitivo. Simona Letizia Ilardo  

Nola, spettanze arretrate, confermata l’assemblea della Polizia Municipale. I sindacati: “Mobilitazione necessaria”

Riceviamo e pubblichiamo Le rappresentanze sindacali CGIL FP, UIL FPL e CSA informano la cittadinanza che in data odierna, dalle ore 16.00 alle ore 21.00, si terrà l’assemblea sindacale del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Nola, legittimamente convocata nel pieno rispetto delle norme vigenti. L’assemblea è stata confermata poiché, nonostante i diversi incontri avvenuti nelle scorse settimane e la disponibilità manifestata dai lavoratori, l’Amministrazione comunale non ha fornito alcun impegno concreto né una programmazione temporale relativa alla risoluzione delle gravi inadempienze economiche ancora pendenti: mancata liquidazione delle indennità di turnazione e reperibilità, spettanze arretrate dei progetti “Festa dei Gigli”, mancato pagamento delle performance e delle pensioni integrative. Nel corso della riunione convocata questa mattina dalla Prefettura di Napoli, non sono state ravvisate condizioni tali da limitare il diritto di assemblea, confermando quindi la piena legittimità dell’iniziativa sindacale. Le organizzazioni sindacali desiderano rivolgere alla cittadinanza le proprie scuse per gli eventuali disagi che potranno verificarsi. Tali inconvenienti non sono in alcun modo voluti dal personale della Polizia Municipale, che da sempre garantisce con senso di responsabilità e professionalità la sicurezza e i servizi alla città, garantiti anche durante lo stato di agitazione, tuttavia tale disponibilità non è stata considerata dall’amministrazione. La vertenza in corso nasce esclusivamente dalla necessità di vedere riconosciuti diritti e compensi maturati da tempo e non ancora corrisposti. CGIL, UIL e CSA respingono ogni tentativo di attribuire ai lavoratori responsabilità per eventuali criticità legate alla processione prevista in giornata, ricordando tuttavia al Sindaco della Città di Nola che la festività patronale di San Felice ricade il 15 novembre e non il 14 così come erroneamente riportato sulla diffida che il Primo cittadino ha indirizzato alle sigle sindacali e ai dipendenti comunali tutti. Pertanto le organizzazioni sindacali ribadiscono che l’obiettivo della mobilitazione è solamente per la tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori da troppo tempo violati. Resta piena la disponibilità al dialogo con l’Amministrazione, purché accompagnato da atti formali e concreti con tempistiche certe e impegni verificabili.

Regionali, Francesca Allocca: «Rimettere al centro comunità e valori. Sanità sia davvero vicina ai cittadini»

Riceviamo dalla candidata al consiglio Regionali Campania Francesca  Allocca e pubblichiamo

«Mi candido per amore della mia terra e perché oggi, più che mai, donne, famiglie e giovani hanno bisogno di una politica presente, non distante». Così Francesca Allocca, medico cardiologo di Somma Vesuviana e candidata al Consiglio regionale della Campania con la Lega, presenta le priorità della sua campagna.

Allocca richiama innanzitutto la necessità di ricostruire comunità e valori: «Troppe donne si sentono sole, troppe famiglie abbandonate. E troppi episodi di violenza ci dicono che qualcosa si è spezzato. Serve una rivoluzione fatta di educazione, rispetto e presenza sui territori.»

Al centro del suo impegno c’è il futuro dei giovani: «Ogni figlio è una responsabilità. La politica torni a occuparsi davvero delle nuove generazioni, accompagnandole con esempi, fiducia e opportunità concrete.»

Da medico, Allocca sottolinea anche l’urgenza di una sanità che torni vicina ai cittadini, più efficiente e orientata ai bisogni reali: «La salute non può essere un percorso a ostacoli. Bisogna rafforzare i presidi territoriali, ridurre le attese e riportare umanità nella cura.»

«La Campania ha bisogno di coraggio, ascolto e scelte nette. Ed è da qui che voglio partire», conclude.

Allarme sicurezza sull’Asse Mediano, boom di rapine

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Due giorni fa è riesploso l’allarme sicurezza in seguito a diverse rapine che si sono verificate nel giro di 24 ore nelle zone di Melito, Scampia e Mugnano.

La zona recriminata è quella dell’asse perimetrale Melito-Scampia dove, nella giornata dell’11 novembre, tra le 17:30 e le 17:45, alcuni malviventi hanno rapinato un uomo.

La zona precisa è quella dell’uscita Mugnano-Scampia, dove i ragazzi si sono avvicinati all’auto mentre era ferma nel traffico e hanno aggredito l’uomo portandogli via tutto, persino la fede nuziale.

Questo è solo uno dei tantissimi episodi di furto che si sono verificati nel giro di 24 ore tra l’Asse Mediano e la Circumvallazione esterna.

In queste zone si era già verificato un episodio criminale, in particolare un agguato di camorra ai danni di un esponente degli Amato-Pagano.

Nella giornata di ieri si è riunito a Napoli, presieduto dal prefetto Michele di Bari, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

A seguito della riunione, è stato annunciato un potenziamento dei controlli, soprattutto nelle zone più esposte. In queste zone però, sono insufficienti o addirittura non sono installate videocamere di sorveglianza.

Ormai questa è diventata la normalità in queste zone ma la situazione deve cambiare. Le persone sono stanche di dover vivere nel terrore e sperare di tornare a casa sane e salve.

Somma Vesuviana, sospeso il servizio mensa al plesso “Ex Di Sarno”: il Commissario firma l’ordinanza.

SOMMA VESUVIANA – Una sospensione immediata, resa necessaria da lavori urgenti di adeguamento degli ambienti scolastici destinati alla refezione. È quanto stabilito dall’Ordinanza n. 3 del 13 novembre 2025, firmata dal Sub Commissario Prefettizio dott.ssa Corinne Palumbo, che dispone l’interruzione temporanea del servizio mensa nel plesso “Ex Di Sarno”, parte dell’Istituto Comprensivo Bosco–S. Villa–Somma Vesuviana 3. La decisione arriva a seguito della nota protocollata dalla società Ri.Ca. s.r.l., affidataria del servizio di refezione per l’anno scolastico in corso, e delle risultanze dei verbali redatti dall’Asl Napoli 3 Sud. Dalla documentazione emerge la necessità di procedere con interventi non rinviabili sugli spazi utilizzati per la somministrazione dei pasti.   Le motivazioni dell’ordinanza   Nel testo ufficiale, pubblicato all’Albo Pretorio il 13 novembre, si legge che l’interruzione si rende “indispensabile per consentire l’esecuzione degli interventi di adeguamento degli ambienti scolastici destinati alla refezione”, con riferimento ai locali di via Santa Maria del Pozzo. La sospensione riguarda esclusivamente il plesso “Ex Di Sarno” e rimarrà in vigore “fino alla conclusione dei lavori”, senza una data precisa di ripristino. Sono stati informati formalmente: il Dirigente scolastico dell’I.C. Bosco–S. Villa–Somma Ves. 3, la Prefettura di Napoli, la Stazione dei Carabinieri di Somma Vesuviana, il Comando di Polizia Locale.   La circolare della scuola: nuovi orari di uscita per gli alunni A seguito dell’ordinanza, la dirigente scolastica prof.ssa Rosa Liguoro ha diramato la Circolare n. 50, comunicando alla comunità scolastica l’immediata rimodulazione dell’orario didattico. Dal 14 novembre 2025, e “fino a nuova comunicazione”, le classi: Scuola dell’Infanzia : usciranno dal lunedì al venerdì entro le ore 13:15. Scuola Primaria (plesso Ex Di Sarno): Dal lunedì al giovedì uscita alle 13:45.Il venerdì uscita alle 13:15. Tutto il personale docente effettuerà servizio in orario antimeridiano. La dirigente, nella comunicazione inviata alle famiglie, precisa che il provvedimento recepisce l’ordinanza commissariale e ringrazia “per la fattiva collaborazione”.   Contesto e prossimi passi Il provvedimento si inserisce nel quadro della gestione commissariale del Comune di Somma Vesuviana, affidata alla dott.ssa Ida Carbone (Commissario Prefettizio) e alla dott.ssa Palumbo (Sub Commissario), come stabilito dai decreti prefettizi dello scorso ottobre. L’urgenza dei lavori, legati all’adeguamento degli spazi mensa, ha reso necessario l’intervento immediato e la conseguente riorganizzazione delle attività scolastiche. Non sono al momento noti i tempi di conclusione degli interventi, ma gli uffici competenti assicurano che la sospensione ha carattere temporaneo e strettamente legato all’esecuzione delle opere richieste. Le famiglie: fra disagi e comprensione Le modifiche agli orari di uscita generano, come prevedibile, qualche disagio logistico, soprattutto per chi lavora e deve riprogrammare le proprie giornate. Tuttavia, dalle prime reazioni raccolte, prevale il senso di responsabilità verso la sicurezza e la qualità degli ambienti frequentati dai bambini. L’auspicio è che i lavori possano concludersi in tempi brevi, consentendo il ripristino regolare del servizio mensa. Intanto, sono previste visite ispettive anche nelle altre scuole del territorio per verificare se i locali adibiti alla refezione scolastica risultano idonei e rispondenti alla normativa vigente.