Frattamaggiore, licenziamenti Novatel: i sindacati prendono tempo

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Ieri le organizzazioni di categoria sono riuscite a ottenere un secondo incontro per lunedi pomeriggio, 2 dicembre. L’obiettivo è uno solo: scongiurare i tagli.

Il polo dell’elettronica napoletano che rischia di scomparire, le eccellenze di casa nostra in serio pericolo. Ieri i sindacati sono riusciti a ottenere un altro rinvio dei 100 licenziamenti alla Novatel di Frattamaggiore, schede e software per i treni dell’alta velocitĂ  e sistemi di controllo complessi. Qui lavorano in pianta più o meno stabile una sessantina di addetti su un totale di 149 dipendenti, per la stragrande maggioranza in cassa integrazione in deroga.

Nel frattempo la proprietĂ  ha avviato la procedura di licenziamento per i tre quarti del personale. Ieri, quindi, l’incontro con i sindacati, che sono riusciti a ottenere un secondo confronto per lunedì 2 dicembre. L’intento è di trascinare il faccia a faccia in sede regionale, dove ci sono buone probabilitĂ  di ottenere un altro anno di cassa in deroga. A ogni modo resterebbe il dramma produttivo e occupazionale, che sarebbe prorogato di soli altri dodici mesi. L’azienda infatti sembra puntare alla dismissione delle produzioni industriali per intraprendere la strada della mediazione commerciale.
(Fonte foto: Rete internet)

Volla. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presentazione del libro “Fiore:come me” di Giuliana Covella

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Anche Volla celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nell’aula consiliare del Comune, la presentazione del libro “Fiore:come me”di Giuliana Covella, il cui rivavato sarĂ  devoluto ai familiari delle vittime della criminalitĂ .

Fuori, vento, tempesta e neve sciolta, inusuali per il periodo. Dentro, petali di fiori, nastrini e scarpe, tutti rigorosamente rossi, come il sangue innocente versato dalle centinaia di donne violate ed ammazzate dalla follia maschile. I simboli erano disseminati lungo il percorso, all’ingresso, per le scale, nell’androne e all’interno dell’aula consiliare della casa comunale. Segni inconfondibili per ricordare la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. La sala consiliare trasformata in palcoscenico, con le ragazze dell’I.C. G. Falcone che hanno messo in scena un balletto, un “flash mob”, dal sapore amaro e molto significativo, a testimonianza della strage che si sta compiendo ai danni delle donne.

Poi, si sono spente le luci ed è stato proiettato un video con le immagini delle vittime. “L’assessorato alle pari opportunitĂ  del Comune di Volla, sin dal suo insediamento, ha dato vita ad una serie di eventi volti alla sensibilizzazione della cittadinanza sul “femminicidio”, che negli ultimi tempi ha registrato un disarmante aumento nella nostra societĂ , coinvolgendo vittime sempre più estranee al sistema malavitoso”, così Simona Mauriello, assessore-vice sindaco ha aperto la manifestazione del 25 novembre, nell’aula consiliare del Comune di Volla, luogo di massima espressione sociale e istituzionale. A cornice della manifestazione, la presentazione del libro “Fiore : come me”, scritto dalla giornalista Giuliana Covella, edito da Spazio Creativo e promosso dalla Fondazione Polis, i cui proventi saranno destinati a progetti di aiuto ai familiari delle vittime della criminalitĂ .

Imma Picardi, consulente legale di “Spazio Famiglia”, ha presentato gli ospiti intervenuti. Da Annamaria Schena, delegata Pari OpportunitĂ  dell’Unione Industriale di Napoli, a Grazia Tatarella, sociologa, ad Olimpo Rosanna, vicesindaco di Massa di Somma. Tutte hanno concordato che il fenomeno è culturale e può essere arginato e sconfitto solo con una educazione di genere, a cominciare dai ragazzi delle scuole medie, costruendo una rete tra le varie istituzioni. Il libro ripercorre le storie di dieci donne uccise dalla violenza criminale maschile. Teresa Buonocore, Enza Cappuccio, Nunzia Castellano, Giuseppina Di Fraia, Fiorinda Di Marino, Emiliana Femiano, Mena Morlando, Palma Scamardella, Matilde Sorrentino, Gelsomina Verde. Donne di cui è narrato il vissuto, la quotidianitĂ , le passioni fino al tragico epilogo che le ha condotte alla morte per mano di spietati assassini.

Molto emozionanti i momenti in cui l’attore Ferdinando Maddaloni ha recitato alcuni brani del libro. Come cronista che ha vissuto e raccontato queste storie, l’autrice ha voluto lasciare un segno che è nato dall’esigenza di “lanciare un grido d’allarme agli uomini e invitare le donne che hanno paura ad uscire dal silenzio e denunciare”. Significativa la presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, il comandante dei Vigili Urbani di Volla, il comandante della locale stazione dei Carabinieri e alcuni rappresentanti della Polizia di Stato, a testimonianza della vicinanza dei rappresentanti dello stato nel combattere e cercare di prevenire questi delitti.

Alenia, la pista amazzonica per il decollo

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Con i primi ordini peruviani per il C27J l’azienda guidata da Giuseppe Giordo penetra nel mercato sudamericano. Un continente immenso, molto adatto alle caratteristiche del velivolo militare, in gran parte costruito a Napoli.

La vendita appena operata da Alenia di due C27J Spartan al ministero della difesa del Perù assume un rilievo di gran lunga superiore all’importo dell’accordo. Il paese sudamericano infatti dovrĂ  sostituire una flotta di aerei da trasporto composta da 28 Antonov di fabbricazione sovietica, flotta che risale agli anni Settanta. Prospettive promettenti, dunque, per il velivolo militare italiano in grado di atterrare e decollare attraverso piste accidentate in meno di 500 metri e con un carico di 60 soldati.

Un aereo ideale per il difficile territorio latinoamericano, dove i governi locali stanno intensificando la lotta al narcotraffico, le cui basi si annidano tra le montagne e la foresta amazzonica. Finora il primo paese latinoamericano a ordinare C27J è stato il Messico. Ora è la volta del Perù. Per gli assetti industriali di Alenia sfondare nel mercato sudamericano significherebbe dare un impulso eccezionale allo stabilimento di Capodichino, dove si produce la fusoliera dello Spartan, e incrementare anche le attivitĂ  tecniche di Pomigliano, oltre che quelle industriali dei vari impianti dislocati al nord e nel Mezzogiorno.

Il museo archeologico di Napoli, il vero tesoro della città

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Considerato tra i più importanti musei archeologici del mondo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli vanta una delle più belle e ricche collezioni di opere d’arte antiche, ma, purtroppo, non tutti lo sanno.

A pochi passi dalla stazione metropolitana di Piazza Cavour è possibile ammirare uno dei musei più importanti del mondo, non è il Louvre e non sono nemmeno i Musei Vaticani, ma il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. GiĂ , perché nella bistrattata cittĂ  di Napoli, meta ormai secondaria di turisti italiani e stranieri, c’è un museo che farebbe invidia a qualunque metropoli occidentale. È un museo che oggi ospita molti dei maggiori capolavori del mondo antico, ma non tutti, purtroppo, lo sanno.

Per capire il valore della collezione greco-romana del sito museale partenopeo basta pensare che, eccetto poche opere, come l’“Apoxyomenos”, il Discobolo, la Venere di Milo, l’Apollo del Belvedere, il gruppo del Laooconte e i resti del fregio del Partenone, tutti i grandi capolavori che noi conosciamo del mondo classico si trovano oggi nel museo napoletano. Il Museo Archeologico di Napoli può vantare infatti la più ricca collezione di opere d’arte del periodo romano in Italia e, di conseguenza, nel mondo. Eppure, il numero di visitatori che il colosso museale napoletano ospita mediamente ogni anno, tra le 200.000 e le 300.000 persone, non sono la cifra che ci saremmo aspettati di vedere.

La ragione di questo disinteresse da parte del grande pubblico non è solo l’ignoranza dei turisti. A loro difesa è giusto dire che il carattere specifico del museo, come accade altrove, attira soprattutto un pubblico specializzato di esperti, chiamati a Napoli dai capolavori che le ricche sale di questo imponente palazzo rinascimentale ospitano. Così, come in passato, anche quest’anno solo ai “pochi” fortunati che hanno scelto Napoli come meta delle loro vacanze o escursioni e il Museo Archeologico come tappa fondamentale, il museo partenopeo si è rivelato in tutto il suo splendore.

>Solo a pochi l’Ercole Farnese, con i suoi tre metri di altezza, è apparso come un gigante buono perso nei suoi pensieri e solo a pochi la Venere Callipigia ha mostrato spudoratamente, ancora una volta, le sue intime e divine forme. Il gruppo scultoreo del Toro Farnese, la più grande scultura mai rinvenuta dell’antichitĂ , alta quasi quattro metri, ha fatto percepire per un istante, solo a loro, le sublimi vette verso cui il genio umano si è rivolto sin dai tempi più remoti. Solo pochi fortunati hanno dunque avuto modo di ammirare ed apprezzare tali capolavori.

Chi scrive ha quindi deciso di dedicare queste poche righe ad un museo che merita di essere annoverato tra le più importanti istituzioni museali del Paese. Perché se l’Ercole Farnese, copia romana di un originale in bronzo del famoso scultore greco Lisippo, la Venere “dalle belle natiche” o il colossale Toro Farnese, tra le più imponenti raffigurazioni del “Supplizio di Dirce”, non sono bastati a far capire il valore e la ricchezza di questa straordinaria collezione, va ricordato che qui è custodita la stragrande maggioranza dei reperti rinvenuti nelle cittĂ  che la lava del Vesuvio, colata ufficialmente quel fatidico 24 agosto del 79 d.C., ha preservato fino ad oggi.

Così, tra le sale del museo, è possibile soffermarsi dinnanzi alla copia più completa del Doriforo di Policleto, scovata tra le rovine dell’antica Pompei nel 1797. È un’opera che tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, visto nei manuali scolastici, in televisione o su qualche rivista specializzata. Lo stesso vale per il grande mosaico della Battaglia di Isso, trovato anche questo a Pompei durante gli scavi del 1831. Celeberrimo, di questo ampio mosaico, è ormai il profilo di Alessandro Magno in sella al suo Bucefalo che è stato spesso usato come immagine di copertina di decine e decine di libri di storia o storia dell’arte.

Ovunque, in questo spettacolare complesso museale, si possono ammirare gli innumerevoli e straordinari reperti giunti fin qui dalle antiche cittĂ  di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabiae, che i Borbone prima e lo Stato italiano poi hanno scrupolosamente reperito e custodito. Preziose testimonianze dell’antico mondo dei Romani che i visitatori del museo potranno scoprire e conoscere. Questi pochi fortunati, che non avranno, come molti, limitato la loro visita alle sole cittĂ  vesuviane distrutte dall’antica eruzione, saranno allora stupiti nel vedere l’inaspettata modernitĂ  dell’affresco pompeiano del “Cave canem” e, nella sezione “erotica” che il museo ha dedicato ai reperti legati al sesso ai tempi degli imperatori, difficilmente potranno trattenere l’imbarazzo o il riso.

Non solo. Qui, all’interno del museo, sarĂ  a loro disposizione anche la collezione egizia, con mummie, sarcofagi e manufatti, la seconda più importante collezione dedicata all’antico Egitto in Italia, dopo, ovviamente, quella del conosciutissimo Museo egizio di Torino. Si capisce che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli merita di essere visitato, non solo per scongiurare la crisi turistica che da decenni attanaglia la Campania, ma anche per rivalutare un museo che custodisce opere meravigliose che, sebbene non attirino quanto le opere rinascimentali, barocche o di arte moderna, sono alla base di tutta la nostra storia artistica.

E se è vero che spetta alle varie Sovrintendenze e agli “addetti ai lavori” richiamare in cittĂ  e nel museo le doverose folle di turisti, magari con mostre ed eventi vari, a noi, comuni cittadini, non può far male iniziare a frequentare i nostri musei. Per quanto “noiosi” e “morti” sono e saranno loro a ricordarci, nei secoli, il nostro passato e a insegnarci che un filo conduttore lega da sempre, indissolubilmente, gli uomini di ieri con quelli del domani.

STORIA D’ARTE
(Fonte foto: Rete internet)

Acerra. Addio a Vincenza, ragazza simbolo della Terra dei Fuochi

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Ennesima morte per cancro di un’adolescente, Vincenza Maisto, 16 anni. La giovanissima si era fatta fotografare in ospedale con un cartello emblematico: “Acerra non deve morire, salviamola!”.

Nella sua cittĂ  la ricordano immortalata in un letto d’ospedale mentre regge un foglio con la scritta “Acerra non deve morire: salviamola”: una delle tante immagini-choc della Terra dei Fuochi. Una foto con un messaggio generoso, altruista, per nulla autoreferenziale quello lanciato appena qualche settimana fa da Vincenza Maisto, 16 anni. Ma Vincenza ieri non ce l’ha fatta.

L’osteosarcoma, terribile tumore primitivo delle ossa, che quattro anni fa, a soli 12 anni, l’aveva aggredita, ha avuto il sopravvento. Intanto la notizia ha fatto il giro del web, da Acerra a Caivano, Giugliano, Casalnuovo, Casoria, Marigliano, Casal di Principe. Tutti sgomenti quelli che hanno appreso la storia, tutti in lacrime a ricordare i tanti, troppi bambini e ragazzi di questa terra sfortunata che come Vincenza non ce l’hanno fatta o che stanno lottando in un lettino d’ospedale. I funerali di Vincenza Maisto si terranno domattina, alle dieci, nella chiesa di Sant’Alfonso, ad Acerra.

Casalnuovo, via libera al primo parco pubblico nella città simbolo del cemento

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Verde attrezzato al posto di una grande fabbrica dismessa da decenni: la giunta approva il progetto. Un piano che il sindaco Peluso e il vicesindaco Orefice vogliono realizzare sfruttando i fondi europei.

La “Moneta” era una grande fabbrica che produceva pentole da cucina. Centinaia di operai. Ma alla prima ondata di crisi, quella degli inizi degli anni Novanta, è stata letteralmente spazzata via. Poi però, otto anni fa, un’azienda di costruzioni della zona acquistò tutto all’asta fallimentare, uffici, terreni, capannoni. Ma per farne cosa non si sa con certezza. Intanto l’area è rimasta così, inutilizzata, nel bel mezzo della cittĂ  passata alla storia per lo scandalo dei palazzi abusivi. Era il febbraio del 2007: 74 edifici realizzati senza uno straccio di licenza e altri 300 tra manufatti, alloggi, box e capannoni costruiti con autorizzazioni taroccate.

Il più grande intrallazzo italiano del cemento dal Dopoguerra. Ora questa cittĂ  di pochi chilometri quadrati si ritrova con 55mila abitanti privi di un parco pubblico degno di nota. E qualche giorno fa la notizia in controtendenza. “Abbiamo inserito il progetto della Moneta nel Più Europa, finanziamenti europei: l’area diventerĂ  un luogo di aggregazione per giovani e anziani “, promette il sindaco Antonio Peluso. Un sindaco a capo di una maggioranza che è il frutto di un’alchimia politica, grazie all’alleanza tra liste civiche di centro, esponenti locali di Sinistra Ecologia e LibertĂ  e alfieri del Pdl, strettamente legati all’ex deputato ed ex sindaco di Afragola Enzo Nespoli, fino a poco tempo fa ras di Alleanza Nazionale nel territorio a nord-est di Napoli.

Il vice di Peluso, l’avvocato amministrativista Andrea Orefice, giovane esponente della destra locale negli anni Novanta, è nel frattempo orgoglioso della volontĂ  di trasformare una ex fabbrica nel parco pubblico di Casalnuovo. Orefice elenca i dati di quella che descrive come una vera amministrazione del fare: “L’ultimo progetto approvato – dice il vicesindaco – segue quelli varati dalla giunta nelle scorse settimane, che riguardano parcheggi situati in punti strategici della cittĂ , di cui si gioveranno non solo i fruitori delle opere del Più Europa, posti nelle vicinanze, ma anche le numerose attivitĂ  commerciali presenti nel centro della cittĂ , attivitĂ  alle quali intendiamo offrire ogni sostegno possibile in questa delicata fase congiunturale”.

Il progetto del comune per i 23mila metri quadrati di spazi della Moneta prevede, tra le altre cose, aree verdi con alberi ad alto fusto, attrezzature sportive, la cittadella civica, vale a dire la realizzazione di due palazzine in cui saranno trasferite le attivitĂ  del comune, e, dulcis in fundo, un parcheggio sotterraneo.
(Fonte foto: Rete internet)

Somma, truffa pacchi alimentari: il responsabile di Fantasia si dimette da vicesegretario del Nuovo Psi

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Una laconica nota del segretario cittadino Nunzio Saviano informa della decisione, ratifica le dimissioni e “confida nella magistratura”. Ma oltre a Coppola chi sapeva? Chi è l’ “organizzatore di degustazioni” realizzate con cibo sottratto ai poveri?

Le luci della ribalta in negativo, quelle della “cronaca”, non piacciono a nessuno. A volte però non si può fare a meno di farsene, anche contro la propria volontĂ , inondare. Con risvolti non proprio piacevoli. Come nel caso di un partito politico che si ritrova un componente del suo direttivo sulle tv nazionali, a volto scoperto, accusato di truffa aggravata, indagato dalla magistratura e schernito ormai da giorni sui social network con epiteti irripetibili. Non è certo la prima volta, a livello nazionale cose del genere non meravigliano, purtroppo, quasi più nessuno. In cittĂ  però scandali simili fanno più rumore e dunque chi ha la responsabilitĂ  della guida di un partito non può esimersi dal prendere posizione.

Stiamo parlando, naturalmente, del caso dei “pacchi alimentari” finito in prima serata su Striscia La Notizia e poco dopo nel mirino delle Iene che qualche giorno fa mandarono in onda servizi che non lasciavano adito a dubbi: a Somma c’era chi lucrava sui pacchi destinati ai bisognosi provenienti dal Banco Alimentare della Campania di Fisciano (Salerno) vendendoli a 6 euro l’uno, rifornendo pizzerie e ristoranti, per non parlare delle “misteriose” degustazioni di pseudo prodotti tipici. Tipici dell’Unione Europea, non certo del vesuviano. Ma questi sono dettagli sui quali si concentreranno, lo stanno giĂ  facendo, gli inquirenti.

Venerdì scorso, invece, come informa una laconica nota del segretario del Nuovo Psi di Somma Vesuviana, Nunzio Saviano, il vicesegretario del partito ha rassegnato le dimissioni. Che siano state chieste o spontanee poco importa giacchè sono state accettate e ratificate. E il vicesegretario del Nuovo Psi, che in campagna elettorale era un tutt’uno con la lista “Progetto Somma” oggi all’opposizione sui banchi consiliari, non è altri che quel Giovanni Coppola preso con le “mani nel sacco” da Luca Abete di Striscia e Giulio Golia delle Iene. Era anche stato, fino a poco tempo fa, parte integrante del Forum dei Giovani di Somma Vesuviana e chi finora aveva evitato di scriverne il nome per esteso, nonostante il suo volto fosse ben evidente nel servizio tv, come quello della madre che lo difende a spada tratta sostenendo di “esserne orgogliosa”, non può che prendere atto della decisione del suo stesso partito politico di consegnarne nome e volontĂ  di dimissioni al pubblico.

Indagato, per ora. Non certo condannato. E forse gli inquirenti saranno anche più magnanimi nel caso decidesse di collaborare facendo nomi e cognomi di chi lo ha sostenuto e appoggiato in quello che in ogni caso si configura come un reato. Chi è il misterioso organizzatore di degustazioni che si riforniva di “prodotti tipici” sottratti ai poveri? Chi sono i pizzaioli e i ristoratori che facevano altrettanto? Chi lo ha aiutato a mettere su un’organizzazione che riusciva finanche ad attrarre finanziamenti? Saranno le indagini o lui stesso a svelarlo.

Intanto però il segretario del Nuovo Psi, Nunzio Saviano scrive: “Lo scorso venerdì il dott. Giovanni Coppola ha rassegnato le dimissioni da vice segretario del Nuovo Psi di Somma Vesuviana. Il segretario cittadino, Nunzio Saviano, i membri del direttivo e il partito ne prendono atto e accolgono il gesto, conseguenza della vicenda che vede Coppola impegnato nelle indagini in corso sul caso dei “pacchi alimentari”. Il Nuovo Psi confida nell’alto lavoro della magistratura e si augura che presto venga fatta chiarezza sull’accaduto”.

Sant’Anastasia, parte il Cineforum over 18

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L’evento è stato inaugurato alla presenza dell’attore napoletano Gennaro Silvestro che interpreta l’agente Francesco Silla ne “La squadra” e “La nuova Squadra”.

La sala cinematografica, lo schermo, le luci che si abbassano e tutti in silenzio: comincia il film. Andare al cinema è molto di più che vedere una proiezione: è un modo per conoscere, emozionarsi, confrontarsi su diverse tematiche; la sala cinematografica rappresenta, poi, un vero e proprio luogo d’incontro per i cittadini.

Ed è proprio su questa base che è stato fortemente voluto il Cineforum over 18, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia ed organizzato da Girando Intorno al Vesuvio, l’omonimo gruppo che da tre anni organizza il cineforum per le scolaresche di tutto l’hinterland nolano e vesuviano. L’evento è stato tenuto a battesimo venerdì scorso, 22 novembre, presso il centeatro Metropolitan, dalla speaker di raddio Kiss Kiss Ida De Martino e da Gennaro Silvestro, l’attore napoletano celebre principalmente per il suo ruolo dell’agente Francesco Silla, ne “La squadra” e “La nuova squadra”, serie televisive di successo targate Rai 3.

Il primo degli otto film in programma è stato “L’intrepido”, per la regia di Gianni Amelio ed in concorso al Festival di Venezia, con Antonio Albanese nei panni di un padre separato, ex insegnante, che si barcamena in una serie di mestieri “da rimpiazzo”. La trama si incentra su un uomo che si ostina a rimanere intrepido in una realtĂ  disumanizzante, dove la mancanza di lavoro e lo sfruttamento sono la regola del giorno.

Entusiasta per l’iniziativa targata Girando intorno al Vesuvio l’attore Gennaro Silvestro che dichiara: “Cineforum del genere dovrebbero esserci ovunque; purtroppo negli ultimi dieci anni stiamo assistendo alla chiusura dei classici cinema di paese ed è una cosa bruttissima. Mi ricordo quando ero ragazzino ed avevo l’opportunitĂ  di andare a vedere gli spettacoli da tre-quattromila lire in compagnia dei miei amici. Era tutto molto bello perchè l’andare al cinema creava aggregazione. Oggi, invece, sono tutti su Facebook. Dovrebbero essere banditi dalle sale coloro che sono connessi sui social network durante le proiezioni dei film, per favorire quello spirito collettivo di confronto che oggi sta via via scemando”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa “Girando Intorno al Vesuvio”)

Ercolano: Guardiamo da vicino “la retinopatia diabetica”

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Il 29 novembre si celebra la Giornata della prevenzione per le patologie oculari che possono essere conseguenza del diabete. A Ercolano check oculistici gratuiti.

Troppi zuccheri nel sangue hanno effetti amari sulla salute visiva. Il diabete, malattia che colpisce oltre tre milioni di persone solo in Italia, deve essere diagnosticato il prima possibile per evitare anche danni retinici. Proprio per sensibilizzare i cittadini su questo tema si terranno iniziative in circa 60 cittĂ  italiane grazie all’IAPB Italia Onlus (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecitĂ ). Il tutto per evitare di contrarre la retinopatia diabetica, la prima causa di cecitĂ  in etĂ  lavorativa nei Paesi industrializzati.

Venerdì 29 Novembre 2013 dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00 si potranno effettuare check-up oculistici gratuiti a bordo di una unitĂ  mobile oftalmica che sosterĂ  presso la Parrocchia del S. S. Rosario sita in Corso Italia,63 ad Ercolano. Nel corso della giornata, i volontari dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti distribuiranno materiale informativo sulla prevenzione delle retinopatie diabetiche.
(Fonte foto: Rete internet)

Alenia: storia dell’ennesimo colpo di mercato

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Ordini da 100 milioni di euro strappati, appena domenica scorsa, alla forza aerea peruviana: una manna per gli stabilimenti di Capodichino e Pomigliano. In cinque mesi ottenute commesse miliardarie.

Alenia ancora in controtendenza rispetto all’ondata di crisi. L’azienda aeronautica infatti non finisce di sbalordire. Questo perchè dopo gli oltre due miliardi di euro di nuovi ordini stappati in soli cinque mesi la societĂ  di Finmeccanica, guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Giordo, ha messo a segno un altro colpo di mercato: 100 milioni di euro di commesse dall’America Latina. Lavori che coinvolgeranno in gran parte le attivitĂ  manifatturiere dello stabilimento di Capodichino e quelle ingegneristiche dell’impianto di Pomigliano.

L’azienda ha appena siglato a Lima un accordo con le forze armate peruviane, in particolare con la Fuerza Aerea del paese sudamericano. Richiesti due velivoli da trasporto militare C27J e un consistente pacchetto di supporto logistico annesso. Lo stabilimento Alenia Aermacchi di Capodichino si occupa della produzione e dell’assemblaggio della fusoliera del C-27J Spartan. “La scelta peruviana -spiega la societĂ - è la conferma che quando il requisito richiede prestazioni e capacitĂ  che solo un vero velivolo da trasporto militare può soddisfare, il C-27J è l’unica soluzione che garantisca un eccellente rapporto tra costi e prestazioni “.

Lo Spartan è un velivolo da trasporto militare molto richiesto in tutto il mondo perchè è praticamente l’unico in grado di atterrare e decollare in meno di 500 metri. E su piste accidentate. “Intanto c’è da far notare a tutti, istituzioni comprese – commenta Luigi Mercogliano, della segretaria nazionale Fismic – che ormai la storia recentissima dell’Alenia nel Mezzogiorno si identifica con una escalation di nuove commesse, che hanno generato la crescita dei carichi di lavoro: un mix perfetto con gli investimenti recentemente annunciati dall’azienda”.

La girandola delle nuove produzioni inizia il 20 giugno: dal salone aeronautico internazionale di Le Bourget l’azienda di Finmeccanica firma accordi per la fornitura di 173 turboelica Atr 72. 23 luglio: il neopresidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, inaugura 90milioni di nuovi investimenti all’Alenia di Nola. Non è finita. Nel periodo tra il 5 e l’8 ottobre Alenia annuncia da Salisburgo una doppia fornitura: un grosso contratto tra il consorzio Atr e una compagnia aerea indonesiana, per 25 aerei a corto raggio, più altri 10 opzionati, e 40 velivoli Atr richiesti dalla compagnia di leasing Nordic Aviation Capital. Infine, l’ennesima “vampata” produttiva, accesa il 16 novembre dal salone di Dubai: una nuova versione del C27J richiesta dall’Aeronautica Militare Italiana e ordini miliardari delle compagnie aeree arabe per Atr 72 e per l’Airbus A380, la cui sezione di fusoliera si realizza a Nola.