Anche Volla celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nell’aula consiliare del Comune, la presentazione del libro “Fiore:come me”di Giuliana Covella, il cui rivavato sarà devoluto ai familiari delle vittime della criminalità.
Fuori, vento, tempesta e neve sciolta, inusuali per il periodo. Dentro, petali di fiori, nastrini e scarpe, tutti rigorosamente rossi, come il sangue innocente versato dalle centinaia di donne violate ed ammazzate dalla follia maschile. I simboli erano disseminati lungo il percorso, all’ingresso, per le scale, nell’androne e all’interno dell’aula consiliare della casa comunale. Segni inconfondibili per ricordare la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. La sala consiliare trasformata in palcoscenico, con le ragazze dell’I.C. G. Falcone che hanno messo in scena un balletto, un “flash mob”, dal sapore amaro e molto significativo, a testimonianza della strage che si sta compiendo ai danni delle donne.
Poi, si sono spente le luci ed è stato proiettato un video con le immagini delle vittime.
“L’assessorato alle pari opportunità del Comune di Volla, sin dal suo insediamento, ha dato vita ad una serie di eventi volti alla sensibilizzazione della cittadinanza sul “femminicidio”, che negli ultimi tempi ha registrato un disarmante aumento nella nostra società, coinvolgendo vittime sempre più estranee al sistema malavitoso”, così Simona Mauriello, assessore-vice sindaco ha aperto la manifestazione del 25 novembre, nell’aula consiliare del Comune di Volla, luogo di massima espressione sociale e istituzionale.
A cornice della manifestazione, la presentazione del libro “Fiore : come me”, scritto dalla giornalista Giuliana Covella, edito da Spazio Creativo e promosso dalla Fondazione Polis, i cui proventi saranno destinati a progetti di aiuto ai familiari delle vittime della criminalità.
Imma Picardi, consulente legale di “Spazio Famiglia”, ha presentato gli ospiti intervenuti. Da Annamaria Schena, delegata Pari Opportunità dell’Unione Industriale di Napoli, a Grazia Tatarella, sociologa, ad Olimpo Rosanna, vicesindaco di Massa di Somma. Tutte hanno concordato che il fenomeno è culturale e può essere arginato e sconfitto solo con una educazione di genere, a cominciare dai ragazzi delle scuole medie, costruendo una rete tra le varie istituzioni. Il libro ripercorre le storie di dieci donne uccise dalla violenza criminale maschile. Teresa Buonocore, Enza Cappuccio, Nunzia Castellano, Giuseppina Di Fraia, Fiorinda Di Marino, Emiliana Femiano, Mena Morlando, Palma Scamardella, Matilde Sorrentino, Gelsomina Verde. Donne di cui è narrato il vissuto, la quotidianità, le passioni fino al tragico epilogo che le ha condotte alla morte per mano di spietati assassini.
Molto emozionanti i momenti in cui l’attore Ferdinando Maddaloni ha recitato alcuni brani del libro.
Come cronista che ha vissuto e raccontato queste storie, l’autrice ha voluto lasciare un segno che è nato dall’esigenza di “lanciare un grido d’allarme agli uomini e invitare le donne che hanno paura ad uscire dal silenzio e denunciare”. Significativa la presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, il comandante dei Vigili Urbani di Volla, il comandante della locale stazione dei Carabinieri e alcuni rappresentanti della Polizia di Stato, a testimonianza della vicinanza dei rappresentanti dello stato nel combattere e cercare di prevenire questi delitti.






