Nel Giardino del Popolo si è svolta la presentazione del libro Forme e Figure, scritto da Giacomo Barra e Raffaele Maione, con la moderazione del ricercatore Mario Barra. Un incontro che ha saputo coniugare divulgazione scientifica, memoria e tradizione, raccontando la Festa delle Lucerne da una prospettiva inedita.
L’opera nasce dall’esperienza diretta dei due autori che, fin da ragazzi, hanno partecipato alle fasi di preparazione della festa osservando come triangoli, quadrati, cerchi e altre figure geometriche fossero elementi fondamentali nella realizzazione delle scenografie. Diventati entrambi docenti di matematica, hanno trasformato quelle osservazioni in un percorso capace di unire il rigore della scienza con la storia e l’identità del borgo antico Casamale.
Il libro si propone infatti di avvicinare cittadini e nuove generazioni a una disciplina spesso ritenuta difficile, mostrando come la matematica sia presente nella quotidianità e, in questo caso, nel cuore stesso della Festa delle Lucerne.
Ogni forma geometrica utilizzata negli allestimenti viene spiegata attraverso teoremi, curiosità e simbolismi, dimostrando che dietro ogni installazione si nascondono studio, proporzioni e precisione.
Tra gli aspetti più originali dell’opera c’è il riferimento ai “numeri felici”, un concetto matematico che gli autori utilizzano come metafora della festa. L’edizione del 2026 viene definita simbolicamente un “numero felice”, perché il percorso dei numeri diventa anche un viaggio tra emozioni, ricordi e valori condivisi. Da qui nasce una riflessione sulla felicità, sull’amicizia e sul senso di appartenenza che da sempre caratterizzano i Maestri della Festa.
Il racconto conduce il lettore lungo i vicoli del borgo, soffermandosi sulle lucerne, sulle architetture e sui luoghi simbolo, come il celebre tavolo tondo, attorno al quale per anni maestri, volontari e residenti si sono ritrovati per progettare la festa. Su quel tavolo, e su un semplice quaderno, prendevano forma numeri, misure, tempi e disegni che avrebbero poi dato vita alle spettacolari scenografie.
Un tavolo che rappresenta molto più di un piano di lavoro: è il simbolo della condivisione, della trasmissione del sapere e dell’amicizia che ha unito intere generazioni di maestri. Molti di loro oggi non ci sono più, ma hanno lasciato in eredità ai figli e ai nipoti la stessa passione, consentendo alla tradizione di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
A chiudere la serata è stato un momento particolarmente significativo. Riprendendo il tema dei “numeri felici”, gli autori hanno indicato simbolicamente il 26 giugno 2026 (26/6/2026) come una “data felice”: il giorno della proclamazione della prima donna sindaca di Somma Vesuviana. Un esempio concreto di come la matematica possa intrecciarsi con la storia e con gli eventi che segnano la vita di una comunità, trasformando una semplice data in un simbolo di cambiamento, memoria e speranza.
Forme e Figure si rivela così molto più di un libro di matematica. È un viaggio che dimostra come formule, geometria e numeri possano raccontare una comunità, custodirne la memoria e spiegare il fascino di una festa che continua a emozionare, illuminando non solo i vicoli del borgo, ma anche il legame profondo tra cultura, scienza e tradizione.







