giovedì, Luglio 30, 2026
25.1 C
Napoli

Nell’’800 Ottajano, San Giuseppe e Terzigno sono al centro del “mercato” delle carni, del grano e del vino: è una storia che va scritta

Adv

Manca una storia ragionata della società e dell’economia di Ottaviano, che fino alla fine dell’’800 fu il Comune più importante della Provincia, dopo Napoli e dopo Castellammare. Manca uno studio organico sull’attenzione che i principi Medici e i “borghesi” loro alleati dedicarono alla produzione del vino e al commercio del grano e delle carni favorendo lo sviluppo dell’economia anche nei “quartieri” di San Giuseppe e di Terzigno. I documenti ci sono, e sono anche numerosi: da tempo aspettano, in un deposito di Ottaviano, di essere messi in ordine e di diventare archivio. Correda l’articolo l’immagine della “contadina Filomena” dipinta da Filippo Palizzi nel 1864.

 

 

Per due secoli i Medici investirono capitali e energie in quattro settori: il vino, il legname, il commercio del grano, il mercato delle carni.  Tra la fine del ‘700 e il primo trentennio dell’’800 Giuseppe III e il fratello, il Cavalier Luigi Medici, che tra l’altro rappresentava gli interessi dei Rothschild a Napoli, si dedicarono ai giochi della finanza: gli eredi ne seguirono, con alterna fortuna, l’esempio, ma continuarono a investire capitali nei quattro settori che sopra abbiamo indicato dividendo responsabilità e profitti con “imprese” di Ottajano, di San Giuseppe e di Terzigno. Bisogna dire che per quasi tutto l’Ottocento molte “imprese” vesuviane fecero capo non a individui, ma a “società”, i cui membri erano quasi sempre legati da vincoli di parentela.  In queste famiglie associate e imparentate c’erano sempre un notaio e almeno un sacerdote, e la fede nei valori cristiani era così accesa, così intensa che le famiglie non mollarono il controllo delle congreghe, e dei patrimoni fondiari delle congreghe, e dei capitali delle congreghe, e del diritto delle congreghe di prestare danaro ai confratelli a basso tasso d’interesse.

 

Dunque, nella prima metà dell’Ottocento i Medici coinvolgono nel mercato del vino tre “società” che fanno capo ai Bifulco di Terzigno, e almeno due “società” ottajanesi nell’ affare lucroso, e pericoloso,  dei tagli dei boschi. La pianura- il Pianillo – che si stende tra San Giuseppe, Sarno, Striano e Poggiomarino già nel primo Settecento produceva grano e sul finire del secolo offriva ricovero invernale ad alcune mandrie di buoi di allevatori dei Monti Lattari, con i quali gli agenti di Giuseppe III tenevano rapporti diretti. Questo è il varco attraverso il quale i borghesi di San Giuseppe entrano nel mercato delle carni vaccine e sostituiscono, nel mercato del grano, i Duraccio del Centro Abitato, a cui i Medici avevano affidato, in un primo momento, il compito di rappresentarli nei “negozi “con le Piazze del grano del Tavoliere.  Nella prima metà dell’Ottocento il capo della borghesia imprenditrice di San Giuseppe è Basilio Di Prisco: il quale diventa per la prima volta sindaco di Ottajano nel 1826, quando il Cavalier Luigi Medici è Primo Ministro del Regno e il nipote Michele, principe di Ottajano, è Intendente della Provincia di Napoli. Credo che non serva aggiungere altro per dimostrare che il Di Prisco era persona assolutamente gradita ai Medici.

 

Tra il 1826 e il 1829 il potere dei Medici tutela i coltivatori del Piano, minacciati dai “pecorai” di Striano e di Poggiomarino, e protegge i mercanti sangiuseppesi che vanno a comprare vaccine a Lagonegro, nel Pantano di Aversa e a Francolise, o restano coinvolti, tra Nola e Acerra, in poco chiare vicende di furti di bestiame e di contrabbando di carni. Nel 1829 il sangiuseppese Francesco Carbone e l’ottajanese Saverio Di Luggo forniscono carni macellate alle truppe stanziate in Nola e a un reggimento accampato alle porte di Nocera. Le carte dell’Archivio Medici dimostrano con chiarezza quanta attenzione il Cavalier Luigi prestasse, e non solo nell’interesse pubblico, alle vicende del commercio del grano nel Regno. A metà dell’’800 Giuseppe IV presenta anche gli Ammirati, i Leone loro parenti, i Carbone e i Di Prisco a Giovanni Amatrice, il più importante agente contabile del Banco di Napoli, e ai Forquet che, protetti dal Cavalier Luigi, erano entrati nella commissione di “deputati negozianti “incaricati dalla Camera di Commercio di vigilare “sulla fissazione dei cambi”.

 

I membri della commissione, in cui fino al 1863 c’è sempre un Forquet ( e nel 1855 ce ne sono due, Giacomo e Francesco), sono quasi tutti anche sensali di cereali e, in particolare, del grano tenero del mercato di Barletta e del grano duro del mercato di Manfredonia. Nell’ultimo trentennio dell’’800 le strade si separano. I negozianti di vaccine, i Miranda, i Carbone, i Bifulco, si liberano dalla tutela dei Medici, la cui stella è al tramonto, e si schierano con il partito clerico-moderato che a Napoli ha messo le mani, tra l’altro, sugli affari del Risanamento e sulle cooperative di credito popolare. Invece i negozianti di grano, gli Ambrosio e i Casillo, restano saldamente legati agli amici napoletani dei Medici, per esempio a Luigi Petriccione e a Giuseppe Anselmi che sul finire del secolo reggono con mano ferma la Camera di Commercio, il “luogo” in cui si chiudono tutti gli affari connessi al mercato del grano. Gli Ambrosio comprano quote di alcune società che gestiscono mulini tra Torre Annunziata e San Giovanni a Teduccio.  I due gruppi sono, a San Giuseppe, anche due “partiti”: e sarebbe interessante raccontare la battaglia che essi ingaggiano per il controllo della città. Alla prossima.

 

Adv

In evidenza questa settimana

Regione Campania, fondi per Nola e Saviano: approvati 4 emendamenti di Francesco Iovino

Riceviamo  e pubblichiamo   I lavori di ristrutturazione dei locali comunali...

Napoli, cent’anni d’azzurro: una squadra, un popolo, un pezzo d’eternità

Dal 1926 al 2026, un secolo di storia che...

Piscina chiusa, sì a mozione M5S: verifiche e supporto ai cittadini danneggiati

  Il Consiglio comunale di Casoria ha approvato la mozione...

Acerra, Consiglio spinge su Clinica Villa dei Fiori: le richieste ad Asl e Regione

  Villa dei Fiori, il consiglio comunale: valorizzare il ruolo...

Argomenti

Regione Campania, fondi per Nola e Saviano: approvati 4 emendamenti di Francesco Iovino

Riceviamo  e pubblichiamo   I lavori di ristrutturazione dei locali comunali...

Piscina chiusa, sì a mozione M5S: verifiche e supporto ai cittadini danneggiati

  Il Consiglio comunale di Casoria ha approvato la mozione...

Acerra, Consiglio spinge su Clinica Villa dei Fiori: le richieste ad Asl e Regione

  Villa dei Fiori, il consiglio comunale: valorizzare il ruolo...

San Giuseppe Vesuviano, oltre 170mila euro per il Distretto del Commercio: il progetto passa il vaglio della Regione

Il programma dichiarato ammissibile punta su rigenerazione urbana, promozione...

Lite in piazza diventa orrore: 70enne rischia la vita dopo calcio al volto di un 18enne

La distanza tra generazioni, quando si trasforma in rabbia,...

Semina il caos in strada poi assale poliziotti: fermato a San Giorgio

Momenti di forte tensione nel pomeriggio di ieri a...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv