Somma Vesuviana. Salvataggio Dema: i tagliatori di teste vogliono licenziare 24 lavoratori
Il fondo inglese Bybrook si è dichiarato disponibile a salvare l’azienda di componenti aeronautici Dema di Somma Vesuviana. Bybrook è il nuovo investitore di cui era alla disperata ricerca la dirigenza della società sommese. Finora si erano tirati indietro, con eclatanti quanto mai chiariti colpi di scena, l’azienda matesina Seri e il fondo americano LCV. Ma con l’arrivo degli inglesi è tornata la speranza. Però il salvataggio delle fabbriche Dema di Somma Vesuviana (600 addetti ), di Paolisi e Brindisi (200 addetti) è vincolato ai tagli. E’ dunque il momento dei tagliatori di teste. Che hanno scelto come primi agnelli da sacrificare sull’altare del rilancio 24 dipendenti che non sono mai più usciti dalla cassa integrazione, iniziata un anno fa. Intanto per loro la procedura di licenziamento è allo scadere. L’ultimo confronto in sede istituzionale è previsto per il 29 settembre, all’Ormel, l’ufficio regionale del lavoro. Se in quell’occasione non spunterà un accordo tra azienda e sindacati questo gruppo di lavoratori è destinato a perdere il posto entro i primi di ottobre. Negli ultimi giorni i dipendenti che stanno rischiando grosso hanno formato un presidio davanti ai cancelli dell’impianto di via San Sossio. Hanno messo anche degli striscioni sul recinto: « No ai licenziamenti », « 24 famiglie senza futuro ». Ma non hanno trovato la solidarietà dei colleghi. Sono rimasti isolati. Ieri il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha inviato un messaggio di sostegno alle maestranze che in questo momento sono minacciate dal provvedimento di estromissione forzata.
Madonna dell’Arco, il ritorno del governatore De Luca: «Ho un debito con questo Santuario»
Prima un incontro con il priore padre Alessio Romano, dal quale è partito l’invito, un tavolo istituzionale con i sindaci di Sant’Anastasia, Cercola e Pollena Trocchia che hanno sollecitato il governatore affinché sia finanziato il progetto Le Strade della Fede, una riqualificazione da undici milioni di euro che riguarda gli assi viari dei tre Comuni sui quali insiste anche il Santuario Mariano. De Luca ha svicolato dinanzi all’inviato del programma tv Le Iene e i responsabili del Santuario hanno precisato che la riunione era un incontro privato, non una conferenza stampa. Mezz’ora più tardi, bagno di folla per De Luca all’inaugurazione dell’anno scolastico tenutosi alla scuola D’Assisi di via Verdi. Il presidente è stato accolto dalla preside Angela De Falco.
«Ho un debito con questo Santuario». Così il governatore Vincenzo De Luca che è tornato ieri pomeriggio al Santuario della Madonna dell’Arco, dove era stato ospite del priore padre Alessio Romano solo ad aprile scorso e che si è impegnato affinché si possa realizzare una importante riqualificazione nell’area vesuviana. Nell’antica spezieria del convento Mariano, padre Alessio ha riunito intorno ad un tavolo i sindaci Lello Abete (Sant’Anastasia), Vincenzo Fiengo (Cercola), Francesco Pinto (Pollena Trocchia), con il presidente De Luca e il vicepresidente del consiglio regionale Tommaso Casillo, l’architetto Stefano Prisco, assessore ai lavori pubblici del comune di Sant’Anastasia e Antonio Crescenzo, consulente del Santuario. I fronti di azione sono due: il primo riguarda il progetto preliminare «Le Strade della Fede» che vede coinvolti assi viari dei tre comuni, l’altro che – ideato dal priore e offerto al Comune di Sant’Anastasia – vedrà cambiare il volto alla piazza principale di Madonna dell’Arco collegandola di fatto al Santuario e con un «disegno» a forma di piede che ricalca il miracolo di Aurelia del Prete, la donna alla quale si narra caddero i piedi nel bestemmiare incautamente alla volta della Vergine. Ma anche fontane, essenze arboree, elementi di arredo polifunzionali e un basolato che ne sarà il protagonista. Come ad Assisi, infatti, il Santuario metterà in campo un crowdfunding consentendo ai cittadini o a chiunque voglia contribuire alla realizzazione dell’opera, di acquistare un «sampietrino» numerato. Ciascuno potrà poi riconoscere il proprio mattoncino, grazie ad una sorta di colonna digitale che richiamerà tutti i circa cinquantamila tasselli dell’opera. A chi contribuirà all’opera sarà consegnato un mattoncino in miniatura con il logo del Santuario Mariano. Quanto alle «Strade della Fede», accordo che riguarda opere, strade e sottoservizi del comune capofila, Sant’Anastasia, ma anche di Pollena e Cercola, il finanziamento necessario ammonta a 11 milioni di euro. «Dobbiamo sperare in un miracolo della Vergine» – ha scherzato De Luca definendo «esose» le sollecitazioni dei sindaci, ma ha poi dato appuntamento a tutti loro la prossima settimana. «Questo territorio ha bisogno di slancio, intanto tenteremo di finanziare la progettazione esecutiva». Dicendosi poi fiducioso nella possibilità di intercettare altri fondi. «Quasi un milione per ogni chilometro di strada» – ha sottolineato il presidente. Tra progetto del Santuario e accordo per le strade della fede, si tratta – in caso di realizzazione – di una svolta epocale che potrà dare slancio alla città e all’economia dei paesi vesuviani.
Dopo la tappa al Santuario, De Luca ha inaugurato, in compagnia del priore, del vicepresidente Casillo e del sindaco Abete, l’anno scolastico alla scuola San Francesco d’Assisi, parte dell’istituto comprensivo diretto da Angela De Falco. Ed è stata la prima volta che un presidente della Regione sceglie un istituto della provincia per augurare buon lavoro a docenti ed alunni. «Abbiamo scelto Sant’Anastasia- ha detto Tommaso Casillo – per la presenza del Santuario e delle eccellenze locali, ma anche per l’ottimo lavoro svolto nel valorizzare la scuola». De Luca e Casillo sono stati accolti da un gruppo musicale nigeriano e dai bambini del plesso che hanno poi donato al governatore alcune cassette di prodotti tipici del vesuviano e di ortaggi coltivati nell’orto della scuola. Cyberbullismo, esortazioni a non trascorrere troppo tempo sui social o al cellulare, gli argomenti toccati da De Luca alla D’Assisi. «Non mettete foto o video in rete – ha esortato il governatore ricordando la tragica fine e il suicidio di Tiziana Cantone – fate altro, leggete un libro».
«Siate orgogliosi delle vostre mamme e dei vostri papà anche quando venite da famiglie con difficoltà economiche, perché nella vita vince chi ha valori, non chi ha i soldi – ha aggiunto il governatore – esortando i giovani a non “chiedere cose inutili ai propri genitori”. Soprattutto quando ci sono difficoltà economiche – ha spiegato – non mettete ‘in croce’ mamma e papà. Non chiedete zaini firmati, il motorino, lo smartphone, le scarpe griffate. Avete bisogno solo del necessario, il resto non serve a nulla. Io quando andavo a scuola non avevo neanche lo zainetto, ed ero in una classe di ragazzi agiati economicamente, ed ero orgoglioso lo stesso dei miei genitori. Gli altri hanno fatto tutti una brutta fine, perché nella vita vince chi ha valori, non chi ha i soldi».
L’Insolitopasto: pasta con crema di patate e zucca
Inizia una nuova rubrica di cucina. Oggi il nostro chef, Salvatore Annunziata, propone: pasta crema di patate e zucca profumata al rosmarino con salsiccia e formaggio fuso.
Per 4 porzioni
- 250grammi di pasta mischiata. (Ho usato la munnezzaglia del pastificio le Gemme del Vesuvio)
- 2 salsicce
- 4 patate
- 250 grammi di zucca
- un pizzico di curcuma
- 80 grammi provola di Sorrento o formaggio da fondere (io ho usato il cheddar)
- olio evo
- sale
- pepe
- rosmarino
- carota
- cipolla
- besciamella
- parmigiano reggiano
- burro
Istruzioni
Pelare le patate e la zucca e ridurle a piccoli cubetti tenendo tutto da parte; nel frattempo scaldare una pentola e aggiungere olio evo, un trito di rosmarino cipolla e carota e un rametto di rosmarino, fare soffriggere fino a quando la cipolla inizia a sciogliersi e aggiungere le patate. Fate rosolare per qualche minuto le patate a fiamma vivace mescolando per non farle bruciare, e dopo aggiungete la zucca e eliminate il rametto di rosmarino, fate rosolare la zucca e aggiungete un pizzico di curcuma e del latte; quando riprende il bollore aggiungere acqua fino a coprire le patate e la zucca e lasciate cuocere. A cottura ultimata delle patate frullate il tutto aggiungendo un filo di olio evo, del sale e un pizzico di pepe e tenete da parte. Mettete l’acqua per la pasta sul fuoco e, mentre raggiunge il bollore, cuocete le salsicce, che avrete privato del budello, in una padella rovente; sfumate con del vino bianco e, quando saranno quasi cotte, aggiungete la vellutata di zucca e patate alle salsicce, fate cuocere per qualche minuto aggiungendo un po’ di latte. Appena l’acqua avrà preso il bollore, calate la pasta e scolatela molto al dente, unite la pasta alla vellutata con la salsiccia, aggiungete la provola tagliata a dadini e amalgamate per bene. Regolate di sale e di pepe, imburrate un tegame e versateci la pasta, coprite la pasta con un sottile strato di besciamella e di parmigiano reggiano grattugiato e qualche fiocco di burro. Passate il tegame nel forno preriscaldato a 180 gradi per una decina di minuti fino a quando non si forma la crosticina. Servite ben calda, magari accompagnata da un vino rosso vivace, e buon appetito.Tragedia di Pomigliano: ecco come si chiamava il pensionato morto nell’incendio
Si chiamava Eduardo Moretti l’uomo di 70 anni che ha perso la vita durante un incendio divampato nell’appartamento in cui viveva da solo, al piano terra di una palazzina del parco Vesuvio, ubicato in una traversa di via nazionale delle Puglie. La sera di mercoledi l’anziano era andato a coricarsi lasciando la stufa elettrica accesa a causa del leggero freddo ma piuttosto insistente. Però la spina dell’apparecchio si è surriscaldata. Quindi, in pochi attimi, è divampata una scintilla ed ha preso fuoco l’intera multipresa in cui era stata innestata la spina della stufa. Il tutto si è consumato mentre Moretti dormiva per cui le fiamme sono dilagate in pochi minuti nell’intero appartamento. L’uomo probabilmente non ha avuto nemmeno il tempo di fare nulla. Forse non si è neanche svegliato durante l’incendio: è morto asfissiato dal fumo. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, che hanno provvisoriamente evacuato tutta la palazzina di quattro piani in cui vivono alcuni nuclei familiari. Per entrare nell’ alloggio al piano terra del signor Moretti i pompieri hanno comunque dovuto utilizzare uno scaletto allo scopo di scavalcare un muro di recinzione. In via nazionale delle Puglie, luogo della tragedia, è poi accorsa anche la figlia della vittima, che non ha potuto che constatare il decesso del padre. Intanto emergono cifre da brivido. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione nazionale amministratori di condominio nelle abitazioni italiane ogni anno si verificano 30mila incidenti gravi di cui 6mila sono quelli di origine elettrica. Terribili le cifre in termini di vite umane: 5500 decessi all’anno ( che però comprendono tutti gli infortuni domestici ). Intanto due terzi delle abitazioni nostrane non rispettano le norme sulla sicurezza elettrica: il 13% sono esposte al rischio di incendio per motivi elettrici e più della metà degli impianti, il 52%, rischia la fulminazione a causa di componenti elettriche danneggiate o in cattivo stato.
San Giorgio a Cremano, a Villa Tufarelli il convegno “giovani, didattica e sviluppo territoriale”. Coppola: “Somma volano di sviluppo per tutto il vesuviano”
Giovedì 21 settembre, nelle sale della storica dimora di Villa Tufarelli, inserita nei siti di interesse UNESCO si è tenuto un importante convegno: “GIOVANI DIDATTICA E SVILUPPO TERRITORIALE”, organizzata dall’ Associazione culturale Villa Tufarelli ONLUS di San Giorgio a Cremano. Tra i relatori, Emanuele Coppola
L’intento è quello di realizzare un modello innovativo di sviluppo locale centrato sulla salvaguardia delle tradizioni e delle risorse culturali, favorendo iniziative di imprenditorialità giovanile e stimolando sinergie e collaborazioni fra soggetti pubblici e privati al fine di valorizzare tutta l’area vesuviana
Dopo l’introduzione del presidente e padrone di casa, il conte Francesco Tufarelli, sono intervenuti la coordinatrice e ideatrice dell’iniziativa Roberta Catello, storica dell’arte e vice presidente dell’Associazione Progetto Museo, il sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno, Libera D’Angelo, presidente dell’Associazione Circolomassimo e la professoressa Daria Catello, docente di restauro al Suor Orsola Benincasa. All’incontr hanno partecipato, tra gli altri, Carmela Libertino, dirigente dell’Ipsar Ippolito Cavalcanti di San Giovanni a Teduccio, Adele Pirone, preside dell’ IC Don Milani Dorso di San Giorgio a Cremano, Giuseppe Cotroneo, dirigente dell’Iti Ettore Majorana, i sindaci dei comuni limitrofi e numerosi rappresentanti del mondo della cultura associazioni, delle imprese e delle istituzioni del territorio vesuviano.
Tra i relatori, a rappresentare la Città di Somma Vesuviana e l’ITI E. Majorana, Emanuele Coppola, già assessore alla cultura, Direttore Beni Culturali del Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo, ideatore e produttore di importanti documentari di promozione territoriale.
“Somma Vesuviana, con il suo immenso e millenario patrimonio artistico, architettonico ed archeologico, rappresenta- ha spiegato Coppola- un volano di sviluppo culturale, sociale ed economico per l’intera area vesuviana. la Città conserva numerose testimonianze di quel fulgido passato che l’ha vista protagonista sulla scena nazionale ed internazionale. Castelli, Palazzi, Ville, Starze, Conventi e Chiese, costituiscono una esclusiva ricchezza che va assolutamente promossa e condivisa con tutti gli altri comuni del territorio. Educare le nuove generazioni, con progetti didattici sempre più interessanti e mirati, è dovere di ogni Istituzione, affinché, una migliore conoscenza dei propri beni culturali, possa sviluppare una maggiore coscienza di valorizzazione, tutela e salvaguardia degli stessi”.
Sant’Anastasia, oggi al London Park poesia e musica in ricordo di Natale Porritiello
La Casa della Poesia di Sant’Agata De’ Goti in collaborazione con il Circolo Letterario Anastasiano e l’Associazione Arti e Saperi di Rita Pacilio, ricorda il poeta Natale Porritiello con un evento condotto in tandem dal poeta Giuseppe Vetromile e da Silvia Valeria Ciccarelli, cantante e nipote di Natale.
L’incontro dedicato al «poeta del cuore» scomparso in un tragico incidente a luglio scorso, si chiama «E la luna sta a guardare». Amici e poeti leggeranno un brano o reciteranno una poesia ricordando Natale Porritiello in uno dei luoghi che gli era caro, il London Park, gestito dalla famiglia della figlia Marianna.
L’incontro sarà allietato dagli intermezzi musicali e canori di Silvia Ciccarelli, Cinzia Esposito (entrambe nipoti del poeta scomparso) e di Ciro Corcione. Ingresso libero, open bar a disposizione del pubblico.
L’appuntamento è al London Park, in via Libero Grassi, alle 18 di oggi (venerdì 22 settembre). Somma Vesuviana, la «discussione» sulle linee programmatiche del sindaco
Il programma della neo amministrazione era noto, certo: quello diffuso in campagna elettorale e sulla base del quale – almeno così dovrebbe essere – sindaco e maggioranza sono stati votati. Dunque un cittadino che ieri sera fosse andato ad assistere alla seduta di consiglio comunale, non solo per rinfrescarsi la memoria in merito alle linee programmatiche ma pure per ascoltare gli interventi, le osservazioni, dei consiglieri che ne hanno votato la presa d’atto (o si sono astenuti, nel caso delle opposizioni), sarebbe rimasto deluso. Già, perché tutti –o quasi – i consiglieri hanno profittato del tempo loro concesso, non per discutere nel merito bensì solo per ribattere su argomenti sollevati nel trattare le interrogazioni precedenti, per punzecchiarsi insistentemente o, nel migliore dei casi, per complimentarsi con il sindaco (pure dai banchi di minoranza). Nel merito degli indirizzi poco o nulla, richieste di chiarimenti su alcuni punti programmatici sono arrivate solo dai consiglieri di opposizione Rianna (Ripartire si può) e Parisi (Allocca per Somma), mentre l’ex sindaco Piccolo ha «invitato» sindaco e maggioranza a prendere in considerazione il progetto della cittadella scolastica in luogo della villa comunale, immediatamente rintuzzato dal consigliere Nocerino, primo a prendere la parola subito dopo l’illustrazione del programma.
Ed è stato appunto Peppe Nocerino (Siamo Sommesi), che poco prima aveva sindacato sui minuti concessi al collega di minoranza Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma) per illustrare sue interrogazioni consiliari, a esordire con alcune precisazioni dal sapore polemico. «Alcuni interventi mi lasciano perplesso – ha detto Nocerino – perché credo che alcuni, Piscitelli in particolare, pensino di essere ancora in campagna elettorale. Di più, pare ritengano ancora impossibile che ci sia una nuova amministrazione e che Salvatore Di Sarno sia il sindaco. Invece è proprio al sindaco che devo fare i complimenti perché ho assistito personalmente a diversi esordi di primi cittadini e sono testimone diretto nel ritenere che, per la prima volta, le linee programmatiche parlano della città, indicando finanche luoghi e strade di interventi». Il consigliere Nocerino si è poi soffermato su due progetti di finanza: quello per la pubblica illuminazione protocollato a gennaio scorso da un soggetto promotore esterno e che l’amministrazione ha fatto proprio, nonché quello che riguarda il cimitero già adottato come di pubblico interesse. «Ma su quest’ultimo – ha precisato – andranno fatte ulteriori valutazioni, giacché ancora non è saltato fuori il quadro economico». «Tra cinque anni – ha poi aggiunto l’esponente di Siamo Sommesi – gli elettori diranno se Di Sarno merita ancora di fare il sindaco o se la città vuole cambiare, per ora abbiamo bisogno che l’opposizione apporti contributi fattivi. La squadra c’è ed abbiamo un sindaco che, consapevole delle proprie capacità, si affida ai consiglieri comunali per avere delucidazioni». Dopodiché, Nocerino ha provocato i consiglieri di minoranza, insieme firmatari di un manifesto, di un esposto e di alcune interrogazioni congiunte: «Non so cosa possa unirvi, voi che in campagna elettorale avete sostenuto tre sindaci diversi».
«Noi non abbiamo ancora capito cosa lega questa maggioranza e quale sia la sua collocazione politica- ha replicato Vincenzo Piscitelli – noi siamo qui per difendere i cittadini e siamo compatti su argomentazioni che non riteniamo vadano nella direzione del bene comune. Non ci faremo certo imbavagliare». Ma anche Piscitelli si è poi complimentato con il sindaco Di Sarno, augurandosi che le linee programmatiche siano attuate.
A Piscitelli ha risposto, piccato, il consigliere Luigi Molaro (Udc): «La maggioranza non imbavaglia nessuno, i cittadini li difendiamo noi operando e mettendo in atto i programmi per cui ci hanno eletto. Quanto al collante che ci unisce, al principio che ci tiene insieme, è quello del fare e ci attendiamo collaborazione».
Ancora complimenti sulle linee programmatiche, senza mai entrare nel merito, dal consigliere Andrea Scala (Liberamente): «Il sindaco –ha detto il consigliere alla sua prima esperienza in assise – dà pari importanza a noi tutti». Posto che così deve essere perché, al netto degli anni di esperienza, i consiglieri comunali hanno tutti gli stessi diritti e doveri, Scala ha profittato dei minuti a sua disposizione per complimentarsi con i consiglieri di opposizione componenti, come lui, della commissione Bilancio: Parisi e Di Mauro. «Intuisco spirito di collaborazione» – ha detto Scala.
L’affermazione «Mi piacciono queste linee programmatiche» è arrivata dall’avversario al ballottaggio di Di Sarno. Il consigliere Celeste Allocca, infatti, ha plaudito agli indirizzi del sindaco. «Lo dico senza problemi» -ha aggiunto, augurandosi che il governo della città duri per l’intero mandato. Approfittando, però, per rimarcare la questione per cui tutti i componenti di opposizione hanno firmato, in maniera congiunta, un esposto al prefetto in merito alla mancata assegnazione della presidenza della commissione Trasparenza ad un membro di minoranza. «Avete deciso di essere arbitri e giocatori allo stesso tempo» – ha detto Allocca. Gli ha replicato il presidente del consiglio comunale Giuseppe Sommese: «La questione è oggetto di verifica da parte del Prefetto che ci dirà chi ha ragione: noi abbiamo rispettato statuto e regolamento, voi pretendevate la presidenza senza averne alcun diritto». Sull’argomento sono poi tornati sia la consigliera Luisa Carmen Feola, sia il consigliere Nocerino, entrambi esponenti di Siamo Sommesi, rimarcando le garanzie di Trasparenza già previste dalla normativa ma anche la vetustà dello statuto comunale al quale si sono appellati i firmatari dell’esposto.
A parte la richiesta di Umberto Parisi, che si è rivolto al sindaco per sapere se fossero stati intrapresi i controlli di staticità e vulnerabilità sugli edifici scolastici, augurandosi che gli stessi siano eseguiti anche per gli istituti privati, il solo consigliere ad entrare nel merito della discussione per cui si era in consiglio comunale, invocando chiarimenti circa le linee programmatiche è stato di fatto Salvatore Rianna (candidato sindaco con «Ripartire si può») il quale ha chiesto delucidazioni sul previsto «ufficio ad hoc per intercettare finanziamenti europei e sovracomunali» e sulle modalità con cui sarà istituito. «Il sindaco ha poi annunciato una task force per il condono edilizio, un punto del suo programma chiaramente in antitesi con quanto affermava nei dibattiti da candidato sindaco – ha detto Rianna – in quelle occasioni, infatti, noi tutti concordavamo sul fatto che si dovesse cercare una soluzione politica». Nelle linee di programma di Di Sarno si annovera poi la promozione di aziende che si occupano di riciclo creativo, ma su come si intenda mettere in atto questo punto, alla domanda di Rianna, non è stata data risposta. «C’è un’altra differenza rispetto al programma presentato in campagna elettorale – ha proseguito il consigliere di Ripartire si può – e riguarda i costi della pubblica illuminazione: l’attuale sindaco sostenne che intendeva puntare alla diminuzione, mi auguro che il progetto di finanza, che ha fatto proprio, vada in questa direzione». Sul fronte politico, Rianna ha replicato a Nocerino «Qui non c’è un’unica opposizione: mi auguro da cittadino che il sindaco attui il suo programma che però, lo dico con molta franchezza, a me continua a non piacere».
Non la pensa allo stesso modo, pare, Antonio Granato (Forza Italia): «Condividiamo gran parte dei punti programmatici e auspichiamo collaborazione: non mi piace usare il termine “minoranza”, noi tutti rappresentiamo i cittadini di Somma Vesuviana».
Prima delle conclusioni del sindaco, che ha sciolto qualche nodo – anche politico – è intervenuta la consigliera Adele Aliperta che, riferendosi ad alcuni interventi troppo veementi, ha invitato tutti ad assumere atteggiamenti consoni al ruolo di consiglieri comunali. «Lasciamo ad altri polemiche, immobilismo, bugie».
«Siate accanto a me per lavorare, non solo per denigrare – ha poi concluso il sindaco Di Sarno – perché ci troviamo ad operare nella confusione rimasta dopo una gestione commissariale in cui non si è fatto nulla e, prima ancora, c’era stata un’amministrazione che poteva fare molto di più». Di Sarno ha replicato poi a Parisi e Rianna, annunciando che è stato assegnato l’incarico ad un esperto per quanto concerne la verifica di staticità negli edifici scolastici e che, quanto ai costi della pubblica illuminazione, si dovrà aspettare l’eventuale aggiudicazione a quello che ha definito «per ora fantomatico personaggio», riferendosi al soggetto promotore del project financing.
Sulla questione politica, sollevata nei giorni scorsi anche dal consigliere Pasquale Piccolo, il sindaco ha ribattuto: «Io ho cominciato a fare politica in liste civiche e sono fiero di essere stato in Forza Italia, ma qui si parla di uomini non di ideologie. Ho scelto accanto a me menti pensanti, che si basino sui contenuti e sul fare bene per la città». Acqua, a Pomigliano e Casalnuovo rete disastrosa: rotture, calcare e coloranti sconosciuti
E’ un disastro la rete idrica gestita da anni dalla società privata Gori nella parte orientale della provincia di Napoli. Tra ieri e l’altro ieri è stata infatti messa a dura prova la pazienza di decine di migliaia di cittadini di Pomigliano e Casalnuovo, comuni molto popolosi dell’ hinterland a est del capoluogo e confinanti tra loro. Un black out idrico nel centro cittadino di Pomigliano, a causa di una doppia rottura nella condotta all’altezza della centrale via Caiazzo, ha messo i rubinetti a secco in diverse arterie del centro, per quasi un giorno e mezzo di seguito, fino a stamattina. Un’altra rottura dell’acquedotto si è verificata a Pomigliano, appena la scorsa settimana, in via dei Romani. Anche in questo caso almeno un giorno di stop all’erogazione del prezioso liquido e alcune case allagate. A Casalnuovo poi c’è una zona della cittadina, Licignano, in cui la pressione è assente da mesi per cui la siccità è divenuta una costante. La Gori sta effettuando lavori di sostituzione di alcune parti della rete nei pressi della stazione ferroviaria per cui si ipotizza che questi lavori stiano determinando il calo verticale della pressione. Dappertutto poi si segnala che l’acqua, quando c’è, è di pessima qualità. Spesso è zeppa di calcare, che si attacca a ogni cosa in modo quasi permanente, oppure è piena di altre sostanze di colore giallo o addirittura blu, com’è stato segnalato a Pomigliano.
Somma Vesuviana, le linee programmatiche del sindaco Di Sarno

- Implementazione della segnaletica stradale;
- Avvio delle attività di scouting e presentazione delle domande per finanziamenti regionali ed europei;
- Manutenzione ed interventi di edilizia scolastica;
- Valutazione della vulnerabilità sismica degli immobili scolastici;
- Implementazione del monitoraggio ambientale sul territorio;
- iniziative sovracomunali nell’ambito dell’Unione dei Comuni per scambi culturali e gastronomici fra i vari Comuni;
- Creazione della rete sentieristica del Monte Somma per escursionismo e trekking, in collaborazione con le Associazioni del territorio, sentieri il cui accesso sia possibile anche a persone diversamente abili;
- promozione di assemblee di settore in cui i cittadini (ad esempio artigiani, commercianti, imprenditori, ecc.) potranno esporre le loro proposte per migliorare il territorio e valorizzare tutte le ‘eccellenze’ della nostra Città;
- valorizzazione di Associazioni e società sportive presenti sul territorio, migliorando il rapporto con l’amministrazione comunale;
- Rafforzamento della collaborazione tra scuola e realtà sportive;
Agro acerrano: delibera della giunta comunale contro il trattato agricolo internazionale
il Comune fa propria l’azione di Coldiretti e prende misure in contrasto con il “Ceta”.
« Il trattato Ceta rischia di travolgere le produzioni agricole, a tutto danno degli interessi dei cittadini e degli agricoltori ». Con questa motivazione la giunta comunale dio Acerra, riunita dal sindaco Raffaele Lettieri, a approvato la delibera numero 19, delibera che ha fatto proprio l’ordine del giorno presentato dalla Federazione provinciale Coldiretti di Napoli “per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal Ceta”. La giunta Lettieri ha ritennuto ampiamente condivisibile a tutela degli interessi dei cittadini e delle imprese agricole del Comune di Acerra questo provvedimento della Colediretta, esprimendosi quindi contro l’accordo. La Coldiretti aveva infatti chiesto ai comuni della Campania di schierarsi contro il Comprehensive Economic and Trade Agreement, l’accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e Canada che rischia di travolgere le produzioni a denominazione di origine e legate al territorio campano, oltre a consentire l’invasione di grano fatto maturare con il glifosato. Il CETA riconosce solo la mozzarella di bufala ma rischiano di finire nel gioco commerciale delle imitazioni e dei falsi prodotti che rappresentano un pezzo importante dell’economia e delle comunità rurali 14 Dop e 9 Igp regionali, tra le quali il pomodoro San Marzano. Dunque il comune di Acerra con, la delibera approvata, ribadisce a parlamento e governo italiani « la necessità di sostenere l’agricoltura sostenibile, sentinella dell’ambiente e custode di biodiversità, impedendo scambi e triangolazioni commerciali senza pesarne le conseguenze, anche al fine di salvaguardare i diritti dei consumatori e delle imprese agricole ».




















