Si chiamava Eduardo Moretti l’uomo di 70 anni che ha perso la vita durante un incendio divampato nell’appartamento in cui viveva da solo, al piano terra di una palazzina del parco Vesuvio, ubicato in una traversa di via nazionale delle Puglie. La sera di mercoledi l’anziano era andato a coricarsi lasciando la stufa elettrica accesa a causa del leggero freddo ma piuttosto insistente. Però la spina dell’apparecchio si è surriscaldata. Quindi, in pochi attimi, è divampata una scintilla ed ha preso fuoco l’intera multipresa in cui era stata innestata la spina della stufa. Il tutto si è consumato mentre Moretti dormiva per cui le fiamme sono dilagate in pochi minuti nell’intero appartamento. L’uomo probabilmente non ha avuto nemmeno il tempo di fare nulla. Forse non si è neanche svegliato durante l’incendio: è morto asfissiato dal fumo. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, che hanno provvisoriamente evacuato tutta la palazzina di quattro piani in cui vivono alcuni nuclei familiari. Per entrare nell’ alloggio al piano terra del signor Moretti i pompieri hanno comunque dovuto utilizzare uno scaletto allo scopo di scavalcare un muro di recinzione. In via nazionale delle Puglie, luogo della tragedia, è poi accorsa anche la figlia della vittima, che non ha potuto che constatare il decesso del padre. Intanto emergono cifre da brivido. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione nazionale amministratori di condominio nelle abitazioni italiane ogni anno si verificano 30mila incidenti gravi di cui 6mila sono quelli di origine elettrica. Terribili le cifre in termini di vite umane: 5500 decessi all’anno ( che però comprendono tutti gli infortuni domestici ). Intanto due terzi delle abitazioni nostrane non rispettano le norme sulla sicurezza elettrica: il 13% sono esposte al rischio di incendio per motivi elettrici e più della metà degli impianti, il 52%, rischia la fulminazione a causa di componenti elettriche danneggiate o in cattivo stato.



