Blatte negli uffici comunali: evacuata parte di un edificio
L’altro giorno le blatte hanno preso d’assalto il più frequentato ufficio municipale del territorio, la palazzina di via San Marco che ospita i servizi scolastici e sociali del Comune di Casalnuovo. L’episodio si è consumato alle 8 e 45 nel piano rialzato della struttura, dove ci sono le stanze del servizio per il sostegno al reddito dei cittadini meno abbienti. I fastidiosi insetti sono stati avvistati dai dipendenti municipali sui pavimenti delle due camere che compongono l’area per il sostegno al reddito. Immediato è scattato l’allarme. L’ufficio è stato evacuato e fatto chiudere poco dopo dal responsabile del settore. Il servizio per le politiche sociali ora si trova ai piani superiori, mescolato ad altri settori comunali, il che, secondo quanto trapelato, sta creando problemi di vivibilità degli spazi, già in precedenza limitati e non bene adeguati a ospitare servizi molto utilizzati e particolarmente sensibili a causa delle tematiche delicate a cui sono chiamati a rispondere. Intanto è la terza volta nel breve volgere di poco più di un mese che la palazzina comunale di via San Marco viene presa di mira dalle blatte. La prima volta è stato chiesto un intervento di disinfestazione il 27 luglio. Ma soltanto dopo tredici giorni una ditta incaricata ha effettuato un ciclo di disinfezione, il 10 e il 21 agosto. Interventi ripetuti perché il flagello delle blatte anche a Casalnuovo è duro a morire.
Si spezza la corda e precipita nel vuoto: speleologo 35enne muore nel Salernitano
Un’incidente fatale, probabilmente evitabile. Uno speleologo di 35 anni, Roberto Giacobbe, infermiere originario della provincia di Foggia, volontario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è morto nel Salernitano, mentre effettuava una escursione mela grotta del Falco, a Corleto Monforte. La corda di sicurezza che lo reggeva si è spezzata, facendolo precipitare nel vuoto. L’incidente risale a ieri ma se ne è avuta notizia solo oggi.
Giacobbe era il decimo di una cordata di persone quasi tutte pugliesi, quando, all’improvviso, la corda si è tranciata facendolo precipitare per oltre 40 metri nel cuore della terra.
Sono stati alcuni dei compagni di viaggio, che hanno assistito alla tragedia, ad avvisare i colleghi che avevano già raggiunto l’estremità della grotta. L’uomo è deceduto sul colpo. Molto probabile che la corda di sicurezza si sia rotta a causa dello sfregamento della stessa lungo la parete rocciosa. In ogni caso tutta l’attrezzatura è stata posta sotto sequestro.
Premio Ambasciatore del Sorriso 2017 dedicato a Toto’. La madrina sara’la nipote Elena De Curtis
Tra i premiati : Maurizio De Giovanni, Enzo Compagnoli ,Patrizio Rispo, Ida Rendano,Gino Rivieccio , Marcello Colasurdo” I Foja” Peppe Iodice , la tronista Rosa Perrotta la conduttrice Rai TG2 Marzia Roncacci e tanti altri attesi al Maschio.
Domenica 1 Ottobre a partire dalle ore 18:00 nel Cortile del Maschio Angioino andrà in scena la IV Edizione del prestigioso Premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso memorial Antonio de Curtis in arte Totò ,fondato dall’artista poliedrico Angelo Iannelli e organizzato dall’Associazione Vesuvius in collaborazione con il comune di Napoli guidato dal Sindaco Luigi De Magistris, assessorato cultura e Turismo Nino Daniele . Vista la valenza cultura e sociale dell’iniziativa , hanno dato sostegno all’ ambasciatore del sorriso Angelo Iannelli da sempre in difesa dei deboli e dell’ambiente , il mondo della Chiesa, dell’ associazionismo e delle istituzioni con importanti patrocini morali come: La Regione Campania, la Diocesi di Napoli, L’Unicef, Telethon, Fondazione Città della Scienza , Istituto Culturale delle Politiche Europee e Ambientali, Udilm sez Cicciano, l’Associazione Ciro Vive, il Simposio delle Muse e i comuni di: Salerno, Sorrento, Piano di Sorrento, Nola, Camposano, Striano, Saviano, San Vitaliano,Visciano, Scisciano , Marigliano , Mariglianella, Brusciano e San Giorgio a Cremano . La manifestazione vuole premiare oltre alle varie sezioni presenti nel bando del concorso , gli artisti che con la propria arte hanno donato un sorriso alle fasce deboli. Da tutta la nazione attesi tantissimi poeti, scultori, fotografri e giornalisti.
Arrivano le prime conferme dal patron Angelo Iannelli dei i nuovi ambasciatori del sorriso :La sensuale conduttrice Rai TG2 Marzia Roncacci, lo scrittore Maurizio De Giovanni , Il direttore d’orchesta musicale il maestro Enzo Compagnoli, il comico Peppe Iodice, l’attore della nota soap opera un posto al sole Patrizio Rispo, la cantante Ida Rendano, per il teatro Gino Rivieccio, direttamente dal cinema di Venezia con la Gatta Cenerentola il gruppo di musica popolare Rock” I Foja” dal programma” Uomini e Donne di Maria De Filippi” la bellissima tronista Rosa Perrotta , per l’eccellenza dolciaria e la lotta alla legalità il noto pasticciere dei fiocchi di neve Ciro Poppella, il giornalista del Mattino Nello Fontanella , La banda musicale G. Mascolo , gli artisti di strada i Saltimbanchi e ancora Mastro Masiello Mandolini , l’Accademia Maria Mauro , Tiziana Grimaldi ,Rossi Scotti di Carlo Scott and insciallah , Associazione Augurabile, Umberto del Prete, Federica Raimo , la comicita’ con i noti youtuber Carmine Migliaccio e Raffaele Molisso , la Woman Napoli calcetto femminile e tanti altri , imperdibile la tammurriata con la Vesuvius e il grande Marcello Colasurdo presidente onorario del premio. Cresce l’attesa anche per i Percorsi D’arte speciale X Edizione . Il cast del patron e presidente Associazione Vesuvius Iannelli Angelo va definendosi non mancheranno tantissimi ospiti vip e personaggi illustri. Attesi momenti emozionanti con protagonisti i diversamente abili e tanti ragazzi meno fortunati che daranno dimostrazione della propia arte e amore per lo spettacolo e la cultura nel castello piu’ bello al mondo il Maschio Angioino di Napoli . L’evento sarà presentato da Angelo Iannelli, Edda Cioffi ed Emanuela Gambardella e ripreso dai più importanti mass media nazionali e regionali,mentre i premi sono costruiti dai maestri : Domenico Sepe e Marco Ferrigno . Madrina dell’evento la nipote del principe del sorriso Toto’ Elena De Curtis .Si annuncia una chiusura di Estate a Napoli indimenticabile nel segno di ToTo’. A breve il cast completo del grande evento
Asilo mafioso
Per Vincenzo Macrì, ex procuratore nazionale antimafia, le mafie italiane in Nord Africa guidano il traffico dei migranti verso le coste, in combutta col terrorismo islamico, con cui, poi, si dividono i proventi. E questo sarebbe il motivo per cui in Italia non avvengono atti terroristici.
Finalmente ci viene riconosciuto il ruolo guida per la pacificazione internazionale; la strategia è quella di esportare le nostre mafie nel mondo. Nel frattempo premono ai confini italiani masse di americani, inglesi, belgi e francesi, richiedenti asilo e desiderosi di vivere quieti e tranquilli.
Sono soddisfazioni.
Si dice “gli” gnocchi o “i”gnocchi? Mangiate “i”gnocchi “alla bava” e vedete come “annozzano ‘ncanna”.
In un libro sulla lingua italiana si ammette che la forma “i gnocchi” viene usata, anche se “in contesti poco sorvegliati”. Ma giudicate nella prospettiva fonosimbolica, fondamentale per il lessico del cibo e dell’eros – pensate alla “gnocca” – le forme “il gnocco / i gnocchi” creano l’immagine di un “nodo” che imbriglia la lingua, e di qualcosa che “ annozza ‘ncanna”, si ferma in gola: e “i gnocchi” diventano “strangulaprievete”. La ricetta degli “gnocchi alla bava”.
La natura insidiosa di questi frammenti tondeggianti di impasto, gli gnocchi, è già “sgamata” dall’etimologia del nome, che percorre un lungo cammino dalle terre dei Longobardi al Veneto indicando all’origine un “grumo”, una “protuberanza”, un “nodo”. Dal nodo si salta ai “testicoli”, attraverso la via di una metafora che, dice Gioacchino Belli, era condivisa da tutti i quartieri di Roma: e non bisogna dimenticare che tutti i sinonimi del “testicolo”, in lingua e nei dialetti, – dunque anche lo “gnocco” -, indicano in ogni regione lo “stupido”, il “babbeo”.
Più complicato il discorso sulla “gnocca”, che è l’organo sessuale femminile: non è facile capire perché si chiama così. Qualcuno pensa che il passaggio del nome venga giustificato da una corrispondenza di forme, ma mi pare che la spiegazione non si regga in piedi, e che non ne trovi una più salda chi ritiene che all’origine “gnocca” fosse la ragazza formosa, ben dotata, capace di suscitare desideri come un piatto di gnocchi. Credo che abbia colto nel segno, grazie anche alle sue competenze specifiche, Alberto Bevilacqua: il quale nota che il fonema “gn” porta in sé un valore fonosimbolico, connesso sia all’immagine del “lamento” – la “lagna”- che a quella di una “cosa” che sia contemporaneamente “tenera” e “laida”: la “gnocca”, appunto, e i suoi sinonimi “plebei”: “fregna”, “bertagna”, “scarafigna”, “parpagnacca”, e la “gnacchera” resa famosa da Benigni.
Ma torniamo al tema dell’articolo, sfruttando il suggerimento di Bevilacqua di non trascurare i valori fonosimbolici connessi alla struttura fonetica della parole. Ora, la parola “gnocco”, già a pronunciarla, è un urto fonetico: la molle palatale “gn” si scontra con la cupa “o” e sbatte contro il muro della doppia gutturale “cc”: allo stesso modo, quando li mangi, gli gnocchi, non devi fidarti del tenero impatto, perché segue subito il “nodo”, il corpo denso e consistente del tondo frammento di impasto: e l’inghiottire diventa un’operazione delicata, soprattutto se la golosità ti spinge a portare in bocca due gnocchi alla volta. Se i napoletani chiamano gli gnocchi “strangulaprievete” e “strangulamonaco”, ci deve pur essere una buona ragione. Per questo, gli gnocchi richiedono come compagni di ricetta degli ingredienti che rendano fluida la masticazione e cauta la gola.
I Valdaostani chiamano con un nome terribile, “gnocchi alla bava”, un piatto che si prepara tagliando a dadini e a fettine assai sottili 130 gr. di fontina della Valle d’Aosta. In un ampio tegame, e su fuoco moderato, si mettono il sale e 80 gr. di burro: non appena il burro spumeggia, si costruisce, sul fondo, un primo strato di gnocchi, e lo si copre con metà delle fettine e dei dadini di fontina; poi si dispone un secondo strato, più “lasco” del primo, perché le altre fettine, gli altri dadini e il fiocchetto di burro che vanno a coprirlo, sciogliendosi, possano fluire sugli gnocchi del piano di sotto e la “bava” cremosa si stenda sull’insieme nei minuti in cui si tiene in caldo il tutto, prima di servire in tavola.Se vi dà fastidio la parola “bava”, usate, invece della fontina, il nostro caciocavallo di bufala: avrete il diritto di battezzare il piatto: “gnocchi alla crema”.
“Gli” gnocchi o “i” gnocchi? Venerdì il “Corriere della Sera” ha pubblicato il primo volumetto di una collana dedicata alla conoscenza della lingua italiana, “una lingua formidabile”. Evidentemente, l’Accademia della Crusca, che ha realizzato il progetto, e i giornali più importanti incominciano a sospettare che il sistema della nostra lingua sia già gravemente scompaginato dalla faciloneria e dal pressappochismo. Le autrici del volumetto, Matilde Paoli e Raffaella Setti, si chiedono, nell’apertura del primo capitolo, se si dice “gli gnocchi” o “i gnocchi”. Ovviamente, si dice “gli gnocchi”: le forme “il gnocco/ i gnocchi”, “stabilmente presenti nell’uso colloquiale, soprattutto dell’Italia settentrionale”, devono essere assolutamente evitate in registri “linguistici” più controllati (e, a maggior ragione, nello scritto)”, “anche se” possono ricorrere “in contesti poco sorvegliati”.Direbbe Aldo Gabrielli che c’è un “anche se” di troppo: il relativismo applicato al sistema linguistico non ci libera dall’ossessione puristica della norma, crea solo devastazione. Torneremo a parlare di questa “collana”.
Tra l’altro, in quella prospettiva fonosimbolica che è fondamentale per “sentire” il lessico del cibo e che adotteremo come motivo- guida di altri articoli, la forma “gli gnocchi” suggerisce, attraverso il gioco fonetico “gli /gn” l’immagine di una masticazione certamente piena, ma fluida e piacevole, mentre, quando pronunciate il nesso “i gnocchi”, vi pare che la lingua faccia fatica: qualcosa “annozza ‘ncanna”, si ferma in gola, e “lo gnocco” manifesta per intero la sua natura di “nodo”, la sua capacità di strangolare ingordi preti e voraci monaci.
A proposito di magia fonosimbolica: è possibile tradurre in italiano “ annozza ‘ncanna”?
Benzina sul duomo, è pace con i Cub: il vescovo di Acerra perdona gli incendiari
Giovedi sera i senza lavoro del Consorzio Unico di Bacino hanno chiesto scusa al loro vescovo, monsignor Antonio Di Donna, che durante quei concitati frangenti “incendiari” aveva anche avuto un battibecco con i manifestanti. La “pace” tra gli arrabbiatissimi Cub e il prelato è stata suggellata ieri sera durante un cordiale incontro in vescovado. Gli scioperanti hanno smontato dal sagrato del duomo la tenda che avevano installato 18 giorni fa, accanto all’ingresso della chiesa più importante della diocesi. Di Donna ha quindi accolto a casa sua i ribelli, tutti cinquantenni del posto, Carmine Marrazzo, Vincenzo Maiorino e Giovanni D’Errico. « Monsignore – ha esordito Marrazzo – le chiediamo scusa per le azioni di cui siamo stati protagonisti. Qualcuno ci ha accusato di essere stati blasfemi ma noi non volevamo esserlo, io sono un credente. Noi siamo solo disperati ». « Non dovete preoccuparvi – il perdono del vescovo – anche se qualcuno mi diceva che dovevate andare via dal duomo io non l’ho voluto e non l’ho fatto. Vi prego però: non fate più quelle cose nel duomo ». Di Donna, prima di congedare gli ospiti, ha infine abbracciato Marrazzo e Maiorino.
Somma Vesuviana, le Suore Trinitarie costrette a chiudere la scuola primaria: «Ignorate dalle Istituzioni».
Sessant’anni di servizio culminati nella sofferta, ma necessaria, decisione di chiudere i battenti.
Dopo oltre sessant’anni le Suore Trinitarie chiudono la Scuola Primaria. Anni ed anni di impegno per il territorio non sono pochi, anzi. In tutti questi anni l’Istituto ha accolto, in regime diurno e notturno, centinaia di ragazzi orfani curandoli, istruendoli, proteggendoli, dando loro l’opportunità di essere inseriti nella società. Il collegio con il tempo è diventata Casa Famiglia e ha offerto per anni importanti servizi sociali sul territorio. Le suore Trinitarie hanno accolto nella scuola numerosi bambini e ragazzi della nostra città appartenenti ad ogni categoria sociale svolgendo attività educativa e formativa a tempo pieno. La scuola, la mensa, lo svago, il doposcuola e, tra gli obiettivi primari, l’evangelizzazione delle nuove generazioni.
Qui la storia delle Suore Trinitarie a Somma Vesuviana.
Per anni e fino a pochi anni fa le Trinitarie con una retta media, commisurata al tempo scuola offerto, hanno tenuto in piedi diverse sezioni di scuola dell’infanzia e dieci classi di scuola primaria, due classi parallele per ogni anno scolastico. In ogni classe il docente unico, il docente di sostegno e quello di inglese, con vari Progetti didattici realizzati nel corso del tempo.
Con il passare degli anni da privato, l’Istituto diviene parificato e poi paritario. «Paritario – sottolinea suor Maria Lucia- solo dal punto di vista giuridico, ma non dal punto di vista economico; i pochi contributi erogati, con notevoli ritardi e non commisurati alle spese, son andati sempre più assottigliandosi. Per il calo delle iscrizioni è stata necessaria prendere la triste decisione di chiudere l’attività».
Dunque, cade anche la leggenda metropolitana diffusasi in città, quella della Superiora che avrebbe “licenziato” le docenti senza motivo. Il motivo c’ è, anzi più di uno: il calo delle nascite con la conseguente riduzione degli iscritti, la crisi, l’indifferenza delle Istituzioni.
Della situazione è stato informato anche il sindaco, Salvatore di Sarno, il quale si è detto disponibile a intervenire. Il primo cittadino andrà a trovare la madre Superiora per capire meglio il da farsi ma non per la scuola: ormai l’attività è terminata. Sull’eventualità di fittare la struttura, Suor Maria Lucia non si pronuncia: “valuteremo tutte le soluzioni e nel frattempo concentreremo le nostre attenzioni e il nostro impegno sulla scuola dell’Infanzia che continua a funzionare, compresa la sezione Primavera. L’Istituto è nato proprio per l’educazione e come tale abbiamo ricevuto una formazione e una preparazione specifica a riguardo. Accogliamo perciò i bambini dai due a sei anni quando sono alla soglia dell’inizio della scuola dell’obbligo per esplicare il nostro carisma di educatrici e di religiose educatrici.
L’ Istituto, come sempre, vuole essere e rimane un punto di riferimento per coloro che frequentano periodicamente incontri a carattere religioso, perché oltre alla nostra disponibilità e preparazione professionale all’insegnamento siamo impegnate soprattutto nella missione evangelizzatrice per trasmettere con umiltà e consapevolezza il messaggio di Cristo. Inoltre- conclude Suor Maria Lucia- siamo impegnate nelle attività parrocchiale con la catechesi per la preparazione dei ragazzi ai sacramenti, con le visite a domicilio agli anziani e la somministrazione dell’eucaristia e altre attività rivolte ai giovani”.
(per la foto e la storia si ringrazia Alessandro Masulli)
Stretta su centri scommesse e sale slot: il Comune di Acerra approva delibera. Ecco le prescrizioni
La stretta attorno ai centri scommesse, alle sale slot e tutto ciò che significhi gioco d’azzardo, anche quello, come dire, meno oneroso per chi utenti, è stata approvata con un provvedimento dell’assemblea cittadina. Le prescrizioni per questa tipologia di esercizi commerciali sono piuttosto severe. Dovranno essere applicate da subito per i centri scommesse e le sale slot di nuova realizzazione a partire dalla data del provvedimento. Per tutti gli esercizi di questa tipologia che già esistono essi dovranno adeguarsi alla nuova normativa locale entro cinque anni. Vale a dire che dovranno spostarsi da dove si trovano, nel caso in cui fossero insediati entro un raggio di 500 metri da scuole, chiese e luoghi di ritrovo, per la fine del 2022. E così il Consiglio comunale di Acerra, riunito giovedi mattina, all’unanimità dei voti ha approvato il regolamento per le sale da gioco e giochi leciti. Il provvedimento introduce distanze minime dai luoghi “sensibili” e limiti agli orari di attività. Attraverso l’adozione del regolamento l’amministrazione del sindaco Raffaele Lettieri punta a ridurre drasticamente l’offerta di “gioco”, sia in termini di volumi che dei punti vendita, a definire un più stringente sistema di regole in materia di orari e di controlli, ad accentuare quindi l’azione preventiva e di contrasto alla ludopatia. Sulle nuove norme regolamentari, così come emendate dal consiglio comunale, sono convenuti e hanno votato oltre alla maggioranza anche i consiglieri di opposizione del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico. Gli emendamenti presentati dalla maggioranza che sostiene l’Amministrazione Lettieri prevedono che “gli esercizi pubblici che al loro interno hanno installato macchine slot VLT o AWP, dovranno dotarsi di una stanza chiusa con porta, dove installare le macchine”. “I locali sprovvisti di tale prescrizione avranno tempo fino al 31 dicembre 2017 per potersi adeguare”. Inoltre, i locali “devono essere sorvegliati con appositi sistemi di videosorveglianza”, “dotati di idonei servizi igienici, separati per uomini e donne, di cui uno riservato al personale di servizio. Uno dei servizi igienici dovrà essere attrezzato per persone con disabilità”. Disciplinato anche “l’orario di attività della sale contenenti macchine AWP e VLT” che è “dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00 di tutti i giorni, festivi compresi e salvo diversa determinazione del Sindaco nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge”. Il regolamento adottato prevede il divieto di svolgere attività entro i 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi o centri giovanili, o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale o altri luoghi sensibili. Approvato anche un emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle che prevede che “al di fuori delle suindicate fasce orario sia gli apparecchi da gioco che i monitor e/o gli schermi che pubblicizzano la pratica di gioco dovranno essere spenti o disattivati” e all’articolo 22 “non può essere consentito l’ampliamento delle sale giochi, né in ordine al numero degli apparecchi già in esercizio, né tanto meno della superficie utile dei locali sede dell’attività; potrà essere consentito un ampliamento edilizio solo ed esclusivamente ai fini della messa a norma sotto il profilo igienico-sanitario, antincendio e della sicurezza”. L’assise ha anche dato il via libera ad un emendamento all’articolo 7 presentato dal Pd che al seconda comma stabilisce “gli uffici comunali competenti redigono e pubblicano la mappatura dei punti sensibili del territorio comunale, fondamentale per il calcolo delle distanze”. Le nuove norme regolamentari prevedono anche sanzioni che, aggiungendosi a quelle già stabilite dalla normativa esistente, stabiliscono sospensioni in caso di violazioni reiterate o, in casi gravi, revoche dell’autorizzazione. «Si tratta di una decisione importante che ribadisce il nostro impegno a favore delle fasce più deboli e psicologicamente più vulnerabili dei cittadini – ha commentato il sindaco Raffaele Lettieri -. La difesa della salute è un imperativo irrinunciabile. Abbiamo un obiettivo preciso contrastare in ogni modo la crescente diffusione del gioco d’azzardo patologico e la dipendenza che colpisce le fasce più deboli della popolazione e gli adolescenti».

