
Somma Vesuviana, lettera aperta di un cittadino al sindaco Di Sarno: “Casamale? Solo parole, altro che svolta”

San Sebastiano, Azione antibracconaggio
Azione antibracconaggio congiunta tra Carabinieri Forestali e Guardia Venatoria a San Sebastiano al Vesuvio; confiscati numerosi esemplari di fauna protetta presso un estemporaneo mercato abusivo.
In una traversa di via Figliola, zona periferica della cittadina vesuviana si teneva da anni un mercatino abusivo di uccelli, in particolar modo di specie protette come i cardellini, catturati di frodo anche all’interno dell’area del vicino Parco Nazionale del Vesuvio.
Questa mattina, intorno alle 11.00, i militari dell’arma di stanza presso il CTA di San Sebastiano e i volontari della Guardia Venatoria F.I.D.C. si sono recati in borghese presso il luogo abituale di contrattazione e, prima fingendosi acquirenti, poi palesandosi come uomini delle forze dell’ordine, hanno constatato il reato e verbalizzato ai presenti, ritenuti autori della compravendita, gli estremi dell’illecito.
Sul luogo, tra acquirenti, venditori e semplici curiosi c’erano una quindicina di persone, tutte identificate, sono state sequestrate una decina di gabbie per un totale di 7 cardellini, tre sono stati liberati dai venditori nell’immediatezza dell’azione di polizia. Due i verbali ascritti ai detentori degli uccelli.
Uno di questi sosteneva vivacemente che l’esemplare da lui posseduto fosse un ibrido tra un canarino e un cardellino, un “cardellato” ma non era in possesso di documenti per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni, altri hanno rassegnatamente accettato la verbalizzazione del reato.
La presenza di quel mercatino illegale, per molti non era un segreto, così come accade per molte attività al limite della legalità che si svolgono alle nostre latitudini, ed è stata infatti una segnalazione anonima, presumibilmente di uno del luogo, a segnalare l’attività illecita. Fatto sta che esiste un sostrato culturale che ritiene quest’attività lecita poiché radicata profondamente nella cultura locale, in effetti, nell’ascoltare le rimostranze e le ragioni dei presenti si avverte la grande passione per l’allevamento dei cardellini e questo a prescindere dalla consapevolezza del reato, una passione che li spinge appunto oltre il lecito.
Dall’altra parte esiste però chi con reti ed altri espedienti pratica l’ uccellagione catturando quegli animali, altri che accecano i cardellini per enfatizzarne le “doti” canore o che li tengono semplicemente in condizioni pietose. Fatto sta che per molti di loro, l’incoerenza della politica dell’area protetta, le condizioni ambientali e le specie invasive risultano essere più pericolose della loro stessa passione.
Risulta difficile spiegare loro che, anche se l’ultimo anello della catena, sono concausa della cacciagione e della forte riduzione della specie avicola simbolo del Parco Nazionale.
Sant’Anastasia, lo stabile di via Primicerio destinato alla caserma dei carabinieri
Paccheri con moscardini e crema di piselli
Ingredienti (per 4 persone)
Per la pasta
- 400 gr di paccheri
- Sale grosso
- Sei etti di moscardini
- Mezzo bicchiere scarso di vino bianco
- Uno spicchio d’aglio
- Un pezzetto di peperoncino
- Olio extravergine di oliva
- Sale e pepe nero
- Due etti di piselli
- Olio extravergine di oliva
- Sale e pepe bianco
- Due fette di pane casareccio
- Due rametti di maggiorana fresca
- La scorza grattugiata di limone (possibilmente biologico)
- Due ciuffi di prezzemolo
- Due cucchiai di olio extravergine di oliva
- Pepe nero
Se necessario, ogni tanto aggiungete un mestolo di acqua calda per evitare che il sugo vi si bruci.
Mente i moscardini sono in cottura, preparate la crema di piselli, prendendo per prima cosa una ciotola bella grande e riempiendola con acqua freddissima, magari aggiungendo anche del ghiaccio o, se non l’avete, mettendo preventivamente la ciotola con l’acqua nel frigorifero.
Prendete poi una casseruola, riempitela d’acqua, salandola leggermente, e poi portandola sul fuoco e, quando è a bollore, tuffateci i piselli, facendoli cuocere giusto il tempo necessario a renderli morbidi, cosa che richiederà dai cinque aglio otto minuti, a seconda che abbiate usato piselli surgelati o freschi.
Quando i piselli sono cotti, prelevateli con un mestolo bucato e travasateli nell’acqua ghiacciata, in modo da mantenerne il loro bel colore verde brillante, poi scolateli e fateli asciugare.
Mettete i piselli nel bicchiere del frullatore, tradizionale o a immersione, aggiungete mezzo mestolo della loro acqua di cottura, quattro cucchiai di olio extravergine e un pizzico di pepe bianco, poi fate andare alla massima velocità, lavorando con cura usata in modo da eliminare qualsiasi residuo solido e regolando infine di sale.
La crema dovrà risultare piuttosto fluida, anche se la densità non è poi un così grosso problema, dato che poi, in fase di mantecatura della pasta, regolerete il tutto usando la sua acqua di cottura.
Sempre in attesa della cottura dei moscardini, procedete con la preparazione del crumble di pane alle erbette, meglio scegliendone uno del giorno prima, che abbia una mollica ben compatta ed eliminando per prima cosa la sua crosta.
Mettete la mollica nel mixer, insieme alle foglie di erbette e la scorza di limone biologico, facendolo poi andare alla massima velocità, fino a quando la mollica non si sarà ridotta in piccole briciole, assumendo al contempo un nuance giallo/verde per effetto della presenza delle erbette e della scorza di limone.
Prendete un padellino, meglio se anti-aderente, metteteci due cucchiai d’olio extravergine, portatelo sul fuoco, a fiamma media, e quando l’olio è ben caldo, unite la mollica di pane, date una generosa macinata di pepe e fatela saltare, girandola in modo che tutte le briciole possano sentire il calore in modo uniforme, diventando croccanti.
Quando il crumble è pronto, travasatelo in un piatto sul quale avrete messo qualche foglio di carta da cucina, in modo che l’olio in eccesso possa essere assorbito.
Tornate ai moscardini e, quando sono cotti, con il loro fondo ben ridotto, quasi cremoso, spegnete la fiamma e, se non l’avete fatto prima, tagliateli a pezzi, usando un paio di forbici da cucina ben pulite, metodo più rapido e pratico rispetto a metterli sul tagliere e tagliandoli usando un coltello.
Mettete in un’ampia pentola l’acqua per la pasta, salatela, portatela sul fuoco e, quando bolle, buttate le pasta, facendola cuocere, ricordandovi di mantenerla bene al dente.
Mentre la pasta è in cottura, prendete una padella, ampia abbastanza da poter poi contenere anche la pasta per la mantecatura finale, metteteci i moscardini con tutto il loro fondo di cottura e la crema di piselli, mescolando in modo da amalgamare i due elementi.
Portate la padella sul fuoco, a fiamma bassa, in modo che il condimento sia ben caldo quando unirete la pasta, per la mantecatura finale.
Quando mancano un paio di minuti alla fine della cottura della pasta, prendete un paio di tazze e riempitele con la sua acqua, ricca di amido, che vi servirà per la mantecatura finale
Quando la pasta è cotta e ben al dente, scolatela velocemente e, senza perdere tempo ad eliminare completamente l’acqua di cottura, unitela nella padella con il condimento, alzando la fiamma e procedendo con la mantecatura, usando l’acqua di cottura messa da parte e facendo in modo che la pasta risulti ben cremosa, interrompendo la mantecatura quando vedete che il fondo comincia, per effetto della completa evaporazione dell’acqua residua, a ridursi troppo.
Quando la cremosità è quella giusta, spegnete e impiattate rapidamente per evitare che la pasta si asciughi, aggiungendo il crumble di pane alle erbette su ciascuna porzione, come se fosse del parmigiano e senza mescolare, in modo che questo non perda la sua croccantezza per effetto dell’umidità della pasta.
Buon appetito.
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