San Felice a Cancello, Conte e Azzolina in visita alla scuola media “Francesco Gesuè”

Quest’oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato presso la scuola media “Francesco Gesuè'” di San Felice a Cancello, una scuola che nei mesi scorsi è stata oggetto di raid vandalici e furti. Il premier Conte è stato accompagnato dal ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina. “Consiglio a tutti gli amministratori locali, ai presidenti di Regione, di continuare in pieno coordinamento con il Governo, come abbiamo fatto finora”. Così Conte ha risposto alla domanda di un giornalista, su un possibile nuovo lockdown minacciato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. “Abbiamo un sistema di monitoraggio molto accurato e sofisticato – ha aggiunto il premier – e dobbiamo lavorare a livello centrale con il coordinamento delle Regioni per assumere le decisioni quando servono. Non possiamo andare in ordine sparso”. “Presidente ci sentiamo soli, non lasciateci”. Così alcuni bimbi disabili dell’istituto visitato da Giuseppe Conte si sono rivolti al premier durante la visita. Gli alunni lamentavano la mancanza di insegnanti di sostegno; al momento all’istituto comprensivo mancano sei docenti per il sostegno, tre alla primaria e tre alla secondaria. “Arriveranno le risorse che mancano” assicura il dirigente scolastico Teresa Mauro, che poi annuncia che “oggi sono arrivati i primi banchi monoposto e che nei prossimi giorni ci verrà consegnato il resto di quelli richiesti”. È stata proprio la Mauro, con le lacrime di disperazione versate dopo l’atto vandalico che colpì venti giorni fa uno dei sei plessi che compongono il “Francesco Gesuè”, ad attirare l’attenzione del ministro Azzolina, che, informata della vicenda da un funzionario del Miur originario di San Felice a Cancello, telefonò alla preside per manifestarle vicinanza, e il giorno dopo dispose l’invio di 30mila euro per la messa in sicurezza; quei fondi sono serviti per mettere le grate alle finestre e piazzare le telecamere esterne al plesso vandalizzato, denominato Don Milani, e agli altri cinque plessi del “Francesco Gesuè”. “È stata una visita bellissima ed emozionante – racconta la Mauro – Conte si è spogliato dei panni istituzionali comportandosi con i ragazzi come un papà”. (foto ANSA Campania)

Roghi di rifiuti e Covid-19: il focus PolieCo con il viceministro Sileri

“Quando ci riferiamo all’ambiente e alla salute non possiamo ragionare a compartimenti stagni. La sanità è trasversale e parte dall’educazione all’ igiene e dunque alla corretta gestione dei rifiuti”. Lo ha detto il viceministro alla salute Pierpaolo Sileri, intervenendo all’incontro promosso dal Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni in polietielene Polieco a Casal di Principe, per affrontare il tema dell’emergenza tra roghi dei rifiuti e Covid -19. “In particolari territori dove, come quello del Casertano, l’incidenza delle patologie neoplastiche è particolarmente forte a causa dell’inquinamento ambientale, avvieremo degli screening oncologici – ha annunciato Sileri – con attenzione al tracciamento dei metalli pesanti, utili anche ad elaborare nuovi marcatori tumorali. È un’idea progettuale che sono certo troverà rapida concretezza anche in Campania e lo faremo ascoltando ed apprendendo anche da quei soggetti, così come è il Polieco, che in tema di riciclo di rifiuti ne sa più di noi. La sinergia di forze deve essere totale se vogliamo attuare una strategia d’azione che arrivi a risolvere il problema e a lasciare le cose migliori di come le abbiamo trovate”. “Tutelare l’ambiente significa salvaguardare la salute e questo – ha sottolineato la direttrice del Polieco Claudia Salvestrini – passa necessariamente per una riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti, che oggi, soprattutto durante l’emergenza Covid – 19, ha messo in evidenza i limiti di una raccolta differenziata basata più sulla quantità che sulla qualità. La carenza di impianti di riciclo, poi, rende ancora più rischiosa la situazione, con flussi di rifiuti che vanno a finire all’estero o che, alla fine della loro lavorazione, contribuiscono all’innalzamento del numero di roghi che si verificano ormai da anni nelle piattaforme. La crisi globale deve spingerci ad un’economia green e circolare”. “Se certi sistemi non funzionano più, bisogna prenderne atto e voltare pagina”, ha detto in apertura il presidente Polieco Enrico Bobbio. Fra i temi affrontati, quello della gestione dei rifiuti agricoli che spesso vengono incendiati nei campi agricoli. Il Polieco ha illustrato il progetto di raccolta e avvio al riciclo che partirà sperimentalmente per i teli da serra e le ali gocciolanti, nei comuni di Giugliano in Campania, Caivano e Casal di Principe. “Formare alla corretta gestione dei rifiuti che vengono abbandonati e che invece possono essere una risorsa, se ben indirizzati – ha commentato il comandante Gruppo Carabinieri Forestali della Campania, generale Ciro Lungo – è fondamentale, così come garantire efficaci sistemi di gestione. L’attività repressiva – ha aggiunto –da sola non serve, per interventi significativi è necessario che funzioni il sistema. In sei mesi, nelle province di Napoli e Caserta come Arma dei Carabinieri abbiamo sottoposto a sequestro ben 189 aziende, ma a questo deve affiancarsi la prevenzione”. “Dopo un calo dei roghi tossici in Campania del 20% durante il periodo del lockdown, abbiamo assistito ad un incremento fino alla stabilizzazione a livelli ormai standard, ovvero 150 roghi in media al mese”, ha riferito Filippo Romano, l’Incaricato per il fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania. Romano ha spiegato che da mesi vanno avanti gli Action Day nei comuni delle province di Napoli e Caserta ricadenti nell’area cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Si tratta di controlli cui prendono parte tutte le forze dell’ordine, l’Esercito e i tecnici di Arpac e Asl, che si concentrano su determinate filiere produttive, dai meccanici ai gommisti, dagli artigiani alle piccole imprese. Centinaia i sequestri di aziende spesso in nero, di aree ridotte a discariche abusive. L’incontro, che ha visto la partecipazione del coordinatore del Comitato Don Diana, Salvatore Cuoci, dell’assessore all’Ambiente del Comune di Casal di Principe, Mirella Letizia, e del presidente del consorzio Nco, Simmaco Perillo, ha anticipato i lavori del Forum Internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal Consorzio Polieco che si terrà il 2 e 3 ottobre a Napoli presso l’Hotel Royal Continental.

Mariglianella, il sindaco Russo ha nominato i componenti della Giunta Comunale

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella. Il neo sindaco di Mariglianella, Arcangelo Russo, con un manifesto dello scorso 25 settembre ha reso noto alla Cittadinanza, a norma di legge, la proclamazione degli eletti, Sindaco e Consiglieri Comunali, nelle Amministrative del 20 e 21 settembre 2020. Per la lista n. 1 “Liberi di Volare” collegata con il candidato eletto Sindaco: Ottaiano Pasqualina Anna (detta Lina); Porcaro Felice; Rescigno Valentina; Ruggiero Rocco; Esposito Tommaso; Corbisiero Giovanni; Tramontano Giancarlo; Piccolo Pasquale. Per la lista n. 2 “Idee in Comune” Luisa Cucca, candidata alla carica di Sindaco; Stringile Ida; Cervone Raffaele (detto Lello); Principato Giuseppina (detta Pina). Nella mattinata di lunedì 28 settembre il primo cittadino ha avuto un cordiale incontro con tutti i dipendenti comunali e collaboratori dell’Ambito 22  e dell’Agenzia di Sviluppo dell’Area Nolana, ai quali ha presentato i Consiglieri Comunali della Maggioranza ed ha comunicato che il Segretario Comunale dell’Ente è in via definitiva la dott.ssa Raffaela Di Maio. Nella stessa giornata del 28 settembre il neoeletto sindaco, con proprio decreto, ha nominato i componenti della Giunta Comunale: Ottaiano Pasqualina Anna con delega alla Politiche Sociali, Personale e Commercio; Porcaro Felice con delega all’Urbanistica, Sport e Spettacolo; Rescigno Valentina con delega al Bilancio, Tributi, Contenzioso e Protezione Civile; Rocco Ruggiero con delega all’Ambiente ed Ecologia e Patrimonio. Un soddisfatto Arcangelo Russo ha dichiarato: “Esprimo i miei migliori auguri di buon lavoro a tutti i Consiglieri, agli Assessori e ai dipendenti comunali, responsabili e collaboratori delle Aree Amministrativa, Tecnica, Economico Finanziaria e di Vigilanza. Nel rispetto di ruoli, competenze e funzioni di ognuno porteremo a compimento la missione istituzionale. Questo quinquennio, la cui guida politica ed amministrativa mi è stata assegnata dalla sovrana volontà popolare di Mariglianella, cui sono estremamente grato e riconoscente, avrà come stella polare il bene comune”.

Somma Vesuviana, il 1° ottobre 1943 nel ricordo del prof. Pasquale Malva

Intervista al prof. Pasquale Malva, già dirigente scolastico del Liceo “G. Mazzini” di Napoli e attualmente responsabile scientifico del Centro di formazione FADI-OPPI Campania. Il 28 settembre del 1943 ebbero inizio le razzie dei tedeschi che trascinarono via oggetti di valore, animali e mezzi di trasporto. Somma era scossa dal frastuono metallico dei carri armati in ritirata. Alcuni saccheggiarono e minarono alcuni locali pubblici, altri incendiarono numerose case sparse nel cuore della città. Dal castello montano si vedevano le fiamme lambire i tetti e il cielo. Il primo ottobre iniziò il giorno più lungo di Somma Vesuviana. Precedentemente già Ponticelli era stata protagonista di una feroce resistenza nei confronti delle truppe germaniche con 163 morti. Fu il primo quartiere in Europa a liberarsi dalla tirannia nazista, come afferma lo storico locale prof. Luigi Verolino. Professore, come vissero i suoi genitori la giornata più lunga del 1943? “Fu un’orda barbarica – ripeteva mio nonno – un’orda di barbari e di vigliacchi che appiccò il fuoco alla nostra casa. Così cominciava il racconto, tante volte ripetuto, del periodo più triste della mia famiglia: era il primo ottobre del 1943, quando un pugno di soldati tedeschi, durante la ritirata strategica, sconvolse la cittadina, mettendo a fuoco case, negozi, giardini e quanto si trovava sulla loro via di fuga. I miei genitori, Renato e Adele, da poco sposati e residenti da qualche tempo a Roma, convinti che, tornando in paese, sarebbero stati al riparo dai bombardamenti continui che le  truppe tedesche effettuavano quotidianamente, si ritrovarono dall’oggi al domani con la casa di Via Turati al civico 8 completamente distrutta. Furono costretti, insieme alla famiglia di mia madre, a riparare in via Antonino Angrisani (abbascio o’ vico) in una stanzetta di pochi metri quadrati, dove nacqui io qualche mese dopo”. Quali sono stati i racconti tramandati? “I racconti dei miei genitori, su quel periodo drammatico, si snodavano, come in un film, sulla  furia scatenata di pochi soldati tedeschi che, a bordo di traballanti camion militari, attraversavano le strade del paese, bruciando tutto e minacciando rappresaglie ovunque. La scena, narrata con dovizia di particolari da mio nonno, incuteva in me adolescente lo stesso presumibile sgomento e la stessa angoscia provata dagli abitanti, impossibilitati peraltro a difendersi e ad attaccare, perché tutte le armi erano state sequestrate per ordini superiori dal maresciallo dei carabinieri. I pochi coraggiosi trasgressori non riuscirono ad evitare qualche rappresaglia, non ricordo se con spargimento di sangue, nel rione Casamale e nei pressi della stazione della Circumvesuviana, mentre molte donne del paese si rifugiarono invano nelle chiese per esorcizzare il pericolo incombente. Fatto sta che la mia famiglia, che risiedeva su una delle strade principali che, da Sarno attraverso Ottaviano portava a Napoli, si ritrovò in una casa ormai diroccata”. Che cosa fu distrutto? “Le fiamme toccarono il cielo. Tutto era stato distrutto, come il pianoforte su cui la sorella di mia madre, Rosa De Martino, aveva studiato con il maestro Terenzio Gargiulo, anche lui sfollato a Somma Vesuviana e che poi sarebbe diventato direttore del prestigioso Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella. Un altro oggetto distrutto, di cui ho sentito parlare, consisteva in una preziosa edizione de I miserabili di Victor Hugo, regalata a mio nonno Luigi dall’imprenditore Giorgio Ascarelli, suo datore di lavoro, a cui si deve la costruzione dell’attuale Stadio San Paolo. Una giornata, quindi, orribile per Somma Vesuviana, dopo le memorabili quattro giornate di Napoli, con i tedeschi che, come tu mi confermi, lasciarono anche tre lutti in paese con Muoio Michele, Luisa Granato e Ciro Giannoli. A questi, poi,  dobbiamo aggiungere una precedente lista di una serie di morti, mai ricordata da nessun storico locale e che l’Archivio Storico cittadino ha rispolverato dalle ingiallite pagine dei registri cimiteriali: La Montagna Giuseppe (agricoltore) nato a Somma Vesuviana in via Sapio il 6 marzo del 1914 da Enrico e Cerciello Maria, morto il 20 settembre 1943 per bombardamento in via Marigliano; La Montagna Enrico (agricoltore) nato a Somma Vesuviana il 26 gennaio 1876 da Luigi e Piccolo Rosa, sposato con Maria Cerciello, morto per bombardamento il 20 settembre 1943 in via Marigliano; Auriemma Umberto nato a Somma Vesuviana il 10 marzo del 1925 da Giuseppe e Improta Carolina, morto per schegge di bombe il 26 luglio 1943 in via Marigliano; Auriemma Violanda nata a Somma Vesuviana il primo marzo del 1927 e morta il 26 luglio 1943 in via Marigliano per schegge di bomba; Allocca Carmine (agricoltore) nato a Somma Vesuviana il 23 giugno 1891, sposato con Teresa Tufano, morto il 6 agosto 1943 in via Allocca per ferite di bombe nemiche. Un amarcord questo, per niente nostalgico, di un episodio emblematico della violenza della guerra, del terrore insulso che ogni conflitto armato provoca, della banalità del male che commette l’essere umano quando cade nel sonno della ragione”.

Sant’Anastasia. “Salviamo dall’incuria e dal degrado la fontanina di Madonna dell’Arco”

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione del cittadino anastasiano Ciro Notaro.
Chi di noi non ricorda “La fontana malata” di Aldo Palazzeschi, i cui versi brevi,  raccontavano lo scorrere di una  fontana malata.
Egli paragonava la fontana a una persona malata di tisi, e gli procurava una grande tristezza sentirla così affannata.
Aldo Palazzeschi non si meraviglierebbe oggi, a risentire la sua poesia, scritta nel 1909, paragonata ad una fontana, più che malata, sporca e trascurata.
La fontana di cui parlo è nella piazza principale del SANTUARIO, non è malata per non avere più acqua, bensì perché trasandata.
È bello vederla ai lati della piazza principale di MADONNA DELL’ARCO, dove spesso c’è la fila ad attendere per riempire qualche bicchiere o bottiglia, o per bere o solo rinfrescarsi.
È bello vedere qualche pellegrino sciacquarsi le mani, bere di traverso lasciando scorrere l’acqua lungo il viso.
NON È ALTRETTANTO BELLO GUARDARE IN CHE STATO VERSA, MALATA DI INCURIA E DEGRADO, malata  di una malattia che la  rende ancora più triste.

Somma Vesuviana, oggi riaprono le scuole: si riparte dalla memoria storica

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana. Oggi – Giovedì – 1 Ottobre – Ore 11 – briefing stampa – Palestra – Scuola Media “San Giovanni Bosco/Summa Villa” – Piazza Vittorio Emanuele III Ore 11 e 30 – “Evento speciale in ricordo dei cittadini caduti durante la ritirata dei tedeschi, anno 1943, e di quanti hanno perso la vita per mano del Covid. Interverranno intellettuali importanti come lo scrittore Ciro Raia ed il professore Domenico Parisi. Dalla storia alla cronaca che un giorno sarà storia. Saranno presenti le massime autorità nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. “Oggi riaprono le scuole a Somma Vesuviana. Dinanzi alle scuole, per garantire anche il distanziamento, saranno impiegate non solo le forze tradizionali come i Vigili Urbani ma anche quelle figure che stanno beneficiando del Reddito di Cittadinanza. Resterà chiuso, per motivi precauzionali di ordine sanitario, solo ed esclusivamente il plesso scolastico di Via Bosco 23, località Rione Trieste, appartenente alla Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco/Summa Villa”, la cui apertura è stata prorogata all’8 Ottobre. Dunque in quel plesso e solo in quel plesso, le attività scolastiche inizieranno l’8 Ottobre, mentre tutte le altre scuole comunali apriranno domani. Aprono le scuole a Somma Vesuviana.  Avevamo garantito l’apertura in sicurezza e così sarà. Alla Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco” inaugureremo il primo anno scolastico post lockdown ripartendo dalla nostra memoria storica. Alle ore 11 briefing stampa in palestra, poi alle ore 11 e 30 un momento di profonda condivisione dedicato a quanti come infermieri, operatori sanitari, docenti scolastici, Forze dell’Ordine hanno dato davvero tutto durante il periodo di chiusura e di emergenza acuta. Sarà un rivedersi ripartendo dalla nostra storia”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana. L’evento speciale per ripartire dalla memoria storica. “Per quanto riguarda la Scuola Media “San Giovanni Bosco/Summa Villa” regolare apertura domani di tutti i plessi tranne solo ed esclusivamente di quello situato in Via Bosco 23, località Rione Trieste. Solo questo plesso sarà aperto alle attività scolastiche l’8 Ottobre e non da domani per motivi prudenziali di ordine sanitario. E’ una decisione presa di comune accordo con il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno”. Ecco gli ingressi, modalità e regole da rispettare: ingressi distanziati, mascherina obbligatoria da togliere solo al banco, distanziamento di almeno un metro tra un banco ed un altro, igienizzare spesso le mani, misurazione della temperatura ogni giorno. In molte scuole al momento orari ridotti.  Alla Scuola Media “San Giovanni Bosco/Summa Villa” le lezioni, al momento saranno dal Lunedì al Sabato, dalle ore 8 alle ore 11.  Immediatamente attiva anche la Didattica Digitale Integrale, ben 5 ragazzi a turno di tre giorni, parteciperanno ed assisteranno alle lezioni in diretta video ed audio da casa collegandosi con il resto della classe. Questo provvedimento è solo per quelle classi numerose nelle cui aule non può essere garantito il distanziamento. La stessa Scuola San Giovanni Bosco, ma anche le altre scuole di Somma Vesuviana, hanno comunicato a tutti i genitori un vademecum da seguire in modo costante e preciso. “Oggi – Giovedì 1 Ottobre, alle ore 8, entreranno solo le Prime con accesso dall’ingresso principale in Piazza Vittorio Emanuele III – ha proseguito Piccolo – mentre dal 2 Ottobre entreranno tutte le classi. Alcune accederanno dall’ingresso principale, mentre altre da quello situato in Via Aldo Moro. Per l’ingresso secondario a tempi di record grazie ad un lavoro in sinergia con l’Amministrazione Comunale, è stata realizzata una nuova pavimentazione. In questo modo siamo riusciti a garantire ingressi differenziati ed uscite differenziate, senza spostamenti di orari. Per quanto concerne le classi, abbiamo previsto una turnazione molto dettagliata che sarà comunicata a tutti i genitori tramite sito e piattaforma Nuvola. Infatti ogni tre giorni la turnazione varierà e dunque, per le classi numerose, avremo didattica in aula e didattica digitale integrata. I ragazzi che per quei tre giorni dovranno seguire da casa si collegheranno, mediante apposita piattaforma, in video ed audio per assistere, vedere, partecipare in diretta alla lezione in svolgimento in aula. Ogni tre giorni avremo il cambio di turnazione per garantire a tutti la continuità ed anche la possibilità della didattica in aula. Un grande lavoro per il quale, ringrazio tutto il corpo docente e non docente. Siamo determinati e vogliamo ricominciare rivedendo i nostri studenti”. Oggi l’evento speciale per ripartire dalla memoria storica. “Oggi alle ore 11 accoglieremo la stampa, poi alle ore 11 e 30 daremo il via con ingressi contingentati e distanziamento all’evento di commemorazione di quei sommesi che nel 1943 caddero durante la ritirata dei tedeschi dal nostro paese – ha affermato Ernesto Piccolo, Preside della Media “San Giovanni Bosco – Summa Villa” – poi l’Italia riuscì a rialzarsi. L’inizio di questo anno scolastico post lockdown  è simbolo concreto, chiaro della voglia di rinascita. Domani – Giovedì 1 Ottobre, alle ore 11 e 30, presso la nostra palestra, ricorderemo anche quei sommesi che hanno perso la vita per mano del Covid e quanti hanno lottato e continuano a lottare per salvare vite. Sarà un momento forte con le importanti riflessioni di due intellettuali e scrittori ma anche storici, quali: Ciro Raia e Domenico Parisi. In realtà si tratta di un evento che organizziamo ogni anno, come scuola ma questa volta rappresenterà la campanella di inizio di un anno scolastico comunque diverso e nella storia”. Dunque la Memoria Storica in Epoca di Pandemia per commemorare, attraverso la narrazione e l’emozione della storia, chi non c’è più. Un modo nobile, intellettuale, raffinato per “abbracciare” con gli occhi e con il cuore questi giovani studenti che saranno a distanza in luoghi simbolo della socializzazione. Il vademecum da seguire – La scuola Media “San Giovanni Bosco/Summa Villa” ha pubblicato un vademecum in 11 punti, al quale i genitori devono attenersi. C’è un vademecum da seguire in modo scrupoloso: “1) Le famiglie devono effettuare il controllo della temperatura corporea degli alunni a casa ogni giorno prima di recarsi a scuola; 2)I genitori non devono assolutamente consentire la presenza a scuola ai figli che abbiano febbre oltre i 37.2° o altri sintomi (ad es. tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali, mal di gola, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, congestione nasale, brividi, perdita o diminuzione dell’olfatto o del gusto, diarrea), oppure che negli ultimi 14 giorni siano entrati in contatto con persone positive al COVID o con persone in isolamento precauzionale; 3) L’accesso alla segreteria sarà garantito tutti i giorni per casi di assoluta necessità, non risolvibili telematicamente e vi accederanno previa registrazione uno per volta attendendo il proprio turno all’esterno della scuola; 4) Non è ammesso l’ingresso a scuola dei genitori, a meno che non siano stati contattati o dalla scuola stessa o per gravi motivi. In caso di dimenticanza di materiale scolastico o altri effetti personali i genitori sono pregati di non recarsi a scuola: i ragazzi possono farne a meno. Si può portare da casa esclusivamente la merenda. Non sono consentiti altri cibi e non è possibile festeggiare compleanni o altre ricorrenze; 5) I genitori devono impegnarsi a far rispettare ai propri figli rigorosamente gli orari indicati per l’entrata e per l’uscita, che possono variare da classe a classe e saranno comunicati a cura delle singole scuole/plessi; 6) Dopo aver accompagnato o prelevato i figli, i genitori devono evitare di trattenersi negli spazi pertinenti agli edifici scolastici; 7) Qualora un alunno si senta male a scuola, rilevando i sintomi sopraddetti, sarà immediatamente isolato nell’aula predisposta dal Referente-Covid. La famiglia sarà immediatamente allertata ed è tenuta al prelievo del minore nel più breve tempo possibile. È indispensabile garantire la reperibilità di un familiare o di un delegato, durante l’orario scolastico; 8) La giustificazione delle assenze sarà effettuata in modalità telematica attraverso il Registro elettronico Nuvola (voce DOCUMENTI/EVENTI PER ALUNNO); 9) Tutte le comunicazioni scuola-famiglia saranno trasmesse attraverso il Registro elettronico Nuvola (voce DOCUMENTI/EVENTI PER ALUNNO); 10) La scuola, effettuerà un controllo a campione della temperatura corporea degli alunni, come misura preventiva anti-contagio Covid-19; 11)  I genitori sono tenuti a comunicare all’ufficio di segreteria a comunicare eventuali variazioni dei propri recapiti telefonici, indirizzi e-mail ecc. Anche le altre istituzioni scolastiche di Somma Vesuviana hanno pubblicato vademecum e regolamenti che sarà possibile trovare sui rispettivi siti istituzionali.

Sant’Anastasia, Carmine Esposito: «Grandi progettualità, Peba e attenzione a tutte le forme di disabilità»

Luigi De Simone e Carmine Esposito
Ai Giardini di Villa Giulia, quasi una chiusura di campagna elettorale. Sullo schermo alle spalle del candidato sindaco in vantaggio al primo turno, scorrono immagini della Sant’Anastasia del passato, negli anni in cui a governare era il primo cittadino per eccellenza, Giuseppe Liguori. Cartoline dalla patina antica che si alternano alle immagini del 2010 – 2013, gli anni di governo di Esposito. «No, non era la Svizzera, era davvero Sant’Anastasia» – gli dà l’assist Luigi De Simone che conduce la serata, commentando le fotografie con la sua voce, mentre scorrono immagini di strade pulite, fontane funzionanti, alberi potati, manifestazioni culturali e sociali. Ormai una consuetudine, la presenza di Luigi De Simone accanto ad Esposito, psichiatra, regista, organizzatore e ideatore del Presepe Vivente, evento che nel 2020 compirà 40 anni e chissà, chiunque dei Carmine in corsa sia il sindaco a Palazzo Siano, forse quest’anno non potrà celebrare l’importante anniversario come avrebbe voluto, se ancora ci saranno restrizioni da Covid – 19. Ed è stato proprio De Simone (che con Pone, il competitor di Esposito, è stato assessore negli anni 2007 – 2009) a raccontare la Sant’Anastasia passata, augurandosi che ad amministrarla, da martedì prossimo in avanti, ci sia un sindaco «strabico». Sì, strabico. Nel senso metaforico del termine: che guardi indietro, con un occhio sempre al futuro. Che veda ciò che ha accanto ma sappia anche, allo stesso tempo, scrutare lontano. «Non sono mai stato in prima fila, ma accanto a tanti sindaci sì, tentando di dare il mio contributo professionale e di pensiero – dice De Simone – ma la volta che ho davvero sognato e sperato è stato negli anni in cui il sindaco era Carmine Esposito. Perciò questa sera dico che abbiamo il dovere di sollecitare le persone che ancora tentennano, che si lasciano abbacinare da dicerie o etichette, noi siamo qui, liberi, responsabili, consapevoli, convinti che il futuro sia già iniziato». Prima di lasciare la scena al candidato sindaco, quattro suoi candidati ad aprire la pista. Mario Trimarco (Sant’Anastasia in Volo) per iniziare. «Vi invito a confrontare le squadre, a guardare chi sarà eletto in un caso o nell’altro, sarà facile votare perché qui ci conosciamo tutti e non possiamo fingere di non comprendere le capacità e le potenzialità». Ha fatto di più Trimarco, rivelando una richiesta, una promessa strappata al candidato sindaco: «Chiedo al sindaco, perché per me lo è già, che la sua squadra sia composta da sole eccellenze anastasiane, per il resto siamo tutti certi che Carmine Esposito ha un unico grande progetto ed è Sant’Anastasia». Poi, Nunzia Manno (Agire): «Negli ultimi anni, tutto ciò che Carmine Esposito aveva iniziato è stato distrutto, dobbiamo riappropriarci della nostra cultura, dei nostri valori, spazzare la via la mentalità becera che ha preso piede. Sant’Anastasia si merita persone capaci». Ancora, Ciro Terracciano, giovane candidato di SìAmo Anastasiani che ha voluto accanto a sé l’ideatore dell’associazione poi divenuta lista civica, Ciro Pavone, che sarà in consiglio comunale da eletto in ogni caso. «I 40 mesi di governo interrotti nel 2013 hanno segnato una svolta nel modo di concepire la politica e la gestione della pubblica amministrazione – ha detto Pavone – oggi siamo più forti, con una squadra matura e ancora più allargata, più capace. Da cittadino, prima ancora che da candidato e futuro consigliere comunale, mi auguro sia Carmine Esposito a riallacciare il cordone ombelicale con quella esperienza». Dunque, nella location di Madonna dell’Arco, mentre il suo competitor dal quartiere Starza (leggi qui) prometteva che «lo avrebbe inseguito fino in consiglio comunale», il candidato sindaco Carmine Esposito tuonava ancora, come nelle settimane del primo turno quando anche il competitor Enzo Iervolino faceva lo stesso, contro la pratica del voto di scambio e le segnalazioni che da più parti gli sarebbero giunte. Indi, spazio ai programmi: dialogo nuovo con le periferie, hinterland e Napoli, con orizzonti larghi e attenzione a quello che ormai per Esposito è il mantra: la zona rossa. Non per restringerla, ma per ottenere i «ristori» previsti nel piano strategico operativo legato alla legge 21 e mai arrivati sul territorio. I condoni, da velocizzare. «Qui non ci sono abusi da speculazione edilizia – ripete Esposito – e in regione lo sappiano subito che lotteremo affinché i piccoli abusi siano tutti sanati, combatterò contro la grande ingiustizia che riguarda i condoni del 2003, applicati ovunque in Italia, tranne che in Campania. Mi chiamassero pure cartomante, mago o uomo nero, ma parla così solo chi non ha capacità di guardare oltre». Ancora, elencando: difesa e valorizzazione del centro storico, rottamazione dell’edilizia spazzatura, messa in sicurezza delle scuole, riqualificazione delle periferie, sostegno alle piccole e medie imprese, focus sul commercio, artigianato, agricoltura, turismo, difesa dell’ambiente e promozione dello sviluppo sostenibile, creazione dello sportello di europrogettazione, sburocratizzazione, nuove azioni sociali per il superamento delle fragilità e integrazione dei più deboli. Ed è su questo punto che amplia il discorso, annunciando di aver fatto suo e della squadra, inserito a pieno titolo nel programma dell’eventuale governo, il sogno di un collettivo che a Sant’Anastasia si occupa, ma non solo, di mettere al primo posto le esigenze dei cittadini con disabilità: «Li ho incontrati, ho avuto modo di parlare soprattutto con Gianluca Di Matola e ho sposato – non con un apparentamento per tentare di intercettare voti ma solo perché condivido pienamente tutto ciò che dicono – le loro istanze: un censimento, innanzitutto, per capire tutte le forme di disabilità presenti sul territorio e che ci fornisca un quadro preciso sulle aree di intervento. I Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, concordando ogni opera pubblica e ogni riqualificazione, una commissione Peba che dovrà assumere un ruolo centrale al tavolo di sviluppo tecnico che si occuperà del nuovo Puc e della quale dovranno far parte uno o più rappresentanti del mondo della disabilità. Poi, la defiscalizzazione delle famiglie con disagio sociale, agevolazioni per le giovani coppie che decidono di crearsi una vita indipendente, riduzione della Tari alle famiglie con valutazioni che riguardino non il patrimonio ma la percentuale di invalidità, la formazione scolastica con l’attuazione del piano educativo individualizzato e, infine, l’ambiente con contrasto ai miasmi notturni e alla devastazione ambientale, anche con una rete di sensori che copra capillarmente il territorio per rilevare anomalie». E non prima di aver promesso battaglia anche al piano territoriale della città metropolitana – non ancora pronto ma che già vede redatte le linee guida le quali inseriscono Sant’Anastasia in una zona che abbraccia l’area da San Sebastiano a Cimitile – Esposito non manca di lanciare strali alla coppia d’apparentamento Pone – Punzo. «Nella politica non si applica la matematica, la gente sarà libera. Io non ho fatto apparentamenti, ho guardato ai problemi delle persone e integrato il mio programma con le soluzioni». Infine, prima di concludere con la frase di rito fin dal comizio di apertura, «Andiamo a vincere», ancora un cenno al programma. «Se come spero e sono certo sarò io a guidare Sant’Anastasia, farò di tutto, già nei primi provvedimenti, per mettere in moto i settori di competenza e favorire, lo dico non una ma tre volte, occupazione, occupazione, occupazione. I cittadini non vogliono più sentir parlare di piccoli progetti ma pensano globale, non ne vogliono più sapere di loschi appalti o immobilismi, sono infuriati con chi in questi anni non ha saputo garantire nemmeno la manutenzione della viabilità, il nostro programma è una bussola per una navigazione buona e moderna, un sentiero che moltiplica le opportunità. Sia un voto libero, convinto, frutto di un giudizio oggettivo, chi vota la mia squadra vota per il futuro di Sant’Anastasia».

Sant’Anastasia, Carmine Pone: «Il rilancio del paese partirà dal quartiere Starza»

Dal comitato elettorale di via Starza Rosanea, il candidato sindaco Carmine Pone va diretto all’attacco e mette da parte il consueto fair play. Il suo intervento è preceduto da altri due, quello di Mauro Beneduce, già consigliere comunale (nella consiliatura Iervolino e in quella dello stesso Pone) e quello di Rosalba Punzo, candidata sindaco del primo turno con la quale ha siglato l’apparentamento lo scorso weekend. Accanto a lui, c’è Vincenzo D’Auria, consigliere uscente (eletto nel 2019 nella squadra dell’attuale competitor Esposito, ora primo dei non eletti con la civica Popolari e Rifornisti, entrerà in assise solo in caso di vittoria di Pone). Ed è Mauro Beneduce a dare il «la»: «Eravamo in consiglio comunale con Rosalba Punzo, Paolo Esposito, Filippo Auriemma, Simone Ceglia da assessore, quando realizzammo le fogne a via Piccioli, a via Simonelli, a Santa Chiara e Masseria Porritelli, in via Pomigliano, quando si procedette all’allargamento di via De Filippo, alla realizzazione della piazzetta fuori dalla chiesa di Ponte di Ferro e, questo è un impegno che chiedo all’avvocato Pone da sindaco, ancora c’è da completare l’illuminazione di via Mele Saracari. Inoltre, il centro sociale, l’acquisto dell’area vasca dal comune di Pomigliano per cinquantamila euro. Ora, dovete sapere tutti che, se Carmine Pone non diventa sindaco, questa periferia – che tanto periferia non è – dopo tanti anni non avrà consiglieri comunali o assessori. Se vince Pone, invece, avrà in squadra Rosalba Punzo e Vincenzo D’Auria, in caso contrario non avrete rappresentanti. Dovete saperlo, perché il consigliere di zona è importante, è un pungolo, a palazzo Siano deve essere un “martello”. Sacrifici e guerre dovemmo fare, minacciando addirittura di far cadere l’amministrazione comunale per dare risposte a quest’area ma avevamo peso politico e votando Pone votate voi stessi, per la Starza». Rosalba Punzo, già presidente del consiglio comunale con il sindaco Enzo Iervolino, al suo attivo un risultato personale di oltre 1500 voti e una sola civica che ne ha raccolti 1062, forte dell’apparentamento con Pone porterà in consiglio comunale, in caso di vittoria, sé stessa e il suo capolista, Carmine Esposito (detto Krol). Ha spiegato, la Punzo, i motivi della candidatura solitaria e dell’apparentamento successivo. «Non potevo restare a guardare stavolta, non mi ritrovavo in nessun schieramento in campo, per cui ho deciso che qualcuno di buona volontà, una donna figlia di questa periferia, dovesse mettersi in gioco, dare l’esempio, con persone che condividessero il mio modo di pensare, perché il nostro paese non fosse mai più alla ribalta per fatti di cronaca o cose brutte. La mia è stata una ribellione, un riscatto. Ce l’ho messa tutta per riuscire a collocarci in uno scenario politico che potesse caratterizzarci e, una volta visti i risultati del primo turno, abbiamo scelto nel candidato Pone la nostra rotta. Perché è l’unico congeniale ai nostri progetti, al nostro programma, per i suoi costumi di vita e la sua reputazione. Questa periferia viene da anni di abbandono, di non governo che Sant’Anastasia ha dovuto subire e merita altro. Abbiamo scelto di condividere il nostro percorso con una persona onesta che condivide e ha sposato appieno i nostri obiettivi. Insieme potremo fare grandi cose, l’apparentamento con Pone è un grande onore». «Vedo crescere il nostro progetto giorno dopo giorno, diviene travolgente» – ha esordito Pone premettendo di trovarsi al quartiere Starza come a casa propria («Ne sto imparando le abitudini, ma lo conosco bene, sono stato sindaco»). «Non è per lisciare il pelo ai cittadini della zona, non è captatio benevolentiae, ma ho detto più volte e ribadisco qui che se questo paese vuole rimettersi in piedi, dobbiamo cominciare dalla Starza». Continua, il candidato sindaco: «Al primo turno sono arrivato bene, con un’affermazione considerevole rispetto ad un progetto che era tutto da farsi e, a questo punto, potevo rischiare l’azzardo di una corsa solitaria. In politica si fa anche questo, ma non ho voluto perché, come già ribadito, per ridare prestigio alle istituzioni c’è bisogno di affidarsi a persone che il prestigio lo posseggono. Non potevo esimermi, negli ultimi anni le istituzioni si sono impoverite: troppa gente che da esse pretendeva prestigio, invece di conferirgliene».  Si è soffermato poi su una polemica: «Oggi ho letto una cosa che mi ha infastidito molto (ndr, il riferimento è ad un post social dei Giovani Democratici), ossia qualcuno che mi accusava di portare in consiglio comunale, oltre alla dottoressa Punzo, un signore di 73 anni. Non c’è nulla di più aberrante che classificare le persone tenendo conto del dato anagrafico. Da questo punto di vista io la penso come Ciriaco De Mita: il carburante della politica sono le idee, finché nei hai una sei giovane perché utile alla comunità e, del resto mi dà fastidio il giovanilismo di maniera, vedo tanti giovani con poche idee». Racconta alla platea della Starza, in proposito: «Ho investito molto sui giovani nella mia carriera politica, nominai assessore un giovane di 22 anni appena uscito dall’università (ndr, era il 2007, l’assessore più giovane che avesse mai ricoperto un incarico in una giunta anastasiana aveva la delega al bilancio, Armando Di Perna, poi riconfermato nella giunta Esposito e nella prima di Abete), non vi dico come è finita, ma lo potete immaginare. Non sempre i giovani rispondono come uno si attenderebbe, per cui bisogna miscelare esperienze consolidate con la spinta e le energie delle nuove generazioni che vanno però canalizzate». Chiede poi l’impegno massimo dei cittadini del rione, l’avvocato Pone: «Pretendo che questo quartiere elegga i propri rappresentanti in consiglio comunale, Vincenzo D’Auria e Rosalba Punzo. Gli altri lo sanno, in questi giorni stanno impazzendo, delirando, perché vedono sfumare il risultato che avevano in mente. Loro non hanno alcun interesse per questo quartiere, faranno anche un caseggiato rabbioso per recuperare ma non è così che si fa. C’è bisogno di un rapporto di fiducia partendo da comportamenti concreti, è nelle cose che si fanno che si può stabilire l’interesse per i problemi della zona: le mie non sono parole per catturare consensi, anzi». E il candidato sindaco conferma poi che il disegno nel suo progetto c’era già, proprio per la Starza. «Il mio progetto politico prevedeva proprio questo, che il mosaico al quale stiamo lavorando potesse avere al momento opportuno tutte le tessere delle quali aveva bisogno. Un sindaco serio, da martedì mattina, si mette qui e detta le coordinate per rilanciare il paese. Qui dove ho trovato le stesse infrastrutture che avevo lasciato nel 2009, qui dove il supermercato Piccolo potrebbe essere la “Fiat” di Sant’Anastasia per la quantità di stipendi che eroga mensilmente. Le infrastrutture intorno a questo insediamento commerciale dovrebbero essere tante e tante altre. Siamo in ritardo». Indi, numerosi punti, programmi, progetti per il quartiere: infrastrutture in primis. «La ferrovia non ha solo spaccato in due il quartiere ma, se non raddoppiamo immediatamente la carreggiata, tra il centro commerciale su via Pomigliano, gli insediamenti industriali nascenti in via De Filippo, tra qualche mese non sarà più possibile transitare su via Pomigliano». Poi, risoluzione per la chiesa che dovrebbe sorgere in zona, la scuola media. «Tutte le risorse in questa direzione, e velocemente, così come occorrerà dare presto corso alla battaglia che Vincenzo D’Auria ha portato avanti in consiglio comunale per la realizzazione di una strada di collegamento da via Pomigliano a Starza Santa Chiara» – promette Pone che, poi, passa all’attacco del suo competitor di ballottaggio che negli stessi istanti sta tenendo un intervento ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco senza risparmiare altrettanti strali (leggi qui). «Non so questo signore di cosa stia parlando nelle ultime ore nel caseggiato da queste parti. Conversari privati ai quali non vorrei assistere per motivi di giustizia, mentre non ho riscontrato pronunciamenti pubblici né per iscritto su nessuno dei problemi del quartiere». E incalza: «Noi siamo più credibili, un ceto politico più affidabile, perché sappiamo bene che non potremo rimangiarci quanto detto nelle manifestazioni pubbliche che privilegiamo rispetto agli incontri tete à tete. Perché sappiamo che voi potrete ricordarcelo, mettercelo sotto il naso in ogni momento. Allora, io credo che la differenza tra noi è loro è visibile, palpabile, non è una partita tra persone e candidati omogenei per cui si possa dire “vinca il migliore”. Non è così, oggi il discrimine, quello tra cui si deve scegliere è o un appuntamento con la storia o un essere risucchiati nella logica di chi ha steso su questo paese una cappa di piombo e lo ha ridotto nelle condizioni in cui si trova. Io prometto che lo inseguirò fin dentro il consiglio comunale, qualunque ruolo mi sia assegnato e non gli darò tregua, perché devo liberare questo paese. E sono certo che lo sarà il 5 ottobre».

Sant’Anastasia, Antonio Pone (segretario Pd): “Solo programma e squadra ci faranno decidere”

Dal segretario del Pd di Sant’Anastasia, Antonio Pone, riceviamo e pubblichiamo.  Programma e squadra ci faranno decidere, nient’altro! Tra pochissimi giorni noi anastasiani decideremo il nostro prossimo sindaco. I due contendenti ancora in corsa, come è normale che avvenga, in questa settimana si sono particolarmente focalizzati su eletti ed elettori degli schieramenti che si sono fermati al primo turno e quindi, per quanto ci riguarda, sugli elettori del Partito Democratico il quale pur nella sconfitta si è affermato come prima lista in assoluto con ben 2073 preferenze. È scontato, lo ribadiamo, che chi ancora concorre per una carica così importante provi ad ampliare il proprio consenso e sarebbe ingenuo da parte nostra manifestare stupore o avanzare recriminazioni. Quello che onestamente ci sorprende sono i toni e i modi con cui questo sta avvenendo. Per questo motivo vogliamo sottolineare ancora una volta la nostra posizione. Ci siamo candidati per offrire una proposta alternativa rispetto alla continuità amministrativa degli ultimi 13 anni che abbiamo sempre giudicato disastrosi per la nostra comunità; abbiamo proposto temi seri: ricordiamo tra tutti la partecipazione attiva dei cittadini, la trasparenza della macchina amministrativa, la salute a 360°, il ritorno a politiche sociali che siano degne di questo nome. Ebbene, in democrazia i ruoli li decidono gli elettori, che sono sempre sovrani, e per noi hanno scelto il ruolo dell’opposizione: è su quei banchi che ci siederemo dal 6 ottobre! In questo turno di ballottaggio i nostri elettori saranno molto attenti alla qualità della proposta politica e soprattutto, come sempre accade, saranno estremamente liberi di muoversi in piena coscienza per quello che ritengono il progetto più valido per il proprio paese. Siamo sicuri che, come noi, presteranno particolare interesse alla vicinanza che la prossima amministrazione saprà mostrare a questi temi su cui tanto abbiamo dibattuto in campagna elettorale. Ci permettiamo quindi di dare un consiglio non richiesto a chi vuole convincerci: puntate su questo! Mostrateci il vostro reale interesse a trasformare in realtà questi progetti nell’esclusivo interesse degli anastasiani e rinfoderate le spade. A chi serve pretendere il consenso per fatti forse avvenuti anni, a volte anche decenni, fa o per chissà quali meriti esclusivamente personali? Sicuramente non al paese. Infine, una rassicurazione a chi in questi giorni si è impegnato ad arroventare il clima (semmai ce ne fosse bisogno): noi siamo e restiamo persone serie e libere, non determineremo neanche un centimetro della nostra scelta sulla base del numero dei nostri seggi (che tra l’altro saranno in ogni caso 2 come abbiamo dovuto più volte ricordare) o per calcoli personali o vendette. Solo i programmi politici e un’attenta analisi della squadra che dovrà portarli avanti ci faranno decidere, nient’altro! Ritorniamo tutti insieme a fare seriamente politica. Antonio Pone Segretario Partito Democratico Sant’Anastasia

Covid: SSC Napoli, tamponi tutti negativi. In Regione sono 287 i nuovi positivi

Sono tutti negativi i tamponi effettuati al Napoli, dopo la partita col Genoa e le 14 positività emerse tra le file della squadra ligure. Domani la squadra allenata da Gattuso sarà sottoposta un secondo test molecolare anti Covid. Lo fa sapere la Società Sportiva Calcio Napoli con un tweet. Sono 287, invece, i pazienti risultati positivi in Campania nelle ultime 24 ore a fronte di 5584 tamponi esaminati nei centri regionali. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza è di 12742 mentre il totale dei tamponi sale a 595991 Oggi non si registrano decessi. I guariti del giorno sono 139; il totale dei guariti è 6166. Due giorni fa, a proposito di tamponi, si era fatto sentire il sindaco di Baco, Josi Gerardo Della Ragione, che in un post su Facebook aveva sottolineato un aspetto in particolare dell’emergenza: “Amo il calcio. Ma non può definirsi normale un paese in cui un calciatore, per giocare una partita di pallone, fa tre tamponi in tre giorni, mentre quotidianamente debbo raccogliere le giuste lamentele di mamme, papà, lavoratori e ragazzi, che ne attendono anche venti. Per farne appena uno, e per conoscerne il risultato. Costretti, nell’attesa, a restare chiusi in casa. Lontani da tutti e tutto, come se fossero degli appestati. Credetemi, non si tratta neanche più di giustizia (o ingiustizia) sociale. Ma, parafrasando il Capo dello Stato, semplicemente di serietà”. (foto ANSA Campania)