Casamarciano, il sindaco Carmela de Stefano vara la nuova giunta: entrano Appierto, Piscitelli, Restaino e Tortora

Riceviamo e pubblichiamo.
Ad una settimana esatta dalla vittoria, a Casamarciano il neo sindaco Carmela de Stefano presenta la giunta.
Con lei nell’esecutivo entrano Antonio Restaino che assume anche la delega di vicesindaco, lavori pubblici, urbanistica, edilizia privata, pianificazione  territoriale, patrimonio e protezione civile; Arcangelo Piscitelli a cui vanno le deleghe alle politiche sociali, eventi, comunicazione, finanziamenti pubblici e relazioni organi istituzionali; Antonietta Appierto con delega alla pubblica istruzione; Pietro Tortora che assume le deleghe alle politiche giovanili, sanità, formazione e pari opportunità.
“Un esecutivo omogeneo che tiene conto da un lato dell’esperienza amministrativa maturata in questi anni e dall’altro delle competenze professionali – spiega il sindaco Carmela de Stefano – Una squadra che mi affiancherà nell’azione  di governo cittadino a cui ovviamente prenderanno parte tutti i singoli consiglieri come annunciato in campagna elettorale. Teniamo a cuore le sorti della comunità e lavoreremo gomito a gomito per una Casamarciano libera da schemi e che rispetti il patto con gli elettori”.

Marigliano, commissariamento agli sgoccioli: tiriamo le somme con Roberto Esposito

Il 17 agosto, quasi un mese dopo il clamoroso arresto dell’ex sindaco Antonio Carpino (oggi ai domiciliari), il vice prefetto di Napoli, dott. Roberto Esposito, si insediava presso il Comune di Marigliano e diventava il nuovo commissario prefettizio della città. Una comunità intenta a trattenere il fiato per le sorti dell’allora primo cittadino lo attendeva al varco, scrutandolo in maniera guardinga dalle finestre. Oggi, dopo un mese e mezzo, Roberto Esposito sta per lasciare il posto al subentrante avvocato Peppe Jossa, nuovo sindaco che verrà proclamato ufficialmente venerdì: da quel momento in poi il commissario decadrà e Marigliano avrà di nuovo un’amministrazione. Questi sono i tecnicismi, ultima volata burocratica prima che la politica torni a occupare il posto che le compete, al governo della città. Abbiamo incontrato il commissario prefettizio per fare il punto della situazione ed effettuare insieme a lui una disamina di questo periodo breve, se non brevissimo, eppure particolarmente intenso. Un’emergenza sanitaria e una triplice tornata elettorale da gestire in pochissimo tempo, non esattamente una passeggiata: un bilancio di questa esperienza? Marigliano è stata una bella esperienza: tutti i Comuni sono formativi perché ti lasciano un quid che ti permette di arricchire il tuo bagaglio. Anche questa città ha dunque dato un contributo e mi lascerà indubbiamente qualcosa, anche se il tempo trascorso qui è stato davvero limitato. Questione Covid: comprendo l’enfasi dei cittadini, le ansie della comunità, però bisogna gestire le cose con equilibrio e devo dire che Marigliano (nel quadro virtuoso italiano, da molti sottolineato) è stata una città particolarmente virtuosa, sia nel corso della cosiddetta “prima ondata” e del relativo lockdown, quando la Campania è stata risparmiata per fortuna dall’emergenza, sia ora che i numeri sono in ascesa e la nostra Regione è la più colpita. È proprio adesso, infatti, che non bisogna abbassare la guardia e sono sicuro che il nuovo sindaco adotterà tutte le giuste precauzioni a tutela della cittadinanza. Va da sé che senza la collaborazione e il buon senso delle persone non c’è misura anti Covid che tenga, e questo bisogna sempre sottolinearlo. In merito alla tornata elettorale, e a proposito di assembramenti, devo ammettere che quella vissuta a Marigliano è stata un’esperienza molto particolare: non ho mai visto tanta gente in attesa allo sportello per ritirare la tessera nei giorni di apertura dei seggi, né tante forze dell’ordine impegnate nella buona riuscita delle operazioni. Ovviamente la presenza dei Carabinieri, in particolare, è un aspetto positivo della collaborazione e della sinergia che c’è stata in quei momenti e per questo ringrazio vivamente il Comandante Sirico della locale stazione. Tuttavia alcune cose vanno notate: bisogna dire che la pubblica amministrazione, nel complesso e non solo a Marigliano, sta vivendo una fase di profonda transizione. Tutte quelle fasce di assunzioni, come la 285 ad esempio, stanno ormai andando a scadere: con la quota 100, poi, sono tanti i dipendenti che vanno in pensione. Dunque è proprio qui e ora che si può misurare la lungimiranza di un’amministrazione: il Comune di Marigliano ha la fortuna di non essere in dissesto, né in predissesto (ossia non deve fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale), e quindi può operare con nuovi concorsi finalizzati a immettere risorse fresche nei punti nevralgici della macchina comunale. Ovviamente molti Comuni hanno aderito al cosiddetto Concorsone promosso dal governatore De Luca: ecco, senza nulla togliere a quella iniziativa, opterei invece per dei singoli concorsi mirati, perché così facendo si riuscirebbe a valutare meglio le professionalità che servono allo specifico contesto burocratico e amministrativo. Oggi come oggi l’aspetto fondamentale per rivitalizzare il pubblico impiego è la motivazione: per questo motivo è auspicabile un ricambio generazionale che tenda a massimizzare l’impegno di ciascuno per offrire un servizio sempre migliore al cittadino. Ad ogni modo, nonostante le criticità, nel periodo elettorale abbiamo assicurato alla cittadinanza oltre duemilacinquecento tessere elettorali: molte sono state puntualmente consegnate dalla Polizia Municipale nei mesi scorsi, tuttavia alcune persone non sono state intercettate in fase di consegna. Non possiamo dimenticare, inoltre, che nel frattempo il Comune è stato vittima di un attacco hacker e ne stiamo ancora pagando le conseguenze: ne usciremo a breve ma stiamo già provvedendo a ripristinare le pubblicazioni in albo pretorio. Come se non bastasse è cambiato anche il responsabile dell’ufficio elettorale. Tutti questi aspetti, insomma, hanno senz’altro generato un momento di confusione in cui il sistema, non ottimizzato a dovere, è andato in tilt. Tutto sommato, però, le difficoltà sono state superate e per questo dico che l’esperienza mariglianese è senz’altro formativa per quanto mi riguarda. Spero si possa dire lo stesso anche per il Comune. La macchina comunale sembra avere grosse difficoltà a gestire l’ordinaria manutenzione, e questo nonostante l’assunzione di ulteriori 19 risorse per l’igiene pubblica: secondo lei, ora che ha potuto constatarlo dall’interno, cosa proprio non funziona a livello amministrativo? Cosa si potrebbe fare meglio per i servizi fondamentali da offrire al cittadino? Il problema è prettamente organizzativo. Senza un’organizzazione oggi non si può ripartire. Sicuramente si può fare di più, attivando maggiori risorse, tuttavia c’è bisogno soprattutto di disposizioni politiche precise che non si intreccino né si accavallino (e magari si confondano) con le disposizioni tecniche. Purtroppo è proprio lì che si inceppa la questione, in molte pubbliche amministrazioni e non solo qui a Marigliano: l’aspetto politico vuole entrare in quello burocratico e viceversa, scatenando spesso e volentieri un conflitto tra settori e amministrazioni che di certo non giova. L’aspetto politico e quello burocratico devono andare a braccetto e sembra che le intenzioni dei nuovi eletti vogliano tendere proprio in questa direzione, e questo connubio possibile è l’unica soluzione al problema. Questo Comune va un po’ ristrutturato dal punto di vista burocratico e la chiave di volta, lo ribadisco, è l’organizzazione. Se politica e burocrazia andranno di pari passo e lavoreranno in sinergia nell’interesse della città, come da auspici di campagna elettorale, allora entrambe, insieme, saranno vincenti. Con la solita dicotomia, al contrario, questa città non potrà andare da nessuna parte. Le falle sono presenti anche nel mancato processo di digitalizzazione del Comune e allora bisogna garantire un nuovo modus operandi anche per questo: nel bilancio, ad esempio, abbiamo già stanziato dei soldi. Circa ventimila euro per nuovi software, senza dimenticare che molte risorse del Recovery Fund arriveranno (ai Comuni) anche e soprattutto per rinforzare i processi di digitalizzazione: un’occasione d’oro insomma! Conflitto di interessi e questioni di opportunità: ritiene che il Comune di Marigliano viva una situazione di promiscuità tra pubblica amministrazione e politica? Sì, ed è la causa di tutti i problemi. All’epoca Bassanini (autore dell’omonima legge n. 59 del 1997 sulla semplificazione amministrativa) fece una cosa bellissima: la benedetta distinzione tra politica e burocrazia, un’idea ispirata dal sistema anglosassone, mentre qui da noi si preferisce adottare un approccio più alla francese. Come principio teorico è assolutamente condivisibile, poi però bisogna fare in modo che i primi decreti di un sindaco, che sono sempre quelli sindacali di assegnazione delle funzioni ai responsabili di settore, non diventino il mezzo per garantirsi indennità e potere. Gestione politica e tecnica devono essere in qualche modo complementari e non supplementari: il sindaco decide cosa realizzare e il tecnico provvede al come. Una riflessione sul bilancio che lei ha dovuto approvare? Il bilancio è stato approvato in modo asettico. Se avessero dovuto approvarlo i politici, molto probabilmente non sarebbe stato approvato e non per demeriti ma perché un amministratore è tenuto a lavorare su visione e grandi numeri, in maniera “ottimista” diciamo. Ovviamente non ho tagliato brutalmente, però ho ritenuto di dover accantonare determinati aspetti del bilancio in favore di altri, prediligendo e dando priorità ad alcune casistiche: innanzitutto l’edilizia scolastica, per cui sono state liberate le prime somme e sono già in corso i primi interventi (sui solai per esempio). Poi si è pensato di dare continuità a tutte le opere pubbliche già cantierate, per le quali infatti i lavori sono ripresi. Abbiamo anche provveduto a stabilizzare alcuni lavoratori comunali addetti alla manutenzione e alla cura del verde pubblico. Commissione d’accesso, se ne parla tanto ancora: ad oggi esistono davvero i presupposti per il suo arrivo in città? Lo scenario prevede che, affinché arrivi una commissione d’accesso ci debba essere un connubio particolare tra pubblica amministrazione e criminalità organizzata. Mi sono occupato recentemente di una commissione d’accesso presso il Comune di Sant’Antimo, dove alcuni clan camorristici (i Verde e i Puca) comandavano letteralmente e questo era acclarato: l’ho visto nelle delibere, l’ho visto nei vari contratti con le ditte e in tanti altri atti. Il problema è uno solo: l’atto che ha colpito l’ex sindaco Carpino va inquadrato in un eventuale e più ampio legame che vada in questa direzione. Di per sé, infatti, non è detto che si tratti proprio di quello. Personalmente credo che Marigliano sia scevra da questa fattispecie di intrecci che vorrebbero la criminalità inserita nella pubblica amministrazione e lo evinco anche dai pochi atti che ho potuto analizzare. E poi è anche un augurio che dobbiamo fare al nuovo sindaco, sicuramente impegnato affinché lo spartiacque non venga mai superato. Lui troverà altri problemi e per risolverli bisognerà affidarsi all’intelligenza dei politici e dei burocrati, i quali dovranno scendere dal piedistallo e darsi una mano nell’esclusivo interesse della città.

Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, in arrivo l’edizione 2020

Scade il prossimo 9 novembre il bando di partecipazione alla nona edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania, il premio vuole valorizzare le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo – fondatore dell’Arga Campania, vicedirettore del “Roma” e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania – nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi di ambiente, agricoltura, territorio e ricerca scientifica in Campania. I vincitori delle tre sezioni (carta stampata, radio-televisione, web) riceveranno un assegno di mille euro e una targa. Dal 2018 viene assegnato anche un riconoscimento intitolato alla memoria di Gianpaolo Necco. Tutte le informazioni sul sito. Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” 2020 Nona Edizione BANDO  ART. 1 L’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Sugc), il quotidiano Roma e l’Arga Campania indicono la nona edizione del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Il premio ricorda e valorizza le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo, fondatore e presidente dell’Arga Campania, vicedirettore del Roma e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nella formazione dei giovani colleghi e premia il miglior lavoro giornalistico su ambiente e natura, agricoltura, territorio e ricerca scientifica in Campania. ART. 2 Il premio è rivolto ai giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti. ART. 3 Il premio è diviso in tre sezioni: carta stampata, radio-televisione, web.  Il vincitore di ogni sezione sarà premiato con una targa e un assegno di euro 1.000,00 (mille). ART. 4 Ogni candidato potrà partecipare con un solo lavoro pubblicato nel periodo 2019-2020.  La partecipazione è gratuita; articoli, foto e cd non saranno restituiti. ART. 5 I lavori, corredati da abstract, breve curriculum vitae, dati anagrafici e recapiti del/della concorrente, dovranno essere inviati entro e non oltre il 9 novembre 2020 a mezzo raccomandata con R.R. o portati a mano alla segreteria del premio “Francesco Landolfo”, presso la sede del SUGC, Vico Santa Maria a Cappella Vecchia 8/B (primo piano int.3), 80121 Napoli. ART. 6 La Giuria del premio è composta da: Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Claudio Silvestri, segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania; Antonio Sasso, direttore editoriale del “Roma”; Pasquale Clemente, direttore responsabile del “Roma”; Geppina Landolfo, presidente Arga Campania; Antonella Monaco, delegata Arga Campania; Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di cultura meridionale. Il giudizio della giuria è insindacabile; la partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del presente bando. ART. 7 I risultati del concorso saranno pubblicati e scaricabili dai siti dell’Ordine dei Giornalisti, del Sugc, del quotidiano Roma e dell’Arga Campania. La data e il luogo di premiazione sarà comunicata direttamente agli interessati via email. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione. L’invito ufficiale alla Cerimonia di Premiazione non dà diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

Sant’Anastasia, biblioteca Siani: “Fanno murare i libri per ospitare due aule scolastiche”

Riceviamo e pubblichiamo da Anna Maria Romano di MIR. La commissaria Stefania Rodà, reggente straordinaria del Comune di Sant’Anastasia, fa murare i libri della biblioteca comunale (Centro polifunzionale “G.Siani”  di via Madonna dell’Arco)  allo scopo di ospitare  alcune aule dell’Istituto “De Rosa” –  che prima dovevano essere cinque poi diventano solo due. Tutto questo accade mentre i cittadini sono distratti dallo spoglio delle schede per il voto comunale che, il giorno 22 settembre scorso, avrebbero dovuto eleggere il nuovo sindaco. La biblioteca, in men che non si dica, viene infatti smantellata. La sala conferenze diventa ricettacolo di suppellettili di vario genere spostati dall’aula dove si svolgevano le attività di studio e di svago dei ragazzi a rischio di povertà culturale ed ambientale. “Un orrore più che un errore” commesso per poche  decine di bambini a fronte di almeno duecento persone che si alternavano in quella struttura per svolgere i loro diversi progetti (disabili, ragazzi a rischio, non vedenti, studenti universitari). Chi vi scrive, volontaria dell’associazione Mir odv per i ragazzi a rischio, così commentava in un wthapp inviato al gruppo degli associati e poi sui social,  dopo aver visto lo scempio che lì si commetteva. “Mancano poche ore, forse minuti”, scivevo. “Poi habemus sindacum. O ballottaggio che sia! E mentre nel paese si rincorrono voci, spesso contrastanti tra loro. E mentre gli uffici postali sono vuoti e le persone accalcate nei luoghi di attesa per il nuovo sindaco, accade l’inverosimile. Biblioteca comunale “G. Siani”. Ore 9:30. Cancelli chiusi e porte finestre spalancate. Nell’indifferenza generale, due giovani operai, inconsapevoli, alzano lastre di cartongesso davanti alla libreria per murare quei pochi ma preziosi libri di cui dispone il Centro Siani. Loro, (la commissaria o chi per essa del Comune) dicono per proteggere i libri dai bambini che occuperanno quella stanza quando diventerà un’aula scolastica. Proteggerli dalla cultura? Inaudito! Prima del Covid lì dentro e nell’aula a fianco (anch’essa destinata a classe) c’erano fior di giovani a preparare gli esami universitari. Ora una “dèpendance” dell’istituto comprensivo “Mario De Rosa”. Due aule soltanto. E per fare questo hanno commesso uno scempio. Privati tanti altri ragazzi – a rischio o meno, disabili o no – di poter vivere un luogo di aggregazione e di socialità che nell’età evolutiva sono necessari come il pane. Come vedrete nella foto la nostra roba giace inerme nella sala conferenze, al momento non utilizzabile. Anna Maria Livaldi (storica volontaria e coofondatrice della Mir) si affaccia dalla targa vicino alla porta con disappunto. Non ci sei più Anna Maria, ti sei risparmiata un dolore”! Chi salverà i senza diritti?

Napoli: si lancia dal balcone, muore undicenne. L’ombra dell’istigazione al suicidio “per gioco”

Un bimbo di appena 11 anni è morto a Napoli dopo essersi lanciato dal balcone di casa, al decimo piano di un palazzo nel quartiere Chiaia. La Polizia di Stato e la Procura, che stanno indagando sull’accaduto, ipotizzano il reato di istigazione al suicidio. Il ragazzino, prima di compiere il gesto, avrebbe lasciato un bigliettino con il quale chiedeva scusa alla mamma e nel quale faceva riferimento a uno stato di paura vissuto, secondo quanto si apprende, durante le ultime ore di vita. L’undicenne allude, in particolare, a un uomo nero, e gli inquirenti non escludono possa essere stato vittima dei cosiddetti “challenge dell’orrore”, del tipo “blue whale”, un gioco che si svolge totalmente on-line, che comprende atti di autolesionismo e contempla anche, alla fine, il suicidio. Secondo quanto emerso finora, sembra che il bambino, residente con la famiglia nel quartiere Chiaia, fosse sano e felice, praticasse sport e fosse perfettamente integrato. (Foto ANSA Campania)

Tutela del consumatore e violazioni in materia alimentare e igienico-sanitaria: controlli e sequestri dei Carabinieri

Non si fermano i controlli alimentari dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in tutela del consumatore. Questa volta a finire nel mirino dei militari del Nas partenopeo un minimarket di Via Venezia Giulia, nel quartiere di Fuorigrotta. L’attività, ispezionata dal nucleo specializzato insieme a militari della locale stazione, è stata sanzionata per carenze igienico sanitarie,  per la mancanza dei manuali di autocontrollo e per le modifiche strutturali di alcuni ambienti senza alcuna comunicazione agli uffici comunali. Sequestrati 26 chili di alimenti vari perché privi di indicazioni sull’origine e la tracciabilità. Alla titolare del negozio sono stati notificati illeciti amministrativi per 1500 euro. Carenze igienico sanitare riscontrate anche in una macelleria di Via IV Novembre, nel comune di Acerra. I carabinieri del Nas, della locale stazione e personale dell’Asl Napoli 2 Nord hanno chiuso uno dei locali dell’attività utilizzato come deposito perché carente dal punto di vista igienico sanitario. Sequestrati 170 chili di carne e generi alimentari vari perché privi di indicazioni sulla tracciabilità. Stesso discorso per 24 bottiglie di vino, 13 di passata di pomodoro e 62 barattoli di conserve alimentari. Le sanzioni applicate raggiungono i 3500 euro. Il titolare è stato diffidato affinché  provveda all’eliminazione di gravi carenze igieniche, sanitarie e documentali riscontrate nel corso della verifica. Ispezioni anche a Pozzuoli dove i carabinieri hanno chiuso amministrativamente un deposito alimentare e un laboratorio di prodotti carnei di un supermercato di Via Pagano. Secondo quanto riscontrato dai militari, i locali erano stati realizzati in difformità alle autorizzazioni urbanistiche concesse dal Comune.

Piazzolla di Nola, si scatena una rissa per un complimento: sette persone denunciate dai Carabinieri

È bastato un apprezzamento ad una ragazza per scatenare una rissa in un ristorante di Via Castellammare, nella frazione di Piazzolla di Nola. Due tavoli poco lontani, una quindicina di persone sedute a mangiare. Da una delle due comitive parte un complimento per una delle ragazze sedute al tavolo vicino. Qualcuno non apprezza le lusinghe e lo fa notare. È così che scoppia una violenta lite, poi sfociata in rissa. Sette i giovani identificati e denunciati dai Carabinieri della stazione di Piazzolla di Nola, tutti incensurati del vesuviano di età compresa tra i 19 e i 21 anni. Sedata la rissa, i giovani hanno raggiunto autonomamente l’ospedale di Castellammare di Stabia dove sono stati visitati da personale del Pronto soccorso. Nessuno ha subito traumi gravi. La prognosi più sfavorevole è toccata ad un 21enne di Torre Annunziata: 15 i giorni di riposo prescritti per un trauma cranico e per l’infrazione delle ossa nasali. Continuano le indagini dei carabinieri per identificare le altre persone coinvolte.

Somma Vesuviana, i genitori degli alunni del I° Circolo: “Scuole riaperte, ma sciocchezze abnormi che espongono i ragazzi al contagio, spostate il lanciafiamme”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei genitori dell’Infanzia  del 1° Circolo Arfè 

Ci sorprendiamo che in Campania ci sia un aumento di casi di Coronavirus? Ci so­rprendiamo che ci sia un un gran numero di contagi nella cit­tà di Somma Vesuvian­a? Riportiamo a segu­ito il testo di una lettera che alcuni genitori (quelli a co­noscenza della abnor­me sciocchezza a liv­ello organizzativo del Comune Vesuviano sopracitato) hanno inviato al Sindaco e alla Preside della Scuola dell’Infanzia 1° circolo didattico Raffaele Arfè , una missiva inviata tra­mite posta certifica­ta alla quale non è seguita a tutt’oggi alcuna risposta.D’al­tronde perchè si dov­rebbero rassicurare​ questi genitori che i propri figli, qu­elli che saranno sen­za mascherina e quin­di più esposti, quel­li che dovrebbero es­sere ancora più tute­lati, saranno invece sovraesposti al ris­chio di contagio? As­sicurare il distanzi­amento sociale per il comune di Somma si­gnifica assembrare due scuole in una solo per carenze organi­zzative? Sarebbe il caso di spostare il mirino del lanciafia­mme.

Gent. ma Signora Pr­eside del 1° Circolo didattico Raffaele Arfè ed Egregio Sig Sindaco di Somma Ves­uviana,​ siamo i gen­itori della seconda e terza sezione della scu­ola dell’Infanzia in­dicata in intestazio­ne sita in Somma Ve­­suviana alla Via San Giovanni de Matha.Ci è giunta notizia non confermata da can­­ali ufficiali ma dai genitori della Scu­o­la dell’infanzia sita in Via Pomintella che qualcuno di non precisato abbia de­ciso di acc­orpare la suddetta scuola al­la nostra.In vista della riapert­ura del­le scuole il 1 Ottob­re abbiamo necessi­tà e sopratutto dir­i­tto ad essere inform­­ati sulle modalità di organizzazione re­l­ative ai singoli ple­ssi. La pan­demia ha sconvolto tutti e provocato dan­ni oggettivi e concr­eti sopratutto in te­rm­ini emotivi e psic­o­logici; Di questo i nostri figli ne sono rappresentanti for­­se più di noi adulti. Lo scorso anno abb­­iamo atteso che la scuola venisse resta­u­rata, abbiamo affr­on­tato i disagi di un momentaneo trasfe­rim­ento delle aule in un altro istituto dis­tante dal nostr­o, per il bene comune e per il benessere dei nostri bimbi.Ora che la scuola è st­a­ta messa in sicure­zz­a, ora che ha dei se­rvizi igienici effic­ienti, aula ref­ettor­io, aula per attività extra, tv, teatro, giostrine e giardin­o, dunque ora che la nostra scuola ha tu­tte le carat­teristic­he per affr­ontare i disagi della pandemia e rispett­are le no­rme di sic­urezza anti covid co­mpresi l’ evitamento degli ass­embramenti e il risp­etto del distanziame­nto, con molto dolore appre­ndiamo che tu­tto qu­esto è soltanto un’u­topia. In prim­is ag­giungere delle cl­as­si a quelle preesist­enti sign­ifica ridu­rre al min­imo gli spazi e le attivi­tà da programmare;Signi­fica condividere i servizi igienici e do­ver adottare per for­za di cose una serie di scelte che sono segno di un discut­i­bile modus educati­vo e psicopedagogico. Una scuola che non riduce il numero di pers­one in presenza ma le aumenta, che diminuis­ce spazi di vivibili­tà e dunque di sicurez­za appa­re inadeguata e priva di qualsiasi misura anti covid anzi ap­pare favorirne il co­nta­gio. Peraltro tu­tto questo senza nes­sun confronto, senza nes­suna condivisio­ne con chi affida i propri figli alla sc­­uola in quanto isti­t­uzione e non da me­no in un comune che registra ogni giorno sempre più contagi.­La scuo­la dovrebbe rapprese­ntare il lu­ogo dell’­accoglienz­a, dell’ educazione, il luogo più sicuro per un ge­nitore, il luogo in cui il pr­oprio figlio inizia ad avere una relazio­ne con il mondo. Gar­antire la sicurezza dei bambini all’inte­rno dell’istituto Sc­olastico è un vostro dovere ed un nostro diritto, un diritto tutelato dalla Cost­ituzione Italiana. Richiediamo con urgen­za chiarimen­ti in merito a quanto descr­itto. Richiediamo un inco­­ntro, utilizzando i canali multimediali. È importante chiar­i­re che la nostra voce non si fermerà. Sa­ranno coinvolte le istituzioni, la st­amp­a, i media. Abbi­amo bisogno di tutel­are i diritti dei no­stri figli.

Restiamo in attesa di una vostra rispos­ta ufficiale.Cordial­men­te, i genitori delle sezioni, scuola dell’Infanzia Raffa­ele Arfè,

Maurizio Farinaceo, Daniela Cavallo, Ci­­ro Ruocco, Rosa De Angelis, Ciro Alfara­n­o, Mariarca Molaro, Ciro Polise, Consu­ela Scotto Di Clemen­te, Giovanni Tufano, Angela De Santis, Lui­gi Capasso, Annun­zia­ta Labanchi, Gio­vanni Coffarelli, Ad­ele De Vita, Antonio Ecc­itato, Giovanna Annu­nziata, France­sco Ma­iorino, Erika Di Pal­ma, Antonio Perez, Marianna Roma­no, Giov­anni Noceri­no, Rita Di Mauro, Irene Carpino, Daniele D’Avino, Ca­rmela Guarino, Angelo Cerc­iello, Anna Ru­sso, Giuseppe D’Ambr­a, Luana Curcione, Genti­la Alaia, Michele D’­alessandro, Melania Esposito, Maria Scog­namiglio, Flora Cast­aldo, Antonio Gaetano Donizzetti, Roberta Trevisan, Pasquale Monda, Mariantonia Nocerino, Aurelia Im­prota, Santola Baron­e, Vincenzo Corcione.

Si allega il documen­to tecnico sull’ipo­tesi di rimodulazione delle misure conte­nitive nel settore sco­lastico.

Come iniziò la storia della chiesa di San Michele in Ottaviano

E’ antica tradizione che la chiesa sia stata costruita sui resti di un tempio pagano, consacrato forse a Castore e a Polluce. La presenza dei Longobardi, promotori del culto di San Michele. Le “visite” dei vescovi nolani: nella relazione sulla “visita” di Lancellotti (1615) c’è l’elenco delle reliquie conservate nella chiesa. Le processioni dell’ 8 maggio e del 29 settembre. Nel 1691 San Michele diventa uno dei “patroni” di Napoli e durante la processione che celebra il nuovo protettore della città Giuseppe I Medici ha l’onore di portare lo stendardo.   Si narra  che la chiesa sia stata costruita sui resti di un tempio pagano, consacrato forse a Castore e a Polluce  e di una chiesa altomedievale: Adolfo Ranieri, il primo storico di Ottajano, ne individuò le ultime tracce nei medaglioni a figure classiche degli ipogei. Il mistero sarebbe risolto, se fosse possibile consultare l’elenco delle “reliquie archeologiche” che i Medici conservavano nel Palazzo ancora nei primi anni dell’’800. Ma è assai probabile che i Longobardi abbiano costruito una cappella e l’abbiano dedicata a San Michele nell’area del “castrum”, del luogo fortificato che poi divenne il Palazzo. Le cronache spiegano che tra i secc. XIII e XIV il “castrum” di Ottajano aveva una rilevante importanza strategica nel controllo della pianura nolana. Nel 1561 il Vescovo Scarampo trova la chiesa in condizioni indecenti e minaccia di sospendere a divinis il primicerio, don Paolo De Matteo. Nel 1586 la “ nova fabrica ” della Chiesa prende forma e incorpora la “diruta” cappella di San Giacomo: Remondini legge di corsa le carte della “visita” e scrive che prima che a San Michele la Chiesa era dedicata a San Giacomo: l’errore mette radici, e son radici così tenaci che nemmeno  Adolfo Ranieri riesce a  estirparle. Nel 1615 il vescovo Lancellotti trova completata la  cappella del Corpo di Cristo, che è ricchissima: ha diritto a un quarto della multa che i “ catapani ” infliggono ai venditori di pesce disonesti, e amministra, attraverso una confraternita di laici, l’” hospitale ” di Ottajano. Ricevono il placet del vescovo anche le cappelle di San Giacomo e di san Nicola, di Santa Maria degli Angeli, di Sant’Ambrogio e di San Leone, di Santa Maria del Carmelo, di Santa Lucia, di Santa Maria della Consolazione, di  Santa Maria di Loreto, di Sant’Antonio da Vienna, di Santa Maria delle Grazie. “ Diruta ” è la cappella di Sant’Antonio da Padova, spoglia quella di Sant’Andrea. Al centro della cappella di  San Felice troneggiava il busto del Santo “ di legno e sopra indorato ”, e i “Maestri” della confraternita che alla cappella si appoggiava,  Santolo Nappo e Felice D’ Avino, amministravano anche quella del SS. Presepe, “ in nova fabrica ”. Il vescovo Lancellotti ordinò al primicerio G.B. Mazza di togliere dal tabernacolo del SS. Sacramento i reliquiari con le preziose reliquie di “San Pietro, San Paolo, San Giorgio, San Nicola, San Lorenzo e San Sebastiano”. Il 15 aprile 1663 l’assemblea dei deputati e dei cittadini approvò la proposta degli “eletti” Didaco Bifulco, Baldassarre de Lugo, Carlo dell’ Annunziata e Matteo Finelli di consacrare  a San Michele Arcangelo, “  particulare Protettore ” di Ottajano l’ 8 maggio: il Principe comunicò il suo assenso attraverso il governatore Lelio Barone.  Almeno fino alla fine dell’’800 San Michele continuò a uscire in processione anche il 29 settembre, ma questa seconda uscita non pare fosse  canonica come la prima. Il 31 luglio 1873 il sindaco Giuseppe Bifulco trasmise al Sottoprefetto l’elenco ufficiale delle feste religiose ottajanesi “ con processioni e fuochi artificiali ”. Erano undici, tutte di “ antica consuetudine ”, ma solo due “ sfarzose ”, tali da provocare “ un concorso ingente di folla ”: la festa patronale dell’ 8 maggio e la festa della Santa Croce: il Sindaco, che era anche sacerdote, non inserì nell’elenco la processione del 29 settembre. Nel 1668  il flagello dei “ muroli et campe ”, insetti di insaziabile voracità, devastò ancora una volta vigne e frutteti, e ancora una volta la Chiesa scomodò la Bibbia, Mosè, l’ Egitto, e i missionari.  Tennero missione a Ottajano tre gesuiti,  i padri Ignazio, Carlo Marchese e Tommaso Auriemma, i quali per otto giorni nella Chiesa di San Michele predicarono, confessarono e comunicarono le turbe dei peccatori, persuadendoli che la grazia di Dio avrebbe estirpato i peccati dalle anime e i voraci animaletti dalle piante. Quell’anno la processione si celebrò a missione conclusa, il 12 giugno, “ con musiche e sparatorie artificiali con concorso grande dei forastieri ”.  Nella fama delle genti il culto di san Michele, la città di Ottajano e la famiglia dei feudatari si strinsero in un nodo tenace. Il 20 maggio 1691 la città di  Napoli, sciogliendo il voto fatto durante il devastante terremoto del 5 giugno 1688, aggiunse ai suoi molti patroni anche San Michele e celebrò con una fastosa processione “ il possesso della padronanza ”. I  Gesuiti prestarono la statua e la confraternita di “ San Michele dei 72 sacerdoti ” si impegnò a fornire, l’anno seguente, una statua d’argento sul modello già preparato da Giandomenico Vinaccia: l’onore di portare lo stendardo, al centro di un corteo di 18 fanciulli vestiti da angeli e di 110 cavalieri muniti di torce, toccò a Giuseppe I Medici.

Movimento 5 Stelle, Ciarambino: “Si tenga conto di chi è apprezzato sui territori”

“Sono fiera del lavoro che ho svolto, per aver condotto una campagna elettorale nelle peggiori condizioni possibili, con un vincitore già scritto, senza mai fermarmi per il senso di responsabilità che sento per il Movimento 5 Stelle e per la Campania. Nonostante tutto, con De Luca che con 15 liste ha attratto a sé praticamente tutto, come candidata presidente ho ottenuto 22mila preferenze in più rispetto alla lista. E questo è il segno di una grandissima fiducia da parte dei cittadini e del riconoscimento del lavoro fatto. Un voto di cui il Movimento 5 Stelle non può non tenere conto. Bisogna ripartire dai territori e bisogna valorizzare il merito”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino nel corso di una diretta sulla sua pagina Facebook. “I consiglieri regionali sono quelli eletti con le preferenze, scelti direttamente dai cittadini, sono quelli che hanno un contatto diretto con le persone, con i territori, che ascoltano le categorie, che conoscono le problematiche di ciascuna provincia. Mi auguro che anche nella futura organizzazione del progetto del Movimento 5 Stelle a livello nazionale si tenga conto di chi sui territori ha lavorato, viene apprezzato dai cittadini, ma anche del fatto che i territori sono la linfa vitale del Movimento 5 Stelle. Torno in Consiglio regionale con questa forza e con la fierezza di aver combattuto e vinto una battaglia personale”, ha concluso Valeria Ciarambino.