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Rosalba Punzo con il candidato sindaco Carmine Pone

Dal comitato elettorale di via Starza Rosanea, il candidato sindaco Carmine Pone va diretto all’attacco e mette da parte il consueto fair play. Il suo intervento è preceduto da altri due, quello di Mauro Beneduce, già consigliere comunale (nella consiliatura Iervolino e in quella dello stesso Pone) e quello di Rosalba Punzo, candidata sindaco del primo turno con la quale ha siglato l’apparentamento lo scorso weekend. Accanto a lui, c’è Vincenzo D’Auria, consigliere uscente (eletto nel 2019 nella squadra dell’attuale competitor Esposito, ora primo dei non eletti con la civica Popolari e Rifornisti, entrerà in assise solo in caso di vittoria di Pone).

Ed è Mauro Beneduce a dare il «la»: «Eravamo in consiglio comunale con Rosalba Punzo, Paolo Esposito, Filippo Auriemma, Simone Ceglia da assessore, quando realizzammo le fogne a via Piccioli, a via Simonelli, a Santa Chiara e Masseria Porritelli, in via Pomigliano, quando si procedette all’allargamento di via De Filippo, alla realizzazione della piazzetta fuori dalla chiesa di Ponte di Ferro e, questo è un impegno che chiedo all’avvocato Pone da sindaco, ancora c’è da completare l’illuminazione di via Mele Saracari. Inoltre, il centro sociale, l’acquisto dell’area vasca dal comune di Pomigliano per cinquantamila euro. Ora, dovete sapere tutti che, se Carmine Pone non diventa sindaco, questa periferia – che tanto periferia non è – dopo tanti anni non avrà consiglieri comunali o assessori. Se vince Pone, invece, avrà in squadra Rosalba Punzo e Vincenzo D’Auria, in caso contrario non avrete rappresentanti. Dovete saperlo, perché il consigliere di zona è importante, è un pungolo, a palazzo Siano deve essere un “martello”. Sacrifici e guerre dovemmo fare, minacciando addirittura di far cadere l’amministrazione comunale per dare risposte a quest’area ma avevamo peso politico e votando Pone votate voi stessi, per la Starza».

Rosalba Punzo, già presidente del consiglio comunale con il sindaco Enzo Iervolino, al suo attivo un risultato personale di oltre 1500 voti e una sola civica che ne ha raccolti 1062, forte dell’apparentamento con Pone porterà in consiglio comunale, in caso di vittoria, sé stessa e il suo capolista, Carmine Esposito (detto Krol). Ha spiegato, la Punzo, i motivi della candidatura solitaria e dell’apparentamento successivo. «Non potevo restare a guardare stavolta, non mi ritrovavo in nessun schieramento in campo, per cui ho deciso che qualcuno di buona volontà, una donna figlia di questa periferia, dovesse mettersi in gioco, dare l’esempio, con persone che condividessero il mio modo di pensare, perché il nostro paese non fosse mai più alla ribalta per fatti di cronaca o cose brutte. La mia è stata una ribellione, un riscatto. Ce l’ho messa tutta per riuscire a collocarci in uno scenario politico che potesse caratterizzarci e, una volta visti i risultati del primo turno, abbiamo scelto nel candidato Pone la nostra rotta. Perché è l’unico congeniale ai nostri progetti, al nostro programma, per i suoi costumi di vita e la sua reputazione. Questa periferia viene da anni di abbandono, di non governo che Sant’Anastasia ha dovuto subire e merita altro. Abbiamo scelto di condividere il nostro percorso con una persona onesta che condivide e ha sposato appieno i nostri obiettivi. Insieme potremo fare grandi cose, l’apparentamento con Pone è un grande onore».

«Vedo crescere il nostro progetto giorno dopo giorno, diviene travolgente» – ha esordito Pone premettendo di trovarsi al quartiere Starza come a casa propria («Ne sto imparando le abitudini, ma lo conosco bene, sono stato sindaco»). «Non è per lisciare il pelo ai cittadini della zona, non è captatio benevolentiae, ma ho detto più volte e ribadisco qui che se questo paese vuole rimettersi in piedi, dobbiamo cominciare dalla Starza». Continua, il candidato sindaco: «Al primo turno sono arrivato bene, con un’affermazione considerevole rispetto ad un progetto che era tutto da farsi e, a questo punto, potevo rischiare l’azzardo di una corsa solitaria. In politica si fa anche questo, ma non ho voluto perché, come già ribadito, per ridare prestigio alle istituzioni c’è bisogno di affidarsi a persone che il prestigio lo posseggono. Non potevo esimermi, negli ultimi anni le istituzioni si sono impoverite: troppa gente che da esse pretendeva prestigio, invece di conferirgliene».  Si è soffermato poi su una polemica: «Oggi ho letto una cosa che mi ha infastidito molto (ndr, il riferimento è ad un post social dei Giovani Democratici), ossia qualcuno che mi accusava di portare in consiglio comunale, oltre alla dottoressa Punzo, un signore di 73 anni. Non c’è nulla di più aberrante che classificare le persone tenendo conto del dato anagrafico. Da questo punto di vista io la penso come Ciriaco De Mita: il carburante della politica sono le idee, finché nei hai una sei giovane perché utile alla comunità e, del resto mi dà fastidio il giovanilismo di maniera, vedo tanti giovani con poche idee». Racconta alla platea della Starza, in proposito: «Ho investito molto sui giovani nella mia carriera politica, nominai assessore un giovane di 22 anni appena uscito dall’università (ndr, era il 2007, l’assessore più giovane che avesse mai ricoperto un incarico in una giunta anastasiana aveva la delega al bilancio, Armando Di Perna, poi riconfermato nella giunta Esposito e nella prima di Abete), non vi dico come è finita, ma lo potete immaginare. Non sempre i giovani rispondono come uno si attenderebbe, per cui bisogna miscelare esperienze consolidate con la spinta e le energie delle nuove generazioni che vanno però canalizzate».

Chiede poi l’impegno massimo dei cittadini del rione, l’avvocato Pone: «Pretendo che questo quartiere elegga i propri rappresentanti in consiglio comunale, Vincenzo D’Auria e Rosalba Punzo. Gli altri lo sanno, in questi giorni stanno impazzendo, delirando, perché vedono sfumare il risultato che avevano in mente. Loro non hanno alcun interesse per questo quartiere, faranno anche un caseggiato rabbioso per recuperare ma non è così che si fa. C’è bisogno di un rapporto di fiducia partendo da comportamenti concreti, è nelle cose che si fanno che si può stabilire l’interesse per i problemi della zona: le mie non sono parole per catturare consensi, anzi». E il candidato sindaco conferma poi che il disegno nel suo progetto c’era già, proprio per la Starza. «Il mio progetto politico prevedeva proprio questo, che il mosaico al quale stiamo lavorando potesse avere al momento opportuno tutte le tessere delle quali aveva bisogno. Un sindaco serio, da martedì mattina, si mette qui e detta le coordinate per rilanciare il paese. Qui dove ho trovato le stesse infrastrutture che avevo lasciato nel 2009, qui dove il supermercato Piccolo potrebbe essere la “Fiat” di Sant’Anastasia per la quantità di stipendi che eroga mensilmente. Le infrastrutture intorno a questo insediamento commerciale dovrebbero essere tante e tante altre. Siamo in ritardo».

Indi, numerosi punti, programmi, progetti per il quartiere: infrastrutture in primis. «La ferrovia non ha solo spaccato in due il quartiere ma, se non raddoppiamo immediatamente la carreggiata, tra il centro commerciale su via Pomigliano, gli insediamenti industriali nascenti in via De Filippo, tra qualche mese non sarà più possibile transitare su via Pomigliano». Poi, risoluzione per la chiesa che dovrebbe sorgere in zona, la scuola media. «Tutte le risorse in questa direzione, e velocemente, così come occorrerà dare presto corso alla battaglia che Vincenzo D’Auria ha portato avanti in consiglio comunale per la realizzazione di una strada di collegamento da via Pomigliano a Starza Santa Chiara» – promette Pone che, poi, passa all’attacco del suo competitor di ballottaggio che negli stessi istanti sta tenendo un intervento ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco senza risparmiare altrettanti strali (leggi qui).

«Non so questo signore di cosa stia parlando nelle ultime ore nel caseggiato da queste parti. Conversari privati ai quali non vorrei assistere per motivi di giustizia, mentre non ho riscontrato pronunciamenti pubblici né per iscritto su nessuno dei problemi del quartiere». E incalza: «Noi siamo più credibili, un ceto politico più affidabile, perché sappiamo bene che non potremo rimangiarci quanto detto nelle manifestazioni pubbliche che privilegiamo rispetto agli incontri tete à tete. Perché sappiamo che voi potrete ricordarcelo, mettercelo sotto il naso in ogni momento. Allora, io credo che la differenza tra noi è loro è visibile, palpabile, non è una partita tra persone e candidati omogenei per cui si possa dire “vinca il migliore”. Non è così, oggi il discrimine, quello tra cui si deve scegliere è o un appuntamento con la storia o un essere risucchiati nella logica di chi ha steso su questo paese una cappa di piombo e lo ha ridotto nelle condizioni in cui si trova. Io prometto che lo inseguirò fin dentro il consiglio comunale, qualunque ruolo mi sia assegnato e non gli darò tregua, perché devo liberare questo paese. E sono certo che lo sarà il 5 ottobre».