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Carmine Esposito
Luigi De Simone e Carmine Esposito

Ai Giardini di Villa Giulia, quasi una chiusura di campagna elettorale. Sullo schermo alle spalle del candidato sindaco in vantaggio al primo turno, scorrono immagini della Sant’Anastasia del passato, negli anni in cui a governare era il primo cittadino per eccellenza, Giuseppe Liguori. Cartoline dalla patina antica che si alternano alle immagini del 2010 – 2013, gli anni di governo di Esposito. «No, non era la Svizzera, era davvero Sant’Anastasia» – gli dà l’assist Luigi De Simone che conduce la serata, commentando le fotografie con la sua voce, mentre scorrono immagini di strade pulite, fontane funzionanti, alberi potati, manifestazioni culturali e sociali. Ormai una consuetudine, la presenza di Luigi De Simone accanto ad Esposito, psichiatra, regista, organizzatore e ideatore del Presepe Vivente, evento che nel 2020 compirà 40 anni e chissà, chiunque dei Carmine in corsa sia il sindaco a Palazzo Siano, forse quest’anno non potrà celebrare l’importante anniversario come avrebbe voluto, se ancora ci saranno restrizioni da Covid – 19. Ed è stato proprio De Simone (che con Pone, il competitor di Esposito, è stato assessore negli anni 2007 – 2009) a raccontare la Sant’Anastasia passata, augurandosi che ad amministrarla, da martedì prossimo in avanti, ci sia un sindaco «strabico». Sì, strabico. Nel senso metaforico del termine: che guardi indietro, con un occhio sempre al futuro. Che veda ciò che ha accanto ma sappia anche, allo stesso tempo, scrutare lontano. «Non sono mai stato in prima fila, ma accanto a tanti sindaci sì, tentando di dare il mio contributo professionale e di pensiero – dice De Simone – ma la volta che ho davvero sognato e sperato è stato negli anni in cui il sindaco era Carmine Esposito. Perciò questa sera dico che abbiamo il dovere di sollecitare le persone che ancora tentennano, che si lasciano abbacinare da dicerie o etichette, noi siamo qui, liberi, responsabili, consapevoli, convinti che il futuro sia già iniziato».

Prima di lasciare la scena al candidato sindaco, quattro suoi candidati ad aprire la pista. Mario Trimarco (Sant’Anastasia in Volo) per iniziare. «Vi invito a confrontare le squadre, a guardare chi sarà eletto in un caso o nell’altro, sarà facile votare perché qui ci conosciamo tutti e non possiamo fingere di non comprendere le capacità e le potenzialità». Ha fatto di più Trimarco, rivelando una richiesta, una promessa strappata al candidato sindaco: «Chiedo al sindaco, perché per me lo è già, che la sua squadra sia composta da sole eccellenze anastasiane, per il resto siamo tutti certi che Carmine Esposito ha un unico grande progetto ed è Sant’Anastasia». Poi, Nunzia Manno (Agire): «Negli ultimi anni, tutto ciò che Carmine Esposito aveva iniziato è stato distrutto, dobbiamo riappropriarci della nostra cultura, dei nostri valori, spazzare la via la mentalità becera che ha preso piede. Sant’Anastasia si merita persone capaci». Ancora, Ciro Terracciano, giovane candidato di SìAmo Anastasiani che ha voluto accanto a sé l’ideatore dell’associazione poi divenuta lista civica, Ciro Pavone, che sarà in consiglio comunale da eletto in ogni caso. «I 40 mesi di governo interrotti nel 2013 hanno segnato una svolta nel modo di concepire la politica e la gestione della pubblica amministrazione – ha detto Pavone – oggi siamo più forti, con una squadra matura e ancora più allargata, più capace. Da cittadino, prima ancora che da candidato e futuro consigliere comunale, mi auguro sia Carmine Esposito a riallacciare il cordone ombelicale con quella esperienza».

Dunque, nella location di Madonna dell’Arco, mentre il suo competitor dal quartiere Starza (leggi qui) prometteva che «lo avrebbe inseguito fino in consiglio comunale», il candidato sindaco Carmine Esposito tuonava ancora, come nelle settimane del primo turno quando anche il competitor Enzo Iervolino faceva lo stesso, contro la pratica del voto di scambio e le segnalazioni che da più parti gli sarebbero giunte.

Indi, spazio ai programmi: dialogo nuovo con le periferie, hinterland e Napoli, con orizzonti larghi e attenzione a quello che ormai per Esposito è il mantra: la zona rossa. Non per restringerla, ma per ottenere i «ristori» previsti nel piano strategico operativo legato alla legge 21 e mai arrivati sul territorio. I condoni, da velocizzare. «Qui non ci sono abusi da speculazione edilizia – ripete Esposito – e in regione lo sappiano subito che lotteremo affinché i piccoli abusi siano tutti sanati, combatterò contro la grande ingiustizia che riguarda i condoni del 2003, applicati ovunque in Italia, tranne che in Campania. Mi chiamassero pure cartomante, mago o uomo nero, ma parla così solo chi non ha capacità di guardare oltre». Ancora, elencando: difesa e valorizzazione del centro storico, rottamazione dell’edilizia spazzatura, messa in sicurezza delle scuole, riqualificazione delle periferie, sostegno alle piccole e medie imprese, focus sul commercio, artigianato, agricoltura, turismo, difesa dell’ambiente e promozione dello sviluppo sostenibile, creazione dello sportello di europrogettazione, sburocratizzazione, nuove azioni sociali per il superamento delle fragilità e integrazione dei più deboli. Ed è su questo punto che amplia il discorso, annunciando di aver fatto suo e della squadra, inserito a pieno titolo nel programma dell’eventuale governo, il sogno di un collettivo che a Sant’Anastasia si occupa, ma non solo, di mettere al primo posto le esigenze dei cittadini con disabilità: «Li ho incontrati, ho avuto modo di parlare soprattutto con Gianluca Di Matola e ho sposato – non con un apparentamento per tentare di intercettare voti ma solo perché condivido pienamente tutto ciò che dicono – le loro istanze: un censimento, innanzitutto, per capire tutte le forme di disabilità presenti sul territorio e che ci fornisca un quadro preciso sulle aree di intervento. I Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, concordando ogni opera pubblica e ogni riqualificazione, una commissione Peba che dovrà assumere un ruolo centrale al tavolo di sviluppo tecnico che si occuperà del nuovo Puc e della quale dovranno far parte uno o più rappresentanti del mondo della disabilità. Poi, la defiscalizzazione delle famiglie con disagio sociale, agevolazioni per le giovani coppie che decidono di crearsi una vita indipendente, riduzione della Tari alle famiglie con valutazioni che riguardino non il patrimonio ma la percentuale di invalidità, la formazione scolastica con l’attuazione del piano educativo individualizzato e, infine, l’ambiente con contrasto ai miasmi notturni e alla devastazione ambientale, anche con una rete di sensori che copra capillarmente il territorio per rilevare anomalie».

E non prima di aver promesso battaglia anche al piano territoriale della città metropolitana – non ancora pronto ma che già vede redatte le linee guida le quali inseriscono Sant’Anastasia in una zona che abbraccia l’area da San Sebastiano a Cimitile – Esposito non manca di lanciare strali alla coppia d’apparentamento Pone – Punzo. «Nella politica non si applica la matematica, la gente sarà libera. Io non ho fatto apparentamenti, ho guardato ai problemi delle persone e integrato il mio programma con le soluzioni».

Infine, prima di concludere con la frase di rito fin dal comizio di apertura, «Andiamo a vincere», ancora un cenno al programma. «Se come spero e sono certo sarò io a guidare Sant’Anastasia, farò di tutto, già nei primi provvedimenti, per mettere in moto i settori di competenza e favorire, lo dico non una ma tre volte, occupazione, occupazione, occupazione. I cittadini non vogliono più sentir parlare di piccoli progetti ma pensano globale, non ne vogliono più sapere di loschi appalti o immobilismi, sono infuriati con chi in questi anni non ha saputo garantire nemmeno la manutenzione della viabilità, il nostro programma è una bussola per una navigazione buona e moderna, un sentiero che moltiplica le opportunità. Sia un voto libero, convinto, frutto di un giudizio oggettivo, chi vota la mia squadra vota per il futuro di Sant’Anastasia».