Pompei: perché i due nuovi “corpi integri” restituiti dagli scavi in realtà non sono tali

Due uomini, un quarantenne signore di rango avvolto in un caldo mantello di lana e il suo giovane schiavo in tunica, le ossa già provate da anni di durissimo lavoro. È la nuova scoperta di Pompei venuta fuori nei giorni della pandemia e che ANSA ha raccontato ieri in esclusiva. Però male.

“Stupefacente” commenta il ministro Franceschini, “una scoperta assolutamente eccezionale”, sottolinea il direttore Massimo Osanna, anche perché “per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione”.

Appunto, si tratta esattamente di calchi. Come illustrano bene sulla pagina Facebook Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, “a Pompei sono stati ricostruiti, nelle forme, i corpi di due vittime dell’eruzione attraverso la tecnica del calco, e un calco non è un corpo intatto, né un corpo pressoché integro, come invece ha titolato l’ANSA”, scrivono gli esperti di beni culturali e archeologia. La tecnica del calco fu messa a punto da Giuseppe Fiorelli, che nel 1863 intuì che riempiendo col gesso i “vuoti” lasciati nella cenere dal cadavere decomposto, fosse possibile ottenere una ricostruzione fedele della forma e della posizione del defunto nei suoi ultimi istanti di vita. “Nulla di intatto dunque: uno scheletro con intorno del gesso”, aggiungono gli autori del post.
L’immagine illustrativa condivisa dalla pagina FB Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali
Il ritrovamento è avvenuto solo alcuni giorni fa nello scavo in corso dal 2020 nella grande villa suburbana a Civita Giuliana, 700 metri a nord ovest di Pompei, dove il Parco Archeologico è al lavoro già dal 2017, con uno scavo condotto in sinergia con la Procura di Torre Annunziata e nato per fermare gli scavi clandestini dei tombaroli che qui hanno lasciato ampie tracce della loro attività. È la stessa villa nelle cui stalle – era il 2018 – sono stati trovati i resti di tre cavalli di gran razza e in particolare di uno splendido sauro completamente bardato con una raffinata sella in legno e bronzo e luccicanti finimenti come se l’uscita del padrone di casa – forse un comandante militare, forse un alto magistrato – dovesse essere imminente. Si tratta anche della stessa residenza dove qualche mese fa è stato scoperto il muro affrescato con il fiore bianco e il graffito col nome della piccola Mummia, la bimba che potrebbe essere stata la figlia dei signori proprietari di quella tenuta, una residenza, ricorda oggi Osanna, “di altissimo pregio, con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino che in profluvio di terrazzamenti e piscine si estendeva fino al mare”. (Foto ANSA Campania)

Somma Vesuviana, #NoWomanLockdown: “Il Rumore del Silenzio”, video-evento per la cultura femminile

Riceviamo dal Comune di Somma Vesuviana e pubblichiamo. “Da Lunedì 23 Novembre in tutte le scuole superiori di Somma Vesuviana e per l’intera settimana sarà “Il Rumore del Silenzio”,  Video – Evento di sensibilizzazione alla cultura femminile con il patrocinio morale del Comune. Abbiamo dato vita all’hashtag #NoWomanLockdown. Durante il Lockdown la percentuale delle telefonate ai numeri antiviolenza è aumentata di oltre il 73% rispetto allo stesso periodo del 2019. Dunque Psicologi e artisti parleranno ai ragazzi attraverso un video – evento. La Didattica a distanza diventa così un’opportunità per comunicare ai ragazzi, alle nuove generazioni un messaggio pieno di valori da condividere tra loro e all’interno delle proprie famiglie. Il video in divulgazione da oggi presso gli istituti scolastici superiori di Somma Vesuviana, vede gli interventi delle nostre associate, della sociologa dott.ssa Maddalena Molaro, intervallati da momenti artistici. Dunque avremo insieme Psicologia e Arte perché da sempre cerchiamo di andare nelle scuole per una narrazione artistica della figura femminile, pensiamo alla Beatrice di Dante ad esempio”. Lo ha annunciato Cinzia Castaldo Presidente dell’Associazione EvaProEva, organizzazione di volontariato che è nata nel 2013 dall’attenzione delle donne per le donne, spronate dalla volontà di “dar voce a chi voce non ha”. “Il nostro obiettivo principale è, tramite manifestazioni tematiche, sensibilizzare, attirare l’attenzione sui problemi sociali, sull’emarginazione, sulle minoranze. Il problema della Violenza sulle Donne è quello sul quale abbiamo soffermato maggiormente la nostra attenzione. “Il Rumore del Silenzio” è il nostro progetto dedicato alle donne che non hanno più voce vittime di violenza di genere. Per noi non esiste femminicidio o maschilicidio, esiste la persona. La donna è una persona – ha proseguito Castaldo –  alla pari dell’uomo e dunque sarebbe corretto parlare di omicidi. Facendo ricerche sul fenomeno riguardante l’uccisione delle donne, siamo rimaste incuriosite dal famoso viaggio itinerante Zapatos Rojos (Scarpe Rosse) partito dal Messico e approdato poi in tutto il mondo ed il nostro “Il Rumore del Silenzio” si è ispirato liberamente al progetto di Elina Chauvet, con l’istallazione di scarpe rosse. Alla parte dedicata alla commemorazione delle vittime abbiamo aggiunto però un lato artistico, grazie all’arte della danza, della poesia e della musica abbiamo sottolineato il NO alla Violenza ma esaltando la figura femminile. Dunque da anni nelle scuole e nei teatri portiamo avanti un messaggio di valori attraverso anche varie forme artistiche. Nel corso degli anni abbiamo, nell’ambito delle varie edizioni de “Il Rumore del Silenzio”, organizzato dibattiti con la partecipazione di psicologi, sociologi e studenti Dalla sesta edizione il format si è ulteriormente evoluto con il coinvolgimento diretto della creatività dei ragazzi. Dunque psicologi e sociologi ma anche workshop con vari stand di pittura, fotografia, musica, cinema, psicologia e ballo con la partecipazione attiva degli studenti. Stand dedicati a donne che, nonostante una vita difficile, sono riuscite a trasmettere positività attraverso la loro arte, un messaggio importante per i giovani che non devono farsi abbattere dalle difficoltà della vita ma che devono sempre avere la certezza che c’è modo di andare “oltre”. Nel 2018 la nostra 7° edizione de “Il Rumore del Silenzio” presso il teatro Summarte ha raccontato della Famiglia in cui alcune volte, l’amore malato trasforma un nido in una gabbia fatta di terrore e dolore, sia per la donna che subisce maltrattamenti dal proprio compagno o viceversa che per i figli, vittime ulteriori di violenza psicologica. Nel 2019 la collaborazione con il “Barcellona Ballet Project”. Abbiamo  narrato, attraverso la danza contemporanea, la violenza sulle donne”. E da Martedì 24 Novembre il “Video – Evento” sarà pubblico a tutti sul sito https://vimeo.com/481987659 nell’ambito dell’edizione 2020 de “Il Rumore del Silenzio” che quest’anno si svolgerà a distanza. Dunque #NoWomanLockdown “Il tema di questa edizione 2020 dell’evento “Il Rumore del Silenzio” è racchiuso nell’hashtag #NoWomanLockdown – ha concluso Castaldo –  inteso come un NO alla chiusura totale delle donne (perché le donne che subiscono violenza domestica devono sapere di poter contare sempre su una via d’uscita dal loro incubo personale) e un NO alla chiusura totale verso le donne (perché bisogna continuare a mantenere viva l’attenzione su questa problematica e sensibilizzare le nuove generazioni dando loro spunti di riflessione e proponendo una visuale ambia e costruttiva). Il timore è che a causa di queste nuove restrizioni si possa assistere ad una nuova ondata di violenze domestiche quindi è importante dare un messaggio positivo alle donne: – c’è sempre la possibilità di uscire dalla “prigionia”- e l’informazione mirata e concreta serve proprio a dare la direzione giusta da seguire. Tutte le donne che vogliono parlare, inviarci messaggi, comunicare, possono farlo a evaproeva@virgilio.it oppure tel 331 600 7559 – 347 714 0237”. Unire le famiglie, tutelare i valori della vita. “Stiamo mettendo in campo politiche di unione, che diano messaggi chiari di rispetto per la vita di tutti. Politiche contro le emarginazioni ed in grado di favorire le inclusioni, ma anche politiche di valorizzazione della cultura femminile – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana –  e della famiglia. Saremo sempre al fianco di tutti coloro i quali contrastano le violenze di ogni tipo. Nel caso specifico si tratta inoltre di un progetto che parla alla città divulgando, soprattutto ora che è in corso un’emergenza sanitaria, i veri valori della famiglia”. L’Assessorato alle Politiche Sociali è in prima linea su più fronti. “Dall’assistenza psicologica in Emergenza Covid al progetto Autismo per una Città inclusiva, alla valorizzazione della figura femminile e della cultura femminile – ha affermato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Somma Vesuviana – alla tutela degli anziani, ed ancora senza dimenticare le esigenze dei minori. Siamo in prima linea su più fronti.  Molti di questi progetti sono concreti, reali, già in corso come PsicologiaEmergenzaCovid19, Telesoccorso, Autismo ed altri ancora andranno in porto nelle prossime settimane. Noi ci siamo, attivi e mai fermi nell’interesse della città”.

Casamarciano, il progetto di cittadinanza attiva dell’associazione Caldera: “Casamarciano c’è”

Riceviamo da Associazione Caldera e pubblichiamo. CASAMARCIANO C’È Solidarietà e sostegno sono le armi che l’associazione Caldera ha messo in campo per affrontare l’emergenza della seconda ondata di coronavirus. Se a marzo la comunità di Casamarciano è stata a lungo covid-free, adesso il numero dei contagi ha sforato la soglia psicologica di quota 100, facendo scattare l’allarme. L’associazione Caldera ha lanciato un appello a tutta la realtà casamarcianese, a partire dall’amministrazione comunale, per proseguire con la parrocchia, le altre associazioni operanti sul territorio e i singoli cittadini. Il progetto “Casamarciano C’È” è una serie di grandi e piccoli iniziative, creative e solidali, messe a disposizione per chi ha bisogno per affrontare questo periodo di emergenza dovuto al coronavirus. “Il progetto di cittadinanza attiva va al di là di ogni possibile speculazione politica e richiede l’apporto di tutti. Ognuno può fare la sua parte con dignità e rispettando il ruolo di tutti i partecipanti”, si legge sulla pagina Facebook dell’associazione, nella quale si possono leggere le iniziative proposte. Un monitoraggio tramite screening a soggetti a rischio, commercianti e personale sanitario, la creazione di un Help sanitario, fatto al fine di rassicurare e curare i pazienti, senza intasare ulteriormente gli ospedali, la sanificazione periodica degli esercizi commerciali attualmente aperti, un censimento di tutte le unità abitative non locate, di proprietà del comune, della Chiesa o di singoli cittadini, da mettere a disposizione dei soggetti positivi, per cercare di far passare loro una serena quarantena, fino alla raccolta di materiale didattico e tecnologico che può favorire la DAD e una raccolta di generi alimentari o fondi per la spesa “sospesa” in collaborazione con tutte le associazioni e gli operatori economici del territorio per le famiglie più fragili. Tutte iniziative rivolte a chi è rimasto travolto dalla pandemia, a dare a chi è in difficoltà, perché “nessuno si salva da solo”. Chiaro è l’appello rivolto all’amministrazione comunale e a tutte le realtà associative per fare rete e ritrovare un comune senso di comunità, dopo una campagna elettorale che ha letteralmente spaccato in due l’elettorato casamarcianese. Seguiremo la vicenda, auspicando che si ritrovi il giusto spirito collaborativo, dimostrando che “Casamarciano c’è”.

Fede ed arte nel culto della Madonna dell’Arco: il dipinto della Collegiata di Somma Vesuviana

Grazie a questa secolare devozione sono sorte – nei secoli – chiese, parrocchie, cappelle ed edicole stradali, dedicate e intitolate alla Madonna più invocata del territorio. In un intervista, l’appassionato storico Domenico Granata ci svela la sua passione, in relazione al culto e al sorprendente dipinto della Vergine dell’Arco nella Collegiata di Somma Vesuviana.   Domenico Granata nasce a Napoli nel 1974. Appassionato di storia, arte e culto del Santuario della Madonna dell’Arco e dell’Ordine Domenicano, ha collaborato con il Centro Studi Arco del santuario anastasiano, curando la catalogazione e la conservazione di tutto il cospicuo patrimonio votivo. Diverse sono le sue ricerche storiche e archivistiche con particolare riguardo all’istituzione di un archivio storico –  fotografico del convento. Ha curato, inoltre, l’allestimento della prima sede del museo degli ex-voto e del museo domenicano, con molteplici mostre riguardanti i manufatti sacri e preziosi del complesso religioso. Attualmente collabora con prestigiose riviste religiose tra le quali La Madonna dell’Arco e il Cavaliere dell’Immacolata.  Domenico, cosa rende unico il Santuario di Madonna dell’Arco? “Senza dubbio la stupenda collezione degli ex voto pittorici che rappresenta il corpus più consistente e significativo non solo della Campania e del Mezzogiorno, ma tra i più interessanti d’Italia e del mondo. La caratteristica che rende tale patrimonio quasi unico nel suo ge­nere è quella di presentare un continuum ininterrotto di testimonianze votive che vanno dalla fine del ‘400 ai nostri giorni”.  Quali sono le prospettive per descrivere la divulgazione del culto della Madonna dell’Arco? “Ci sono tre prospettive a riguardo: la prima fa riferimento all’imponente fenomeno dei fujenti o battenti; i fedeli del celebre pellegrinaggio penitenziale che si tiene ogni anno nel giorno del Lunedì di Pasqua, e testimonia l’antica devozione per questo titolo dato alla Vergine Santa così caro a tanti. La seconda vede, nel lasso di tempo di oltre cinque secoli, il costituirsi di un patrimonio votivo unico al mondo per cospicuità e antichità dei manufatti: circa 6000 tavolette votive e migliaia di doni votivi di ogni tipologia. La terza grande prospettiva è quella che ha portato la devozione alla Vergine dell’Arco oltre i confini dell’Italia e dell’Europa e l’ha traghettata nel mondo intero ed è stata la fede semplice e consapevole di tanti uomini e donne, che per motivi diversi hanno lasciato le nostre terre e con sé hanno portato questo forte attaccamento per la Madonna dell’Arco e non hanno mai smesso di invocarla come madre, avvocata e ausiliatrice. Trasmisero questa devozione ad amici e conoscenti e ben presto questo titolo era sulle labbra di tutti”. Una devozione che da millenni passa da cuore a cuore? “Esatto: un’invocazione questa  passata di bocca in bocca, da cuore a cuore. Grazie a questa loro devozione sono sorte chiese, parrocchie, cappelle ed edicole stradali dedicate e intitolate alla Madonna dell’Arco. Ci sono poi altrettante chiese, basiliche, cattedrali, conventi e monasteri che custodiscono una tela, un affresco o una statua raffigurante la Madonna dell’Arco, anche grazie alla devozione di tanti nobili ed ecclesiastici che poterono, con mezzi e permessi a disposizione, lasciare una prova tangibile della loro devozione”. Che ci dici sul dipinto della Madonna dell’Arco della Collegiata di Somma Vesuviana? “La mia appassionata ricerca – che ho già sintetizzato nel periodico La Madonna dell’Arco n. 1/2020 – mi ha portato questa volta a pochi chilometri dal Santuario della Madonna dell’Arco, precisamente a Somma Vesuviana, nella stupenda Collegiata ubicata nel quartiere murato: qui c’è una cappella laterale, la terza ed ultima sul lato sinistro di chi entra, intitolata alla Madonna dell’Arco. La cappella, attraverso le sue tele laterali, presenta oggi notevoli valori socio – religiosi. Il suo aspetto attuale risale al 1859, come attesta la data incisa alla base dell’altare, su cui ora è situata la statua manichino della Madonna della Neve. Un tempo, invece, proprio sulla mensa sacra, era collocata una pregevole tela raffigurante la Madonna dell’Arco assisa con in braccio Gesù Bambino e due angeli. In ginocchio è riconoscibile forse San Gennaro, patrono di Somma, e sulla sinistra di chi guarda una devota in atto d’ implorazione. La tela, riconducibile alla tipologia degli ex voto,  è sicuramente d’ignoto autore del XVII secolo e, al momento, la si può ammirare sulla parte alta della parete ricoperta dagli stalli lignei del coro. L’attento osservatore potrebbe non riconoscere alcuni elementi iconografici del dipinto in relazione a come lo si vede oggi nel suo santuario anastasiano. Bisogna considerare, però, che l’immagine della Vergine dell’Arco della Collegiata appare simile a quella riprodotta nelle tavolette votive del XVI e XVII secolo. Si tratta di quegli ex- voto dipinti anteriormente al 1621: anno in cui l’architetto Bartolomeo Picchiatti  incastonò l’attuale dipinto nel prezioso tempietto in marmi. Un ulteriore conferma, poi, ci viene data  dalle tele della Madonna dell’Arco del XVII secolo presenti in diverse chiese, basiliche, monasteri e cappelle sparse in tutte le regioni d’Italia. Certamente è un vero capolavoro, raffinato sul piano pittorico, che necessita non solo di una degna riscoperta ma, soprattutto, di un accurato studio stilistico”.

Ottaviano, il sindaco Luca Capasso “apre” al traffico la via che collega via Perri a via Ferrovia dello Stato

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Erano presenti alla cerimonia di “apertura” l’assessore prof. Simonetti e il consigliere comunale Vincenzo Caldarelli che ha seguito con grande impegno la realizzazione del progetto. La strada  collega due vie che sono fondamentali per il traffico nel sistema urbano di Ottaviano. Perché via Perri si chiama così.   Con una cerimonia sobria – la sobrietà dettata dalle circostanze e dal carattere delle persone – il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, ieri mattina ha aperto al traffico la via che collega via Perri e via Ferrovia dello Stato. Erano presenti anche l’assessore prof. Biagio Simonetti e il consigliere comunale Vincenzo Caldarelli,  il quale, in un suo “post”, ha indicato la nuova struttura come il risultato dell’impegno del Sindaco, dell’intera Amministrazione Comunale, dell’Ufficio Tecnico e della ditta appaltatrice, e ha sottolineato il fatto che questa via di collegamento contribuisce a snellire il flusso del traffico e consente di mettere a disposizione dei cittadini un congruo numero di posti di parcheggio per auto, alcuni dei quali sono riservati ai disabili e, come “quota rosa”, alle donne in stato di gravidanza.  Tocca a me, in quanto testimone e autore dell’articolo, aggiungere che notevole è stato l’impegno del consigliere Vincenzo Caldarelli, delegato all’ “arredo urbano, ai lavori pubblici e al verde pubblico”, e costante è stata l’attenzione che egli ha dedicato alla definizione del progetto e alla sua concreta realizzazione. Tra l’altro, il progetto prevede che accanto alla strada e al parcheggio ci sia un’ampia zona destinata al verde. Costruire e aprire una strada in questo drammatico momento, in cui il virus impedisce relazioni e movimenti, è, prima di tutto, un invito a sperare che tra non molto la comunità dei cittadini possa percorrere, senza timore e alla luce di una rinnovata serenità, le “vie” normali del vivere quotidiano. Ricordo che la strada aperta ieri mattina collega due “sistemi urbani” che hanno svolto e svolgono una funzione fondamentale nella storia della nostra città. La via che porta il nome di “Ferrovia dello Stato” – ma forse conviene cambiarlo, questo nome: la linea ferroviaria non funziona più- segue sostanzialmente il percorso della strada che fu aperta, nella prima metà del’600, da Giuseppe I Medici, per rendere più sicuro il movimento dei carri diretti verso Palma e verso la città di Sarno, dove i Medici comprarono masserie e mulini. Intenso è il traffico quotidiano lungo via “Ferrovia dello Stato”: lo alimentano il Liceo “A.Diaz”, i numerosi negozi, i due ingressi alla statale 268 e alle vie di collegamento con le autostrade, gli uffici dell’Asl, le vie che portano al Cimitero, al mercato ortofrutticolo, a San Gennarello. Via Perri è un asse importante di quel complesso sistema urbano che è si è sviluppato, negli ultimi 50 anni, in una contrada che si chiamava “Maveta”, dalla terra ricca d’acqua, “ mauta”, o “Cerquale”, dalle querce sottili – i “cerri piccoli” – che vi erano stati piantati dai Domenicani della Masseria San Domenico. In questo “luogo” si svolge il mercato settimanale, ci sono case, sedi di attività di vario tipo, officine, le “stazioni” della Guardia di Finanza e dei Vigili Urbani, il centro operativo del servizio N.U., un importante ingresso della statale 268. Insomma, la via di collegamento aperta ieri mattina era necessaria. Perché via Perri si chiama così? Fui io a proporre il nome di Vittorio Perri, il sottoprefetto di Castellammare, che fu il primo funzionario dello Stato ad arrivare a Ottajano nella notte tra il 7 e l’8 aprile 1906,  quando il Vesuvio incominciò a distruggere la nostra città. E anche nei giorni successivi Perri non fece mancare il suo concreto sostegno agli Ottajanesi, abbandonati dal sindaco e da quasi tutti i consiglieri comunali, che erano stati tra i primi a fuggire verso luoghi più sicuri. Ci sono sindaci e sindaci.    

La “Locanda da Peppe”, a Ottaviano: in ogni piatto la bellezza dell’”arte”, del paesaggio e della storia

La “Locanda da Peppe” fa parte della “Baita del Re”, splendido Resort di Ottaviano. Nunzio Illuminato, il patron, , è figlio d’arte: nella sua cucina c’è la storia di quella parte del territorio vesuviano che da tre secoli sviluppa la cultura degli impasti e la “scienza” della farina. La “Baita del Re” offre, dal Monte Somma, lo spettacolo di un paesaggio meraviglioso, straordinario “condimento” dei “piatti” preparati dalla “Locanda di Peppe” : tutti i valori della cucina di Nunzio restano intatti anche nei piatti destinati all’asporto e alla consegna a domicilio.   Tronchetto napoletano. Ingredienti per 4 persone: 600 gr.  di acqua temperatura ambiente; 800 gr. farina 00; 200 gr. farina 0 oppure manitoba; 35 gr. sale; 1 cucchiaio olio evo; 7 gr. lievito; 500 gr. fior di latte di Agerola (tagliata a listarelle); 12 fette di prosciutto crudo; 5/6 pomodorini del piennolo; sale, olio, rucola e scaglie di parmigiano q.b. In una ciotola versare la farina e il lievito in polvere, aggiungere l’acqua poco alla volta e impastare per circa 20 minuti. Negli ultimi 5 minuti aggiungere il sale e l’olio. Lasciare riposare per 6 ore. Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del volume dividerlo in panetti da 300 gr. ciascuno. Lasciare riposare i panetti per circa 2/3 ore ( da osservare il raggiungimento del doppio del volume). Stendere i panetti, farcirli al centro con 60/70 gr. di mozzarella e chiudere l’impasto su se stesso, dandogli la forma di una mezza luna. Infornare in forno statico a 250° per circa 7 minuti. Per cottura in forno a legna infornare a 350 ° per 1 minuto e 20. All’uscita della pizza preparare un piatto con rucola e pomodori conditi, appoggiarci il tronchetto con le fette di prosciutto sopra e scaglie di parmigiano (La ricetta è stata comunicata da Nunzio Illuminato).   Nunzio Illuminato, il patron della “Locanda da Peppe” alla “Baita del Re”, ha partecipato recentemente al Campionato toscano di pizza classica nella sede di “Pala Pizza Gimetal” a Montale, in provincia di Pistoia: egli ha presentato la pizza “gourmet” con baccalà e “pappacelle” e la pizza “dessert” con la mela “annurca” conquistando il terzo posto. Anche a Montale Nunzio Illuminato ha coerentemente applicato i principi della sua “arte”, perché ha saputo coniugare l’innovazione con la tradizione. Mi permetto di parlare di “arte” perché Nunzio è figlio d’”arte” ed è “figlio” di questo nostro territorio vesuviano che da almeno tre secoli conosce la “scienza” della farina: di “scienza” della farina parlò, alla fine dell’’Ottocento, un negoziante di cereali di San Giuseppe Ves.no, Fedele Carbone, intervistato dai professori dell’Istituto Agrario di Portici. E sono necessarie arte e sapienza per coniugare il mistero della pizza con il superbo sapore della mela “annurca” e per calcolare i ritmi e i tempi dell’impasto per il “tronchetto” di cui il Maestro ci ha fornito la ricetta. La “Locanda di Peppe” si trova all’interno della “Baita del Re”, in un luogo di maestosa bellezza. Da un lato il Monte Somma siede solenne, come una matrona romana, sui primi “tuori”, impreziosisce l’aria tersa con i profumi, ora reali, ora memoriali, di castagne e di noci e muove l’immaginazione con il ricordo delle vestigia delle ville romane. Dall’altro lato, dalla terrazza della “Baita” – un palco regale – (vedi immagini in appendice) la scena si apre sullo spettacolo vertiginoso della pianura della Campania Felice, si svolge verso i monti lontani, porta, a chi sa ascoltare, la voce del mare. Diceva Piero Camporesi che un “piatto”, per conquistare il nostro gusto, ha bisogno di tre “ingredienti”: l’arte del cuoco, la simpatia dei commensali, la bellezza del “luogo”. E l’arte di Nunzio Illuminato, l’eleganza della “Baita” e la meraviglia del paesaggio imprimono i loro segni preziosi in tutti i “piatti” del ristorante, anche in quelli destinati, in questi giorni terribili, all’asporto e alla consegna a domicilio. Anche a casa sentiremo, nel “tronchetto” di Nunzio, la presenza del genio dei “pizzaiuoli” vesuviani che Francesco D’Ascoli descriveva mentre “misurano” la vita e la “crescita” dell’impasto, e non hanno bisogno dell’orologio, ma si servono solo dello sguardo e dell’olfatto.     – articolo pubbliredazionale

Politica, ancora contrasti a Pomigliano: accuse e dimissioni. L’appello: “Basta liti: governate”

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Con l’elezione a scrutinio segreto del presidente del consiglio comunale, il pentastellato Salvatore Cioffi, sembrava che fosse stata messa la parola fine alle polemiche in seno alla maggioranza guidata dal laboratorio politico dell’alleanza nazionale tra Movimento Cinque Stelle e Partito democratico. E invece è stato sollevato un nuovo caso per via dei comunicati ufficiali di due compagini della coalizione che il 5 ottobre ha portato alla vittoria il sindaco Gianluca Del Mastro. Nuove Generazioni e Rinascita sono infatti uscite allo scoperto rivelando il loro voto di venerdi: sostengono di non aver votato Cioffi. “L’esponente dei cinque stelle è stato eletto anche grazie ai consensi di esponenti dell’opposizione per cui di fatto è stata creata una nuova maggioranza in consiglio comunale”, commentano sostanzialmente le due componenti della coalizione, che nell’assemblea cittadina dispongono di un consigliere ciascuna, rispettivamente Raffaele Sibilio e Antonio Avilio. Contrasti che si sommano. Ieri ha annunciato di aver rassegnato le dimissioni da vicesegretario cittadino del Pd il consigliere comunale democrat Giovanni D’Onofrio, che durante la scorsa assemblea cittadina per l’elezione del presidente del consiglio comunale aveva reso nota la sua candidatura alla presidenza dell’assise durante un collegamento in diretta on line. Un collegamento reso necessario dal fatto che D’Onofrio si trova ricoverato a casa in quarantena poiché contagiato dal Covid. “Mi sono dimesso da vicesegretario del circolo di Pomigliano per il silenzio assordante del consiglio comunale”, conferma D’Onofrio, che peraltro smentisce con forza di essersi autocandidato come presidente del consiglio municipale. “La mia candidatura – racconta – è stata proposta dal capogruppo consiliare del Pd in una riunione di maggioranza. L’ho anche specificato durante il mio collegamento con i lavori del consiglio di venerdi sera: non mi sono autocandidato”. C’è anche una bagarre interna al Pd quindi. A ogni modo D’Onofrio ieri ha annunciato di non essere uscito né dalla maggioranza né dal Partito democratico. Nessun annuncio di uscita dalla maggioranza anche da parte di Nuove Generazioni e Rinascita. Che però ieri nei loro comunicati hanno utilizzato espressioni del tipo “squallide spartizioni di potere” e “spettacolo indecoroso l’elezione del presidente”. Ora però è “caccia” ai consiglieri dell’opposizione che avrebbero votato nel segreto dell’urna per il cinque stelle Cioffi. Serpeggiano tre nomi. Intanto secondo una prima analisi avvenuta a caldo il fatto che l’elezione del presidente del consiglio comunale sia stato eletto con 16 voti contro i 9 voti per D’Onofrio aveva fatto pensare a una maggioranza perfettamente ricompattata proprio perché i suoi seggi in consiglio sono esattamente 16 mentre esattamente 9 sono quelli dell’opposizione. Ma il mattino dopo sono sopraggiunti i comunicati di Rinascita e Nuove Generazioni che smentiscono questa ipotesi. Ma rimane il mistero che aleggia sui complicati meccanismi della politica nostrana. D’Onofrio infatti nelle prime due votazioni a scrutinio segreto ha ottenuto un solo voto, forse il suo visto che era stato lui stesso a comunicare on line la candidatura. Poi alla terza e decisiva votazione sono spuntati i 16 voti a Cioffi e i 9 al consigliere Pd. Infine la nuova ondata di sospetti e polemiche. Una situazione che molti cittadini non stanno reggendo. Ieri sui social sono stati in tanti i pomiglianesi che condannano questo clima. “Basta con i litigi – i commenti dal web – vogliamo un governo solido e in grado di affrontare questa difficile fase sanitaria ed economica”. Sul punto ieri ha risposto il sindaco Gianluca Del Mastro. “Stiamo già facendo il possibile – ha detto il primo cittadino – e a questo proposito devo annunciare alla cittadinanza la mia elezione nell’Ente Idrico Campano in qualità di rappresentante dei promotori dell’acqua pubblica, argomento questo molto sentito da una popolazione provata dai tanti problemi legati alla gestione del servizio idrico. Certo – ha aggiunto Del Mastro – purtroppo i promotori dell’acqua pubblica nell’ente idrico campano sono ancora in minoranza ma i cittadini potranno ora contare su un rappresentante in più nelle istituzioni che vuole migliorare al massimo la situazione relativa alla gestione delle risorse idriche”.

Nola, arriva la conferma dal sindaco Minieri: il “S. Maria della Pietà” non è Covid Center

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A Nola finalmente una buona notizia. L’annuncio arriva dal sindaco Minieri che avvisa la comunità: «L’ospedale “Santa Maria della Pietà” non sarà convertito in Covid center». Inoltre, sarà garantito un pronto soccorso generale all’ingresso principale del nosocomio.  Finalmente la città di Nola e tutti i comuni limitrofi possono tirare un sospiro di sollievo. Da tempo a crescere non era solo il numero dei contagiati che, purtroppo, hanno contratto il virus, ma anche le voci su una possibile conversione dell’ospedale “S. Maria della Pietà” in Covid Center. I dubbi trovavano conferma nelle numerose situazione in cui i tanti pazienti affetti da patologie differenti dal Covid, al loro arrivo in ospedale non trovavano infermieri e medici pronti a soccorrerli, bensì cancelli chiusi del pronto soccorso. Settimane di gran caos in cui all’aumentare dei positivi ricoverati, cresceva anche il bisogno di un numero maggiore di nuovi posti letto, mezzi idonei e personale sanitario. A rassicurare la comunità intera le parole del sindaco di Nola, Gaetano Minieri che in questo delicato momento di emergenza sanitaria, annuncia: «Cari Amici, finalmente una buona notizia per Nola e per tutta l’area nolana-vesuviana-stabiese. Oggi è una certezza: l’ospedale “Santa Maria della Pietà” non sarà convertito in Covid center. Garantito un pronto soccorso “no Covid” all’ingresso principale del nosocomio nolano. Nessuna conquista, solo il frutto del lavoro di squadra di tutti noi Sindaci che, in rete e senza sosta, abbiamo lavorato per evitare il collasso sanitario del territorio. Continueremo a lavorare per garantire tutela e protezione a tutta l’area scegliendo sempre la strada della ragione ma anche delle azioni forti, se necessario, facendo sentire la nostra voce sui tavoli di pertinenza e senza mai alcuna strumentalizzazione». In paese la situazione conferma degli iniziali segni di miglioramento se si pensa che appena nove giorni fa, il C.O.C., Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, segnalava ben 566 positivi a fronte dei 501 attuali, divisi tra 378 in zona Nola centro, 92 a Piazzolla e 31 a Polvica. Ad aiutare anche le nuove restrizioni e zone off-limits, in particolare del centro storico, in seguito all’ultima ordinanza firmata dal primo cittadino per fermare l’onda dei contagi, a cui ha fatto seguito la preannunciata zona rossa estesa a tutta la regione Campania fino al 3 dicembre.

Marigliano, richiesto al Senato l’arrivo della commissione d’accesso: il casus belli è una mozione della minoranza

Martedì 24 novembre, alle 9:30, avrà luogo un nuovo consiglio comunale, il secondo della nuova amministrazione Jossa. Oltre all’ordine del giorno che prevede l’istituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti ce n’è solo un altro, che però fa molto rumore. Si tratta di una mozione presentata in maniera compatta dai consiglieri di minoranza, che recita testualmente: “Marigliano si ribella alle infamanti accuse espresse dal neo eletto sindaco di Pomigliano D’Arco – Discussioni e determinazioni”. L’antefatto. L’11 novembre scorso il neo sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro, pubblicava un post teso a giustificare ulteriormente la scelta di nominare come assessore all’urbanistica l’architetto Filomena Iovine, ex consigliera di opposizione a Marigliano, durante l’amministrazione Carpino, ex primo cittadino attualmente detenuto agli arresti domiciliari, in seguito a una indagine per voto di scambio politico-mafioso (secondo alcune voci il processo dovrebbe iniziare mercoledì 25 novembre). Una, in particolare, è la frase incriminata scritta dal sindaco pomiglianese, la seguente: “[…] le denunce dell’arch. Filomena Iovine hanno permesso di far luce sul voto inquinato a Marigliano”. Tra i numerosi commenti arrivati (soprattutto da Marigliano) si fa senz’altro notare quello di Emilia Pisani, moglie di Antonio Carpino, che tra le altre cose scrive: “La sua cultura forcaiola e giustizialista contrasta con i principi costituzionali che vogliono le persone innocenti fino a sentenza definitiva di condanna”. Un post che è diventato un caso, dunque, e che addirittura ora viene portato in consiglio dall’opposizione, decisa a chiedere al sindaco di Pomigliano “di formulare le proprie scuse per le insensate ed avventate parole rivolte alla Città di Marigliano e al suo ex Sindaco”, nonché di “sottolineare ed affermare che per chiunque vale il principio di non colpevolezza garantito dalla Costituzione Italiana”. Tuttavia, dato che per mesi sia la Procura (che sta ancora indagando sui fatti) che la Prefettura, attraverso la figura del Commissario, hanno predicato discontinuità con la precedente amministrazione, in virtù della mozione si pone un problema. Prende le mosse proprio da qui l’interrogazione parlamentare (atto di sindacato ispettivo n. 4-04462) presentata al Ministro dell’Interno dal senatore Claudio Barbaro lo scorso 18 novembre. Scrive Barbaro: “Premesso che l’amministrazione comunale di Marigliano (Napoli) è stata rinnovata, in occasione delle elezioni del 20-21 settembre 2020, e l’attuale sindaco è stato eletto in una coalizione civica che, almeno in parte, è definibile in continuità politica con la precedente amministrazione, guidata da Antonio Carpino, destinatario di recenti provvedimenti cautelari e, attualmente, agli arresti domiciliari fuori dalla Campania; in data 17 novembre 2020 è stata depositata al protocollo generale del Comune di Marigliano una mozione di solidarietà all’ex sindaco Antonio Carpino”. Il senatore invoca, quindi, l’arrivo in città della commissione d’accesso, previsto dall’art. 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000 per ogni opportuno accertamento da parte del prefetto competente: “Ferma la circostanza che l’attività della magistratura debba proseguire nell’accertamento di eventuali addebiti di natura penale, che fino a quando non saranno pronunciati in maniera definitiva dall’autorità giudicante devono pur sempre considerarsi solo mere ipotesi di reato, sempre a giudizio dell’interrogante la commissione d’accesso potrebbe essere lo strumento, solerte, indipendente e tecnico, per fare, almeno, chiarezza sulla presunta irregolarità delle elezioni per il rinnovo della amministrazione del Comune di Marigliano; la commissione può rappresentare, infatti, una autorevole e pertinente risposta dello Stato poiché la legalità delle elezioni mariglianesi è stata messa pubblicamente in dubbio dal sindaco del vicino Comune di Pomigliano d’Arco, e indirettamente resa claudicante sia dalle attività ispettive svolte dalla consigliera Iovine che, finanche, da alcuni collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni determinarono i provvedimenti cautelari indirizzati all’ex sindaco il quale, pur respingendo le accuse, si è dimesso dall’incarico nel mese di agosto per consentire il voto amministrativo a settembre; comunque, risultano essere stati rieletti anche consiglieri della precedente amministrazione travolta dalla inchiesta della DDA che ha comportato le dimissioni del sindaco”. Da qualche giorno, dunque, Barbaro del gruppo misto (ex Lega per Salvini premier) e Saverio Lo Sapio, attivista dei Verdi ed ex consigliere comunale (nonché candidato sindaco) per il Movimento Oxigeno, hanno qualcosa in comune nonostante la siderale distanza politica: risultano essere gli unici politici, ad oggi, ad aver richiesto l’arrivo della commissione d’accesso a Marigliano. Lo Sapio, in verità, lo fa da mesi, addirittura da prima che l’ex sindaco Carpino venisse arrestato e si dimettesse dalla carica di primo cittadino, e quindi prima ancora delle elezioni. I motivi della sua richiesta di attenzione particolare sul Comune mariglianese sono molteplici, come illustra chiaramente nella conversazione che abbiamo avuto con lui ieri sera: si va dall’attentato all’ex responsabile dell’urbanistica, Tino Esposito (oggi proprio a Pomigliano, dove si ritrova a lavorare fianco a fianco con l’assessore Iovine), al rinvio a giudizio per i cosiddetti “furbetti del cartellino”, dal conflitto di interessi che riguarda funzionari comunali allo scandalo del giudice di pace, fino ad alcune delibere di consiglio comunale a dir poco promiscue. Dulcis in fundo, l’arresto dell’ex sindaco. “Una misura di attenzione – afferma Lo Sapio – Perché non vogliamo far cadere l’amministrazione, bensì offrire uno strumento per aiutare a fare chiarezza, assicurando massima trasparenza ai cittadini. Come Movimento Oxigeno ci siamo mossi già da tempo per sollecitare una interrogazione parlamentare che prossimamente speriamo possa concretizzarsi”. “Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere, attraverso l’Ufficio territoriale del Governo di Napoli, la nomina della commissione d’accesso e verifica ovvero, invece, se intenda o meno praticare o promuovere altri strumenti al fine fornire una risposta peculiare, pertinente e tempestiva alle accuse mosse di regolarità delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Marigliano e dei suoi organi di governo”, conclude il senatore Barbaro nella sua interrogazione.

Siamo Sommesi, Aliperta: “È importante rispettare le regole anti-covid”

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In Campania, da qualche giorno diventata zona rossa per l’aumento della curva epidemiologica, il 47% dei posti letto in ospedale è occupato da pazienti Covid. A Somma Vesuviana si contano 778 contagiati e 11 decessi. Il gruppo politico Siamo Sommesi, invita la popolazione al rispetto delle misure di contenimento. Sulla propria pagina Facebook https://www.facebook.com/SiamoSommesi si legge: “Stavolta è ancora più necessario essere responsabili e rispettare tutte le regole che ci vengono richieste. Questa è una battaglia dura che dobbiamo combattere tutti insieme, con grande senso civico e la responsabilità che ci contraddistingue”. Intanto, il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE in Campania conferma che nella settimana tra l’11 e il 17 novembre c’è stata una stabilizzazione nell’incremento del trend dei nuovi casi: 242.609 vs 235.634. <<Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia, il rispetto delle regole è fondamentale in un momento così delicato!>> Ha commentato la capogruppo di Siamo Sommesi, Adele Aliperta. << In questi giorni l’amministrazione Di Sarno ha messo in atto diverse scelte per sostenere i cittadini: l’ambulanza domiciliare per i malati covid e non solo; psicologiaemergenzacovid19, numero verde a cui poter chiamare per avere assistenza psicologica; la consegna dei farmaci a domicilio per le persone più fragili. Ci avviciniamo sempre di più alle festività natalizie per questo cerchiamo di appellarci al buon senso e alla responsabilità di ogni sommese.> Infatti, se la curva epidemiologica calerà, il governo penserà alla possibilità di varare nuove regole in vista delle festività Natalizie. La linea da seguire verrà decisa nei prossimi giorni, le norme sono ancora tutte da definire, ma si lavora per un “Natale soft”, con cui evitare una terza ondata di contagi a gennaio. Si confida molto nelle misure prese a partire dal 24 ottobre, nella speranza che da sole possano frenare la diffusione del virus. Tra le ipotesi per le nuove regole di contenimento c’è il ‘Dpcm ponte’ per il periodo natalizio con la sospensione l’automatismo delle fasce e l’eventuale spostamento, anche tra le regioni ‘rosse’ e ‘arancioni’, per raggiungere i parenti più stretti. Resterebbe il divieto per la notte di Capodanno, compreso lo stop a qualsiasi assembramento nelle piazze. Divieto anche di cenoni e veglioni allargati, magari riproponendo il limite di sei persone per gli incontri a casa.