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Fede ed arte nel culto della Madonna dell’Arco: il dipinto della Collegiata di Somma Vesuviana

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Grazie a questa secolare devozione sono sorte – nei secoli – chiese, parrocchie, cappelle ed edicole stradali, dedicate e intitolate alla Madonna più invocata del territorio. In un intervista, l’appassionato storico Domenico Granata ci svela la sua passione, in relazione al culto e al sorprendente dipinto della Vergine dell’Arco nella Collegiata di Somma Vesuviana.

 

Domenico Granata nasce a Napoli nel 1974. Appassionato di storia, arte e culto del Santuario della Madonna dell’Arco e dell’Ordine Domenicano, ha collaborato con il Centro Studi Arco del santuario anastasiano, curando la catalogazione e la conservazione di tutto il cospicuo patrimonio votivo. Diverse sono le sue ricerche storiche e archivistiche con particolare riguardo all’istituzione di un archivio storico –  fotografico del convento. Ha curato, inoltre, l’allestimento della prima sede del museo degli ex-voto e del museo domenicano, con molteplici mostre riguardanti i manufatti sacri e preziosi del complesso religioso. Attualmente collabora con prestigiose riviste religiose tra le quali La Madonna dell’Arco e il Cavaliere dell’Immacolata.

 Domenico, cosa rende unico il Santuario di Madonna dell’Arco?

“Senza dubbio la stupenda collezione degli ex voto pittorici che rappresenta il corpus più consistente e significativo non solo della Campania e del Mezzogiorno, ma tra i più interessanti d’Italia e del mondo. La caratteristica che rende tale patrimonio quasi unico nel suo ge­nere è quella di presentare un continuum ininterrotto di testimonianze votive che vanno dalla fine del ‘400 ai nostri giorni”.

 Quali sono le prospettive per descrivere la divulgazione del culto della Madonna dell’Arco?

“Ci sono tre prospettive a riguardo: la prima fa riferimento all’imponente fenomeno dei fujenti o battenti; i fedeli del celebre pellegrinaggio penitenziale che si tiene ogni anno nel giorno del Lunedì di Pasqua, e testimonia l’antica devozione per questo titolo dato alla Vergine Santa così caro a tanti. La seconda vede, nel lasso di tempo di oltre cinque secoli, il costituirsi di un patrimonio votivo unico al mondo per cospicuità e antichità dei manufatti: circa 6000 tavolette votive e migliaia di doni votivi di ogni tipologia. La terza grande prospettiva è quella che ha portato la devozione alla Vergine dell’Arco oltre i confini dell’Italia e dell’Europa e l’ha traghettata nel mondo intero ed è stata la fede semplice e consapevole di tanti uomini e donne, che per motivi diversi hanno lasciato le nostre terre e con sé hanno portato questo forte attaccamento per la Madonna dell’Arco e non hanno mai smesso di invocarla come madre, avvocata e ausiliatrice. Trasmisero questa devozione ad amici e conoscenti e ben presto questo titolo era sulle labbra di tutti”.

Una devozione che da millenni passa da cuore a cuore?

“Esatto: un’invocazione questa  passata di bocca in bocca, da cuore a cuore. Grazie a questa loro devozione sono sorte chiese, parrocchie, cappelle ed edicole stradali dedicate e intitolate alla Madonna dell’Arco. Ci sono poi altrettante chiese, basiliche, cattedrali, conventi e monasteri che custodiscono una tela, un affresco o una statua raffigurante la Madonna dell’Arco, anche grazie alla devozione di tanti nobili ed ecclesiastici che poterono, con mezzi e permessi a disposizione, lasciare una prova tangibile della loro devozione”.

Che ci dici sul dipinto della Madonna dell’Arco della Collegiata di Somma Vesuviana?

“La mia appassionata ricerca – che ho già sintetizzato nel periodico La Madonna dell’Arco n. 1/2020 – mi ha portato questa volta a pochi chilometri dal Santuario della Madonna dell’Arco, precisamente a Somma Vesuviana, nella stupenda Collegiata ubicata nel quartiere murato: qui c’è una cappella laterale, la terza ed ultima sul lato sinistro di chi entra, intitolata alla Madonna dell’Arco. La cappella, attraverso le sue tele laterali, presenta oggi notevoli valori socio – religiosi. Il suo aspetto attuale risale al 1859, come attesta la data incisa alla base dell’altare, su cui ora è situata la statua manichino della Madonna della Neve. Un tempo, invece, proprio sulla mensa sacra, era collocata una pregevole tela raffigurante la Madonna dell’Arco assisa con in braccio Gesù Bambino e due angeli. In ginocchio è riconoscibile forse San Gennaro, patrono di Somma, e sulla sinistra di chi guarda una devota in atto d’ implorazione. La tela, riconducibile alla tipologia degli ex voto,  è sicuramente d’ignoto autore del XVII secolo e, al momento, la si può ammirare sulla parte alta della parete ricoperta dagli stalli lignei del coro. L’attento osservatore potrebbe non riconoscere alcuni elementi iconografici del dipinto in relazione a come lo si vede oggi nel suo santuario anastasiano. Bisogna considerare, però, che l’immagine della Vergine dell’Arco della Collegiata appare simile a quella riprodotta nelle tavolette votive del XVI e XVII secolo. Si tratta di quegli ex- voto dipinti anteriormente al 1621: anno in cui l’architetto Bartolomeo Picchiatti  incastonò l’attuale dipinto nel prezioso tempietto in marmi. Un ulteriore conferma, poi, ci viene data  dalle tele della Madonna dell’Arco del XVII secolo presenti in diverse chiese, basiliche, monasteri e cappelle sparse in tutte le regioni d’Italia. Certamente è un vero capolavoro, raffinato sul piano pittorico, che necessita non solo di una degna riscoperta ma, soprattutto, di un accurato studio stilistico”.