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Erano presenti alla cerimonia di “apertura” l’assessore prof. Simonetti e il consigliere comunale Vincenzo Caldarelli che ha seguito con grande impegno la realizzazione del progetto. La strada  collega due vie che sono fondamentali per il traffico nel sistema urbano di Ottaviano. Perché via Perri si chiama così.

 

Con una cerimonia sobria – la sobrietà dettata dalle circostanze e dal carattere delle persone – il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, ieri mattina ha aperto al traffico la via che collega via Perri e via Ferrovia dello Stato. Erano presenti anche l’assessore prof. Biagio Simonetti e il consigliere comunale Vincenzo Caldarelli,  il quale, in un suo “post”, ha indicato la nuova struttura come il risultato dell’impegno del Sindaco, dell’intera Amministrazione Comunale, dell’Ufficio Tecnico e della ditta appaltatrice, e ha sottolineato il fatto che questa via di collegamento contribuisce a snellire il flusso del traffico e consente di mettere a disposizione dei cittadini un congruo numero di posti di parcheggio per auto, alcuni dei quali sono riservati ai disabili e, come “quota rosa”, alle donne in stato di gravidanza.  Tocca a me, in quanto testimone e autore dell’articolo, aggiungere che notevole è stato l’impegno del consigliere Vincenzo Caldarelli, delegato all’ “arredo urbano, ai lavori pubblici e al verde pubblico”, e costante è stata l’attenzione che egli ha dedicato alla definizione del progetto e alla sua concreta realizzazione. Tra l’altro, il progetto prevede che accanto alla strada e al parcheggio ci sia un’ampia zona destinata al verde. Costruire e aprire una strada in questo drammatico momento, in cui il virus impedisce relazioni e movimenti, è, prima di tutto, un invito a sperare che tra non molto la comunità dei cittadini possa percorrere, senza timore e alla luce di una rinnovata serenità, le “vie” normali del vivere quotidiano. Ricordo che la strada aperta ieri mattina collega due “sistemi urbani” che hanno svolto e svolgono una funzione fondamentale nella storia della nostra città. La via che porta il nome di “Ferrovia dello Stato” – ma forse conviene cambiarlo, questo nome: la linea ferroviaria non funziona più- segue sostanzialmente il percorso della strada che fu aperta, nella prima metà del’600, da Giuseppe I Medici, per rendere più sicuro il movimento dei carri diretti verso Palma e verso la città di Sarno, dove i Medici comprarono masserie e mulini. Intenso è il traffico quotidiano lungo via “Ferrovia dello Stato”: lo alimentano il Liceo “A.Diaz”, i numerosi negozi, i due ingressi alla statale 268 e alle vie di collegamento con le autostrade, gli uffici dell’Asl, le vie che portano al Cimitero, al mercato ortofrutticolo, a San Gennarello. Via Perri è un asse importante di quel complesso sistema urbano che è si è sviluppato, negli ultimi 50 anni, in una contrada che si chiamava “Maveta”, dalla terra ricca d’acqua, “ mauta”, o “Cerquale”, dalle querce sottili – i “cerri piccoli” – che vi erano stati piantati dai Domenicani della Masseria San Domenico. In questo “luogo” si svolge il mercato settimanale, ci sono case, sedi di attività di vario tipo, officine, le “stazioni” della Guardia di Finanza e dei Vigili Urbani, il centro operativo del servizio N.U., un importante ingresso della statale 268. Insomma, la via di collegamento aperta ieri mattina era necessaria. Perché via Perri si chiama così? Fui io a proporre il nome di Vittorio Perri, il sottoprefetto di Castellammare, che fu il primo funzionario dello Stato ad arrivare a Ottajano nella notte tra il 7 e l’8 aprile 1906,  quando il Vesuvio incominciò a distruggere la nostra città. E anche nei giorni successivi Perri non fece mancare il suo concreto sostegno agli Ottajanesi, abbandonati dal sindaco e da quasi tutti i consiglieri comunali, che erano stati tra i primi a fuggire verso luoghi più sicuri. Ci sono sindaci e sindaci.