Somma Vesuviana, avviso per reclutamento di vigili da altri comuni, il consigliere Piccolo: “Ennesimo sopruso ai danni dei cittadini di Somma”
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal consigliere Pasquale Piccolo.
Con determina n.632 del 19.11.2020 il responsabile organizzativo area 1 ha fatto un avviso per il reclutamento di 5 unità di personale, utilizzando le graduatorie di idoneità di altri enti comunali, per l’assunzione di 5 vigili urbani.
In un momento in cui nel nostro paese dilaga la disoccupazione e le condizioni economiche delle famiglie sommesi viaggiano verso momenti sempre più critici, negare la possibilità e la speranza di inserimento a dei giovani sommesi attraverso l’espletamento di un concorso pubblico, anche se nazionale, è davvero un atto grave ed irrispettoso.
Sicuramente il concorso avrebbe richiesto tempi un po’ più lunghi (90-120 giorni) per cui non basta giustificare tale scelta adducendo come motivazione la brevità dei tempi.
Di emergenze a Somma ce ne sono tante da risolvere e non sarebbero stati i tempi per il concorso a penalizzare ancora di più la nostra città.
Questa scelta manda in fumo un’altra speranza per i nostri giovani e non depone bene per il Sindaco e la sua amministrazione.
VERGOGNA !!
Pasquale Piccolo
[VIDEO] Marigliano, contro la violenza sulle donne torna la campagna di sensibilizzazione “Noi ci mettiamo la faccia”
Ricorre oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una occasione per porre l’accento su un fenomeno che – come sancito dall’ONU – ostacola il progresso e “il raggiungimento dell’eguaglianza, dello sviluppo e della pace” .
Per il secondo anno consecutivo torna anche l’iniziativa promossa dall’associazione degli imprenditori M.I.A. Marigliano, che hanno voluto ancora una volta metterci la faccia. Il nobile intento parte dal territorio, da quei commercianti che vivono in questo periodo una condizione esasperante di attesa e difficoltà, eppure non perdono la voglia di impegnarsi nel sociale, per la città. Stavolta è stato il neo consigliere Antonio Di Sauro, della maggioranza, a fare da tramite con le istituzioni e così l’iniziativa è stata portata all’attenzione del nuovo assessore a pubblica istruzione e formazione, la docente di matematica e fisica Irene Sorgente, che abbiamo incontrato per l’occasione.
“Una società che si definisce egualitaria, progressista e civile non può nutrirsi più di cronache di abusi, omicidi e violenze sulle donne. Stop alla violenza muta!”, sottolinea l’assessore Sorgente. Dall’inizio dell’anno già 91 donne hanno perso la vita a causa delle violenze subite soprattutto nell’ambito familiare. 91 grida di dolore che nessuno è riuscito a sentire. 91 ferite che nessuno potrà guarire. La pandemia e il lockdown hanno reso ancora più difficile alle donne fuggire dal proprio carnefice. Ecco perché oggi, più che mai, è indispensabile dire BASTA alla violenza sulle donne. “Noi ci abbiamo messo la faccia”, dicono i commercianti mariglianesi.
“Denunciare significa gettare le basi per una riacquistata serenità e un muro contro le vessazioni”, affermano i Carabinieri, ricordando i numeri 112 e 1522, prezioso recapito per segnalare violenze e stalking.
Pomigliano, il grido di Roberta in una canzone: “Non solo Covid: sono diabetica”. Già 250mila follower
“Io sono diabetica” è il videoclip di una canzone da pelle d’oca, note da brivido di una voce perfetta e di un pianoforte strappacuore per un pezzo, una cover arrangiata in modo sublime, il cui testo è l’involontario grido di aiuto di una ragazza dolcissima. Una ragazza che ha avuto il coraggio di confessare la sua sofferenza. “Perché non c’è solo il Covid, perché ci sono tante persone che hanno molte altre malattie pericolose. E io e mia sorella siamo tra loro: sin da quando eravamo piccole abbiamo il diabete di tipo 1. E col diabete 1 non si scherza: è bene che lo tengano presente tutti. Istituzioni in primis”. Sfoga tutto quello che ha in corpo Roberta Amorico, 17 anni, di Pomigliano, giovanissima e brava cantautrice nonché musicista in erba. La studentessa del liceo musicale di Acerra ha voluto riproporre al pubblico la sua cover nel mese della giornata mondiale del diabete. “Sono diabetica e mi sparo l’insulina con una siringhina, sono diabetica e vorrei solo mangiare ma siringhe devo fare: non è colpa mia ma è la glicemia”, le crude parole della canzone arrangiata dalla ragazza. Ma non è finita qui. Per completare meglio l’opera di sensibilizzazione sulla sua malattia la giovane ha scritto un’altra, bellissima, seconda canzone dal titolo altrettanto eloquente: “Fragile”. La musica stavolta è tutta sua. La clip è stata girata nel parco pubblico di Pomigliano. Risultato ? I profili Instagram e Tik Tok di Roberta, nome d’arte “Yughi”, hanno raggiunto quota 250mila follower. Il grido di allarme della giovanissima cantautrice è stato rilanciato con il sostegno del papà, Gaetano Amorico, un medico. “In Campania – spiega il dottore – sono circa 1500 i diabetici tipo 1 tra bambini e ragazzi fino ai 18 anni. 20mila in Italia”. “Si sa – aggiunge Gaetano – con il Covid la situazione si è complicata per le persone che soffrono altre malattie. Molte visite e molti controlli, pure per i pazienti diabetici, si possono effettuare solo on line per cui è tutto più difficile, in particolare per gli anziani che non sanno utilizzare computer e telefonini. Inoltre bisogna sempre stare attenti a reperire le attrezzature necessarie, i glucometri, i sensori per testare il livello della glicemia, i medicinali, l’insulina, le siringhe”. Un’esistenza sempre sul filo. Uno dei pericoli più grandi del diabete di tipo 1 è il coma da complicanza acuta dell’ipoglicemia notturna, cioè quando il tasso glicemico si abbassa sotto la soglia vitale, mentre si dorme. Ma l’ipoglicemia purtroppo può avvenire anche in tutte le ore, del giorno e della notte. “Io e mia moglie siamo sempre stati attenti – aggiunge Gaetano Amorico – penso però a tutte le persone che non possono essere assistite a casa adeguatamente da parenti o collaboratori domestici”. C’è inoltre, e non è certo cosa secondaria, il rapporto tra Covid e malati diabetici, il cui tasso di mortalità da Coronavirus è molto elevato. “Con il Covid i diabetici stanno peggiorando le loro condizioni di salute – racconta Santina Bruno, la mamma di Roberta – loro hanno bisogno di fare movimento, che è una terapia salvavita perché la vita sedentaria fa alzare i livelli di glicemia. Mi giungono notizie di diabetici che a causa di questa sedentarietà forzata sono state costretti al ricovero in ospedale. Ma molti di loro hanno avuto difficoltà a ricoverarsi”. “In questo momento – il rammarico di Roberta Amorico – tante malattie vengono messe da parte: diabete, anoressia, bulimia, cancro, depressione. Essere soli è la cosa peggiore”. Roberta insegue il suo sogno. “Ho intenzione -anticipa – di andare al conservatorio di San Pietro a Maiella. Voglio studiare pianoforte, canto e musicoterapia. Nel frattempo ho scritto molti testi in questa quarantena”. “Serve sempre avere qualcuno vicino e io sono stata fortunata – aggiunge Alessandra, 21 anni, la sorella maggiore – ho diversi amici diabetici che ho conosciuto per caso. Noi diabetici di tipo 1 siamo costantemente in ansia , l’ansia c’è sempre insieme a un senso di disadattamento e di stanchezza. E la glicemia provoca sbalzi d’umore. Ma noi diabetici spesso ci sentiamo anonimi. La gente non conosce la nostra malattia”.
Non solo malasanità. Dalla Calabria un manuale per la cura e la gestione dei malati di coronavirus
Una volta tanto la sanità calabrese non fa rumore per le ben note vicende di malagestione e malaffare di cui i media si occupano costantemente ma perché prova (con ottimi risultati) a fare scuola nella lotta al virus.
È infatti stato pubblicato, su carta e in ebook, per Rubbettino, “Covid-19. Manuale pratico per medici e operatori sanitari” a cura del prof. Carlo Torti, infettivologo, docente di Malattie infettive e della relativa scuola di specializzazione presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro nonché primario del reparto di Malattie infettive e tropicali del Policlinico “Mater Domini” della stessa università.
Il manuale si propone come un’utilissima guida per medici operatori sanitari a disposizione dei quali propone indicazioni e procedure per una corretta gestione della Patologia.
L’approccio è multidisciplinare, vengono infatti affrontate problematiche essenziali e di frequente riscontro nei pazienti affetti da coronavirus non solo nell’ambito internistico ma anche in altri ambiti specialistici.
Il manuale si rivolge sia ai medici ospedalieri che ai medici del territorio, la categoria che più di ogni altra sta subendo lo stress della pandemia, trovandosi spesso in trincea con le armi spuntate, offrendo indicazioni su farmaci, cure, strumenti diagnostici.
Il libro fa una sintesi sia delle pratiche e degli studi internazionali che di quella che è stata l’esperienza del reparto di Malattie infettive guidato dal curatore.
Vi è infine una parte dedicata alle prospettive vaccinali.
Carlo Torti, laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia, ha conseguito la Specializzazione in Malattie infettive presso l’Università degli Studi di Brescia dove ha lavorato come dirigente medico e ricercatore universitario. Dal 2012 è direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive e tropicali del Policlinico “Mater Domini” dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro. È docente di Malattie infettive e direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive e tropicali presso la stessa Università, e già Honorary Lecturer presso l’Università di Makerere, Kampala (Uganda). Ha pubblicato più di 250 lavori scientifici in extenso ed è inserito nella lista dei Top Italian Scientists. È Senior Editor della rivista «BMC Infectious Diseases» e presidente della Sezione Calabria della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.
Educ/azione alla libertà: il mondo salvato dai ragazzini (e dai libri)
Riparte, dal 9 dicembre 2020 al giugno 2021, il progetto «Il mondo salvato dai ragazzini»: percorso formativo, culturale e di inclusione sociale (in sinergia tra associazionismo, istituzioni, scuola, biblioteche, librerie e famiglie) che mette al centro la comunità educante, in dialogo con i protagonisti della migliore civiltà dell’infanzia contemporanea e della filiera dell’editoria per ragazzi, per sensibilizzare in primo luogo gli insegnanti sull’importanza cruciale dell’educazione precoce alla lettura attraverso corsi di formazione e successive attività laboratoriali condivise con bambini e adolescenti. E nell’ottica di una indispensabile continuità perseguita, malgrado il blocco nei mesi del primo lockdown da pandemia, il percorso – promosso e ideato dall’Associazione culturale Kolibrì, in partenariato tra gli altri con il Comune di Procida, la rivista Andersen, Agita Teatro, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, IC Capraro e ISS F. Caracciolo-G. da Procida, IC Caulino di Vico Equense – riprende, rimodulato per ora online, grazie al finanziamento del Cepell (Centro per il libro e la lettura del MiBAct). Gli incontri in programma, rivolti in primo luogo a docenti ed educatori delle scuole e poi a famiglie, librai, bibliotecari e operatori in un crossover educa(t)tivo e narrat(t)ivo fondato sulla condivisione dal basso, lo scambio e l’accessibilità ai libri, ripartono a dicembre, in chiusura della prima fase 2020 – anno del centenario della nascita di Gianni Rodari – per proseguire fino a giugno. Due gli appuntamenti di fine anno, in un ciclo dal titolo: «La Reading Literacy e la comunità educante per una civiltà dell’infanzia». Sono in programma su piattaforma ZOOM mercoledì 9 e sabato 12 dicembre, entrambi dalle ore 17.00 alle ore 19.00, gratuiti per i partecipanti e già caricati sulla piattaforma S.O.F.I.A. del Miur (ID 50576) con rilascio di crediti formativi per i docenti di ruolo iscritti (per info e prenotazioni: 339 189929; Whatsapp: 334 3224441; mail: kolibrinapoli@gmail.com). Il primo, mercoledì 9, sul tema «Perché non possiamo non dirci rodariani. Scenari e proposte della letteratura giovanile», con Barbara Schiaffino, direttrice di Andersen e membro AIE (Associazione Italiana Editori) e Donatella Trotta, giornalista e autrice, presidente di Kolibrì. Il secondo, sabato 12 dicembre, su «Teatro scuola, dai libri alla vita. I laboratori inclusivi per formare all’ascolto», con Salvatore Guadagnuolo, formatore, operatore teatrale, vicepresidente nazionale Agita e Giuseppe Coppola, pedagogista, operatore socio-teatrale e segretario nazionale Agita. Consulenza documentaristica di Simona Pasquale, giornalista e comunicatrice scientifica. Tutti gli incontri del progetto (che nel 2021 coinvolgerà in Focus Group e incontri di formazione autori, formatori e illustratori del calibro di Teresa Porcella, Santo Pappalardo, Marino Amodio, Vincenzo Del Vecchio, Annamaria Gozzi, Monica Morini, Daniela Iride Murgia, Antonella Cilento, Pino Boero, Walter Fochesato, accanto a sigle editoriali specializzate per l’infanzia e la gioventù) sono tesi a disseminare e implementare buone pratiche legate all’acquisizione e allo sviluppo di competenze specifiche nell’ambito della Reading Literacy, con un costante aggiornamento professionale sulla letteratura giovanile, per sostenere, anche a distanza, le scuole come “laboratori permanenti”, presìdi di conoscenza, studio, ricerca e sperimentazione. A partire da un nucleo iniziale di libri e autori di vari generi i docenti-mediatori sono infatti coinvolti coi ragazzi in un processo guidato di apprendimento partecipato che attraverso una metodologia trasformativa attua sul campo una trasformazione educativa.
Covid19, analisi delle acque reflue, dell’acqua e degli ambienti per prevedere il contagio
Riceviamo e pubblichiamo.
Indagini di Lifeanalytics: rilevata la presenza dell’RNA del coronavirus sul 5% delle superfici anche dopo la normale attività di disinfezione e nel 48% delle acque reflue di circa 100 città
Non bastano solo i tamponi per monitorare l’andamento complessivo della pandemia Covid-19 in Italia. Le analisi delle acque, dell’aria e delle superfici degli ambienti lavorativi e ospedalieri possono, anzi, fornire una panoramica completa sulla diffusione del coronavirus.
Gli esperti del Gruppo Lifeanalytics, azienda specializzata da oltre 40 anni nei servizi di analisi chimica, microbiologica e biologica, hanno condotto indagini su tutto il territorio italiano al fine di tracciare il materiale genetico del coronavirus su superfici, acqua e aria, con l’obiettivo di fornire ad aziende e Comuni un ulteriore strumento per contenere la diffusione del virus.
Il primo monitoraggio è stato effettuato, da aprile ad oggi, all’interno di oltre 180 aziende e strutture sanitarie per verificare la buona riuscita delle attività di disinfezione, garantendo ambienti lavorativi covid-free. Secondo l’indagine, la presenza dell’RNA del coronavirus, in media, è stata rilevata sul 5% delle superfici anche dopo la normale attività di disinfezione. Nonostante la trasmissione del Covid-19 da contatto con superfici contaminate sia meno frequente, questa percentuale identifica comunque un rischio per i lavoratori e per il personale ospedaliero. Un fattore di rischio contagio sicuramente più alto è rappresentato dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuale non adatti al contenimento del virus. Un recente studio pubblicato su Lancet1 dimostra come le tracce del coronavirus possano resistere anche fino a 7 giorni sull’esterno della mascherina. Lifeanalytics, vicina alle aziende, ha eseguito test di efficacia e qualità sulle mascherine fornite ai dipendenti di oltre 50 imprese. I test si sono concentrati sulla resistenza alla penetrazione di sangue sintetico, l’efficienza di filtrazione batterica (BFE) e sulla determinazione della carica microbica sulla superfice. “In questo periodo in cui in molte zone d’Italia le uniche attività aperte producono o distribuiscono beni essenziali, crediamo sia importante trovare un sistema rapido che consenta l’analisi dei rischi e il monitoraggio delle condizioni di sanificazione, sia per garantire la continuità produttiva ma anche per permettere ai dipendenti di lavorare in tutta sicurezza – spiega Giovanni Giusto, CEO di Lifeanalytics – Per questo motivo i nostri laboratori adottano procedure standardizzate che consentono di consegnare in poche ore l’esito dei test effettuati”.
Da sole le analisi ambientali non sono sufficienti per fornire un quadro completo dell’andamento della pandemia: fondamentali restano il monitoraggio delle acque reflue e della qualità dell’aria. Secondo le recenti attività svolte da Lifeanalytics in circa 100 città, la presenza dell’RNA del virus è stata riscontrata nel 48% dei casi nelle acque reflue.
“Studi internazionali2 dimostrano come il monitoraggio delle acque reflue consenta di prevedere, anche con qualche giorno di anticipo, la presenza di un focolaio. Le analisi ambientali e delle acque potrebbero quindi essere un reale strumento in più per prevedere e rallentare la diffusione del Covid-19. Lifeanalytics mette a disposizione delle aziende, dei Comuni ed Enti i suoi 28 laboratori presenti in 14 Regioni per offrire il suo contributo al contrasto della diffusione del virus” conclude Giovanni Giusto.
Le analisi condotte dai laboratori del Gruppo si basano sulla Real Time PCR (Reazione a catena della polimerasi di trascrizione inversa) che include l’estrazione di RNA – RiboNucleic Acid dai campioni prelevati, ovvero lo stesso metodo utilizzato per identificare la positività di un paziente con il tampone. Questa tipologia di indagini fa parte di “PIÙ SICURO”, un insieme di esami integrati ideati da Lifeanalytics e volti ad analizzare e monitorare la sicurezza degli ambienti di lavoro e sanitari in questo periodo di pandemia.
Campania, Mazzeo (GD): 381 assunzioni nella sanità grazie al Presidente De Luca
Riceviamo da Giovani Democratici della Campania e pubblichiamo.
“Prosegue senza sosta l’impegno della Regione Campania – dichiara Marco Mazzeo, Vice Segretario Regionale dei Giovani Democratici della Campania – Nonostante la grave situazione attuale causata dalla pandemia, nonostante i notevoli tagli apportati dalla giunta centrodestra, nonostante la sanità fosse commissariata da decenni, ma grazie al lavoro del Presidente De Luca, finalmente, ne siamo usciti fuori, ieri, sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 231, sono stati pubblicati diversi bandi di concorsi: 381 assunzioni nella sanità. Anestesisti, assistenti amministrativi, dirigenti medici, infermieri, ben 381 nuove assunzioni.
L’approvazione del nuovo piano ospedaliero ha consentito di poter varare anche il piano del personale della sanità, per migliaia di nuove assunzioni e stabilizzazioni tra medici, infermieri, operatori e amministrativi. In questo modo è stato possibile assumere, lo scorso gennaio, ben 800 infermieri nelle ASL della provincia di Napoli. Considerando i concorsi nei Centri per l’Impiego, nell’EAV e il Piano per il Lavoro, è in atto una vera e propria rivoluzione in Regione Campania.
Questo è un programma straordinario per creare lavoro – afferma Marco Mazzeo, Vice Segretario Regionale dei Giovani Democratici della Campania – Prima non venivano approvati i conti consultivi delle ASL. Prima la sanità era commissariata.
Prima non è stato fatto nulla. Basta polemiche sterili. Basta sciacallaggio mediatico politico. La Regione Campania con il Presidente Vincenzo De Luca ha dimostrato di voler essere accanto ai giovani. Parlano i numeri. Parlano i fatti.
Sant’Anastasia, cerimonia simbolica contro la violenza sulle donne con gli assessori Giliberti e Giordano, promotrici dell’iniziativa
Riceviamo e pubblichiamo.
Sant’Anastasia celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne apponendo un simbolico e significativo pannello che sarà fissato, e rimarrà, all’ingresso dell’Ufficio Anagrafe del municipio. Oggi, mercoledì 25 novembre, alle 12:00, si terrà una ristretta cerimonia simbolica per scoprirlo, una piccola inaugurazione voluta dagli assessori Cettina Giliberti (Politiche Sociali, Pari Opportunità) e Veria Giordano (Salute Pubblica, Cultura).
“Abbiamo preferito un segno che rimanga a ricordare questa giornata ogni singolo minuto dell’anno – dicono Giliberti e Giordano – con noi ci sarà il sindaco Carmine Esposito, don Ciccio d’Ascoli che porterà la sua benedizione, la presidente del Consiglio Comunale Rosaria Fornaro, le consigliere comunali di maggioranza e opposizione, le dirigenti scolastiche del territorio, la prima presidente delle commissioni alle pari opportunità del Comune di Sant’Anastasia, Francesca Beneduce che è stata poi alla guida di quella regionale, la vicepresidente della Cpo Regione Campania Federica Marchioni, la presidente del Consiglio Nazionale Forense Maria Masi e molte rappresentanti delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, Protezione Civile e Croce Rossa”.
La frase che le due assessore hanno voluto sul pannello è lo specchio di quanto accade in Italia e nel mondo e di quanto sta accadendo negli ultimi mesi, complice la pandemia da Covid – 19 che ha fatto crescere esponenzialmente la violenza sulle donne tra le mura domestiche: “La violenza sulle donne non ha confini…e spesso ha le chiavi di casa”.
“In realtà noi abbiamo un centro antiviolenza che al momento è sospeso in attesa di gara per l’affidamento, ripartirà al più presto ma, negli ultimi anni, sono stati presi in carico almeno 80 casi di donne vittime di violenza, soprattutto tra le mura di casa – aggiunge l’assessore Giliberti – un numero importante. C’è un numero verde, 800 10 25090, al quale ci si può rivolgere ed è quello dello sportello Artemisia operativo nell’ambito territoriale che offre consulenza psicologica e legale alle donne. Noi speriamo di riprendere al più presto il lavoro in questo senso poiché la pandemia ha aggravato la situazione di quelle donne che subiscono ogni possibile angheria tra le mura di casa ma non hanno il coraggio di denunciare temendo di non trovare il sostegno delle istituzioni”.
[VIDEO] Marigliano, il secondo consiglio comunale finisce al TAR: è battaglia sulle commissioni consiliari
Ancora momenti poco edificanti quelli vissuti nel corso dell’ultimo consiglio comunale, caratterizzato da tre sospensioni, abbandono dell’aula consiliare da parte della minoranza durante una votazione e ritiro della maggioranza che ha poi determinato lo scioglimento della seduta. Eppure la pubblica assise era iniziata di buon ora, alle 10:30 (in perfetto orario di convocazione, stavolta), con due momenti significativi di cordoglio e raccoglimento per le nuove vittime mariglianesi di Covid e quelle del terremoto dell’Irpinia, a 40 anni esatti dal maledetto 23 novembre 1980.
Il pomo della discordia è stato proprio il primo punto all’ordine del giorno (ne erano previsti altri due, mai discussi). Si trattava dell’istituzione delle commissioni consiliari permanenti, organismi costituiti in seno al consiglio comunale che svolgono una funzione consultiva e preparatoria degli atti a esso spettanti, nonché di controllo sull’attuazione delle linee programmatiche relative all’intero mandato di un’amministrazione. Una dimensione fondamentale per l’azione dei consiglieri, che però nel consiglieri di ieri si è trasformata nell’ennesimo campo di battaglia tra maggioranza e minoranza, in questo caso anche opposizione. “Eppure – ha affermato l’avvocato Franco Canzerlo, consigliere PD di maggioranza – avevo apprezzato moltissimo i propositi collaborativi della minoranza, nel corso del primo consiglio. Purtroppo alle parole non seguono i fatti”.
Appunto, i fatti: gli 8 consiglieri di minoranza avrebbero voluto che nelle commissioni venisse garantita la presenza rappresentativa di tutti i gruppi consigliari (che sono 9), proponendo quindi di aumentare il numero dei consiglieri presenti nelle commissioni, portandolo da 6 a 9, appunto. La proposta della maggioranza, invece, prevedeva proprio la presenza di 6 consiglieri: 4 di maggioranza e 2 di opposizione, in perfetta continuità con quanto accaduto nel corso della precedente amministrazione Carpino, di cui facevano parte alcuni consiglieri che oggi siedono tra i banchi della minoranza (come Vincenzo Esposito, Sebastiano Guerriero, Sebastiano Molaro e Assunta De Rosa). Anche su questo si è basata la replica del sindaco Jossa, contrario, come la sua maggioranza, all’aumento dei consiglieri nelle commissioni: “Quando eravate nella maggioranza le commissioni andavano bene così, ora che siete in minoranza volete che le cose cambino. Inoltre i costi aumenterebbero, a causa del gettone di presenza. Infine vi ricordo che, a causa dell’andamento demografico della nostra città, la tendenza suggerisce che a breve i consiglieri saranno sempre meno (ne avevamo parlato anche noi qui, ndr), di conseguenza sarebbe il caso di agire in maniera coerente anche per il resto”.
La maggioranza, nella persona del primo consigliere Vincenzo Esposito dei Popolari – che abbiamo sentito qui – ha replicato sottolineando che se si può fare il settimo assessore, allora si può ampliare anche il numero di consiglieri all’interno delle commissioni, e che comunque loro avrebbero rinunciato al gettone di presenza. Fatto sta che, nonostante una prima sospensione del consiglio, al fine di interloquire e trovare un punto di incontro, la maggioranza è stata irremovibile e ha proceduto alla votazione, alla quale però non ha preso parte la minoranza, che in maniera compatta ha deciso di abbandonare l’aula consiliare. A quel punto la maggioranza ha votato, in maniera ovviamente favorevole, comunicando anche i nomi dei consiglieri che faranno parte delle commissioni: 4 per ognuna delle 7 commissioni consiliari previste dallo statuto comunale.
Una cosa inammissibile per la minoranza, che già nel corso del consiglio aveva fatto riferimento all’articolo 38 del TUEL, testo unico degli enti locali (D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267), che prevede che le commissioni consiliari debbano rispettare il criterio proporzionale dei gruppi presenti in consiglio. Tuttavia il legislatore non precisa come lo stesso debba essere declinato in concreto. Per questo motivo, come fatto anche dalla minoranza, è utile menzionare il parere n.771 reso dal Consiglio di Stato, prima Sezione, in data del 7 marzo 2018. Con il citato parere, il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato un ricorso avverso una modifica regolamentare che non avrebbe consentito la partecipazione alle commissioni di almeno un rappresentante per ciascuno dei gruppi presenti in consiglio, violando, in questo modo, il criterio proporzionale che invece sarebbe stato garantito prevedendo l’istituto del voto plurimo in luogo del voto capitario (cosa richiesta da Esposito all’inizio del consiglio comunale).
“La minoranza chiede che venga garantito quanto dettato dall’art. 38 del DL. 267/00. Sentenze del Consiglio di Stato e pareri del Dipartimento Affari Interni non sono bastati. Le commissioni si fanno e senza minoranza. Mi sa che ci sono le condizioni per un ricorso al TAR”, ha ribadito proprio ieri sera la pagina Facebook dei Giovani Popolari Marigliano, riportando le parole del primo consigliere di minoranza Vincenzo Esposito. Si prefigura, dunque, una accesa battaglia legale. E siamo appena al secondo appuntamento con la pubblica assise.
Alle fine, con appena 10 presenti, il presidente Manna ha dichiarato sciolta la seduta e ciò ha comportato l’impossibilità di affrontare gli altri due punti all’ordine del giorno, tra cui quello che sollecitato dalla mozione della minoranza, denominata “Marigliano si ribelle alle infamanti accuse espresse dal neo eletto Sindaco di Pomigliano d’Arco – Discussioni e determinazioni”. Una mozione che senza dubbio agitava la maggioranza di PD (partito dell’ex sindaco Carpino) e le liste forziste (che avevano appoggiato la candidatura a sindaco di Filomena Iovine, ex consigliere di minoranza), e la cui discussione, però, è solo rimandata.
Sant’Anastasia, in Consiglio question time del Pd: «Non luminarie ma solidarietà e tasse comunali sospese per indigenti»




