Somma Vesuviana, il sindaco Di Sarno firma l’ordinanza che proroga la chiusura delle scuole fino al 7 dicembre
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Boscoreale, a Villa Regina un presidio per la sicurezza e l’educazione alla legalità e al rispetto per l’ambiente
Siamo Sommesi, Aliperta ricorda Melania Rea e lancia l’appello alle vittime: “Denunciate sempre!”
Durante l’intervista rilasciata a “Cultura A Colori” la consigliera Adele Aliperta, capogruppo di Siamo Sommesi al comune di Somma Vesuviana (NA), ha ricordato Melania Rea, nel giorno dedicato alla lotta contro ogni forma di violenza perpetrata nei confronti delle donne.
“Somma Vesuviana è tristemente nota per il femminicidio di Melania Rea”, ha dichiarato la capogruppo di Siamo Sommesi., soffermandosi poi sulle innumerevoli iniziative promosse sul territorio a cura delle associazioni locali. In particolare, l’ultima ideata da EvaProEva, è quella della buca rossa in piazza Vittorio Emanuele III. “E’ un progetto importante che aiuta le donne vittime di violenza a denunciare i propri carnefici in maniera anonima e autonoma. Dobbiamo aiutare queste donne a prendere consapevolezza.” Ha commentato Aliperta che lancia un appello a tutte le vittime e a chi è a loro vicino.
“Nel periodo di lockdown la violenza domestica è aumentata considerevolmente. E’ importante per le vittime denunciare per se stesse, ma soprattutto per i loro figli costretti a vivere nel terrore e con esempi di violenza. Il mio appello è a queste donne, ma anche a chi è vicino a loro, che hanno l’obbligo di aiutarle a prendere consapevolezza e alla denuncia. Mi rivolgo ai familiari e agli amici. Noi amministrazione Di Sarno e io prima di tutto come donna e cittadina sommese, ci rendiamo disponibili all’ascolto e all’aiuto. Vogliamo promuovere le iniziative atte alla risoluzione del problema.”
Napoli piange Diego Armando Maradona: l’omaggio della città al diez napoletano
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Ciao Diego!
Diego, Dios, D10S, il calcio, il mito, un piede, una mano e un colpo di testa, il Pibe de Oro, la Mano de Dios, il barillete cosmico, uno slancio, il dribbling, una veronica e un tiro a fil di palo. Si gira e ti fa la palommella. Ti punta e ti lascia sul posto. Ti metto la barriera troppo vicina? E lui segna un gol più unico che raro. L’argentina piange, e lo stesso fa Napoli. Un uomo con tanti difetti, che diventava Dio sul prato verde. Diavolo e angelo. Di mano e di piede. Contro il nord razzista, contro gli inglesi imperialisti, contro il sistema e contro il mondo, anche contro se stesso. Rubato dalla droga e dall’alcool, sul campo rubava cuori e anima, di argentini e napoletani. Un ballo di un uccellino, ti salta col suo piedino, un colpo di testa, uno di spalla, poi il tacco, e ancora il tacco. Te lo fa con un pallone, ma anche con un limone. Ok, te la metto lì, e lui lo fa. Una botta, ad effetto e a palommella. Oltre una barriera, oltre i difensori, con i cuori oltre l’ostacolo. Maradona è meglio e Pele’, nuje tenimm ‘a Maradona, bom bom bom, allisciatece ‘o baston, iamm currite, amma vencere ‘o campionato. Una città lo piange, perché ha ricevuto da quell’uomo molto più di quanto molti napoletani le abbiano dato. Gli Scudetti, la Coppa Italia, la Supercoppa e la Coppa UEFA, uno stadio che urla “Diego”, una città che lo piange, sportivi che lo ricordano. Maradona e i suoi difetti, ma un cuore che lo ha fatto tornare sui suoi passi, fino al figlio riconosciuto. Il ricordo amorevole dei compagni. La Domenica Sportiva e un VHS. 90′ minuto, è il turno del Napoli, vediamoci che ha fatto Maradona. Un video su Youtube. Una foto di un giornale sbiadita. Una telecronaca che urla il suo nome. Diego è stato sinonimo del calcio, portavoce di classe, estro e sregolatezza, figlio di Dio, Dio del pallone, alla faccia di Eupalla, alla faccia dei poteri terreni. Ma tutto inizia e tutto finisce. Finisce l’uomo, ma non il ricordo, non la memoria. Finisce la vita terrena, ma il mito, per fortuna, continuerà per sempre.

