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roberta amorico al parco pubblico di pomigliano_
roberta amorico al parco pubblico di pomigliano_

“Io sono diabetica” è il videoclip di una canzone da pelle d’oca, note da brivido di una voce perfetta e di un pianoforte strappacuore per un pezzo, una cover arrangiata in modo sublime, il cui testo è l’involontario grido di aiuto di una ragazza dolcissima. Una ragazza che ha avuto il coraggio di confessare la sua sofferenza. “Perché non c’è solo il Covid, perché ci sono tante persone che hanno molte altre malattie pericolose. E io e mia sorella siamo tra loro: sin da quando eravamo piccole abbiamo il diabete di tipo 1. E col diabete 1 non si scherza: è bene che lo tengano presente tutti. Istituzioni in primis”. Sfoga tutto quello che ha in corpo Roberta Amorico, 17 anni, di Pomigliano, giovanissima e brava cantautrice nonché musicista in erba. La studentessa del liceo musicale di Acerra ha voluto riproporre al pubblico la sua cover nel mese della giornata mondiale del diabete. “Sono diabetica e mi sparo l’insulina con una siringhina, sono diabetica e vorrei solo mangiare ma siringhe devo fare: non è colpa mia ma è la glicemia”, le crude parole della canzone arrangiata dalla ragazza. Ma non è finita qui. Per completare meglio l’opera di sensibilizzazione sulla sua malattia la giovane ha scritto un’altra, bellissima, seconda canzone dal titolo altrettanto eloquente: “Fragile”. La musica stavolta è tutta sua. La clip è stata girata nel parco pubblico di Pomigliano. Risultato ? I profili Instagram e Tik Tok di Roberta, nome d’arte “Yughi”, hanno raggiunto quota 250mila follower. Il grido di allarme della giovanissima cantautrice è stato rilanciato con il sostegno del papà, Gaetano Amorico, un medico. “In Campania – spiega il dottore – sono circa 1500 i diabetici tipo 1 tra bambini e ragazzi fino ai 18 anni. 20mila in Italia”. “Si sa – aggiunge Gaetano – con il Covid la situazione si è complicata per le persone che soffrono altre malattie. Molte visite e molti controlli, pure per i pazienti diabetici, si possono effettuare solo on line per cui è tutto più difficile, in particolare per gli anziani che non sanno utilizzare computer e telefonini. Inoltre bisogna sempre stare attenti a reperire le attrezzature necessarie, i glucometri, i sensori per testare il livello della glicemia, i medicinali, l’insulina, le siringhe”. Un’esistenza sempre sul filo. Uno dei pericoli più grandi del diabete di tipo 1 è il coma da complicanza acuta dell’ipoglicemia notturna, cioè quando il tasso glicemico si abbassa sotto la soglia vitale, mentre si dorme. Ma l’ipoglicemia purtroppo può avvenire anche in tutte le ore, del giorno e della notte. “Io e mia moglie siamo sempre stati attenti – aggiunge Gaetano Amorico – penso però a tutte le persone che non possono essere assistite a casa adeguatamente da parenti o collaboratori domestici”. C’è inoltre, e non è certo cosa secondaria, il rapporto tra Covid e malati diabetici, il cui tasso di mortalità da Coronavirus è molto elevato. “Con il Covid i diabetici stanno peggiorando le loro condizioni di salute – racconta Santina Bruno, la mamma di Roberta – loro hanno bisogno di fare movimento, che è una terapia salvavita perché la vita sedentaria fa alzare i livelli di glicemia. Mi giungono notizie di diabetici che a causa di questa sedentarietà forzata sono state costretti al ricovero in ospedale. Ma molti di loro hanno avuto difficoltà a ricoverarsi”. “In questo momento – il rammarico di Roberta Amorico – tante malattie vengono messe da parte: diabete, anoressia, bulimia, cancro, depressione. Essere soli è la cosa peggiore”. Roberta insegue il suo sogno. “Ho intenzione -anticipa – di andare al conservatorio di San Pietro a Maiella. Voglio studiare pianoforte, canto e musicoterapia. Nel frattempo ho scritto molti testi in questa quarantena”. “Serve sempre avere qualcuno vicino e io sono stata fortunata – aggiunge Alessandra, 21 anni, la sorella maggiore – ho diversi amici diabetici che ho conosciuto per caso. Noi diabetici di tipo 1 siamo costantemente in ansia , l’ansia c’è sempre insieme a un senso di disadattamento e di stanchezza. E la glicemia provoca sbalzi d’umore. Ma noi  diabetici spesso ci sentiamo anonimi. La gente non conosce la nostra malattia”.